Maurizio De Giovanni: “Il sogno del passaporto artico spezzato dagli emuli di Totò”

Sgominata la banda che vendeva la cittadinanza inventata dello Stato Teocratico di S. Giorgio. Eppure tutti noi siamo pronti a credere a promesse elettorali altrettanto peregrine

(MAURIZIO DE GIOVANNI – lastampa.it) – La definizione è netta e anche un po’ fredda: reato ai danni del patrimonio altrui eseguito mediante falsificazioni o raggiri, allo scopo di trarne profitto. Un perimetro, diciamo la verità, così vasto da risultare quasi indefinito nei confini; e la mente viene attraversata da immagini celebri e talvolta leggendarie, come Totò che vende la fontana di Trevi o Clooney e Pitt che inscenano complicati intrecci ai danni di Andy Garcia nei vari Ocean’s movies. Ma anche realtà assai meno divertenti o epiche, come le famiglie in fila alla reception dell’albergo di Rimini, con in mano una prenotazione pagata a vuoto; o anziani irretiti da finti promotori finanziari, peggio ancora raggirati con urgenti e immaginarie richieste da parte di nipoti lontani in difficoltà.

Abbiamo sempre provato un certo disagio, di fronte al racconto delle truffe. Non le abbiamo mai trovate divertenti, né nelle trasposizioni cinematografiche o letterarie né nei racconti magari un po’ sorridenti che evocavano astuzie messe in pratica con destrezza. Al di là del giudizio morale o della perseguibilità penale, siamo convinti che non ci sia niente di narrativamente attraente in un furbo che approfitta di un ingenuo. Un mattone venduto come autoradio, un veloce passaggio di mano con tre carte su un banchetto, una pensione che a stento basta per sopravvivere trafugata con una storia triste o con la prospettiva di un miglioramento che non ci sarà sono solo reati, da punire con mano forte.

Diverso però è il complesso delle considerazioni che, a valle di una truffa, si possono fare. Perché in realtà, al di là della definizione e della condanna etica, c’è truffa e truffa. E ci sono diversi stadi di ingenuità, il che dà da pensare. Molto.

Stavolta la storia è interessante, perché dura da anni e coinvolge personaggi rilevanti come un ex generale della Guardia di Finanza e un ex maresciallo dei carabinieri, tra i dodici agli arresti domiciliari e tra i trenta indagati dalla procura di Catanzaro. Riguarda l’inesistente Stato Teocratico Antartico di San Giorgio. No, no: non sorridete. Il fatto è serio. Perché la cittadinanza di questo Stato, con i relativi benefici di vario ordine, è stata venduta in questo biennio di Covid e di paura del futuro e del presente a oltre settecento persone (almeno tanti sono quelli venuti fuori finora), per una cifra variabile tra i duecento e i mille euro.

Che cosa compravano gli incauti acquirenti? Semplice: l’appartenenza a uno Stato che offriva una flat tax al cinque per cento, una burocrazia snella e velocissima, anche perché inesistente, e perfino la possibilità di ricevere sostegno finanziario a progetti di ricerca e di sviluppo. In alcuni casi, e per somme molto modiche, titoli nobiliari e appezzamenti di terreno. Un po’ gelato, magari, perché in Antartide, ma pur sempre terreno. Non sogni, ma solide realtà.

L’attinenza alla stretta attualità non era certo sottovalutata, dalle istituzioni teocratiche e antartiche. Era stato istituito un albo della professione medica, così che fosse consentito esercitare la professione anche ai no vax e ai sospesi dall’esercizio; ed era assicurata la sottrazione, in quanto cittadini di un altro Stato, da possibili esecuzioni da parte del sistema fiscale italiano. Con tanto di rilascio di documenti che consentissero la libera circolazione nella comunità europea. Non male, vero?

Certo, viene da ridere. Chi potrebbe credere a cose del genere? Tasse così basse, la possibilità di sottrarsi in un solo colpo a rigide normative sanitarie e alle cartelle persecutorie dell’Agenzia delle Entrate. E nel contempo, immaginarsi proprietari di esotici territori da lasciare come sorprendente eredità a figli ignari. Eppure c’è chi ci ha creduto, magari abbagliato dall’autorità pregressa di personaggi noti, di cui fidarsi.

Ora, solo per gioco, mentre la Digos di Catanzaro porta a termine la propria retata e chi ha truffato verrà giustamente processato, poniamo una ingenua domanda a chi mentre legge queste note si sente al sicuro perché pensa che no, lui non è così sciocco e non ci sarebbe mai cascato. E se lo Stato Teocratico Antartico di San Giorgio non fosse stato uno Stato, ma un partito politico? E se il prezzo richiesto non fosse stato un paio di centinaia di euro ma una semplice croce su una scheda? Se quelle promesse, quella serie di sogni, non fossero state rappresentate da una pergamena piena di caratteri svolazzanti ma da un programma elettorale, venduto con smaglianti sorrisi e piglio deciso mostrato durante un telegiornale, magari condito da credibili contumelie nei confronti di avversari meno bravi a proporre la cittadinanza del Paradiso Terrestre?

Vi sentite ancora così al sicuro?

Benvenuti nello Stato Teocratico Antartico. Ne siete appena diventati cittadini onorari. 

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

Tagged as: , ,

10 replies

  1. Che paragone del cazzo. Si vede che è uno che scrive per “la Stampa”.
    Lui non trova “niente di narrativamente attraente in un furbo che approfitta di un ingenuo”… ma ciò che rende certi film e certe letture attraenti non è quando si approfitta di un ingenuo, ma si approfitta di un imbroglione. Non sa il sig. Maurizio di Giovanni che le vittime di truffe come questa non sono vecchietti ingenui, ma gente che vuole “fottere il sistema”?

    Purtroppo esistono anche i raggiri ad anziani e persone che in buona fede vogliono aiutare qualche sventurato, e allora sì che non c’è “niente di narrativamente attraente”, ma le truffe da film sono di un altro genere e paragonare chi in buona fede crede al politico di turno con un imbroglione che vuol fare il furbo e finisce fregato è un insulto a tutte le vere vittime di truffe.

    "Mi piace"

    • Ras, credo che l’autore abbia diviso le due tipologie… E credo che si tratti dello scrittore Maurizio De Giovanni, lo stesso dei “Bastardi di Pizzofalcone” e della serie, anche televisiva, del commissario Ricciardi…
      Anch’io ho avuto la tua stessa reazione e ho pensato: “Ma ben gli sta, a ‘sti st3on2i!”
      Credo che, dal punto di vista politico, si riferisse alle promesse improbabili di CERTI partiti (vedi le incredibili caxxate di B.) e dei polli che ancora se le bevono… e ben gli sta pure a loro!

      "Mi piace"

      • Tra i “truffati” ci sono anch’io che ho creduto in Di Maio in campagna elettorale, per poi vederlo succubo del cazzaro verde e gran traditore saltato con troppo slancio sul carro di Draghi, cadendo così dalla parte opposta

        "Mi piace"

      • È stato molto abile… Io l’ho difeso a lungo.
        Ma queste non sono truffe, sono tradimenti della fiducia, in cui dovrebbe sentirsi umiliato solo chi tradisce, non chi ha creduto nella sincerità e nell’onestà altrui.
        Chi ci ha perso è lui, che, evidentemente, era ed è una grandissima me3da.

        Piace a 1 persona

  2. Si ci siamo. Ci sono tanti uccellini con la bocca aperta che aspettano cibo per il loro pancino. Ed allora nutritevi di dolci promesse, preparatevi a veder realizzati i vostri sogni da coloro che vi conoscono da vicino e sono ansiosi di rendervi felici perché la loro più grande aspirazione è quella di vedervi gioire.

    "Mi piace"

  3. No vabbè…….
    Qui rispetto a quelli che credono ai maghi siamo scesi di un ulteriore gradino.
    Ma come si fa?
    Una simile grullaggine è ammessa solo fino ai 10 anni di età, già alle medie è difficile trovare qualcuno che creda ancora a Babbo Natale o a queste idiozie.
    Ok che Totò è riuscito a vendere la fontana di Trevi , ma quello era un film…….
    E comunque chapeau a chi si è inventato questa storia e tanta tanta umana compassione per chi ci è cascato.

    "Mi piace"

  4. Si, un grande De Giovanni. Con la sua capacità narrativa sa far sorridere di una volgare truffa e ci fa sentire poveri beoti, se abbiamo creduto a promesse irrealizzabili, magari poi anche realizzate ma in parte o in modo approssimativo, e se continueremo a cadere nella rete di chi parla alla nostra pancia.
    Tra programmi e promesse bisogna saper distinguere.

    Piace a 1 persona

  5. State certi che il nostro dinamico ministro degli Esteri sta già ideando la costituzione di una sede diplomatica anche in questo nuovo “Stato sovrano” per la programmazione dei (suoi) bilaterali futuri rapporti “economici” ultra settembrini.

    "Mi piace"