Le paure, il lunapark materialistico e l’autodistruzione

(Tommaso Merlo) – Sprechiamo le risorse del pianeta per consumare cose inutili atte a soddisfare bisogni fasulli. Eppure siamo perseguitati dalle paure come non mai. Paure di perdere la nostra roba e con essa la dignità e l’identità e la vita stessa. Perenne paura del baratro che deriva dall’attaccamento. Più siamo attaccati alle “cose”, poi temiamo di perderle. Soldi, roba, potere, status, immagine, ruoli, false identità. Più siamo materiali, più siamo fragili. Perseguitati dalla paura abbassiamo la testa per difenderci e competere e produrre e consumare ed apparire. Lottiamo per accumulare sempre di più nella speranza che un giorno ci sentiremo finalmente al sicuro. Mere illusioni. Per vincere la paura bisogna distaccarsi dalle cose, non accumularle. Bisogna volare alto vivendo da veri esseri umani. Conoscendo prima di tutto se stessi e la propria unicità e quindi i propri bisogni genuini e guadagnarsi il necessario per soddisfarli. Passioni, talenti, sensibilità, valori. Non roba. Una vita coerente e dignitosa che si conquista dentro, non fuori. Tutto qui. Dobbiamo ambire al vero, non al fasullo. Al necessario, non al superfluo. Esprimendo appieno noi stessi e perseguendo ciò che per noi conta davvero. Fregandosene dei luoghi comuni e delle mode e dei pareri altrui e dei martellamenti mediatici. Siamo unici e altrettanto unico deve essere la nostra esistenza per renderci davvero felici. Ma viviamo in piena era egoliberista in cui fin dalla tenera età ci lavano il cervello, ci rifilano in qualche gregge e poi ci fanno competere per accumulare trascinandoci nel lunapark materialistico. Soldi, roba, potere, immagine, status, ruoli, false identità. E in troppi non crescono e non smettono mai più. Da una giostra all’altra per tutta la vita. Illusi che quella successiva possa finalmente sedare le paure che li perseguitano e renderli perfino felici. Mere illusioni. L’unico risultato che ottengono è vivere una esistenza materialista e quindi superficiale e quindi infelice nonché infarcita di paure. Con l’aggravante di contribuire non solo alla propria autodistruzione personale ma anche a quella collettiva del pianeta. Già, stiamo consumando le risorse planetarie e noi stessi per produrre e consumare roba non solo inutile ma nociva. Una vera e propria follia. Demenziale egoismo individuale, demenziale egoliberismo di massa. Tutti in gregge verso l’autodistruzione. Questo perché anche ai potenti hanno lavato il cervello fin da piccoli e fungono da gestori del lunapark materialistico. Vittime del loro ego non riescono a capire la gravità della situazione e non vedono alternative. E anche se qualcuno gliene propone non hanno il coraggio di cambiare alcunché. Si limitano alla propaganda perché al di là della propria carriera e partito è notte fonda. Egopolitica. L’unica via di uscita è che i cittadini del pianeta comprendano la follia autodistruttiva in corso e la smettano di frequentare il lunapark materialistico. La smettano di farsi inconsapevolmente usare dal sistema egoliberista ed ingannare dai vuoti miraggi consumistici. L’unica via d’uscita è che i cittadini del pianeta ripartano da se stessi, riscoprendo e coltivando la propria essenza di esseri umani. L’unica via d’uscita è che i cittadini del pianeta si decidano a costruire una società più intelligente e sostenibile prima a che sia troppo tardi. Basta col consumismo suicida, basta con le futili depravazioni dell’immagine, basta col benessere svenduto come un bene di consumo o come percentuali in qualche grafico macroeconomico, basta col casinò finanziario globale che specula sulla vita di miliardi di poveri cristi, basta con lo spreco e il lusso dei privilegiati, basta con la bieca avidità e con l’intollerabile ingiustizia sociale. Basta con lo stupido egoliberismo che ci ha trascinato in una pericolosa deriva autodistruttiva. Bisogna distaccarci dalla roba vincendo ogni paura. Bisogna volare alto tornando a vivere da veri esseri umani. Per il nostro bene. E quello del pianeta.

18 replies

  1. Non si capisce più una mazza, di là, fanno gli spiritosi sul servizio militare e siamo in guerra, tu, che fino all’altro ieri eri pane e grande europa unita ora scopri la mortificazione della carne, e Gesù.
    Altro che mistero, Tonga e buttatevi tutti nel vulcano.

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    • Secondo me Tommaso Merlo non sta proponendo né ascetismo né Gesù. Semplicemente la paura, che è una creazione della mente comandata dall’ego con cui ci identifichiamo, ci spinge a consumare per essere placata. La consapevolezza che noi non siamo il nostro ego e che la paura non potrà scomparire attraverso soluzioni esterne perché è un prodotto della mente non vuole dire che bisogna essere ascetici, ma che ciò che è materiale non ha fra le sue qualità intrinseche la capacità di eliminare la paura o renderci felici. Questa consapevolezza sicuramente modifica il rapporto con i consumi, senza essere contro.

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  2. Una domanda sorge spontanea: hic et nunc ( e non nel Paradiso terrestre di un futuro possibile) crollo dei consumi = fabbriche, negozi, … che chiudono quindi disoccupazione alle stelle: di cosa si campa?
    Ah, è vero: moltiplicazione di pani e pesci.
    Come si vede che Merlo non fa l’ operaio…

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    • Diventiamo tutti Breathaniani, così basta respirare, altro che pane e pesci.

      Oramai Tommaso Merlo è in crisi ascetica, tra un pò si esprimerà solo come esegeta degli scritti di S.Francesco.

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  3. L’unica via di salvezza per l’umanità è il dimezzamento, non cruento, del numero degli abitanti del pianeta.
    Permettere ad ogni donna di partorire un solo figlio, dopodiché sterilizzarla. Non c’è altra soluzione e in meno di cent’anni, obiettivo raggiunto.

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  4. Caro, ti dedico una poesia, perché sei troppo tu, troppo di troppo, sempre al trotto. Hai rotto !

    Guardami!, che non si vede, sappi e amami, mentre mi odi. Odi perché ascolti e non senti.
    Odi perché chi si loda s’imbroda!
    E di lodo a nodo, si è fatto un nido!

    Cribbio, disse il nibbio, vedendo la nebbia e niente di più!
    Anche il corvo rispose, ma pure depose che avrebbe potuto mangiarci per ore!

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  5. 4 corvi in picchiata, 4 corvi affamati .
    Il più forte artiglia la preda, gli altri planano dopo.
    Il becco in un occhio e un altro sulla nuca, la lingua al più bello e dentro al cervello!

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  6. Purtroppo non ci sarà + pace,
    Almeno per me. Per fare lievitare altro spessore. Ormai sfibrato ..
    Siete pecoroni e fate i lupi accanto a quelli veri.
    La donna e la scimmia, l’ubriaco che deve scopare.
    Ma guardati allo specchio, sei racchia che schifo di grassa!
    Le donne.. esiliate nella foresta del mondo!

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  7. Ma più che l’alchimia ma salva la coscienza Antigone.
    Essere la serva di una serva è esilarante, nella sua miscredente nudità di anima e cuore!
    Credersi perfetti vedendo solo i difetti altrui è altro da sentirsi imperfetti e cercare altrove la perfezione.

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    • Anime crude,
      Deposte sull’erba antica come corolle di neve.
      Ti aspetto fra la mia ombra e quella del sole.
      Ma tu, amore, ti brucerai prima di baciarmi e cadrai vicino ai miei piedi, nudi.

      Ora che non si possa più cantare!
      Di eterni amori frastagliati e mai erosi fino in fondo, per un tondo mai nato se non come tonto.

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  8. Anime crude, corolle dischiuse;
    Come spume di onde marine alzate dai venti,
    E sputi di rabbia di una marea che confonde e mai altrimenti.
    Anime crude, selvagge e crudeli di beltà ferina, raccolgono semi .
    Di- messi e una chiesa infinita, appesa ad un cielo di piombo e oro e ai rami di una vecchia storia coincisa.
    Anime e cuore, sigillo e amore.
    Ma un cuore di sangue per l’anima in blu che sembra che sia fatta da tante.

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