
(estr. di Pino Corrias – ilfattoquotidiano.it) – […] Dunque Francesca Nanni, Procura generale di Milano, dopo approfondita istruttoria, ha dato ragione a Francesca Nanni, Procura generale di Milano, che il febbraio scorso consegnò al Quirinale il suo parere positivo per la grazia a Nicole Minetti. La quale, a fronte di una condanna di 3 anni e passa per favoreggiamento della prostituzione e per peculato, aveva proprio chiesto la grazia per avere compiuto in questi 7 anni fattivamente trascorsi tra Milano, l’Uruguay, Boston e qualche gin tonic, il proprio percorso di riabilitazione, confermato dall’adozione di un minore gravemente malato al quale ha garantito assistenza, cure e affetto. Bon. La sua richiesta di grazia era legittima. Le circostanze un po’ meno, visto che il riverbero della sua storia personale sulla nostra fanfaluca nazionale, finì per guastare l’igiene dentale di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio in carica, quando nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, la spedì presso la Questura di Milano a prelevare Ruby Rubacuori, affermando che la giovane marocchina era in realtà egiziana, addirittura nipote del faraone Mubarak. E Minetti, in qualità di consigliere regionale della Lombardia, eletta insieme con il Trota al Pirellone nelle liste del Merito, garantì che era tutto vero. Sul suo onore, su quello di Silvio B. e di tutte le altre ragazze accatastate negli ovili di via Olgettina. Il Quirinale tre mesi fa firmò con legittima riservatezza la grazia. Ma quando il segreto dileguò e i cronisti del Fatto indagarono sui tasselli dell’istruttoria e il mosaico mostrò tessere mancanti, oltre a verosimiglianze non del tutto verosimili, scoppiò lo scandalo. […]
Ora che Francesca Nanni ha dato ragione a Francesca Nanni, la grazia è confermata. E tutti i furenti nemici dei magistrati – da Nordio che li chiama para mafiosi, a Giuliano Ferrara che li imbratta come mozza orecchi – danzano il valzer dei magistrati. I quali, a loro volta, dovranno ringraziare Minetti che ricevendo la grazia, anche a loro, per un giorno, l’ha elargita.