Kharkiv: cosa farà Putin?

(Anna Zafesova – la Stampa) – «Tutti i residenti devono partire immediatamente per la Russia, per salvarsi la vita»: l’ordine di Vitaly Ganchev, il “comandante” di Kharkiv nominato dagli occupanti russi, dice della situazione più delle cartine che cambiano colore, delle foto dei militari che sventolano bandiere giallo-azzurre all’ingresso delle città, e delle bugie dei portavoce di Mosca. 

Gli invasori sono in fuga, vengono accerchiati e distrutti, in una controffensiva ucraina che era stata ampiamente annunciata, ma che nemmeno gli analisti più ottimisti avevano ipotizzato così fulminea e devastante. Fino a un paio di settimane fa il Cremlino insisteva ancora per tenere dei “referendum” di annessione dei territori occupati dai quali oggi stanno fuggendo in code interminabili i militari russi e i collaborazionisti locali. 

Fino a un paio di settimane fa affermare che l’Ucraina avrebbe vinto – riconquistando le regioni invase e ricacciando le truppe di Mosca oltre confine – suscitava, almeno nel dibattito mediatico italiano, un’incredulità palese. Fino a pochi giorni fa, perfino molti amici occidentali dell’Ucraina si preparavano a una lunga e faticosa guerra, che si sarebbe conclusa con un doloroso compromesso, e i suoi nemici invitavano a non prolungare le sue sofferenze aiutandola a resistere.

Era evidente che il destino dell’Ucraina – come della Russia, e dell’Europa – si sarebbe deciso sui campi di battaglia di Kherson, di Kharkiv, del Donbass. Quello che però forse perfino gli strateghi di Kiev non avevano previsto è la violenza, e la rapidità di un’avanzata apparentemente inarrestabile che sta entrando nei libri di storia militare mentre è ancora in corso: gli ucraini hanno riguadagnato in quattro giorni più terreno di quanto i russi avessero conquistato negli ultimi quattro mesi. 

Una controffensiva cresciuta a valanga, al punto che ora il comando di Kiev sta cercando di arginare i trionfalismi, mentre sui social si riversa un fiume di filmati e foto che, anche se fossero per metà falsi, testimoniano inequivocabilmente la catastrofe dei russi. E in questa guerra online, le immagini sono tutto: gli scheletri carbonizzati dei carri armati russi, i cadaveri dei soldati abbandonati nei fossati, contrapposti ai volti raggianti dei militari ucraini e le vecchiette dei villaggi liberati che gli offrono frittelle appena sfornate, costruiscono i fotogrammi di un film che sarà impossibile da far dimenticare.

La guerra non è ancora finita, ma la vittoria ucraina non è più un sogno, e il sapore amaro della sconfitta viene avvertito tangibilmente dai russi. «Il 10 settembre sarà il Giorno-in-cui-gli-occhi-hanno-iniziato-ad-aprirsi», scrive la celebre blogger dissidente Nika Belozerkovskaya, notando come per la prima volta in vent’ anni la società russa si ritrovi unita: «Dai patrioti con la Z ai liberali, dalla destra alla sinistra, dai moderati ai radicali, tutti sono d’accordo sullo stato reale delle cose». 

Cioè sul collasso del “secondo esercito del mondo”. Perfino i canali Telegram dei falchi dell’esercito e dei servizi, gli ultranazionalisti del giro duginiano e i reporter di guerra idoli della propaganda del Cremlino stanno dando del comandante supremo russo giudizi denigranti. Sui social, la faccia del presidente russo attira migliaia di icone con il pollice verso: i ruoli del forte e del debole si sono ribaltati, e il debole non piace a nessuno.

Mentre le truppe di Zelensky prendono a cannonate gli scenari di una lunga guerra di attrito e di un “conflitto congelato”, il presidente russo ieri ha fatto finta di nulla. Ha inaugurato una gigantesca ruota panoramica a Mosca, e il suo ufficio stampa promette «telefonate internazionali nei prossimi giorni».

Vladimir Putin è stato fin dagli esordi il presidente delle guerre, anche se finora aveva trionfato, dopo anni e a prezzo di immensa brutalità, soltanto su avversari privi di aviazione e artiglieria, come i ceceni, i georgiani e i siriani. Una guerra persa fa crollare il sistema putinista come un castello di carte, e ora sono i suoi stessi fedelissimi a rinfacciargli quello che per i suoi critici non era mai stato un segreto: la corruzione totale, le bugie dei cortigiani, la falsità della propaganda, l’arretratezza tecnologica e la fragilità di un’economia che va a gas, la povertà del popolo e l’inefficienza della nomenclatura. 

La follia del leader è diventata in un solo giorno evidente a tutti, e i fuochi d’artificio che ieri sera hanno illuminato la capitale russa per il compleanno della città sono apparsi in stridente contrasto con un esercito che sta scappando dall’Ucraina, nuova potenza militare in un’Europa nella quale la Russia di Putin non potrà più tornare. Al padrone del Cremlino non restano molte scelte: o gioca il tutto per tutto schiacciando il bottone nucleare, o inizia una de-escalation per cercare di salvare quel che resta del suo regime.

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61 replies

  1. L’articolo è dell’istituto Luce, stessi toni ai limiti del delirio, nella migliore delle ipotesi rispecchia l’entusiasmo di un ragazzo che vince la mano di PlayStation. Senza imbarazzo, La Stampa , basta la parola

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  2. Ma la giornalista Zafesova per caso è ucraina? I toni sono da: “la guerra è finita, abbiamo vinto! Putin è in ritirata”. E dovremmo pure crederle? Mah!

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    • Ricorre agli stessi toni della stampa, fa riferimento alle Fonti ucraine….. perdite tra gli ucraini? Zero, dal primo giorno ne fosse morto uno. Stasera in diretta dal Fatto on line ci sono prof Orsini e il gen. Mini, mi fido solo di loro perché indipendenti dalla propaganda

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      • Secondo alcuni le perdite in questa controffensiva degli ucronazi ammontano a più di ottomila morti e un numero imprecisato di feriti ma come ben sappiamo per gli angloammeri-cani, i veri autori, i morti ucraini non contano niente.

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      • Cagliostro, questa controffensiva consiste nel mandare al massacro truppe di ucraini per fare scrivere queste 4 cacchiate a noi, in effetti le truppe russe si sono ritirate è vero, come succede un po’ quel che capita coi maremoti. È un momento molto delicato, perché la Russia deve decidere se sciogliere tutt’e due le mani ed irrompere con tutto il suo potenziale, e a questo punto potrebbe entrare in campo la Nato, con tutte le conseguenze. La mia preoccupazione è anche per i nostri connazionali che, non solo non ci hanno capito una mazza, non solo vanno appresso a questi pennivendoli collusi, ma fanno il tifo come fosse una partita di pallone o il film con gli indiani, mentre si sta spingendo verso l’uso del nucleare tattico, noi stiamo spingendo, andando appresso a questi cialtroni

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    • @Zorro.
      Le conclusioni cui giunge Gaiani di Analisidifesa mi sembrano molto diverse da quelle della Zafesova.
      Vale sempre la regola di leggere gli articoli fino in fondo.
      “”””
      Nelle prossime ore sarà possibile prendere in considerazione l’entità completa della sconfitta russa e l’impatto che avrà sulle operazioni in Donbass, sul fronte di Kharkov ma anche sul Fronte Meridionale, specie se cedessero le linee di difesa russe che proteggono la regione e la città di Kherson, anticamera della Crimea.

      Kiev potrebbe essere tentata dallo sfruttare il successo conseguito buttando nella battaglia, sui diversi fronti incluso il Donbass, tutte le truppe disponibili per riconquistare più terreno possibile ma su questo tema molto dipenderà anche dalle valutazioni degli anglo-americani che supportano i comandi ucraini.

      2022-08-24-rankovi-obstrily-mist-ukrayiny-24-serpnya

      Il ritiro da Izyum e la caduta di Kupjansk, probabilmente senza una significativa resistenza, potrebbero indicare la volontà di Mosca di arretrare le posizioni per accorciare le linee in attesa di nuovi rinforzi.

      Le informazioni diffuse in serata circa la presenza di avanguardie ucraine alla periferia di Lisichansk, cittadina della regione di Luhansk, conquistata dai russi ai primi di luglio, indurrebbe a ritenere che le nuove linee russe corrano lungo il fiume Seversky Donetsk (che le truppe di Mosca avevano faticosamente attraversato nei mesi scorsi) o ancora più a est mentre gli ucraini confermano aspri combattimenti contro le forze di Mosca alla periferia di Lyman, nella regione di Donetsk a sud-est di Izyum.

      Il governatore ucraino della regione di Lugansk, Serhiy Haidai, ha detto che i residente alla periferia della cittadina hanno visto arrivare i militari ucraini che avrebbero preso il controllo anche di Kreminna, a nord di Severodonetsk.

      La sconfitta potrebbe determinare pesanti conseguenze a Mosca con la rimozione di vertici politici e militari ma soprattutto potrebbe imporre cambiamenti rilevanti nel modo con cui la Russia affronta questa guerra, combattuta finora con forze palesemente insufficienti compensando con l’intenso impiego di corazzati, artiglieria e aeronautica la cronica carenza di truppe.

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      La priorità di ridurre al minimo indispensabile perdite e numero di truppe impegnate si è rivelata un limite fin dall’inizio del conflitto pur tenendo in considerazione che probabilmente a Mosca sembrano aver valutato che il tempo giocasse a loro favore, indebolendo gli ucraini e almeno la parte europea degli sponsor di Kiev, alle prese con una gravissima crisi energetica ed economica.

      Se il Cremlino ha finora puntato a condurre l’“operazione speciale” limitandone il più possibile l’impatto sulla popolazione e l’economia russa, dopo la sconfitta di queste ore potrebbero crearsi le condizioni per almeno due sviluppi: da un lato il crollo della fiducia dell’opinione pubblica e dell’establishment russi nella dirigenza politica e militare, dall’altro determinare un forte richiamo patriottico alla riscossa nazionale.

      z-s-u-3

      Un contesto che potrebbe favorire l’invio di truppe fresche da altre regioni della Federazione, una maggiore mobilitazione di riservisti e arruolamenti allargati non più su base volontaria fino a giungere alla mobilitazione parziale o addirittura generale che renderebbe però impossibile non definire “guerra” l’operazione in corso in Ucraina.

      Un contesto che potrebbe venire favorito dal sempre più evidente e concreto supporto offerto a Kiev da USA, Gran Bretagna, Polonia e altre nazioni NATO non solo in termini di forniture di armi ed equipaggiamenti ma anche di intelligence e presenza sul terreno di consiglieri militari. Un’escalation dell’impegno occidentale che Mosca aveva in più occasioni stigmatizzato fino ad annunciare la scorsa settimana che gli Stati Uniti erano a un passo dal coinvolgimento diretto nel conflitto.

      Tale coinvolgimento, unito alle sanzioni imposte dall’Occidente, potrebbero costituire in Russia il collante ideale, anche in termini mediatici e propagandistici, per innalzare necessariamente il livello di mobilitazione contro un nemico che a questo punto non può più essere solamente il governo di Kiev ma l’intero Occidente.

      Con tutte le preoccupanti conseguenze del caso.

      @GianandreaGaian”””

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      • Ex analista Cia

        “Quindi perchè è importante? Il processo che un qualsiasi primo esercito mondiale (ad esempio, Stati Uniti, Russia, Ucraina) segue nello spostamento di truppe ed equipaggiamenti da un punto a un luogo distante segue un processo di pianificazione ben definito.

        Il processo di pianificazione seguito da Patton è simile a quello che usa oggi l’esercito americano. Il sistema attuale è noto come Joint Operation Planning and Execution System , noto anche come JOPES. Sono stato coinvolto nello scripting e nell’esecuzione di oltre 240 esercizi di risposta alle crisi. Ho lavorato per 23 anni per l’uomo che ha scritto JOPES, quindi ho un’idea del processo. Me l’ha sbattuto addosso. Inizia con un ordine di allerta (ad es. Preparati ad agire) solitamente seguito da un ordine di avviso (ad es. Houston abbiamo un problema specifico, dicci come pensi di risolverlo). Il comando militare che riceve l’ordine di avvertimento incarica immediatamente il proprio personale di preparare i Corsi d’Azione, noti anche come COA.

        Tali COA vengono quindi rispediti tramite un messaggio scritto che indica quali forze sarebbero state utilizzate, quali risorse (ad esempio, supporto aereo, artiglieria, veicoli, assistenza medica, ecc.) Sono necessarie per eseguire il COA. Il COA per l’organizzazione e il dispiegamento di un’unità per le operazioni speciali è molto più semplice e richiede meno tempo di quello necessario per organizzare e schierare battaglioni e reggimenti di soldati.

        Una volta approvato il COA, le unità militari interessate ricevono un ordine di schieramento. Vuol dire quello che dice. Le unità militari individuate per l’azione iniziano a muoversi via treno, camion o aereo. Dipende dall’operazione. Ma si stanno muovendo e non iniziano l’azione fino a quando i comandanti non ricevono un ordine di esecuzione.

        Poiché gli Stati Uniti e la NATO sono direttamente coinvolti nella pianificazione militare dell’Ucraina, sono certo che abbiano seguito il processo JOPES. Ciò significa che la pianificazione dell’offensiva di Kharkov è iniziata probabilmente il primo settembre, forse anche prima, cioè luglio o agosto. L’assemblaggio e lo spostamento degli uomini e delle attrezzature nei punti di schieramento ha richiesto del tempo. Non è stato fatto durante la notte.

        Non ho familiarità con il sistema di pianificazione russo, ma sono abbastanza sicuro che i russi seguano una procedura simile a quella di JOPES. È importante capirlo con riferimento all’offensiva in corso intorno a Kharkov. Le forze russe hanno iniziato a spostarsi nell’area giovedì 8 settembre. E stiamo parlando di centinaia di camion, carri armati, artiglieria rimorchiata e truppe.

        Quindi, la Russia è stata colta di sorpresa? No. Avevano un preavviso di almeno una settimana dell’imminente attacco ucraino. Se vuoi credere che il servizio di intelligence russo sia incompetente o sia stato ingannato in questa operazione, goditi la fantasia. I pianificatori russi avevano un paio di scelte. Avrebbero potuto spostare le loro forze in posizione prima, ma ciò avrebbe avvertito gli ucraini e l’ovest che l’offensiva pianificata era stata compromessa.

        In alternativa, i pianificatori russi potrebbero aver deciso di mascherare i loro movimenti e fare scelte su quali villaggi e città difendere e quali abbandonare. Se la Russia si fosse mossa preventivamente per rafforzare Izyum, ciò avrebbe sollevato bandiere di avvertimento per i pianificatori ucraini e della NATO.

        Sono d’accordo con l’opinione di Andrei Martyanov: i russi sapevano che stava arrivando e hanno scelto di lasciare che gli ucraini inondassero la zona per colpire infine le forze ucraine con un massiccio contrattacco. Gli ucraini non sono più in posizioni difensive fortificate e le loro linee di comunicazione per supportare le truppe avanzate sono ora definite con precisione. L’attacco ucraino non ha distrutto né interrotto le risorse aeree, di artiglieria, missili e missili della Russia. Attaccare le unità ucraine è un compito più facile, non più difficile.

        Non sono a conoscenza del piano russo. Ma quello che so è che il processo di pianificazione richiesto per dispiegare le truppe e le attrezzature che si spostano a Kharkov non è stata una risposta presa dal panico. Hollywood può creare l’illusione di un rapido movimento delle truppe militari, ma il mondo reale richiede unità di allerta, assicurarsi che siano adeguatamente rifornite e quindi intraprendere il compito logistico di spostare quelle unità in combattimento. Ciò significa che la pianificazione è stata deliberata, non una risposta alla crisi”

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  3. Salve figli di Pootteen, come butta?,
    🙂😁🤭🤭🤭
    Com’era la storia della tonnara? Se ti tagliassero le vie di comunicazione verso l’avamposto conquistato il tonno diverresti TU, soldatino (Di LEVA) russo.
    Che esercito meraviglioso, degno rappresentante della cupola clepto-mafiosa che si è impossessata della Russia, permettendo una corruzione vergognosa che si accompagna alla povertà stracciona che non ha mai abbandonato quel popolo, tranne forse le città di Mosca, Pietroburgo ed Ekaterinburg, aperte alla cultura occidentale e più cosmopolite.
    La propaganda del capo, trasmessa con le solite modalità velinare pure sul blog , nulla possono contro la realtà fattuale.
    Esercito di disperati, criminali, integralisti slamici da circo e nazimercenari del Wagner group.
    Guarda guarda che combinano:

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  4. Corruzione, peculato, nonnismo, mancanza di preparazione, assenza di spirito d’appartenenza, trattamento economico risibile, rischio elevato di finire ammazzato dal nemico, sono, assieme a tante altre, le ragioni che stanno conducendo l’esercito meraviglioso di Pootteen a implodere su se stesso prima ancora che della controffensiva Ucraina.
    Il prezzo del gas per megawatt ora è già sceso sotto quota 200 € la settimana appena trascorsa.
    Vi avevo informati che la speculazione potrebbe impostarsi pure al ribasso. Next step 100€???
    Quale sarebbe il prezzo che costringerebbe un umiliato Putin a cercare un accordo di pace?
    Vuole perdere Donbass, Crimea e qualche Repubblica separatista della Federazione?
    Fino a quando sabbie conveniente vendere a sconto il petrolio a Cina e India, ma pure del dittatore turco alle prese con una pesante crisi economica interna?
    Sui cereali ha detto una balla colossale minacciando il taglio delle forniture all’Europa.
    Ieri sera su RaiTre ho scoperto che la Russia è solo l’11° produttore mondiale di cereali, mentre l’Ucraina addirittura 25°.
    I prezzi altissimi sono frutto di speculazione che parte dalla borsa merci di Chicago, la più importante del pianeta. E la merce viene movimentata da 4 multinazionali che da sole detengono il 70% del mercato. Che di tale produzione il 60% è destinata all’alimentazione animale degli allevamenti intensivi.
    Comunque la Russia con questa guerra, pardon, Operazione Militare Speciale, entrerà nei libri di storia per la sua epica figura di…l’alta.

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  5. Il punto cruciale lo ha sottolineato Gilles poco sopra.

    Ed analoga conclusione la si puo’ leggere in calce al richiamato link del sito di analisidifesa.it (parziale od imparziale che sia):

    “Tale coinvolgimento, unito alle sanzioni imposte dall’Occidente, potrebbero costituire in Russia il collante ideale, anche in termini mediatici e propagandistici, per innalzare necessariamente il livello di mobilitazione contro un nemico che a questo punto non può più essere solamente il governo di Kiev ma l’intero Occidente.
    =====>Con tutte le preoccupanti conseguenze del caso.”

    Ecco il punto:
    ===>le conseguenze del caso!!!
    Se “la Russia perde” c’e’ il rischio concreto (quasi certo) che Putin alzi il livello (o vogliamo pensare che lui se ne torni a Mosca con le pive nel sacco? Vi sembra il tipo???).
    E quando si alza il livello che facciamo?
    Lo alzano anche gli States (ergo lo alziamo, indirettamente, anche noi)?
    Danno/diamo il via all’opzione nucleare???

    Possibile che sia cosi’ difficile capire che piu’ questa guerra dura piu’ c’e’ il rischio che se ne perda il controllo????
    E’ cosi’ diffciile da capire cristoddddidio… (per noi poi che siamo seduti su centinaia di bombe nucleari)???

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    • Mobilitazione generale DI CHI? Senza bestemmiare. Bestio
      Se tutta la popolazione venisse costretta ad imbracciare armi col rischio di morire, siete così sicuro che troverebbero il consenso necessario?
      Crepare per difendere chi e cosa? La vita da nababbi della cupola clepto-mafiosa di oligarchi corrotti e sanguinaria?
      Ma davvero credete che la popolazione sua così stupida e plagiata? Nelle metropoli la situazione reale sulla guerra è conosciuta.
      Sarebbe solo un gesto eclatante per salvarsi il Qlo, ma senza alcuna certezza di riuscita.
      Questo è il momento per capi di Stato come Macron, per politici come Conte, la Merkel di intervenire per proporgli una via d’uscita diplomaticamente onorevole, senza umiliare i russi.
      Ma sta al sanguinoso dittatore COMPRENDERLO.
      Deve essergli chiaro che il suo arroccamento non porterà giovamento ad alcuno, lui in primis.
      Intanto Lavrov ha accennato per la prima volta a NEGOZIATI CON KIEV, pur con mille distinguo.
      Vediamo dattina, anzi stanotte in Oriente, come apriranno le borse. Si capiranno molte cose.

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      • Io ho riportato le ultime frasi del sito analisidifesa.it soprattutto in funzione dell’ultima riga ivi scritta:
        “Con tutte le preoccupanti conseguenze del caso.”

        Le preoccupanti conseguenze di un’escalation militare non dipendono solo un innalzamento della “mobilitazione generale” (di truppe).
        Come ha spiegato il generale Mini nell’intervista alla festa del Fatto, la Russia puo’ optare per l’arma nucleare tattica (cioe’ limitate ad una certa potenza). Armi che l’Ucraina non possiede.
        Escludiamo a priori questo step (quello successivo sarebbero gli ordigni nucleari veri e propri)?
        Vogliamo sfidare Putin?
        Vogliamo alzare il livello dello scontro?

        Io eviterei.
        Ovvero mi giocherei tutte le carte diplomatiche.
        E’ stato fatto???
        Io, da quanto leggo (ben poco) di politica estera e questioni militari, non penso.
        E non e’ solo il mio pensiero (Conte lo ha ribadito nell’altra intervista di cui al link sopra riportato).

        Tralasciamo poi l’origine di questa guerra… perche’ onestamente la penso come Papa Francesco circa le responsabilita’ dell’Occidente e della Nato…

        Circa il tuo pensiero (“Questo è il momento per capi di Stato come Macron, per politici come Conte, la Merkel di intervenire per proporgli una via d’uscita diplomaticamente onorevole, senza umiliare i russi. Ma sta al sanguinoso dittatore COMPRENDERLO.”) sono d’accordo:
        speriamo che loro si diano da fare per fare concrete proposte e lui sia disposto a valutarle.

        Per ultimo un dubbio: tu parli di “la copertura aerea (Russa) ha raso al suolo Città”.
        Io, come detto, non ho seguito granche’ le vicende ucraine, ma ho sentito proprio poc’anzi sempre dal Generale Mini altre parole ovvero di una forza aerea russa che per ora e’ rimasta ASSOLUTAMENTE “estranea” a questa guerra dato che per ora ha visto solo un intervento dell’esercito (russo)….

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  6. Proprio vero che le zucche vuote senza semi riempite di propaganda e spazzatura al minimo stormir di vento tra queste piante emettono suoni inarticolati e senza senso
    E in Irpinia di vento ne tira un sacco

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    • Cogliostro, non hai mai capito una mazza.
      E per tua info NON SONO IRPINO.
      Ripeti sempre le stesse scemenze come un pappagallo ammaestrato.
      Io continuo a guardare avanti e rigetto le tue put(t)inate .RU.
      Ti sta buttando male servo di Pootteen, anche se non ne vuoi prendere contezza fa lo stesso.
      Io mi limito a godere per i tuoi rosicamenti.

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      • 11 settembre che su Kharkov. Le perdite annunciate di VSU sono già orrende e attualmente le informazioni sono in streaming in quanto le sirene aeree sono ovunque 404 e le infrastrutture elettriche critiche vengono attaccate con molte città ucraine senza elettricità. Trai le tue conclusioni.

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    • Frankie
      Che motivo avrebbe la Russia ad utilizzare bombe nucleari tattiche, gli ucronazi sono letteralmente sopraffatti dall’artiglieria vecchio tipo,
      Non guardiamo questo contrattacco, è solamente il cercare di ingraziarsi ulteriormente i finanziatori e poco importa se le truppe ucronazi finiscono nel tritacarne russo.

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  7. Articolo davvero imbarazzante.

    Del resto la Zafesova parla su Radio Radicale, i ragazzi ponpon di Biden, quindi è difficile pretendere qualcosa di un tantino più equilibrato.

    Però almeno dovrebbe sapere che è dalla seconda guerra mondiale che non sono possibili offensive senza copertura aerea. Quindi se ci riesci vuol dire che te la stanno lasciando fare. Un giornalista si dovrebbe chiedere perché, invece di sventolare bandierine.

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    • E niente, intrisi come siete di propaganda rifiutate qualsiasi ragionamento logico.
      L’esercito merdaviglioso si è impantanato, è male equipaggiato e diretto da corrotti incompetenti.
      I bombardamenti, la copertura aerea hanno raso al suolo Città, trasformandole in lugubri macerie dove spadroneggiano gli ucraini con la loro guerriglia. Alla fine hanno conquistato il nulla, perché è tutto da ricostruire. Sarebbe necessario un presidio massiccio e permanente di un esercito sul campo. Che diventerebbe inevitabilmente obbiettivo di attacchi terroristici in stile Iraq e Afghanistan. Li ha tutti sti volontari pronti al sacrificio il vostro merdaviglioso dittatore?

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      • Tu ti stai solo facendo delle grandi seghe mentali, o sei id!ora oppure sei psicologicamente plagiato, continua a leggere i tuoi fumetti con capitan america e non rompere con i tuoi deliranti e roboanti stronzate perché trattasi solamente stronzate ad uso e consumo dei grulli.

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      • Ma più intriso di propaganda NATO, vaccinara e guerrafondaia di te, lurido verm3, cosa può esserci?

        Pajasso da circo equestre, rispunti come l’umidità solo quando ti fa comodo.

        PSICOPATICO DI MERD@.

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  8. Avevo cominciato a vedere l’intervista a mezz’ora, attacca Cerasa con la imponente controffensiva russa, è orgoglioso (nientedimeno) Conte di aver mandato le armi? ,…. Alla risposta di Conte …. ho chiuso, non ce l’ho fatta, e che cavolo…. Non si può sentire. Del resto se hai paura dei giornali e se devi lisciare gli elettori del PD è il minimo

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    • Stessa reazione, ascoltato il meno peggio ho copiato il linck e non ho continuato ad ascoltarlo, un servo del potere come letta,

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      • No, come Letta proprio no, mai. Alla Festa del Fatto invece ha fatto una buona intervista, ha persino detto che l’obbligo vaccinale è stato un errore perché ha rotto il patto sociale con la comunità, dice che non possiamo impegnarci in uno sforzo bellico che non ne abbiamo la possibilità e quei soldi ci servono, secondo me, se si trova in un ambiente ostile tende ad assecondarlo, in un ambiente cordiale è più libero di dire le cose

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      • Carmen
        La sua è la strategia di chi non ha il coraggio di imporsi, per lui l’ultimo che parla ha ragione,

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      • Anche a me ha fatto schifo Cerasa, ma certo Giuseppi non mi ha impressionato.

        L’ANNUZIADA poi lasciamo perdere, è proprio cacca compressa atlantista.

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      • Semplicemente sono gli intervistatori che cercano in tutti i modi di affondare Conte e stavolta lui c’è cascato come un pollo. Orgogliosi di cosa, di fare la guerra? Assurdo! Io avrei risposto: i giornalisti che fanno certe domande mi fanno solo schifo e non meritano nessuna risposta.

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  9. Che manipolo di indottrinati velinari.
    Ma perché non ve ne andate a soggiornare nella merdavigliosa Russia del vostro sanguinario dittatore?
    l’Ucraina doveva essere conquistata in 10 giorni.
    Poi l’obbiettivo fu spostato al 9 maggio, tradizionale Giornata della Vittoria.
    Poi divenne il 12 giugno, Giornata della Russia.
    Ora siamo a metà settembre e l’obbiettivo si è ridotto ad un Donbass che assiste ad una violenta controffensiva Ucraina.
    E non venitemi a raccontare stxonzate sulle accortezze umanitarie del dittatore e del suo merdaviglioso esercito di Lanzichenecchi straccioni.
    Ogni volta, come novelli Medvedev ciucchi di vodka alzate il livello delle minacce. Ora addirittura le armi tattiche nucleari dopo i missili ipersonici.
    Sapete benissimo, pur facendo i sostenuti nello sproloquio, che chi lanciasse un’arma nucleare contro qualsiasi popolo non potrebbe che definirsi un suicida. Come non attendersi una risposta altrettanto definitiva?
    Minacce di tale portata sono segno di profonda debolezza e frustrazione, per l’incapacità a raggiungere il risultato atteso senza troppi sforzi.
    E ora rosicamenti in modalità ON.

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    • Sei un poveraccio.

      Parli di rosikamento mentre giochi a risiko.

      A proposito, quando scopriranno le fosse comuni dove i tuoi amici e della nazi giornalista della Stampa accumulano i ‘collaborazionisti’, mi raccomando, dì che sono stati i russi.

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    • @Jolly Boy
      Non so se ti riferivi anche a me.
      Ma condivido le tue considerazioni, soprattutto per essermi associato per il “saluto” che volevo inviare ad Orsini anche da parte mia.

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      • @gaeliber
        Ho imparato ad apprezzarti per l’onestà intellettuale, che emerge facilmente tra la propaganda metodica e sistematica dei troll a libro paga dei russi.
        Ovviamente loro fanno numero, ma si riducono a pappagallini starnazzanti le medesime scemenze. E guai a contraddire l’infallibilità del merdaviglioso zar paranoico e sanguinario, si trasformano in scudi umani che guerreggiano contro logica e realtà.
        A anche oggi vinceranno domani.

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  10. Una considerazione rispetto a quanto ho letto sopra:
    Se solo oggi, NON MESI FA, la Russia facesse uso rilevante della sua Aeronautica militare, farebbe un regalo ai nuovi armamenti e ai sistemi avanzati di intercettazione forniti dall’Occidente agli ucraini.
    Questa strategia dell’uso massiccio dell’aeronautica non è stata perseguita per varie ragioni, che è pleonastico conoscere, perchè oggi conta solo la situazione sul campo.
    Ma sta di fatto che proprio oggi ci penserei mille volte prima di realizzarla, se non a costo di vedere distrutta una parte non irrilevante dell’intera potenza militare nazionale, perchè un conto è perdere artiglieria, uomini e mezzi di terra (che si possono ricostituire in tempi relativamente brevi), ben altro conto è perdere aerei e piloti, che necessitano di diversi anni per essere “ricostituiti”.

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    • Incredibile come la gente venga plagiata dalla propaganda psyop e dai videogiochi,
      E poi ci domandiamo come sia possibile avere al governo gente come la Melona urlatrice, il cazzaro verde, il bomba di Rignano, galenda, Berluschi, letta e tutto il bestiario al seguito.

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  11. Mah, mi pare si parta tutti in quarta, non tenendo conto che siamo in guerra. Anche da noi, quindi è in atto una propaganda di guerra: “Ragazzi, vinciamo…”.
    Sarà ancora lunga, molto lunga. Dipende da quanti hanno interesse che Putin se ne vada:. Una nuova “primavera”, dunque: l’ Occidente in questo è specialista. Salvo poi condannare alla guerra civile perpetua i Paesi “democratizzati”. Per ora è successo a tutti: Iraq, Libia, Afghanistan…
    E per i residenti è la fine, ma ovviamente non se ne parla.
    Ma la Russia non è l’ Iraq, e sarebbero cavoli amari. Per tutti.

    Purtroppo l’ Europa non batte un colpo: i suoi governanti, i suoi Parlamenti, sono sostenuti dagli US (due casi per tutti: Marin e Draghi); chi “osa” non essere Dem è razzista, fascista, egoista, ridicolo cialtrone… Orban, Johnson. E tali lo sono, ovviamente, anche i cittadini che li votano.
    Lo era anche la Polonia, ed ai massimi livelli: ora invece è campione di democrazia, accoglienza, bontà…
    Anche in Svezia la destra vola, nonostante gli exit poll: che gli Svedesi non siano tanto felici di diventare NATO o gli immigrati hanno fatto il pieno anche lì?
    Insomma, il “Fascismo” avanza. Non è che gli si sono gettati ponti d’oro col politicamente corretto , il disprezzo per le difficoltà del popolo ( tutte “percezioni”) e l’ atlantismo senza ritorno?
    Immagino già la risposta: tutti egoisti, fascisti, sovranisti… che schifosi. Avanti così ed avranno praterie.

    Viviamo con occhiali a stelle e striscie: quanto ci convenga non so, ma così è. E non porterà bene, temo.

    ( Immagino già le obiezioni: “Preferiresti Putin?” E avanti così…)

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  12. Mah…..
    Premesso che siamo sempre in mezzo a una doppia propaganda costante ed è sempre difficile, se non impossibile, sapere cosa succede davvero.
    Una cosa è certa, vale a dire che Putin non si aspettava un’ucraina così imbottita di armi di ultima generazione e questo gli ha sicuramente scombussolato i suoi piani di guerra lampo.
    Ho visto le lunghe file delle macchine degli Ucraini filorussi che si stanno mettendo in salvo oltre confine, ma nessuno ha parlato di una tregua/ cessate il fuoco che potrebbero far pensare alla fine del conflitto.
    Sarò malizioso…..ma secondo me putin ( messo alle strette) sta semplicemente portando in salvo i filorussi per poi essere libero di andarci giù ancora più duro, molto più pesantemente di quanto non abbia fatto fino ad ora.

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      • Non credo, non è scemo. Contro la NATO non avrebbe scampo: anche la Turchia a questo punto ( secondo esercito NATO) dovrebbe scendere in guerra.
        La guerra serve alla Russia anche per allargare e rafforzare alleanze ad Est, cioè praticamente col resto del mondo, che penso non abbia proprio voglia, almeno per ora, di scendere in capo.
        Gli US hanno, come sempre, la guerra lontana, quindi per loro è tutto grasso che cola, ma hanno poca pazienza, virtù che invece i Russi coltivano da sempre.
        Chi si stuferà prima?
        Dipende anche dalle elezioni di Midterm: i Conservatori mi paiono al momento meno “attivi,” e più concentrati al benessere interno piuttosto che alla politica di espansione Dem.
        Vedremo, comunque non esalterei troppo una vittoria: sarà ancora lunga. Mi piacerebbe però sapere quanto militari italiani partecipano a questa guerra ( in Ucraina o Paesi limitrofi) e chi e cosa stiamo mandando, con relativi costi.
        Per il resto…neppure Giove poteva controllare il futuro ed il Fato…

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  13. Davanti alla riconquista di chilometri e chilometri dell’Ucraina da parte di Kiev, e davanti alla ritirata della Russia da città strategiche dell’Est quali Izym e Kupiansk, Zakhar Prilepin ha parlato degli errori di valutazione di Mosca. Prielpin, già veterano della guerra in Cecenia e autore pluripremiato di libri quali Sankja e Il Monastero, è il copresidente del partito Russia Giusta-Per la verità.
    Dal 2015 al 2018 ha guidato un battaglione nel Donbass senza mai pentirsi e per questo è stato sanzionato dall’Occidente. In un intervento su Russia 1 durante la trasmissione di Solovyev, Prilpin ammette: «La situazione in Ucraina, in particolare adesso, ha mostrato che abbiamo alcune difficoltà. Il nostro nemico può mettere in campo risorse illimitate, almeno per il momento, e può permettersi di tenere 300mila persone al fronte.
    Al contrario, le nostre unità sono costrette a muoversi di continuo: un giorno sono a Donetsk, il giorno dopo a Zaporizhzhia. Non possiamo portare avanti operazioni su vasta scala con 100mila persone, che attaccano, difendono, si infiltrano».
    Per quanto riguarda la riconquista ucraina dell’Est e i combattimenti intorno a Kharkiv, Priplin dice: «Non possiamo semplicemente conquistare un territorio e fare i conti con le difficoltà dopo. Ogni volta che entriamo in un’area che non sia Lugansk o Donetsk, emergono gruppi di sabotaggio che dobbiamo catturare subito.
    Quando entriamo in queste regioni dobbiamo piantare subito le nostre bandiere ovunque e lavorare con la popolazione. Non possiamo vincere un’operazione (la guerra, ndR) di così ampia scala facendo affidamento solo sull’esercito, sui talk show di Solovyev e altri programmi di propaganda per lavorare sulla popolazione. Abbiamo bisogno delle risorse dell’intero Paese».
    Infine, si rivolge al pubblico russo: «Cittadini russi, non possono esserci dubbi tra la popolazione sul supporto dell’operazione speciale. Siamo obbligati a farlo dalla Costituzione. Se il tuo paese entra in guerra, non c’è niente che puoi fare legalmente».

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  14. PUTIN HA LE ORE CONTATE – IL MINISTRO DEGLI ESTERI SERGEI LAVROV PARLA APERTAMENTE DI NEGOZIATI: “CHI LI RIFIUTA DEVE CAPIRE CHE PIÙ RITARDA QUESTO PROCESSO, PIÙ DIFFICILE SARÀ NEGOZIARE”. CE L’HA FORSE CON “MAD VLAD”? INIZIALMENTE LAVROV ERA CONTRARIO ALLA GUERRA IN UCRAINA, POI, PIÙ PER PRAGMATISMO CHE PER CONVINZIONE, SI ERA CONVERTITO – LE SANZIONI STANNO FACENDO MALISSIMO ALL’ORSO RUSSO, CHE STA BRANCOLANDO VERSO IL BARATRO…

    Quando McDonald’s ha abbandonato la Russia, in giugno, il logo dei nuovi fast food autarchici – due bastoncini e un cerchio, a stilizzare patatine&hamburger – doveva far capire che nulla cambiava. Ma siccome le sanzioni colpiscono duro, e le patate non arrivano più, anche le chips son diventante un bene di lusso: come i salumi e il cotone, i guanti chirurgici e la carta igienica. E lo sport? «Ci faremo le Olimpiadi in casa», disse sprezzante un portavoce del Cremlino, quando il Cio escluse Mosca.
    Ma ora lo scontento degli atleti è forte: «Dobbiamo pensare a qualcosa – ammette preoccupato lo stesso portavoce -, i nostri sportivi stanno avendo grossi problemi». Perfino i fuochi d’artificio: sabato, Mosca s’ è illuminata di botti per il Giorno della Città e Vladimir Putin ha inaugurato una ruota panoramica. Ma un analista politico suo amico, Sergey Markov, gliel’ha detto chiaro: «Le autorità non dovrebbero festeggiare, mentre il popolo è in lutto».
    E il leader di Giusta Russia, Sergey Mironov, altro fedelissimo, ha ammesso che «i fuochi vanno rinviati al giorno della vittoria sui nazisti: un giorno che è ancora lontano».
    Operazione Fallimentare Speciale. La sorprendente ritirata da Kharkiv non è ancora una vittoria ucraina – un quinto del Paese resta in mano a Putin -, ma Kiev sta dimostrando di saper vincere anche in campo aperto, non solo con manovre d’astuzia.
    Ed era dalla Seconda guerra mondiale che non si vedeva una disfatta così rapida d’interi reparti russi. «Ci sono stati errori – riconosce Ramzan Kadyrov, il capo ceceno – e se non si cambia strategia, andrò io a spiegarlo ai vertici di Mosca: è una situazione infernale».
    Un inferno che smuove anche il tetragono ministro degli Esteri, Sergey Lavrov: «Noi non rifiutiamo i negoziati – dice -, ma chi rifiuta deve capire che più ritarda questo processo, più difficile sarà negoziare». Pure il presidente francese Emmanuel Macron getta l’amo, proponendo in una telefonata a Putin di «ritirare le armi pesanti dalla centrale di Zaporizhzhia».
    Lo Zar tace. Duecento giorni di guerra han fatto 5.718 morti, per non dire degli 8.199 feriti e dei 7 milioni di profughi, ma nulla si sa delle perdite militari, soprattutto di quelle russe. Al suo ventesimo conflitto in trent’ anni, il Cremlino s’ accorge forse d’avere scambiato l’Ucraina per la Siria o la Cecenia: «Pagherà un prezzo molto alto per questo fallimento – prevede Bill Burns, direttore della Cia – non solo è stata smascherata la debolezza dell’esercito: ci saranno danni economici per generazioni».
    «Putin ha sbagliato i calcoli», dice il cancelliere tedesco Olaf Scholz: se l’Ue via via rinuncerà al gas russo entro il 2027, riconosce uno studio del ministero dell’Economia russo, non basteranno le pipeline verso Cina e India a rimpiazzare le vendite. E gl’introiti potrebbero ridursi di due terzi, in un Paese che si regge solo su gas e petrolio.
    «Le sanzioni funzionano», dà per certo una ricerca del governo austriaco: in estate, le esportazioni di grano sono calate del 22%; si trovano sempre meno banche o assicurazioni disposte a operare con Mosca, anche per ragioni d’immagine e di reputazione; gli armatori (che fan viaggiare le merci) han paura a inviare navi nei porti russi; l’aeronautica, la siderurgia, i servizi cominciano a soffrire l’impossibilità di fare manutenzione o d’aggiornarsi Non si vedono crepe politiche, ma economiche sì.
    E chi può, se ne va: in Turchia e ai Caraibi, sono approdati yacht degli oligarchi per oltre un miliardo di dollari, mentre la classe media tenta di salvare soldi in banche moldave o cambogiane che aggirino l’embargo. È l’isolamento, a dare l’idea della solitudine di Putin: domani perfino l’aereo del Papa, in volo per il Kazakistan, eviterà d’attraversare lo spazio aereo russo. E di mandare, come richiede il protocollo, un telegramma di saluto allo Zar.

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    • E te pareva che non uscivano i RATTI dalle fogne, appena si nomina Putin: vero Roby?

      Scott Ritter (ex militare e ispettore ONU statunitense): “La Russia recupererà presto tutti i territori persi in Ucraina” La Russia stessa ha dato alle forze armate del regime di Kiev l’opportunità di prendere molto territorio nella controffensiva, ma nei prossimi giorni si riprenderà tutto, ha affermato l’ex militare e ispettore dell’ONU statunitense Scott Ritter al canale YouTube Judging Freedom. L’ex militare ha osservato che l’obiettivo degli Stati Uniti non è far vincere l’Ucraina, ma logorare così tanto la Russia da paralizzarla. “Speriamo solo che prima che tutti gli ucraini che abbiamo equipaggiato e addestrato muoiano, abbiano tempo e modo di uccidere un certo numero di russi. Ma ponetevi questa domanda: perché gli ucraini sono stati in grado di conquistare un territorio così vasto così rapidamente? Perché i russi non intendono morire in nome di obiettivi stupidi. Ritter ha infine definito la controffensiva delle forze armate ucraine una delle manovre più stupide della storia moderna, che ha una motivazione esclusivamente politica.

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  15. “Papa Francesco ha parlato di “guerra mondiale”. Un’espressione sulle prime impropria. Si tratta di una guerra morta dire, di una guerra limitata, per una di confine, al massimo di tra due paesi, se si vuole di una guerra detta dalle mire imperiali di Putin. Eppure, forse Papa Francesco vuole invitarci ad allargare lo sguardo, perché è come se questo fosse catturato da due soli pezzi dello scacchiere, e in questo modo non presta attenzione alla posizione degli altri pezzi degli scacchi.

    1. Verso una nuova fase della guerra in Ucraina

    La guerra in Ucraina è stata segnata sinora da due fasi. Nella prima la Russia mirava, sbagliando, a rovesciare il governo ucraino. Immaginava di trovare un largo consenso tra la popolazione ucraina, che sarebbe stata una sorta di guerra di liberazione. I russi hanno scoperto che non era così, che era una trappola. L’esercito ucraino era pronto, li aspettava, erano stati per anni costruiti le necessarie trincee. La macchina della propaganda era già pronta. La Russia ha dovuto cambiare i suoi obiettivi e la sua strategia.

    È iniziata una guerra di posizione, in cui la Russia ha svolto una funzione di supporto in una guerra civile interna all’Ucraina. Gli obbiettivi sono stati limitati al Donbass, al riconoscimento della Crimea e alla neutralità dell’Ucraina. I russi pensavano che su questa base un negoziato sarebbe stato possibile e una soluzione diplomatica del conflitto percorribile. Si sbagliavano.

    Il governo ucraino ha messo chiaramente in luce che la soluzione era una sola: ritiro dei russi da tutta l’Ucraina, Crimea compresa. Evidentemente, sapevano di poterlo fare.

    In questa fase, i russi hanno comunque cercato di limitare l’estensione del conflitto. Non abbiamo visto bombardamenti a tappeto delle città, come visto a Belgrado per esempio o in Iraq. Anche una certa cautela è stata avanzata. Per esempio, l’Azovstal poteva essere annichilito, senza un uomo a uomo, che sono molto dispendiosi e comportano perditempo. Naturalmente, non ho dubbi che vi siano stati crimini, come so anche che gli ucraini bombardano i mercati delle città, facendo vittime tra i civili. Come del resto sappiamo che l’esercito ucraino usa scuole e ospedali come basi militari. Non è che in guerra vi siano dei crimini: è la guerra ad essere un crimine.

    Ma ora è partita una controffensiva massiccia, che sembra spezzato le linee russe, l’esercito ucraino è penetrato per decine di chilometri. Come è stato possibile?

    In primo luogo, in virtù del fatto che l’Occidente ha inviato un intero arsenale, miliardi di dollari di armi, ma soprattutto in quanto armi vengono usate direttamente dagli occidentali, che fornisce l’intelligence, i dati per orientare i tiri, molte cose che possono essere fatte da remoto. Sul campo sono dispiegati una quantità enorme di “mercenari” e di “volontari”. Al netto significa che unità militari occidentali operano sul suolo ucraino senza le loro divise.

    Decine di miglia di soldati ucraini vengono addestrati in Inghilterra e in altri territori NATO, Borrel ha annunciato paesi che i paesi UE ospiteranno e addestreranno sul loro territorio destinati alle prime linee contro i russi, in modo da familiarizzarli con i sistemi d’arma occidentali.

    Attraverso il confine tra paesi UE e Ucraina fluisce un fiume di armi, devastanti, che sta dissanguando le stesse riserve occidentali, al punto che il ministro degli esteri tedesco ebbe a dire: “dopo queste basta perché stiamo esaurendo le nostre scorte strategiche”.

    È evidente che la NATO è dentro il conflitto, che lo dirige, lo supporta, lo, fornisce tutte le informazioni (via satellite indica la localizzazione dei militari russi e poi dove dirigere i sistemi d’arma, che gli USA fornisce). La guerra è tra NATO e Russia.

    Sinora i russi hanno accennato a ciò, ma hanno evitato di trarne tutte le conseguenze. Perché pensano che si sarebbe giunti a un negoziato. Perché trarne le conseguenze ha conseguenze militari devastanti. Significa rendere obbiettivi strategici luoghi lontani dal fronte, colpire in maniera massiccia parti dell’Ucraina lontani dal fronte. I russi hanno un po’ fatto finta che la guerra fosse limitata al fronte. Ogni tanto qualche missile, ma più per dire “ci siamo” che per qualcosa di significativo.

    Adesso questo gioco non può essere più sostenuto. Continuare così significa portare al massacro i propri soldati, demotivarli. La guerra entra in una nuova fase, in una terza fase.

    Leggo che la prossima settimana Putin effettuerà delle chiamate internazionali, con leader internazionali. Per dire cosa? Per alzare la bandiera bianca?

    Non sappiamo che cosa dirà, né lo sapremo. Ma possiamo immaginarlo, sospettarlo. Credo che li metterà sul chi va là, avviserà che il gioco cambia, che è finita l’epoca del far finta.

    Vi è del resto un punto che resta oscuro in tutta questa controffensiva. Essa era annunciata da mesi, persino normali cittadini come noi sapevano che vi erano nuovi armi, soldati addestrati. Dovevano saperlo anche i comandi russi. Eppure non è stato rafforzato il fronte. Non è stato fatto niente per prepararsi a questa controffensiva. Inefficienza dei comandi russi? Deficit di intelligenza?

    Solo quando i buoi sono scappati il ​​ministero della difesa russa ha diffuso video con colonne di camion e armamenti che si dirigevano verso il fronte.

    L’impressione che si ha è che sia stato voluto. Perché? Perché si sta per entrare in una nuova fase della guerra in Ucraina, una fase ancora più sanguinosa, più insidiosa, pericolosa, con grandi probabilità di allargamento del conflitto.

    La popolazione russa deve sentire che la patria è in pericolo, e lo è davvero, perché se davvero gli ucraini sfondassero in profondità la Russia diverrebbe terra di conquista come lo fu nell’epoca di Eltsin.

    I russi devono capire che si combatte per la patria, che non è più una guerra verso l’esterno.

    2. Allargare lo sguardo agli altri pezzi della scacchiera

    C’è un fuoco che può divampare, e questo emerge se, sommariamente e senza poter connettere tra loro i puntini allarghiamo lo sguardo agli altri pezzi della scacchiera.

    1) C’è un conflitto latente tra Grecia e Turchia e le autorità greche hanno comunicato alla UE e alla NATO che vi è la possibilità di un conflitto altrettanto devastante in Europa, tra Grecia e Turchia. La Turchia è il secondo esercito NATO, ma sta giocando in maniera spregiudicata, su tutti i tavoli. Senza la Turchia la NATO sarebbe monca, sguarnita su un fianco fondamentale. Quale prezzo chiederà Erdogan? Ed Erdogan ha mira molto ambiziose in Asia, che può realizzare solo a due condizioni: o con il disfacimento della Federazione russa o con il suo consenso regolato.

    2) La Serbia sta riarmando, soprattuto con sistemi di difesa antiaerea. Comprensibile dopo l’esperienza dei bombardamenti di Belgrado. In quel caso tutto fu reso possibile dalla lingua russa. Ma ora le cose sono cambiate, e la Serbia si rifiuta di riconoscere il Kossovo. Del resto, perché dovrebbe? I motivi di conflitto crescono. La serbia acquista droni dalla turchia. Il gioco è complesso.

    3) L’Ungheria si smarca dall’Occidente, del resto che non ami particolarmente l’Ucraina è comprensibile. Le minoranze ungheresi erano duramente represse ed invitate ad andarsene dai nazionalisti ucraini. Poi, l’Ungheria ha chiaro che gli USA stanno stritolando la UE, capisce che il vento economico gira piuttosto in un altro modo, e che entrare a fare parte degli agnelli sacrificali gioca la sua partita (gas russo a prezzi stracciati, che significa “ signori, investite qui che abbiamo costi dell’energia accettabili e producete in maniera concorrenziale”). Le minacce stanno perdendo peso.

    4) La Libia è sempre una polveriera, dominata da Russi, turchi, i francesi presi a calci nel sedere dopo avere combinato un mare di guai ai nostri danni (col silenzio di Gentiloni, ma si sa che era un cameriere non un presidente del consiglio italiano)

    5) A Taiwan rimangono le provocazioni alla Cina, prima le visite, poi la vendita di armi, poi flette giapponesi attorno all’isola. Chiaro che si vuole combattere il drago, in modo si vuole poi come sempre “c’è un aggressore e c’è un aggredito”. La Cina mostra i muscoli ma sta sulla sue. I cinesi ragionano nell’ordine dei secoli, non reagiscono. Colpiranno quando lo decidono loro, non quando li costringano gli altri. E colpiranno quando si svilupperà il loro arsenale nucleare al giusto livello. La cosa è in corso.

    6) Il ministero della difesa polacco dice che nel periodo tra “tre e dieci anni” la polonia entrarà in guerra con la Russia. Il riarmo è pesantissimo. Ma la Polonia gioca per sé, non per l’Ucraina. La Polonia ha iniziato una disputa persino con la Repubblica Ceca, a cui chiede la restituzione di pezzi di territorio. Figuriamoci con l’Ucraina. I polacchi ragionano in termini di grande Polonia cui l’Ucraina è, per non dire che un pezzo di Ucraina, la Polonia a tutti gli effetti. Agli ucraini i polacchi dicono più o meno quello che Renzi diceva a Letta: “stai sereno”.

    Sono solo alcuni pezzi, ve ne sono molti altri.

    Tanti pezzi, ma un unico gioco. Ogni mossa modifica il sistema.

    Ognuno sta posizionando i propri pezzi, in vista della guerra, tutti riarmano, anche noi lo facciamo.

    La guerra non è ancora iniziata. E’ in cammino, un cammino lento ma deciso, con una direzione chiara”
    Di Vincenzo Costa

    Pare che l’ unico a preoccuparsi ed avere il coraggio di pronunciare le due parole ” guerra mondiale” sia il Papa. …..a me pare pericolosamente prossima….con la certezza di una catastrofica sconfitta per tutti! I russi saranno in grado di rovesciare Putin per evitarla? E sarebbe sufficiente a fermare eventi a catena che sembrano coinvolgere molti altri paesi oltre ai due attualmente in guerra? Se la situazione sfugge di mano, la crisi energetica ed economica dell’ inverno , potrebbero essere un problema secondario. ……potremmo effettivamente non arrivare a pagare le bollette. ……

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  16. “Se solo oggi, NON MESI FA, la Russia facesse uso rilevante della sua Aeronautica militare, farebbe un regalo ai nuovi armamenti e ai sistemi avanzati di intercettazione forniti dall’Occidente agli ucraini”

    Ma qui la cosa strana non è che la Russia non usa gli aerei. La cosa strana è che non li usano gli ucraini (anche perché semplicemente non li hanno). Cioè gli ucraini stanno facendo questa grandiosa offensiva (che rimarrà nei libri di storia, ci assicura Zafesova) senza avere uno straccio di forza aerea che gli abbia preparato il territorio.

    I russi hanno gli aerei, hanno i missili, hanno l’artiglieria, hanno tutto. Ma non usano niente.

    Questa è più di una guerra gentile. E’ una guerra dove i russi stanno dicendo agli ucraini: prego, accomodatevi da questa parte.

    Dei commentatori seri si chiederebbero perché, senza dare fiato subito a trombe e trombette.

    Perché, in genere, se ti faccio avanzare da una parte è perché ti voglio colpire da un’altra. Funziona così nel calcio, negli scacchi e pure nella guerra.

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    • @Ale2bis
      guarda che gli ucraini avevano simulato una prima controffensiva verso sud, dove i russi avevano iniziato a trasferire/concentrare altre truppe; solo dopo questo atto diversivo è emerso il vero obiettivo strategico, che era l’Est – Nord-Est.

      Non penso alle dietrologie, anche perché a Mosca continuano a defenestrare capi militari di altissimo rango, anche oggi.

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