Intervento di Grillo a difesa del limite dei due mandati

(ANSA) – “Appare sempre più opportuno estendere l’applicazione delle regole che pongono un limite alla durata dei mandati”.

Lo scrive Beppe Grillo nel suo blog. “Alcuni obiettano – soprattutto fra i gestori che si arroccano nel potere – che un limite alla durata dei mandati non costituisca sempre l’opzione migliore, in quanto imporrebbe di cambiare i gestori anche quando sono in gamba: “cavallo che vince non si cambia” sembrano invocare ebbri di retorica da ottimati.

Ciò è ovviamente possibile, ma il dilemma può essere superato in altri modi, senza per questo privarsi di una regola la cui funzione è di prevenire il rischio di sclerosi del sistema di potere, se non di una sua deriva autoritaria, che è ben maggiore del sacrificio di qualche (vero o sedicente) Grande Uomo”, prosegue.

Il Supremo mi ha parlato

de L’Elevato – L’evoluzione, si sa, è il risultato di cambiamenti casuali nei processi riproduttivi. La cecità di questa meccanica è resa “visibile” da una frase icastica del chimico Peter Atkins: “una volta che le molecole hanno imparato a competere fra loro e a creare altre molecole a loro immagine, elefanti, e cose simili agli elefanti, si troveranno a tempo debito a vagare attraverso le savane”.

Dunque l’evoluzione biologica non segue nessun piano, dipende solo da cambiamenti casuali, quali che siano. Quelli più adatti (fittest) finiranno per prevalere attraverso la selezione naturale. Qui sta la terribile bellezza del darwinismo: nessuna volontà, nessun senso, nessun fine.

L’economia basata sulla proprietà privata si fonda sulla stessa meccanica. L’efficienza della proprietà privata non dipende dunque dalle prodigiose capacità dei proprietari, ma da una meccanica molto simile a quella della selezione naturale biologica, che gli economisti chiamano “distruzione creatrice”. D’altronde la teoria dell’evoluzione biologica è tributaria, per stessa ammissione di Darwin, della teoria economica classica.

Tuttavia, diversamente dalla selezione naturale, il funzionamento della distruzione creatrice non dipende da processi chimici e biologici, ma dalle regole della società. Dunque, mentre la velocità dell’evoluzione biologica è strutturale e tende a essere lentissima, quella dell’evoluzione economica e sociale è “programmabile” e può essere più o meno veloce a seconda delle regole che la governano.

Questa sostanziale differenza non deve però indurre a ritenere che l’evoluzione economica e sociale non dipenda (solo) da mutamenti casuali e meccaniche selettive a posteriori, e possa (anche) dipendere dalle “visioni”. In genere quando qualcuno ha una “visione” sarebbe meglio chiamare un dottore, se non un’ambulanza. Tuttavia, anche quando alcune di esse si rilevano per essere azzeccate, è sempre impossibile prevederlo ex ante, ma occorre sperimentarle nella realtà economica sociale per capire se sono destinate a sopravvivere o soccombere.

Ciò non significa, sia chiaro, negare l’utilità delle visioni di grandi uomini, ma riconoscere che anche fra queste visioni operano le stesse meccaniche selettive dei cambiamenti casuali. Dunque per l’evoluzione economica e sociale sono più importanti le regole che favoriscono i cambiamenti di quelle che favoriscono le (vere o presunte) Grandi Visioni di (veri o sedicenti) Grandi Uomini.

Fra queste regole ci sono quelle che favoriscono il ricambio dei gestori prima che le imprese collassino. Negli Stati Uniti, per esempio, ci sono diverse regole che favoriscono il ricambio dei gestori nelle società quotate, da quelle sulle offerte pubbliche d’acquisto, a quelle sulla raccolta di deleghe, a quelle sul cosiddetto attivismo societario, e così via.

Regole che favoriscono il ricambio dei gestori esistono, in teoria, anche nei sistemi politici democratici. Tuttavia in questi casi l’interesse dei cittadini è troppo parcellizzato rispetto allo sforzo necessario per sostituire i governanti, sicché accade che gli unici a farlo siano i cittadini il cui unico obiettivo è di sostituire sé stessi ai governanti di cui si chiede il ricambio, e non di tutelare meglio l’interesse dei cittadini.

Per questa ragione appare sempre più opportuno estendere l’applicazione delle regole che pongono un limite alla durata dei mandati. Queste regole hanno goduto di una certa fortuna in alcuni ambiti del settore pubblico, quali i giudici della Corte Costituzionale. Ma il limite alla durata dei mandati si giustifica anche nell’esigenza di porre un limite a un potere rilevante, come per esempio quello del Presidente degli Stati Uniti.

Alcuni obiettano – soprattutto fra i gestori che si arroccano nel potere – che un limite alla durata dei mandati non costituisca sempre l’opzione migliore, in quanto imporrebbe di cambiare i gestori anche quando sono in gamba: “cavallo che vince non si cambia” sembrano invocare ebbri di retorica da ottimati. Ciò è ovviamente possibile, ma il dilemma può essere superato in altri modi, senza per questo privarsi di una regola la cui funzione è di prevenire il rischio di sclerosi del sistema di potere, se non di una sua deriva autoritaria, che è ben maggiore del sacrificio di qualche (vero o sedicente) Grande Uomo

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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9 replies

  1. spiegato cosi’ non si puo’ rifiutare! basta che non manchino gli onesti !! la scuola e’ fondamentale, grazie Giuseppi.

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  2. Effettivamente al potere rilevante del presidente degli stati uniti viene posto un limite di quattro anni, rinnovabile fino al massimo di otto. Nel nostro paese, dove evidentemente il presidente della repubblica non conta una cippa, può rimanerci anche quattordici anni o, perché no, a parlamento e rimasugli votanti piacendo, anche ventuno o, sennò, quanto gli pare (vedi napolitano o il figlio di bernardo)

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  3. Qualunque cosa possa dire oggi Grillo appare, dopo il suo appoggio incondizionato a Draghi, una emerita CAXXXXA, quand’anche avesse ragione. Mediti sull’educazione che sono stati in grado di dare, lui e sua moglie, come genitori, ai loro figli. E non si faccia più vedere né sentire.

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  4. L’elevato e tale o presunto tale ? Quando ci vuole dire che Di Maio si è rivelato una grande grande fregatura ma senza esplicitarlo ,con o senza l’evoluzione della specie darwinianana, ricordi di averlo definito il migliore ministro degli esteri post moderno. La sua elevatezza,in quel preciso momento, ha subito un allarmante scricchiolio, anzi una frana inarrestabile.
    Il doppio madato è buono e giusto. Chi ha intenzione di dedicare la propria vita alla politica ministeriale (economica,diplomatica,industrilale,sociale etc…) studi e si specializzi per questo ,ma la rappresentanza parlamentare è un’altra cosa.

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  5. Non si può paragonare l’evoluzione di una qualsivoglia specie animale con la realtà degli esseri umani.
    Gli animali ( sia quando fanno qualcosa di buono sia quando fanno qualcosa di cattivo) non sono mai imputabili in quanto agiscono esclusivamente per istinto di sopravvivenza.
    Gli esseri umani come sappiamo possono scegliere e sanno benissimo che le loro scelte avranno delle conseguenze.
    Grillo ha creato dal nulla qualcosa di grande ma poi l’ha lasciato a se stesso in balia delle ubbìe di tutti quanti i suoi componenti.
    Esattamente come un genitore che mette al mondo un figlio e poi se ne disinteressa completamente.
    Ormai ė troppo tardi per tornare indietro….il figlio si ė bruciato da giovane e non c’è più nessuna madre surrogata disposta a metterne al mondo un altro con quel padre scellerato.
    ( giuro che ogni riferimento alle vicende delle notti sarde di Ciro è assolutamente e puramente casuale, anche perchė non ha nulla a che vedere con la nemesi dei 5s )
    Ora…..
    La madre c’è ancora e siamo noi Italiani.
    Manca solo un gruppo di brave persone disposte a farci da padre.
    Basterebbe che le poche brave persone rimaste tra i nostri politici lasciassero perdere il loro partito d’origine e formassero un partito per conto loro ( o ancora meglio per conto nostro).
    Lo so……è utopia pura anche perchè se mai dovesse capitare arriverebbe subito un Kim Biden Bruxelles a cancellare tutto e per l’ennesima volta costringerci ad altri “prodi draghi che vivono nei monti” come negli ultimi 20 tristissimi anni.

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  6. ho solo un dubbio. Quanto paga i Ghostwriter per scrivere ‘sti pipponi eruditi, non avete notato quanto sia diverso rispetto a quando scriveva sul suo blog ai bei tempi andati?

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