La stra-vittoria di Sergio Costa e la legge del contrappasso

(Roberta Labonia) – A Napoli Fuorigrotta non ce n’è stato per nessuno: a vincere nel prestigioso uninominale (da solo vale mezza Napoli), è stato lui, il Generale Sergio Costa, l’uomo che gran parte della sua carriera l’ha passata a combattere le ecomafie. Ministro dell’Ambiente e punta di diamante dei 5 Stelle nei due Governi Conte è grazie a lui se l’Ambiente è entrato nella nostra Costituzione come un bene da tutelare, non da sfruttare. La legge “Salva Mare”, che consente la raccolta dei rifiuti in mare da parte dei pescatori (pensate, pratica prima punita dalla legge), si deve al suo incessante lavoro di ministro, solo per menzionare alcuni dei suoi successi parlamentari.

Sergio Costa non ha vinto, ha stra-vinto a Napoli Fuorigrotta. Ed è toccato proprio ad un uomo specchiato come lui di umiliare due dei tanti voltagabbana che in questo fine legislatura hanno cambiato casacca. Parliamo innanzitutto del traditore n°1 per importanza del M5S, Luigi Di Maio. Costa lo ha affondato proprio a casa sua.

Nel 2018 fu Di Maio a portare Sergio Costa in Parlamento per farne il Ministro dell’Ambiente e oggi, neanche il tempo di allestire il suo partituncolo, è stato proprio Sergio Costa a sbatterlo fuori dal Parlamento e con lui quegli altri 64 sfessati che lo hanno seguito. La legge del contrappasso funziona, eccome se funziona. Adesso che i suoi giorni da Ministro degli Esteri sono contati a Giggino ‘a poltrona non resta che fare gli scatoloni nella sua bella stanza della Farnesina e sperare che Draghi, il suo mentore, gli trovi una poltroncina in qualche galassia del potere di sua conoscenza.

E non è finita: Sergio Costa, nel suo collegio, ha battuto anche un’altro dei Ministri Draghi, quello per il Sud Mara Carfagna, anche lei campana, una che dopo 16 anni di militanza nel partito di Berlusconi che, come sua prassi consolidata, la pesco’ nelle sue tv dove da showgirl la fece deputata, nello scorcio di questa legislatura ha tentato il colpaccio passando con Azione di Calenda come niente fosse. Stessa sorte, detto per inciso, è toccata alla sua compagna di transumanza Maria Stella Gelmini a Treviglio, nella sua Lombardia, sconfitta dal suo ex compagno di partito, il diplomatico Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri nel governo Monti e chi lo sa, forse anche in questo prossimo della Meloni.

Ora alle due tranfughe berlusconiane non resta che sperare di essere ripescate nel proporzionale, ma con i pochi seggi rimediati dalla premiata ditta Renzi&Calenda non sarà impresa facile.

La morale di tutto questo è che ogni tanto la vita premia i giusti e, per mano loro, castiga i traditori.

2 replies

  1. Vorrei personalmente ringraziare Roberta Labonia per questo articolo. Purtroppo non ho mai avuto occasione di incontrarla, ma se succederà le ricorderò proprio questo bell’articolo.

    "Mi piace"