Napoli, piazza Vanvitelli: ripristinato il lampione abbattuto

Adesso occorre rimettere in funzione lo storico orologio fermo da oltre un anno

            ” Stamani finalmente, dopo oltre due mesi dall’incidente del 3 maggio scorso, la ditta incaricata dal Comune di Napoli sta ripristinando il lampione che fu abbattuto nel corso di un incidente causato da un’autovettura che transitava in piazza Vanvitelli, la quale terminò la sua corsa sul marciapiede dell’aiuola centrale della piazza. Nell’impatto, molto violento, fu coinvolto anche uno dei quattro pali della pubblica illuminazione, presenti su marciapiede che circonda l’aiuola, e che, a ragione della violenza dell’urto, si abbatteva al suolo, senza, per fortuna, procurare danni a persone o cose “. A dare la notizia è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, che in questi due mesi ha sollecitato più volte l’amministrazione comunale a provvedere al ripristino.

            ” Il lampione in questione puntualizza Capodanno -, come tutti gli altri posti nella piazza, fu installato al termine dei lavori per la costruzione della stazione della linea 1 della metropolitana, inaugurata nel 1993. Si tratta di lampioni in ghisa della ditta Domenico Neri di Longiano, leader mondiale nel campo dell’arredo urbano e dei sistemi d’illuminazione, con realizzazioni presenti in oltre 4.000 comuni italiani. Tra le piazze arredate dalla suddetta ditta vengono ricordate, in Italia,  piazza dei Miracoli a Pisa, piazza San Marco a Venezia, piazza del Duomo a Milano e piazza Unità d’Italia a Trieste, mentre in ambito mondiale si segnalano, tra le altre, realizzazioni in città come Parigi, Dublino e New York “.

            ” Ci auguriamo – sottolinea Capodanno – che l’intervento odierno rappresenti il primo passo per la riqualificazione della piazza emblema del quartiere Vomero, che, per la sua importanza storica e architettonica, è sottoposta alla tutela della sovrintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici e etnoantropologici. Una piazza che, per la sua bellezza, integrità e unicità, ha rappresentato, sin dalla nascita, il cuore pulsante del quartiere collinare e che, benché priva, da oltre due lustri, della palma secolare che si trovava nell’aiuola centrale, morta nel gennaio dell’anno 2010,  a seguito dell’attacco del punteruolo rosso ma anche per l’assenza delle cure che avrebbero potuto salvarla, mantiene in gran parte il fascino dello stile neorinascimentale della fine del 1800, quando la Banca Tiberina realizzò le principali strade e piazze del “nuovo quartiere”, tutte dedicate ad importanti artisti che avevano lavorato a Napoli “.

            ” L’anno scorso, nel mese di marzo – continua Capodanno -, è toccato all’altro emblema della piazza, lo storico orologio fermarsi. Da allora, nonostante le segnalazioni e i numerosi solleciti l’orologio non ha più ripreso a funzionare, anzi nei mesi scorsi è scomparso anche uno dei due quadranti. Va ricordato che l’orologio di piazza Vanvitelli fa parte degli orologi elettrici cittadini, undici in tutto, ultimi rimasti dei 40, collocati, oltre 80 anni fa, nelle strade di Napoli. Gli altri sono ubicati in via S. Lucia, in piazzetta Augusteo, al Museo, in via del Sole, in piazza Cavour, in via Filangeri, in via Mezzocannone, a Montesanto, in via Diaz ed in via Duomo. Orologi all’epoca denominati: “ Impianti dall’ora unica “, per il fatto che segnavano sincronicamente la stessa ora in tutti i punti nei quali erano dislocati. Essi furono installati dall’Ente Autonomo Volturno su disegno dell’ing. Ventura e con la fusione delle colonne in ghisa eseguita dalla fonderia di Capodimonte di Enrico Treichler. Ciascuno di essi aveva una propria illuminazione particolare intorno ai quadranti, sicché era possibile leggere l’ora anche a notte inoltrata “.

            ” Da qui . conclude Capodanno – parte l’ennesima richiesta agli uffici comunali competenti di procedere, in tempi rapidi, a una riqualificazione complessiva della storica piazza, nel rispetto delle caratteristiche architettoniche e ambientali, con particolare riguardo all’arredo urbano e segnatamente al ripristino dello storico orologio “.