Class action per i danni provocati

Con l’abituale franchezza Massimo Cacciari ha dichiarato alla Stampa che “se davvero la somma dei voti di chi si oppone al centrodestra sarà superiore a quello dei voti dello stesso centrodestra, i vertici del centrosinistra dovrebbero solo tirarsi una cannonata sulle palle […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Con l’abituale franchezza Massimo Cacciari ha dichiarato alla Stampa che “se davvero la somma dei voti di chi si oppone al centrodestra sarà superiore a quello dei voti dello stesso centrodestra, i vertici del centrosinistra dovrebbero solo tirarsi una cannonata sulle palle”. Diciamo allora che il leader dagli occhi di tigre, e i suoi sodali, avrebbero salvato i gioielli della corona dalle ire del filosofo veneziano per tre soli punti.

Poiché, rispetto al 44,2% ottenuto il 25 settembre dal destra-centro, sommando Pd e 5Stelle si ottiene il 41,4%. I soliti acquartierati nei giornali al seguito, continuano a sostenere, perbacco, che in politica non sempre, anzi quasi mai, uno più uno fa due. Quando, disgraziatamente, il blocco FdI, Lega, Forza Italia sta lì a dimostrare che uno più uno più uno può fare 43,2. E che con una appena sufficiente conoscenza dei meccanismi della legge elettorale si può agevolmente controllare il parlamento e conquistare il governo.

Tuttavia, scopo di questo breve scritto non è piangere sul latte versato bensì esprimere la profonda incazzatura di un elettore del centrosinistra, in rappresentanza di altri milioni di elettori, trascinati come lui verso una sconfitta annunciata da un gruppo dirigente vittima, nel migliore dei casi, “di una catastrofe mentale” (Cacciari). Poiché, dopo averci frantumato i timpani denunciando il pericolo del fascismo alle porte questo Cln alle vongole ha deciso di affrontare il braccio teso con le mani alzate.

In un partito abituato a cannibalizzare i propri segretari la disfatta di domenica è stata giù liquidata con l’annuncio della non ricandidatura di Enrico Letta al prossimo congresso. Troppo facile. Come ha scritto Gad Lerner su questo giornale, il 6 agosto scorso sono stati i 208 membri della direzione nazionale del Pd (da Alfieri a Zingaretti) ad approvare all’unanimità la proposta lettiana di andare alle elezioni anticipate con una lista “aperta ed espansiva”. Con il solo requisito che venisse escluso in partenza da qualsiasi alleanza il M5S, annoverato al pari di Lega e FI quale facente parte del “trio della irresponsabilità”.

Davanti a questa resa totale e premeditata verrebbe voglia di invocare una class action, come accade per le azioni collettive promosse da consumatori e utenti contro chi ha procurato loro un evidente danno. Coloro che hanno mandato gli elettori del Pd allo sbaraglio, agevolando la vittoria del fronte avversario non dovrebbero essere costretti a risarcire un patrimonio di valori e di sentimenti, svenduto? E per cosa poi?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

7 replies

  1. E se invece il centro sinistra, per la paura di non saper saper risolvere i problemi che questo autunno attende il popolo italiano, abbia deliberatamente scelto di auto sconfiggersi??

    Piace a 1 persona