Rischio braccio di ferro tra Roma e Bruxelles

Tasse su casa e risparmio. Governo Meloni commissariato dall’Europa. Riforma del Patto Ue: una bomba pronta a esplodere per il nuovo governo di Centrodestra

(Di Alberto Maggi – affaritaliani.it) – Governo Meloni commissariato da Bruxelles, sotto tutela dell’Unione europea. Più che uno scenario un’ipotesi, anzi quasi una certezza, considerando che l’Ue si prepara a varare la riforma del Patto di stabilità e crescita, che quest’anno compie tre decenni, e che avrà – tanto per cambiare – un occhio di riguardo soprattutto per quei Paesi, Italia in testa, con un “debito ad alto rischio”.

I governi europei vogliono che le future norme europee sulla disciplina fiscale garantiscano una riduzione più realistica del debito pubblico, tengano conto della necessità di investire nella transizione ecologica e nella difesa dell’Unione, e siano più semplici da attuare.

I 27 Stati membri sono concordi nel ritenere che le regole debbano garantire che il debito pubblico – che a causa della pandemia è salito in media vicino al 100% del PIL – venga ridotto, “soprattutto laddove è elevato e anche in periodi di congiuntura favorevole”, ha spiegato qualche settimana il vicepresidente della Commissione europea per l’economia, Valdis Dombrovskis.

“Il nostro primo obiettivo rimane quello di garantire la sostenibilità del debito pubblico. Ciò  – ha dichiarato il vice presidente illustrando le linee generali  della prossima proposta di Bruxelles – richiederà aggiustamenti fiscali, riforme e investimenti. Questi tre elementi dovrebbero essere combinati per ottenere una riduzione realistica, graduale e sostenuta dei rapporti debito pubblico/Pil“.

La Commissione ritiene che, dati i diversi rapporti debito/Pil, non ci possa essere una soluzione unica per tutti, per cui si potrebbe lasciare agli Stati membri un maggiore margine di manovra per definire i loro percorsi fiscali, ma questo deve essere accompagnato da un’applicazione più rigorosa in caso di non conformità.

Si tratta, di fatto, di una bomba pronta a esplodere per il nuovo governo di Centrodestra. Il rientro dall’elevato debito pubblico, ora che la pandemia è quasi passata, sarà per l’Italia un percorso obbligato e controllato passo per passo da Bruxelles. Da qui il commissariamento.

A preoccupare i politici di Centrodestra, che a microfono acceso non lo ammetteranno mai per non spaventare il loro elettorato e i cittadini in generale, sono quelle “riforme” evocate dall’Ue per far rientrare il debito, all’interno della riforma del Patto.

“Riforme” significa – osservano con amarezza dalla maggioranza – che sulle pensioni, ad esempio, non si potrà andare troppo lontano dalla riforma Fornero, che il governo (Lega in testa) ha dichiarato più volte di voler evitare (senza interventi tornerebbe in vigore dal primo gennaio 2023). Ma attenzione, sottolineano dall’opposizione, “si rischia uno scontro Roma-Bruxelles altissimo e pericolosissimo”. “Riforme” può anche significare una tassazione del risparmio e della prima casa, visto che l’Italia – come sanno bene soprattutto in Germania – è il Paese con il più alto risparmio privato dell’Unione e il Paese che ha il maggior numero di proprietari di casa.

La paura nel Centrodestra è quella di avere di fatto le mani legate proprio su due temi chiave per il governo Meloni: le pensioni e soprattutto il Fisco. Mai tasse sulla casa è stato sempre lo slogan di tutto il Centrodestra, anche quando Mario Draghi discuteva di riforma del catasto. Ma le “riforme” imposte da Bruxelles potrebbero essere una doccia gelata in pieno inverno, anche sul fronte del risparmio (si pensi ai tanti libretti, depositi e tassazione sui titoli di Stato). Politicamente il pericolo è quello di uno scontro con la Commissione e, in ultima analisi, con i Paesi del Nord-Europa, guidati dall’austera Germania.

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4 replies

  1. Hanno gli occhi puntati sul nostro risparmio privato da tempo, quello messo da parte da nonni e genitori che sono stati i veri ammortizatori sociali degli ultimi 10 anni, la merkel vi faceva spesso riferimento, ma non gli era mai riuscito a succhiarlo e drenarlo completamente, occasione storica il regime emergenziale, con una crisi economica spaventosa, recessione, inflazione, quale situazione migliore per imporre tasse su quello che è rimasto e cartelle esattoriali, altrimenti parte il pignoramento senza preavviso, quindi o si prendono i risparmi o si prendono gli immobili con due soldi. Si tiene tutto con una logica maleficamente perfetta.

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  2. I poteri fortissimi della UE siano prudenti con il governo Meloni e con l’Italia per eventuali commissariamenti. Se salta l’Italia salta l’Europa e non solo.

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  3. Adesso la Meloni ha TRE grossi problemi con i suoi elettori, le promesse e le realizzazioni , detto semplicemente o cosi o pomi

    MES/DEBITO PUBBLICO
    RIFORME EU
    IMMIGRAZIONE

    “Il Dublino III non risolve i problemi che stanno alla base del sistema Dublino, il cui impianto si regge su un presupposto non corrispondente al vero, cioè che gli Stati membri costituiscano un’area con un livello di protezione omogeneo.Al contrario, tutti sanno che non è così perché le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo e i tassi di accoglimento di domande di protezione “simili” cambiano drammaticamente da un Paese all’altro. Ma non è tutto. Infatti, poiché allo stato attuale chi ottiene la protezione internazionale non ha poi la possibilità di lavorare regolarmente in un altro Stato UE, :
    ciò significa che, salvo eccezioni, lo Stato che viene individuato dal sistema Dublino come competente ad esaminare la domanda sarà poi anche lo Stato in cui l’interessato dovrà rimanere una volta ottenuta la protezione.
    Ciò non tiene conto né delle aspirazioni dei singoli (o dei loro legami familiari o culturali con alcuni Paesi) né delle concrete prospettive di trovare un’occupazione nei diversi Paesi europei. Come se Malta, la Grecia, la Germania, la Svezia fossero la stessa cosa.”
    https://www.fpcgil.it/regolamento-dublino/

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