Ursula von der Leyen persevera nella deriva del doppio standard: tolleranza zero per la Russia, sanzioni zero per Israele

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? Meno male che Ursula c’è. Porta la firma della presidente della Commissione europea, infatti, la mossa a sorpresa che potrebbe invertire le sorti della guerra in Ucraina. “Per la prima volta proponiamo di vietare l’ingresso nell’Ue a chiunque abbia prestato servizio nelle forze armate russe dall’inizio del conflitto”, ha annunciato urbi et orbi la volpe tedesca di stanza a Bruxelles.
“In altre parole, l’Europa sarà preclusa a chiunque abbia partecipato all’invasione dell’Ucraina. È così semplice”. Semplicissimo. Roba da far tremare i polsi a Vladimir Putin. Dopo una ventina di pacchetti di sanzioni, che più che la Russia hanno affossato le economie di mezza Europa – Italia in testa – a colpi di rincari su gas e carburanti, finalmente il colpo di genio che non ti aspetti. Tra una grassa risata e l’altra – a partire da quelle del Cremlino – basta spostare i riflettori dalla Russia ad Israele per tornare di colpo seri.
Pensando ai militari dell’Idf, protagonisti da quasi tre anni dello sterminio nell’inferno di Gaza, ordinato dal ricercato internazionale (al pari di Putin) Benjamin Netanyahu. Ma che anziché finire al bando, come quelli russi, svacanzano a turno nei resort della Sardegna protetti e scortati dalle forze dell’ordine italiane. Nel silenzio dell’Unione europea e di Ursula bomb der Leyen. Che persevera ostinatamente nell’insopportabile deriva del doppio standard: tolleranza zero per la Russia, sanzioni zero per Israele. Al peggio, del resto, non c’è mai fine.
La volpe a guardia del pollaio! hahahahha… E Putin ride …per forza con certa gente!
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La vecchia “zitella” con il cervellino di gallina accompagna dall’ analfabeta baltica ,anche lei celebrolesa, e dall’ esule del nostro PD ( nostro nel senso di nostrano) si sono sforzate sudando sangue e hanno partorito quest’altra stro…ta.
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Potremmo dire che fuma loro il cervello a forza di pensare…..se lo avessero! Invece al massimo puzza di fritto da aria fritta! Possiamo ribattezzare la UE, Unione Ridicola Europea…
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Aver fatto l’UE con l’unificazione delle germanie è stata la più grande stron@ata!
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Condivido e rilancio che l’altra più grande hahata (c aspirata alla toscana) è stata la fondazione dell’unione europea.
Il Manifesto di Ventotene (1941) nasce in piena Operazione Barbarossa, con un’idea di federalismo europeo ostile al socialismo di stato sovietico. Contrasta l’impianto della Costituzione italiana e rivela l’anticomunismo di Spinelli. Oggi è un feticcio scollegato dalla realtà politica.
Quale Manifesto? Il feticcio di “Ventotene”Quando si fa riferimento a un avvenimento passato occorrerebbe collocarlo storicamente, partendo magari dalle date. Il Manifesto di Ventotene viene redatto, sotto la regia di Altiero Spinelli (un comunista pentito) ed Ernesto Rossi (un liberale allievo di Luigi Einaudi), nel 1941. In piena Operazione Barbarossa i nostri eroi concepiscono un federalismo europeo con venature libertarie in chiaro contrasto con l’impianto del socialismo di stato sovietico.
Partorire quel documento in piena Seconda guerra mondiale, con la Germania nel suo momento più aggressivo, prima dell’intervento statunitense, non voleva di certo essere un punto d’appoggio per la causa del popolo russo impegnato nella resistenza all’aggressione nazi fascista. Prendendo spunto da alcuni articoli di Einaudi non solo si criticava il socialismo di stato, ma anche la natura della sovranità statale.
Motivo per cui il Manifesto si poneva in netto contrasto con tutta la riflessione politico-culturale che portò alla nascita della Costituzione italiana, con il suo impianto lavorista, sociale e di partecipazione pubblica tramite la promozione di libertà positive, ritenuto questo il vero tratto distintivo del nuovo stato democratico e autenticamente antifascista.
Pietro Nenni, uomo di estrema profondità politica, comprese benissimo il sotterfugio contenuto tra le righe del Manifesto e costrinse Sandro Pertini, politico meno lungimirante di lui, al ritiro della firma.Tanto che quel testo prospettava anche l’ideazione di una forza politica esterna ai partiti, a quei partiti poi protagonisti della Liberazione, perché ritenuti troppo nazionalisti.Una volta pubblicata postuma la sua memorialistica, emerse uno Spinelli obnubilato dall’anticomunismo e dalla cieca volontà di sconfiggere militarmente l’Unione Sovietica, come avrebbe potuto professare, in quegli anni, qualsiasi reazionario appassionato alla lettura de “Il giornale d’Italia”.
Alla luce di tutto ciò sorge spontanea una considerazione. I progressisti sembrano sempre procedere per astrazioni impolitiche: “il sogno europeo”, “i padri fondatori”, “lo spirito del Manifesto di Ventotene”. Queste astrazioni concettuali, salmodiate fino allo sfinimento, diventano dei veri e propri dogmi, totalmente sconnessi dalla realtà.
Insomma una sindrome da Testimone di Geova. Senza contare che il Manifesto di Ventotene è un vero e proprio feticcio, celebrato indifferentemente dai più biechi reazionari e dai più illusi liberal, del tutto estraneo al processo di formazione dell’Europa Unita, sia nella sua versione embrionale che in quella totalitaristica di Maastricht.
https://www.kulturjam.it/in-evidenza/il-feticcio-di-ventotene-ma-qualcuno-lha-letto-veramente-il-manifesto/
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Tribù e popolazioni arcaiche del ns continente si sono date mazzate dall’alba del tempo. Una prima guerra mondiale, una rivoluzione ad est e un tracollo finanziario hanno convinto i governi europei che era arrivato il momento di fare sul serio, ed era facile prevedere che, oltre a nascere, i regimi nazifascisti attecchissero facilmente presso paesi connotati da tare suprematiste/colonialiste. Nei peggiori dei casi ci fu ampia tolleranza verso tali dottrine.
Mi pare il caso di portare un esempio limpido di prima e dopo il 1945.
Germania: il regime, oltre al caporale austriaco e soci, c’era una figura di primissimo piano che “aiutava” le donne tedesche a stare al loro posto (e figliare), un nome che probabilmente dirà poco a tanti:
Gertrud Emma Scholtz-Klink, nata Treusch.
Per capire il rango di questa signora eccola rappresentata
https://www.gettyimages.it/immagine/scholtz-klink?page=2 (sono due pagine)
Bene. Ora fissiamo una data e collochiamola: 13 marzo 1939.
AH è al potere in Germania da sei anni e da una quindicina ha pubblicato il suo manifesto politico il MK.
13 marzo 1939
La signora va in visita in Gran Bretagna
La ciccia viene adesso
Nel 1940 la signora convola a nuove nozze con , un uomo al vertice delle SS (Obergruppenführer). Catturato nel 1948, August Heissmeyer scontò solo 18 mesi di carcere. Date le notevoli capacità organizzative dimostrate, questo signore, dopo la sua liberazione, venne assunto in Germania Ovest come responsabile imbottigliamento della nota bevanda gassata made in Usa.
https://it.wikipedia.org/wiki/August_Heissmeyer
E allora, visti i nobili scopi che erano alla base della formazione di una unione europea ideale, viste le tare ereditarie dei componenti, visti gli ottant’anni di pace (balcani esclusi) eccetto le interferenze coloniali e post coloniali (le stragi fuori porta non rientrano nel computo delle democrazie evolute, si tratta di corpi umani a perdere; ad est sono rimasti sub umani e da schiacciare) , per quale motivo dovremmo stupirci dei doppi standard di questo let@mai0 di €uropa/Nato che al nazismo ha solo dato un abitino nuovo e presentabile ai fessi che ci credono?
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