Come in Ucraina: si comincia con le esercitazioni, si finisce con l’invasione

TAIWAN, PREPARATI ALLA GUERRA MA SENZA CERCARE LA GUERRA

(ANSA) – Le forze armate di Taiwan “operano come al solito e monitorano ciò che ci circonda in risposta alle attività irrazionali” della Repubblica popolare cinese “con l’obiettivo di cambiare lo status quo e di destabilizzare la sicurezza della regione”.

Lo afferma in una ntoa il ministero della Difesa di Taipei all’avvio delle manovre militari cinesi su vasta scala intorno all’isola. “Non cerchiamo l’escalation, ma non ci fermiamo quando si tratta della nostra sicurezza e sovranità. Sosterremo il principio di prepararsi alla guerra senza cercare la guerra e con l’atteggiamento di ‘non intensificare i conflitti e non causare controversie'”.

MEDIA, ESERCITO CINESE SPARA NELLO STRETTO DI TAIWAN 

(ANSA-AFP) – Giornalisti dell’agenzia di stampa Afp hanno visto proiettili sparati dall’Esercito cinese in direzione dello Stretto di Taiwan.

CINA, AL VIA LE MANOVRE MILITARI INTORNO A TAIWAN

(ansa.it) – La Cina ha dato il via, alle 12 locali (6 in Italia), alle più grandi esercitazioni militari mai fatte intorno a Taiwan in un crescendo di tensioni in risposta alla visita sull’isola della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi.

I media ufficiali ricordano che si tratta “di manovre militari e d’addestramento su vasta scala” che includono lanci dal vivo di colpi di artiglieria e di missilli in sei aree marittime off-limits a navigazione e sorvolo, in una prova di forza dell’Esercito popolare di liberazione (Pla).

Più aree sconfinano nelle acque territoriali e interne di Taiwan, oltre che nella zona economica esclusiva del Giappone.

Le forze armate di Taiwan “operano come al solito e monitorano ciò che ci circonda in risposta alle attività irrazionali” della Repubblica popolare cinese “con l’obiettivo di cambiare lo status quo e di destabilizzare la sicurezza della regione”.

Lo afferma in una noTa il ministero della Difesa di Taipei all’avvio delle manovre militari cinesi su vasta scala intorno all’isola. “Non cerchiamo l’escalation, ma non ci fermiamo quando si tratta della nostra sicurezza e sovranità. Sosterremo il principio di prepararsi alla guerra senza cercare la guerra e con l’atteggiamento di ‘non intensificare i conflitti e non causare controversie'”.

Il capo della diplomazia Ue Josep Borrell ha condannato le “esercitazioni militari mirate” della Cina intorno a Taiwan, osservando che la visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi sull’isola non è una motivazione valida. “Non c’è alcuna giustificazione per usare una visita come pretesto per un’attività militare aggressiva nello Stretto di Taiwan”, ha scritto Borrell su Twitter. “È normale e di routine per i legislatori dei nostri Paesi viaggiare a livello internazionale. Incoraggiamo tutte le parti a mantenere la calma, esercitare moderazione e agire con trasparenza”, ha aggiunto Borrell, a Phnom Penh per l’Asean.

I ministri degli Esteri del’Asean, i 10 Paesi del sudest asiatico (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam), hanno avvertito che la crescente situazione di tensione intorno a Taiwan potrebbe innescare “conflitti aperti”, mentre la Cina si prepara a tenere “manovre militari mirate” su vasta scala circondando l’isola. I ministri, in una dichiarazione congiunta, hanno affermato che la situazione “potrebbe destabilizzare la regione e alla fine potrebbe portare a errori di calcolo, gravi confronti, conflitti aperti e conseguenze imprevedibili tra le principali potenze”.

Categorie:Cronaca, Mondo

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4 replies

  1. Come le 800 basi natostan sparse per il mondo a cosa servono se non massacrare chi non si inginocchia allo zio Sam?

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  2. E’ dura dirlo perchè noi “siamo lì dentro”, ma mi fido di più della pazienza e della lunginiranza dei Cinesi … Che in questi ultimi decenni, al contrario degli ” esportatori di democrazia che ottengono il contrario” US, non hanno fatto guerre ma pensato al benessere e alla stabilizzazione della popolazione, che da uno stato di drammatica indigenza è sempre cresciuto.

    Anche riguardo al Tibet, di cui a noi piace tanto la lettura “romantica”, il Dalai Lama ed i monaci – per nulla, nei fatti : era il loro potere a venire eroso – pacifisti (quando c’è una religione di mezzo noi godiamo sempre: l’ importante è “credere”: più facilmente verrai controllato e sottomesso…) la Cina certamente rappresenta la modernità. La vita degli abitanti, sottomessi ai monaci, era di tipo servitù della gleba, pastori e , per quel poco che permetteva quel terreno e quell’ altitudine, agricoltori con strumenti… medioevali.
    Tutto “naturale” e tanto bello, da vacanza e da film… a patto di non doverci vivere e lavorare…
    Poi ci sono i Tibetani fuoriusciti in Occidente e la solita propensione US a fomentare “primavere”. Che di solito combattono gli “sgraditi” ma che sempre si concludono in distruzione e povertà ancora maggiore per gli autoctoni.

    Mi pare che anche su questo punto, sia condivisibile la terzietà di Sergio Romano, come al solito informato e puntuale, in una vecchia lettera:

    https://www.corriere.it/romano/08-04-10/01.spm

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