Villani (M5S): “De Luca impone ai direttori sanitari di non incontrare  i politici ma la direttiva non vale per il figlio o per i sindaci suoi amici” 

La deputata e candidata all’uninominale dell’Agro per la Camera dei Deputati: “Non mi è stato concesso incontro con il nuovo direttore dell’Asl per parlargli degli ospedali dell’Agro ma per Piero De Luca  è stata fatta un’ eccezione” 

“Apprendo con sconcerto che anche le regole sono una questione di famiglia in casa De Luca. La direttiva imposta dal presidente della giunta regionale nei confronti dei direttori sanitari e dei vertici dell’Asl vale per tutti, ad eccezione del collega Piero De Luca che, come noi, è in campagna elettorale. Tutto ciò è vergognoso e scorretto, contro ogni regola di civile confronto e scorretto”. Così la deputata del Movimento 5 Stelle, Virginia Villani, candidata all’uninominale dell’Agro per la Camera dei Deputati. “Qualche settimana fa avevo chiesto – spiega Villani – un incontro con il direttore generale dell’Asl di Salerno per sottoporgli le gravi carenze e le difficoltà delle strutture sanitarie del nostro territorio, in particolare dell’ospedale di Sarno di cui mi sto occupando da anni. Un incontro rimandato a dopo le elezioni in virtù di una direttiva inviata dal presidente della giunta regionale della Campania. Decisione che non condivido ma che ho correttamente rispettato per il forte senso istituzionale che mi contraddistingue”. “Peccato – prosegue la deputata – che apprendo dalla stampa di un incontro che Piero De Luca avrebbe tenuto con i vertici sanitari di Sapri, andando contro, dunque, alla regola imposta dal padre. Un modus operandi che ancora una volta mette in evidenza la scorrettezza politica e istituzionale adottata dal collega parlamentare a cui, evidentemente, sono riservati trattamenti diversi dagli altri.

Un atto che porterò all’attenzione delle autorità competenti affinchè ci sia il rispetto delle regole che non possono valere per tutti, ad eccezione di uno”.–

Ufficio Stampa

Nicola Arpaia

1 reply

  1. Il “Sacro Campano Impero” di Don Vicienzo non solo è da lui governato ma è soprattutto da lui posseduto.

    Fa quello che vuole perché il suo feudalesimo clientelare ha attecchito e degenerato in forma talmente ramificata che è diventato una metastasi che si autoalimenta nella compiacenza delle convenienze, non solo politiche.

    Ed è strano che anche la magistratura sembri davanti ad un muro di gomma. Ma mi fermo. Non voglio insinuare.

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