Il presidente Draghi serve?

(Michele Santoro – tpi.it) – A guardare i telegiornali e a leggere quasi tutti i quotidiani sembrerebbe che anche dal borgo più sperduto del nostro Paese si levi un’unica invocazione: “Draghi, capitano, mio capitano, non devi dimetterti!”. Questo assordante grido di dolore, di imprenditori, sindaci e camionisti indicherebbe nei partiti i colpevoli di farci precipitare nel baratro, e nel grande timoniere, ex Presidente della Banca Centrale Europea, per la sua competenza, l’operosità e l’innocenza delle sue azioni, l’ultima speranza di salvezza.

Come avviene per la guerra in Ucraina, l’informazione dimentica volentieri alcune evidenze. La prima è la scissione del Movimento Cinque Stelle che è avvenuta a opera di un Ministro in carica, il Ministro degli esteri Di Maio. Un premier politico, che avesse avuto a cuore la stabilità, avrebbe cercato di dissuadere uno dei suoi principali collaboratori dal compiere un passo dalle conseguenze imprevedibili. Il tecnico Draghi non lo ha fatto; e in una telefonata con Grillo, non smentita, si è addirittura augurato che il tentennante leader eletto dei Cinque Stelle venisse sostituito. Ingenuità di un non politico?

Riguardo alla instancabile dedizione al Paese del Presidente del Consiglio c’è invece da svelare un segreto di Pulcinella: da quando non sono state mantenute le promesse di eleggerlo Capo della Repubblica, appare ai suoi collaboratori svogliato e irritabile, mortalmente offeso dalla decisione dei partiti di non considerarlo l’unico adatto alla “carica più alta”. Dunque pronto ad andarsene alla prima occasione. Si starà ripetendo “fosse che fosse la volta buona”?

Terzo, che è ciò che personalmente considero più importante, i suoi risultati non sono così brillanti. Un dato per tutti: il 5 per cento della popolazione ha continuato ad accrescere il suo patrimonio e il 95 per cento a impoverirsi; e il 5 per cento paga in proporzione meno tasse del 95 per cento. Tra settembre e ottobre, a causa della guerra, dieci milioni di persone rischiano di finire o rimanere sotto la soglia della povertà per l’inflazione a due cifre e gli aumenti dei prezzi dei beni alimentari e delle materie energetiche.

Dunque il Presidente Mattarella non può non sapere che nel caso si manifestasse una maggioranza sufficiente in Parlamento che ribadisse la fiducia a Mario Draghi, il lancio della spugna, con una guerra in corsa e una crisi devastante alle porte, equivarrebbe a una diserzione.

“Il nonno al Servizio della Repubblica” si giustifica con la rottura del patto di unità nazionale che in verità era stato stipulato prima che l’Europa venisse sconvolta da una guerra. Adesso una grande fetta di italiani senza partito (il sessanta, il cinquanta o il quaranta che siano) manifesta dubbi, riserve e contrarietà sull’operato del governo.

L’Unità Nazionale di cui parla Draghi riguarda solo una metà della popolazione e ignora l’altra metà del cielo abitata da esclusi senza rappresentanza. Se la sua non è arroganza è la forza dell’abitudine contratta con la Pandemia di esercitare il potere al di fuori delle normali regole democratiche cancellando l’opinione pubblica critica.

La guerra ha reso evidente questa censura e quindi la mancanza in Italia di una vera opposizione, che certo non rappresentano i “Fratelli” mezzo d’Italia e mezzo degli USA. Né la rappresenta il Movimento Cinque Stelle, il cui compito storico si è esaurito da tempo e che è lacerato da una lotta per il potere. Ma resta tuttavia ancora sensibile a esigenze sociali compresse e ai bisogni reali ignorati di una parte della società. Non sarebbe un bene per la democrazia che il bambino venisse buttato via con l’acqua sporca.

Ragioniamo quindi da responsabili. Draghi ha voluto la bicicletta? Se ha i voti pedali e vada avanti per la sua strada che se porterà benessere, pace e riduzione delle diseguaglianze gli porterà l’eterna riconoscenza degli italiani. Non usi la crisi come un alibi per attribuire agli altri la responsabilità di far pagare ai più deboli il costo di scelte sbagliate. Contemporaneamente Giuseppe Conte non arretri, lasci al loro destino i governisti, e dia vita a una vera opposizione, diversa da quella parassitaria e inerziale di Giorgia Meloni. Apra una Costituente dell’Alternativa con tutte le forze che si dichiarino disponibili. In questo modo potremo misurare seriamente le capacità di Conte e di Draghi, i due duellanti. Capire se siano entrambi necessari o se si possa farne a meno. Draghi si definisce “un servitore dello Stato” ma da tecnico tende a ignorare che la Costituzione considera necessari per il bene della Repubblica tanto il governo che l’opposizione. A volte il divorzio può tornare più utile che prolungare un matrimonio finito, sempre che si voglia continuare a servire e che, come diceva Totò, “la serva serva”.

19 replies

  1. Allora. Il mondo IDEALE di Santoro (ma non solo di lui) spacciato però per la REALTÀ di tutti noi, sarebbe questo:
    – se si apre una crisi di governo la colpa naturalmente è di Draghi, anche se l’attuale premier ha sempre dichiarato di aver accettato l’incarico SOLO con la presenza al governo di TUTTI (tranne della Meloni e di vari altri gruppi). E così è stato fino all’altro giorno. Quando è venuto meno quel patto iniziale lui ne ha tratto le conseguenze. A casa mia si chiama coerenza. Nel politichese italiota e furbastro di Santoro, colpa.
    – per non “disertare” (ah ah ah) visto la situazione drammatica in cui si trova il paese (scusi Santoro, ma non bisognerebbe brindare e sventolare il bandierone per l’eventuale affossamento del banchiere?) Draghi dovrebbe bissare il mandato lasciando l’immensa prateria dell’opposizione, da qui alle elezioni, a quel che rimarrà del M5S di Conte. Tutti gli altri partiti naturalmente dovrebbero lasciar fare.
    – A questo punto della favola ci si avvicina al gran finale: “in questo modo potremo misurare seriamente le capacità di Conte e di Draghi, i due duellanti”. Cioè, lo scontro non sarà più tra destra e sinistra, o tra governo e opposizione. Macché, roba vecchia, novecentesca. Lo scontro sarà tra l’oppositore Conte (su che basi non si sa, visto che oggi il M5S vale quasi quanto FI) e il governista Draghi (su che basi, anche qui, non si sa, visto che Draghi probabilmente non parteciperà alle prossime elezioni politiche). Tutti gli altri? A guardare.

    "Mi piace"

    • Ma devi proprio dare tutti i giorni prova di totale idiozia, tuttoGuasto?

      A proposito, quando parti con la nazinonna per l’Ucraina, così finalmente vi costruirò quel monumento commemorativo?

      Piace a 2 people

    • Draghi otterrà la fiducia, ha i numeri, e sono i numeri che valgono dentro al palazzo. Però, secondo il vs ragionamento (del banchiere e tuo), se i rimasugli del movimento non la votano (la fiducia), draghi, per coerenza, si dovrebbe dimettere (irrevocabilmente). Ho capito bene?

      Piace a 1 persona

      • @Giansenio
        Se il M5S non vota la fiducia, Draghi, visto i presupposti del suo governo, e le conseguenze di questa scelta sugli altri partiti, dovrebbe dimettersi.

        "Mi piace"

    • Caro, si fa per dire, loGuasto. Quindi l’unica giustificazione è che draghi avesse accettato di governare solo in nome del fatto che fosse un governo di unità nazionale e quindi oggi per una sola astensione può dare le dimissioni. Ti ricordo che l unità nazionale era nata per portare avanti il pnrr e la lotta alla pandemia. Dato che il draghi aveva dichiarato che il suo compito era terminato e che chiunque poteva portare avanti il lavoro di PdC in quanto sicuro di venire eletto PdR in quanto nonno al servizio delle istituzioni. E allora di che andiamo cianciando se se ne poteva fare a meno allora se ne può fare a meno anche oggi. Se poi vuoi credere anche tu hai poteri magici di marpione accomodati pure.

      Piace a 1 persona

      • “Dato che il draghi aveva dichiarato che il suo compito era terminato e che chiunque poteva portare avanti il lavoro di PdC… se se ne poteva fare a meno allora se ne può fare a meno anche oggi”.
        Hai ragione. Anche per me se ne può fare a meno. Ma nessuno sta dicendo “poveri noi! Senza Draghi come faremo con pnnr!”.
        Qui la questione è politica.

        "Mi piace"

    • Ma quando mai ! Salvini volle entrare di sua iniziativa (meglio dire di Giorgetti) .Se non fosse entrato,il governo si sarebbe fatto lo stesso. Il punto cardine fu quello di far entrare m5s per arderli a fuoco lento,insomma disintegrarli. E l’errore incomprensibile del moimento fu quello di accettaredi fare da olocausto. Ora l’uscita di Conte rischia solo di essere ritardataria.Comunque meglio tardi che mai.

      Piace a 2 people

    • Draghi per avere il M5S nel governo aveva dato delle garanzie di sintonia e tutela dell’operato del precedente governo, garanzie che anch’esse facevano parte del patto iniziale. A violare per primo il piatto è stato dunque lui.

      Piace a 1 persona

    • Scusa Loquasto, ma quando la Lega si è astenuta dal votare una fiducia (riporto solo un caso a titolo d’esempio) perché l’illuminato non ne ha tratto le medesime conclusioni? Il M5S non ha votato contro, si è astenuto come può avvenire in una normale e corretta dialettica politica su alcuni temi dirimenti e ben precisi e ha posto, se hai letto il documento politico dei 9 punti di Conte, questioni molto importanti per il Paese. O siamo entrati in una dittatura???
      https://www.google.com/amp/s/www.agi.it/politica/news/2022-02-24/ok-camera-dl-green-pass-15766825/amp

      "Mi piace"

  2. @Santo Loquasto

    Quindi, se le cose andranno così, la crisi di governo la provoca indiscutibilmente lui, il banchiere.
    Vediamo la coerenza. Se si dimette coi numeri che avrà certi, rideranno fino all’ammasso globulare di Ercole.

    Piace a 1 persona

  3. Santoro, tu, e altri diranno così.
    Altri diranno che questo bordello è stato causato dal M5S.
    Gli italiani non so a chi crederanno.
    I francesi direbbero: les italiens!

    "Mi piace"

    • Le regole istituzionali sono chiare, molto chiare. Punto.
      Se poi giornalisti, commentatori, banchieri ecc. pensano che queste regole abbiano il valore di una etichetta messa sul retro delle lattine dei fagioli, beh allora… chiaro che siamo messi così.
      Articolo 11 incluso.

      "Mi piace"

  4. Credo che Draghi abbia tanta voglia di scappare dal casino che da settembre esploderà. Sarà anche molto sfortunato chiunque vinca le eventuali elezioni, i danni in atto difficilmente saranno sanabili. Draghi non è sciocco se se ne va ora rimane un po dell’alone di Super Mario, più va avanti più l’alone svanirà.

    "Mi piace"

    • @Luigi
      Super marietto non è più “super” già da un bel po.
      Che molli adesso o che rimanga fino a fine legislatura per lui non fa differenza.
      Ha fatto troppi errori madornali e nemmeno una singola cosa buona.
      Ormai è sputtanato comunque……
      In un anno e mezzo da premier ha distrutto la sua intera ( già discutibile) carriera…..
      Non avrebbe mai dovuto accettare l’incarico e ora si sta mangiando le mani per averlo fatto.
      Se mai dovesse presentarsi alle elezioni gli Italiani gli darebbero ancora più schiaffi di quelli che hanno dato a monti.
      E se li meriterebbe tutti, ma non si candiderà mai perchè è troppo vigliacco.
      A lui piace solo la pappa pronta, basta non dargliela e sparisce.

      "Mi piace"

  5. Mala tempora e futuro peggiore: Italia unico grande Paese della UE che non ha bisogno di un Presidente del Consiglio, ma di un Parafulmine,

    Piace a 1 persona

  6. draghi è un massone e obbedisce senza discutere a quanto la massoneria mondiale gli ordina !! tutto il resto sono caxxate !!!

    se non lo avete capito siete somari vaccinati

    "Mi piace"