Per esempio, i mafiosi e il reddito di cittadinanza

(Stefano Rossi) – Poteva essere un titolo di Lercio, invece è di Palermo Today: “Anche i boss di Porta Nuova contro il reddito di cittadinanza: “Non si trovano più picciuttieddi”.

Si scopre che un mafioso, intercettato nel febbraio 2020, fortunatamente ucciso con tre colpi di pistola, si sia lamentato perché non trovava ragazzi disposti a spacciare droga perché 1.200 euro li avevano già in tasca.

L’Inps oggi dichiara che un milione di persone sono uscite dalla vera povertà grazie al reddito di cittadinanza.

Ora queste notizie, come si vede, si possono leggere in due modi.

Come il mafioso o Palermo Today, che così conclude: “Insomma, esattamente lo stesso argomento utilizzato in questi mesi a sostegno della difficoltà di trovare camerieri e personale di sala nei ristoranti, per esempio”.

O come il Prof. Giuseppe Conte che ha scritto: “Il reddito di cittadinanza non è stato solo un paracadute sociale per molte famiglie nei periodi più bui della crisi pandemica. Ha rappresentato anche una concreta possibilità per molti che, pur stretti dal giogo della fame, hanno potuto sottrarsi al ricatto delle organizzazioni criminali”.

Per tabulas, si evince che mafia non è solo criminalità ma una vera e propria coscienza, mentalità, perversione culturale che antepone l’illecito al lecito e te lo fa passare come per cosa buona e giusta.

E ci lamentiamo se all’estero ci considerano mafiosi.

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