Il lupo e l’agnello

(Giuseppe Di Maio) – Non ricordo di aver vinto una sola elezione, e la memoria arretra fino a quella del ’76, se non finanche del ’72. Ho fatto sempre parte di una minoranza, di un’opposizione che non partecipava mai ai governi, di un’idea (non importa se di destra o di sinistra) che confidava di cambiare la società, di stravolgerla. Quando qualche mese dopo il marzo del 2013 mi trovai a condividere una posizione maggioritaria nella società italiana, mi suonò un campanello d’allarme. O è cambiata la gente, o sono cambiato io, mi dissi. Né io né i miei connazionali eravamo cambiati, ma lo dovevo scoprire col tempo e a mie spese, come sempre.

Ciò che era successo con le elezioni del 2013, era che una vacanza di leadership nella destra e l’incapacità della sinistra a raccogliere il testimone dialettico e antemurale avevano prodotto un terzo polo. Nel polo dei 5 stelle erano confluiti il popolo reazionario senza padrone, qualche conservatore deluso della politica del centrosinistra, e radicali apolidi e/o della sinistra a cui mancava un partito radicale di riferimento. Stavano insieme nel guazzabuglio grillino, decisionisti e democratici, razzisti e illuministi, democristiani e marxisti, evoluzionisti ed ecologisti. E avendo evitato di indicare un preciso obiettivo sociale essi avevano raccolto una moltitudine di adesioni tra un popolo incalzato dalla crisi, ma destinate a polverizzarsi non appena avessero dovuto decidere qualcosa, o addirittura governare. L’equivoco era pronto. Grillo aveva rubato le speranze e la disperazione degli italiani, ma aveva dato vita a una cosa incapace di immaginare una società futura, semmai solo di indicare degli step intermedi di gusto egualitario, come ad esempio il reddito di cittadinanza.

A questo si aggiunge un’altra fesseria originale, quella di selezionare la classe dirigente con un click da casa. Il risultato fu che quella grillina divenne la forza politica più anarchica del parlamento nonostante le regolette interne poste a spauracchio. La sua fortuna elettorale era venuta dall’essere specchio di un popolo cieco e ottuso, incapace di intercettare la struttura sociale e la volontà della politica. Ma sorpresa delle sorprese arrivò Conte. E, aver imbarcato nell’avventura stellata una persona ordinata, aveva fatto paura a tutti. Perciò, non appena fatta fuori, gli altri diventarono preda del paternalismo cazzaro del potere e delle invidie che è capace di fomentare. (Ad esempio, Crippa, tu non miglioreresti la vita degli italiani nemmeno se ti dessero la dittatura.) Draghi non può fare a meno dei 5 stelle, ma non fa una sola cosa di quello che dicono.

Ecco, allora, che quando finalmente le resistenze anarchiche interne del Movimento sono state parzialmente sedate, le richieste del maggior partito dell’arco parlamentare non sono considerate. Piuttosto di rispondere Draghi fa finta di dimettersi, e lascia lo spazio alle grancasse dei giornali padronali e ai teatrini deserti dei partiti che parlano di responsabilità e di emergenze. Invece che dimostrare all’elettorato italiano la volontà di inciucio generale contro i 5 stelle, il lupo accusa l’agnello di sporcargli l’acqua, nonostante l’altro sia a valle, nonostante i lupi siano stati dall’inizio il 70%, contro il 30% di agnelli.

17 replies

  1. E bravo Di Maio (Giuseppe!), ottimo articolo!
    Eccolo il nostro agnello sacrificale, in questa intervista a “Porta a porta”, con un altro lupo, servo di lupi…

    Piace a 1 persona

      • Grazie Anail, Vespa non lo guardo e invece questo spezzone lo condividerò perché Conte è stato perfetto, ne condivido ogni parola.
        A proposito di inceneritori al Nord: come già scritto qui, abito a Padova, e qui è addirittura in previsione la realizzazione di un nuovo camino di combustione dei rifiuti….peccato che, notizia di oggi, a causa della siccità i fiumi sono tutti in secca, non c’è sufficiente acqua per il raffreddamento degli impianti esistenti; con ogni probabilità, a breve, si dovranno spegnere le camere di combustione.
        Ora è chiaro quanto anacronistico sia un impianto del genere? Quanto poco futuribile sia un progetto a 5 anni per l’avvio cantiere e 10 per l’effettiva realizzazione? E le lungaggini classiche dei cantieri nostrani le si considerano? Oppure, come per il Ponte di Genova, si vuol procedere in deroga a tutto e in barba a ogni codice antimafia? E Borsellino? E Falcone? Perchè celebrarli allora?
        E tra 10/15 anni contiamo ancora di avere questo tipo di modello insostenibile?
        Io non ci credo che il popolo italiano abbia la volontà di farsi guidare da queste idee in naftalina, da personaggi senza immaginazione e visione di un cammino per il futuro del Pianeta….
        Vabbè, mi fermo qui.

        Piace a 3 people

      • Neanch’io guardo Vespa, questo video mi è stato inviato. Probabilmente sulla pagina Facebook di Conte troviamo tutta l’intervista.
        Poi guardo ed, eventualmente, posto.

        Piace a 3 people

  2. Articolo presuntuoso e bolscevico fuori tempo massimo ( popolo cieco e ottuso, forza politica più anarchica, resistenze anarchiche interne). “E avendo evitato di indicare un preciso obiettivo sociale” : come se la LEGALITÀ richiesta a gran voce nei comizi non lo fosse; ” incapace di immaginare una società futura” : bastava leggere i volantini del programma. Su un fallimento condivido : la democrazia diretta tramite internet ( non funzionò nell’antica Atene dove erano 4 gatti e si conoscevano tutti).

    Piace a 2 people

    • Un po troppo paragonare Atene con internet😂
      In Svezzera sembra funzioni con i referendum
      Ma loro sono montanari😂

      "Mi piace"

      • Penso , ma oggi fa tanto caldo, che la DD potrebbe funzionare se fosse supportata da leggi atte a ciò.
        Collegi uninominali e vincolo di mandato di sicuro aiuterebbero o no ?

        Piace a 1 persona

    • Paolo, secondo me si riferiva all’indirizzo politico, cioè al fatto che “gli step” di cui parla, non fossero inseriti nel quadro di una visione complessiva di tipo progressista, a cui in effetti appartengono, per ottemperare allo slogan “né di dx né di sx”.

      "Mi piace"