Bollette e maxi aumento per la luce. Servono altri 20 miliardi

(quotidiano.net) – Roma, 29 settembre 2022 – Chi si aspettava uno sconto in bolletta almeno per il gas, dopo il crollo dei prezzi in Italia registrato nelle ultime settimane, resterà sicuramente deluso. L’attacco ai gasdotti Nord Stream ha di nuovo fatto volare le quotazioni e riportato l’allerta al massimo livello. E, dal momento che le cattive notizie non arrivano mai da sole, si prevede una nuova maxi stangata sulle bollette della luce nel mercato tutelato per i prossimi tre mesi. I particolari dell’aumento saranno diffusi oggi. Ma il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, ha già parlato ieri di una “variazione rilevante” e le associazioni dei consumatori azzardando addirittura un balzo in avanti di almeno il 60 per cento. Se non di più. Un salasso dopo l’altro. Mentre il governo già corre ai ripari. Allo studio un nuovo decreto di emergenza che potrebbe arrivare ai 20 miliardi da approvare anche prima della legge di bilancio. Nel provvedimento, nuovi interventi a sostegno di famiglie e imprese, per “neutralizzare” la nuova stangata sulle bollette. Oltre all’alleggerimento degli oneri e al credito di imposta per le imprese, si stanno studiando anche bonus ad hoc per le micro-imprese e le famiglie più in difficoltà. I fondi potrebbero essere raccolti anche attingendo alla dote delle risorse europee non spese.

L’impennata del gas

L’attacco al gasdotto ha avuto un effetto immediato sui mercati dove il prezzo è schizzato a 207 euro a megavattora, con un aumento dell’11%. Ad alimentare le preoccupazioni anche i rumors arrivati dalla Germania con l’ipotesi di un danno strutturale all’infrastruttura più importante per il trasporto del gas in Europa. La situazione potrebbe, insomma, ulteriormente peggiorare, tanto che fra Palazzo Chigi e il ministero della Transizione ecologica ieri c’è stato un fitto scambio di telefonate. Anche se, per ora, la situazione è sotto controllo. Intatti il livello degli stoccaggi del gas ha ormai raggiunto l’obiettivo del 90%, con qualche settimana di anticipo rispetto alla scadenza di fine autunno. E il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, alza addirittura l’asticella puntando a raggiungere il “92-93% di riempimento per garantire maggiore flessibilità in caso di picchi sui consumi invernali”.

Ma è evidente che l’attacco al gasdotto rischia di rendere la situazione più complicata. L’argomento sarà al centro del vertice europeo dei ministri dell’Energia in programma domani. Sarà l’occasione per rilanciare anche la questione del price cap, ovvero di un tetto al prezzo del gas nel Vecchio Continente. Il commissario Ue, Paolo Gentiloni è ottimista. Mentre, sul fronte italiano, prosegue la strategia per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Ma, per centrare l’obiettivo della indipendenza dal gas russo, ha avvertito ieri l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, sono oggi più che mai necessari i rigassificatori. E il numero due di Snam, Stefano Venier, ha confermato l’ottimismo sul via libera dell’impianto di Piombino entro la scadenza del 30 ottobre.

La stangata sulle bollette

Ma l’attenzione dei consumatori è concentrata sulle decisioni dell’Arera, l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, sulle nuove tariffe dell’elettricità riservate al mercato tutelato per famiglie e imprese dal primo ottobre. Ieri il presidente dell’Agenzia ha già parlato di una “variazione estremamente rilevante per i consumatori”. E la società di ricerche indipendente Nomisma energia ha già stimato un rincaro delle bollette di almeno il 60%. Mentre per quanto riguarda le tariffe del gas, l’aggiornamento avverrà ogni mese e non ogni tre e sarà “ex post” e non più “ex ante”. Sapremo, quindi, solo nei primi giorni di novembre se potremo avere qualche buona notizia sul fronte del gas dopo le diminuzioni dei prezzi registrati in Italia nelle ultime settimane, anche per effetto di una serie di congiuntura climatiche favorevoli e per un aumento dell’offerta dovuta alla politica di risparmio energetico. Nel frattempo l’Arera non farà più riferimento al Tft del mercato di Amsterdam, ma alla media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso Psv italiano, che sono molto più bassi. Ma è molto probabile che le tensioni sui prezzi renderanno più difficili i nuovi sconti.

Bollette luce e gas alle stelle: cosa succede se non si pagano? Le regole per i morosi

Bollette luce e gas, a ottobre arriva la stangata. Ma cosa succede se non si paga? Ecco le regole per i morosi spiegate dall’avvocato Lina Sguassero, collaboratrice di Consumatori attivi.

Cosa succede se non si pagano le bollette di luce e gas?

“La sospensione delle forniture non è immediata – chiarisce l’avvocato -. Prima arriva un sollecito di pagamento tramite raccomandata o Pec, con la messa in mora del cliente e la richiesta di pagamento. Il termine per adempiere non può essere inferiore a 15 giorni”.

Cosa succede per le bollette elettriche?

“Se non si paga entro 15 giorni viene ridotta del 15% la potenza della fornitura. Dopo quella scadenza, se non si è ancora saldato il debito, allora la fornitura verrà disattivata, e dunque sospesa. Se poi si paga il debito si potrà ottenere il ripristino della fornitura nelle 48 ore successive. Se invece la morosità persiste, e decorrono altri dieci giorni, la fornitura verrà definitivamente chiusa. Per poterla riattivare, si deve stipulare un nuovo contratto, che naturalmente ha un costo”.

Che cosa succede invece per il gas?

Non è prevista riduzione. Ma nei 15 giorni successivi alla diffida se non c’è il pagamento avviene la sospensione della fornitura e dopo 10 giorni abbiamo anche in questo caso la chiusura del contratto”.

Il fornitore può sospendere il servizio senza preavviso?

“Assolutamente no. Non è mai possibile sospendere la fornitura senza un preavviso al cliente. Nel mercato libero poi i termini possono essere diversi, più tutelanti”.

Chi sono i morosi incolpevoli?


“Quelli che per la prima volta non riescono a pagare le bollette entro la scadenza, considerati gli importi sproporzionati. È una categoria molto citata dalla politica ma ad oggi non esiste una definizione. Sarebbe invece necessario arrivarci perché a queste persone non vengano chiesti gli interessi di mora quando non riescono a pagare. Credo che il parametro possa essere un indicatore Isee, già utilizzato in altri casi”.

I mancati pagamenti in un condominio ricadono sugli altri?

“Diciamo che l’amministratore ha due strade: può recuperare attraverso un’azione legale gli importi  dei condomini morosi. Ma per fare una causa i tempi non sono affatto brevi. E poi la persona potrebbe essere incapiente e quindi il recupero diventerebbe impossibile. L’alternativa è questa: o gli altri condomini si sobbarcano l’onere di anticipare queste spese – ma è una situazione veramente paradossale – oppure il condominio si deve essere già premunito con un fondo. Altrimenti diventa un problema serio. Ci sono già diversi allarmi da questo punto di vista. Soprattutto il problema scatta quando tante persone non riescono a pagare”.

“Sì, lo ritengo  possibile. Bisogna ricordarsi che fino ad aprile c’era la possibilità di rateizzare le bollette in 10 tranches senza interessi. La misura potrebbe essere riproposta, anzi è una delle richieste avanzate dalle associazioni dei consumatori, anche dalla nostra. E sarebbe anche interessante evitare la maxi-rata iniziale”. 

Quando si può chiedere la rateizzazione delle bollette?

“Sempre, quando l’importo è superiore a 50 euro. Questa è la rateizzazione ordinaria. L’autorità stabilisce: la rateizzazione può essere concessa se arriva una bolletta di conguaglio con un importo superiore al 150% dei consumi stimati degli ultimi 12 mesi. Oppure se c’è stato un malfunzionamento del contatore o una mancata lettura. Questi sono i casi ordinari che esistono da sempre. Altrimenti si deve trovare un accordo tra il cliente e il fornitore. Oppure devono essere predisposte misure speciali, come è successo fino a qualche mese fa”.