Le relazioni pericolose con l’Algeria filo-russa

I partiti italiani commettono spesso l’errore di legarsi a Paesi stranieri di cui ignorano le dinamiche interne e internazionali. È accaduto in Egitto: l’Italia aumentava la dipendenza energetica dal Cairo senza vedere che al-Sisi, giunto al potere […]

(DI ALESSANDRO ORSINI – Il Fatto Quotidiano) – I partiti italiani commettono spesso l’errore di legarsi a Paesi stranieri di cui ignorano le dinamiche interne e internazionali. È accaduto in Egitto: l’Italia aumentava la dipendenza energetica dal Cairo senza vedere che al-Sisi, giunto al potere con un colpo di Stato nel 2013, costruiva la severa dittatura che avrebbe estinto la vita di Giulio Regeni nel 2016.

Stupiti e impressionati, i partiti italiani hanno iniziato a interessarsi finalmente dell’Egitto. È accaduto anche in Ucraina: l’Italia aumentava la dipendenza energetica dalla Russia disinteressandosi del Donbass. Eppure, prima di aumentare la dipendenza energetica dalla Russia, i partiti italiani avrebbero dovuto conoscere ogni dettaglio sui possibili punti di frattura tra Mosca e la Nato. Oggi i partiti italiani stanno ripetendo lo stesso errore con il Mozambico e l’Algeria, divenuto il principale fornitore di gas dell’Italia. In merito al Mozambico, abbiamo già detto che è una dittatura legata alla Russia. Quanto all’Algeria, Mario Draghi e i partiti che lo sostengono si fregiano di averla trasformata nel primo fornitore di gas dell’Italia per affrancarsi dalla Russia. Si fregiano di essere in procinto di stabilire legami sempre più profondi con l’Algeria con cui annunciano nuovi accordi. Ma Draghi ha spiegato agli italiani che l’Algeria è un alleato stretto della Russia? Draghi ha spiegato che, costretta a scegliere tra la Nato e la Russia, l’Algeria sceglierebbe quasi certamente Putin? A noi non risulta che questo chiarimento sia mai provenuto dal “fronte draghiano”, fatto di partiti, televisioni e quotidiani. Quindi ci sembra doveroso fornire ai lettori alcune informazioni utili a tutelare l’interesse nazionale dell’Italia ed evitare nuovi fenomeni di “stupore collettivo” in caso di eventi inaspettati.

In primo luogo, l’Algeria e la Russia hanno condotto un’esercitazione militare congiunta, dal 3 all’11 ottobre 2021, in Ossezia del Nord, confinante con la Georgia e il territorio conteso dell’Ossezia del Sud. Quando i rapporti politici tra due Stati sono eccellenti sfociano in collaborazioni o in alleanze militari. E così l’Algeria ha programmato un’esercitazione militare sul proprio territorio con la Russia prevista a novembre 2022, secondo quanto riporta l’agenzia Rt del governo russo. L’esercitazione avverrà nella base di Hammaguir, nella provincia algerina di Bechar, al confine con il Marocco. Tra i tanti fatti che confermano il legame tra la Russia e l’Algeria, ci limitiamo a citare il più recente. Il 31 luglio scorso, il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, ha dichiarato di volere entrare nei Brics, un “blocco politico-economico”, come Tebboune lo ha chiamato, composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. I Brics rappresentano il 42% della popolazione globale e vantano il 31% del Pil mondiale. Il fatto che l’Algeria non abbia condannato l’invasione russa dell’Ucraina pone un serio problema per l’Italia, che i partiti evitano di discutere in questa campagna elettorale piena di vuoto. Ecco il problema: il governo Draghi si sta legando e sta rafforzando due Paesi, Mozambico e Algeria, schierati con la Russia. La mancata condanna dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’Algeria dovrebbe indurre il governo Draghi a una riflessione geopolitica, di cui non esiste traccia.

I principali quotidiani italiani hanno descritto Draghi come un “genio del Mediterraneo” per i suoi accordi con l’Algeria. Eppure Draghi sta rafforzando il blocco della Russia vicino alle coste dell’Italia. È geniale? Più forti e ricchi saranno gli alleati della Russia, maggiore sarà la forza e la ricchezza che Putin potrà investire contro l’Ucraina e l’Europa. Da una parte, l’Italia si affranca energeticamente dalla Russia; dall’altra, si lega energeticamente al blocco di Putin. Così facendo, l’Italia non esce dalla condizione di “ricattabilità” reale e potenziale in cui si trova. Gli Stati Uniti, invece, avvezzi al ragionamento strategico più dell’Italia, hanno colto subito la minaccia che l’Algeria potrebbe porre agli interessi occidentali. Non a caso, Antony Blinken, segretario di Stato americano, si è recato in Algeria il 30 marzo per pregare o forse ammonire quel Paese a tenersi lontano dalla Russia.

I rapporti tra l’Algeria e gli Stati Uniti sono peggiorati sotto Trump, quando la Casa Bianca si è schierata con il Marocco contro l’Algeria nella disputa sul Sahara occidentale, e Putin ne ha beneficiato. Si dice che Draghi sia “il migliore”: in che senso? Qualcuno ha mai sottoposto a verifica empirica questa affermazione? Il ruolo dell’università nelle società libere è portare ogni affermazione e pregiudizio davanti al tribunale della ragione. Ci domandiamo: in un Paese in cui tutti venerano il presidente del Consiglio, quale spazio resta per criticarlo?

8 replies

  1. Siamo una democrazia liberale ?E perchè gli interragativi del prof Orsini non sono mai stati rivolti al governo dai giornalisti delle nostre testate ?

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  2. Io vorrei Orsini a Palazzo Chigi.
    In tutto ciò l’unica consolazione per ora è vedere il brutto muso di draghi perennemente crucciato e frustrato.
    Giorno dopo giorno i media seri cominciano a mettere i puntini sulle i riguardo a tutte le ( enormi) minchiate che ha fatto.
    Ha fatto più danni lui in un anno e mezzo che il berlusca in 10 anni.
    Speriamo che gli Italiani aprano gli occhi entro il 25 settembre.

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  3. Orsini fa una cosa molto semplice: osserva un fatto, un’azione o altro e ne trova i punti deboli.

    Ogni cosa ha un punto debole ed ogni punto debole è potenzialmente un punto di collasso. Prima o poi, occupandosi sempre di punti deboli, qualcosa collassa davvero e allora lui ci ha preso.

    Evidente è che stiamo parlando di stati dai regimi precari o dittatoriali e violenti al limite della tribalità. E purtroppo legati alla Russia, alcuni. Ma, sfortunatamente, per semplici ragioni geologiche, l’energia, intendo quella per la quale da duecento anni almeno abbiamo tecnologie che ci permettono di sfruttarla, sta lì.

    In tempi compatibili con quelli della crisi che viviamo, l’unica possibilità ora è attingere energia da quegli stati, facendo buon viso a cattivo gioco, come del resto accade in tutte le vicende che obbligano a scegliere tra due mali e non tra bene e male.

    Si metta il cuore in pace, l’Orsini che lui non è certo tutta questa intelligenza di cui s’ammanta e Draghi non è certo uno stupido o un superficiale (e lo stesso si può dire di molti altri meno noti che abbiamo e meno stucchevolmente leccati dai media). Sa bene che è un legame pericoloso, ma sa anche che l’alternativa immediata, rinunciando a questa fonte, è un disastro immediato.

    ….. be’, pensandoci bene, è un disastro immediato a meno che Orsini non ci dia il suo indirizzo di casa per poter provare a scavargli un buco sotto e vedere se esce qualcosa di sfruttabile da lì, intanto che aspettiamo che il mondo si trasformi in un campo eolico o fotovoltaico.

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  4. Quanto povero Giulio Regeni citato da Orsini che non meritava certo di morire e soprattutto a quel modo e che ora viene strumentalmente tirato in ballo perché serve allo scopo, vanno ricordate due cose.

    La prima è che il ragazzo non andò in gita a vedere le piramidi o in crociera sul Nilo. Andò per indagare (giornalisticamente si può dire) su questioni che quel regime considera “fatti loro”. E queste sono attività pericolose per chi è del mestiere; figuriamoci per un ragazzo armato solo di sola buona volontà e senza coperture adeguate. L’assassino resta tale; ma proprio per questo non ti devi mettere sulla sua linea di tiro.

    La seconda è che, per quanto drammatiche siano certe vicende come questa, non s’è mai visto uno stato comportarsi come se il caso singolo fosse una questione personale. Purtroppo, la tutela di tutti gli altri viene prima del caso singolo, fosse anche il mio. E quando diventa inevitabile il dovere di realismo polistico, possiamo amareggiarci finché ci pare, ma l’unica strada è quella del realismo politico medesimo.

    Il povero Giulio è morto male e non lo meritava; ma nonostante questo non avrà mai nulla in tema di giustizia. E non è questione di palle o non palle. È questione che l’Egitto non è un’isoletta della Polinesia.

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  5. In breve, non compriamo il gas russo
    .Compriamo il gas di Mozambico e Algeria che i Russi gli vendono. Lo paghiamo di più perchè l’intermediazione va remunerata.
    Ci hanno preso per fessi.

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  6. Massì, dai, quando lo deciderà il Pentagono cambieremo nuovamente: che ne dite del quieto e democratico Burkina Faso?
    Tanto, cosa ci vuole…

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