La missione dei pennivendoli

(Stefano Rossi) – Il presidente della Repubblica Mattarella è in visita in Mozambico e Zambia e dai giornaloni sembra che muova le fila della politica estera italiana.

Il sole 24Ore: “Pace, stabilità, cooperazione economica e culturale, ma anche intese sul tema urgente dell’energia e, non ultimo in ordine di importanza, impegno sul fronte alimentare contro fame e carestie. Saranno questi i temi al centro della missione africana del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.

La Stampa: “La missione di Mattarella in Mozambico: “Cooperiamo su energia, pace e clima”. Firmato un piano di sviluppo pluriennale”.

Sembra che i contratti per le nuove forniture del petrolio siano decisi da Mattarella e il governo non sia presente in questo viaggio.

La costituzione impone al Capo dello Stato un ruolo secondario dove non gli è permesso gestire la politica estera. Il motivo è semplice: il presidente della Repubblica è un irresponsabile sul piano giuridico (art. 72 Cost.) e non risponde delle sue azioni durante il settennato. Solo il capo del Governo e i suoi ministri possono rispondere davanti il Tribunale dei Ministri.

Per questo solo il governo può svolgere atti di politica estera.

Infatti, in ogni viaggio del presidente della Repubblica, deve  sempre essere presente il ministro degli esteri o il suo vice o un sottosegretario con delega.

Oggi, in Mozambico e Zambia è presente il vice-ministro degli Esteri, Marina Sereni senza la quale il viaggio non si poteva fare.

Nel passato certi articoli non si leggevano.

Quando Cossiga andò in viaggio ufficiale in Africa veniva messo in evidenza la presenza dell’allora ministro degli Esteri Andreotti. “Francesco Cossiga e Giulio Andreotti giunti ormai al termine dei loro sei giorni di corsa nel continente nero…”, così scriveva Marcella Emiliani su L’Unità nel febbraio 1989, e proseguiva con alcune domande alle quali rispondeva Andreotti  non Cossiga.

Ma allora non c’era il Movimento 5 Stelle.

Oggi, per quanto Di Maio sia uscito dal Movimento, c’è l’ordine di esaltare, ad ogni costo, la figura di Mattarella e di spegnere, censurare, osteggiare la figura del ministro Di Maio.

Non conta la verità, non contano le realtà giuridiche, conta la falsità dei pennivendoli.

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3 replies

  1. Il ministro degli esteri potreppe chiedere l’impeachment di Matta come voleva fare già all’inizio della legislatura . Il bello è che aveva ragione allora,ossia prima di diventare stron … il traditore poltronaro reggicoda di Draghi.

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