
(Stefano Rossi) – La c.d. famiglia nel bosco ha smosso tante emozioni e diviso tutti noi.
Ora c’è la perizia della dott.ssa Simona Ceccoli, psichiatra presso la Casa Di Cura Villa Letizia, nominata dal Tribunale per i minorenni de L’Aquila, secondo la quale, i genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, “hanno tratti di personalità che potrebbero incidere sulle capacità genitoriali in funzione dei bisogni evolutivi dei minori”.
Potrebbero.
Pertanto, sempre secondo la responsabile della qualità di una casa di cura, i figli presenterebbero “un’immaturità neuropsicologica”.
Chissà perché mi torna in mente l’intervista che l’ingegnere Carlo De Benedetti ha rilasciato ad Aldo Cazzullo di recente.
Doverosa premessa per i più giovani.
Carlo De Benedetti e Gianni Agnelli sono stati due imprenditori tra i più importanti ed influenti dell’Italia negli anni ’80 e ’90. Gianni Agnelli fu presidente della Fiat quando era la fabbrica più grande ed importante d’Europa, e lui l’uomo più potente del nostro Paese. Rifiutò la nomina a presidente del Consiglio da parte di Giovanni Spadolini.
Dunque, raccontando alcuni episodi, De Benedetti ricordava di essere a colloquio con Gianni Agnelli a Villar Perosa, quando la figlia entrò nello studio rapata a zero.
Il padre, sorpreso, chiese il motivo. La risposta fu “Almeno ti sei accorto di me”.
Il figlio maschio si suicidò lanciandosi da un cavalcavia ed erano noti i rapporti tesi con il padre sempre assente ed impegnato nel lavoro.
Ecco, se dovessimo mai essere sottoposti a visite psichiatriche, credo che buona parte delle famiglie rimaste unite, verrebbe sparigliata come carte da gioco sul tavolo verde.
La cosa peggiore che ci può capitare è quella di trovare una persona che, per farci del bene, ci distrugge la vita.