Lazio, Taverna “officia”. Assenti Raggi (e il Pd)

In Regione al governo coi dem ora, forse anche domani. La grande assente è la donna che ha scelto di non esserci, Virginia Raggi. Il convitato di pietra è il Pd, ormai ex alleato in Parlamento ma ancora sodale nel Lazio che ha una giunta giallorosa ormai in scadenza (il governatore dem Zingaretti si è candidato) […]

(DI LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – La grande assente è la donna che ha scelto di non esserci, Virginia Raggi. Il convitato di pietra è il Pd, ormai ex alleato in Parlamento ma ancora sodale nel Lazio che ha una giunta giallorosa ormai in scadenza (il governatore dem Zingaretti si è candidato). E domani, cioè alle Regionali del 2023, chissà chi starà con chi. Di sicuro fanno rumore innanzitutto quelli che non ci sono, alla presentazione delle liste del M5S a Roma e in regione nello Scout Center, in zona piazza Bologna. Al tavolo davanti al podio tre donne, un’emozionata Paola Taverna e due assessori regionali, Roberta Lombardi e Valentina Corrado. Giuseppe Conte è a Milano, ma verso la fine della lunga mattinata si collegherà per qualche attimo dall’automobile per salutare e sopratutto ringraziare Taverna “per il suo impegno”.

Tanti dal microfono coprono di elogi la veterana, attivissima su liste e organizzazione della campagna anche se non ricandidata per la regola dei due mandati, totem che l’avvocato celebra a Telelombardia: “La regola della turnazione andrebbe adottata da tutti partiti, per non finire attaccati alla poltrona”. Lei, la vicepresidente del Senato, scandisce: “Ci davano per morti, eppure noi siamo ancora qui”. Celebra “il nuovo corso” di Conte: quello per cui non stravede di certo Raggi. L’ex sindaca aveva censurato il metodo di formazione delle liste, contrariata dai capilista di fatto blindati e dalle pluricandidature. Così ieri non si è vista (mentre c’erano due consigliere comunali, Melo e Diaco). “Ma non c’era nessun intento polemico, e poi Virginia venerdì sarà alla presentazione del programma a Roma”, fanno sapere. Evento a cui dovrebbe collegarsi Beppe Grillo, che nell’attesa diffonde dal suo blog un appello agli elettori di Giuseppe Garibaldi, datato 1874.

Sul palchetto dello Scout Center invece si alternano i candidati. Nessuno cita esplicitamente il Pd. Però lo evoca il deputato uscente Marco Bella: “C’è un partito degli inceneritori, hanno rotto l’alleanza con noi per realizzarlo qui a Roma”. Ma gli addii in politica spesso si rivelano solo degli arrivederci. Ora 5Stelle e dem se le danno di santa ragione in vista delle urne. Ma nel Lazio tra gennaio e febbraio si voterà per la Regione, e prima della caduta del governo Draghi grillini e Pd lavoravano a pieno ritmo per un’alleanza. Dopo il 25 settembre cosa accadrà? Lombardi soppesa le sillabe: “A livello nazionale i dem invocano un’agenda Draghi di cui sono ignoti i contenuti, quindi penso che gli elettori del centrosinistra siano disorientati. Qui nel Lazio stavamo facendo un percorso, dopo le Politiche capiremo se questa maggioranza ampia che ora lo governa potrà portare avanti un’agenda comune”.

Dipenderà da molti fattori, tra cui la permanenza o meno di Letta come segretario dopo le Politiche. “Nel partito ormai gli fanno la guerra da più parti” sussurra un big grillino. Per poi rilanciare un dubbio che si sta diffondendo nel M5S: “Non è che Renzi e Calenda preparano un’opa sul Pd?”. In sala intanto il capogruppo alla Camera Francesco Silvestri attacca: “Ci sono trasmissioni e convegni che non danno spazio a Conte, diamo fastidio”. Cattivi pensieri, da campagna elettorale.

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6 replies

  1. Fa benissimo Virginia a strarne fuori,Grillo e Conte hanno deciso di tenerla in panchina,la campagna elettorale se la possono fare loro,Virginia non si mischia con gente come la Lombardi o con chi come Conte faceva incontri con Bettini e Zingaretti e faceva endorsement per Gualtieri

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