Le “perle” della settimana

(Ma mi faccia il piacere – di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Spie russe ovunque. “L’addetta alle pulizie irrompe a RaiNews24. ‘Scusi signora, siamo in onda’” (Giornale, 1.5). E il Copasir che fa? Autoritratto. “La fabbrica delle fake news” (Repubblica, prima pagina, 8.5). Un numero speciale autocelebrativo. Appena Nato. “Pronti a trattare con la Russia rinunciando alla Crimea” (Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, 6.5). “Stoltenberg: ‘Gli alleati non […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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33 replies

  1. Ma mi faccia il piacere

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Spie russe ovunque. “L’addetta alle pulizie irrompe a RaiNews24. ‘Scusi signora, siamo in onda’” (Giornale, 1.5). E il Copasir che fa?

    Autoritratto. “La fabbrica delle fake news” (Repubblica, prima pagina, 8.5). Un numero speciale autocelebrativo.

    Appena Nato. “Pronti a trattare con la Russia rinunciando alla Crimea” (Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, 6.5). “Stoltenberg: ‘Gli alleati non accetteranno mai di dare la Crimea ai russi’” (Repubblica, 8.5). Si avvicina il giorno in cui Zelensky userà le armi della Nato per liberare l’Ucraina dagli invasori della Nato.

    Compra una consonante. “Il conduttore di Zona Bianca: ‘Su Lavrov nulla da rimproverarci’. Ma da Mediaset garanzie al ministro di Putin (Repubblica, 3.5). Sono abituati a Ladrov.

    La neolingua. “Se il pacifismo, se è senza se e senza ma, e senza armi, sempre e comunque, per rifugiarsi in un’impassibile neutralità, rischia di diventare un pacifismo senza testa e senza cuore” (Mattia Feltri, Stampa, 6.5). Era ora che qualcuno inventasse il pacifismo armato. Seguirà il bellicismo disarmato.

    Mejo de Putin/1. “Così Draghi potrebbe dover restare più a lungo a Palazzo Chigi”, “Il Colle e quell’ipotesi di Draghi premier fino a giugno 2023” (Foglio, 7.5). Dài che adesso aboliscono le elezioni.

    Mejo de Putin/2. “La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è stata la puntata del 26 aprile. Quando a Cartabianca, talk condotto da Bianca Berlinguer, oltre al solito Alessandro Orsini e alla filosofa Donatella Di Cesare, noti per un antiamericanismo venato di indulgenza per Mosca, è stata invitata Nadana Fridrikhson, giornalista della tv del ministero della Difesa russo… accolti con fastidio a Palazzo Chigi. Da qui l’accelerazione di Fuortes – anticipata mercoledì scorso in Vigilanza, dopo un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e il capo di gabinetto Antonio Funiciello – per modificare l’attuale forma dei talk” (Giovanna Vitale, Repubblica, 8.5). Dragov è infastidito, quindi Garofolov e Funiciellov convocano Fuortov per tappare la bocca alla dissidente e ai suoi ospiti, chiudendole direttamente il programma. Ma soprattutto per insegnare ai russi cos’è la liberaldemocrazia.

    Com’è umano lui. “Draghi: ‘Va superata l’unanimità Ue’” (Sole-24 ore, 4.5). Ah ecco, in Italia no.

    Giustizia alla ucraina. “Torture, stupori e sevizie: le violenze contro i civili sono sistematiche” (Iryna Venediktova, procuratrice ucraina, Stampa, 6.5). “Aiutateci a trovare le prove dei crimini” (Venediktova, Corriere della sera, 6.5). Prima emette la sentenza, poi cerca le prove.

    Premio Tank. “Germania, dai cortei per la pace al sì alle armi in Ucraina: i Verdi voltano pagina” (Repubblica, 5.5). Il famoso verde militare.

    Premio Attila. “Realacci: ‘L’inceneritore a Roma non è tabù’” (Foglio, 4.5). Il famoso verde merda.

    Gelosone. “Più che un’intervista, quella di Lavrov a Rete4 era un comizio” (Mario Draghi, presidente del Consiglio, 2.5). Pensava di avere l’esclusiva.

    Propaganda Live. “‘Guarda caso, gli americani e gli inglesi sono gli unici che non avrebbero le radiazioni di una guerra atomica, mentre le radiazioni come al solito arriverebbero sulle nostre teste…’, dice Marco Travaglio a Otto e mezzo… L’analisi dei venti applicata all’opinionistica bellica mancava, ma più la guerra va avanti più ci si avventura in nuovi inesplorati campi di in comprensibile supponenza” (Diego Bianchi, Venerdì-Repubblica, 6.5). No, gioia, non sono i venti: sono le distanze. Hai presente il metro? E il mappamondo?

    Rondolingua. “Elio Germano, Sabina Guzzanti, don Fabio Corazzina, Marco Tarquinio, Luciana Castellina, Michele Santoro. Ricordatevi questi nomi. Hanno scelto gli assassini, i torturatori, gli stupratori. Non lo dimenticheremo” (Fabrizio Rondolino, Twitter, 5.5). Brrr che paura.

    I titoli della settimana/1. “Letta s’è stufato di Conte” (Foglio, 3.5). “Il premier è stufo dei Cinquestelle” (Pietro Senaldi, Libero, 4.5). Oh no, povere stelle, e adesso come facciamo?

    I titoli della settimana/2. “Mps: tutti assolti in appello. Bye-bye Grillo e Travaglio” (Paolo Comi, Riformista, 7.5). Il primo era il pm, il secondo il gup.

    I titoli della settimana/3. “L’Italia ha regalato a Putin il virus per l’affare Sputnik… gratuitamente, senza chiedere in cambio le royalties” (Andrea Casadio, Domani, 5.5). Uahahahahahah.

    I titoli della settimana/4. “Il termovalorizzatore di Gualtieri è la grande occasione per Roma” (Francesco Merlo, Repubblica, 8.5). Ma soprattutto per il cancro.

    I titoli della settimana/5. “Gli altolà del Movimento nascondono le debolezze” (Massimo Franco, Corriere della sera, 5.5). “I distinguo M5S segni di debolezza” (Stefano Folli, Repubblica, 5.5). Bibì e Bibò.

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  2. Esimio professor Travaglio, studi lei la geografia. Russia e USA distano appena 4 (quattro! ) chilometri: tanta è la distanza tra l’isola Piccola Diomede (USA) e Grande Diomede (Russia) nello stretto di Bering che separa il Circondario di Čukotka (Russia) dall’Alaska (USA). La distanza tra la terraferma dei due Stati è di circa 80 km. È pensabile che la Russia non abbia in quella zona missili a lunga gittata, anche nucleari (capaci, questi ultimi, di colpire fino a 5 mila chilometri)? Da quella regione i russi potrebbero “spianare” l’Alaska, la costa del Canada e parte della California.
    E veniamo alla Gran Bretagna. Londra dista circa 1.500 km dall’enclave russo di Kaliningrad, dove sono in corso esercitazioni militari con armi atomiche (come detto, con gittate fino a 5 mila chilometri). Se poi parliamo di missili “normali” – come il Sarmat che colpisce anche a 18.000 km – le città che potrebbero fare la fine di Mariupol sarebbero tantissime (Seattle, San Francisco, Los Angeles ecc).
    Come si vede, USA e GB sono meno al sicuro di quanto lo sia lei sul divano di casa (ma Orsini non glielo ha spiegato?).

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    • Antón, ha presente l’ azzeccagarbugli? Si riconosce? Quale sarebbe lo scenario di una guerra nucleare tattica ovvero limitata? Ecco, guardi dove sta l’ Ucraina rispetto alla Russia e a noi. Anda ya

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      • Caro Antón
        Quel che lei scrive è corretto, ma “che c’azzecca”?
        Si sta parlando dell’ipotesi, spero remota, di un attacco nucleare contro l’Ucraina e non diretto contro gli USA. Si sta parlando degli effetti delle particelle radioattive generate e disperse nell’atmosfera da un eventuale attacco in Ucrania.

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    • Ma stella bella, si parla di nucleare tattico in Ucraina! Se poi lei desidera far saltare tutto e tutti…
      E lasci perdere gli scogli di Bering… che gli orsi polari non sono attualmente parte coinvolta

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    • “spianare” l’Alaska
      un grande obiettivo strategico per fare una ritorsione, che le rammento essere, al momento,
      l’unico motivo per un uso di armamento atomico

      pure le coste del Canada si esclude la zona confinante con gli USA hanno una importanza
      terrorizzante veramente elevata, o forse intende che debellano licheni e pollame da scogliera?

      se possono colpire la California, che dista tra i 2.500 e i 5.000 km dal confine canadese possono colpire
      tutte le altre città costiere ed interne degli usa, sino a Miami

      non mi risulta che si stiano tenendo esercitazioni con l’uso di armamento nucleare “armato” da nessuna parte
      e i missili ormai sono quasi tutti multi funzione quindi, dire quello che sostiene, è ad effetto ma in sostanza
      è solo fare dell’allarmismo, i veri esercizi con armamenti nucleari (che in realtà poi mancano) vengono
      annunciati alla parte avversaria per evitare che pensi ad un imminente attacco, come è avvenuto
      per i Sarmat, i quali sono vettori per una ventina di testate che vengono portate in prossimità
      degli obiettivi e poi vanno a destinazione in autonomia, entrambi pare che siano del tipo ipersonico

      per distruggere pure bastano i tocha-u, può vederne gli effetti sugli obbiettivi degli ucraini dell’ultima settimana
      il più importante una stazione in attività normale, un allevamento di galline, una casa civile con quello
      che sembra essere una sorta di vivaio annesso e qualche prato disabitato

      ma esseno ucraini distruggono meno e i morti sono meno morti non essendo veramente umani

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  3. GIUSTIZIA & IMPUNITÀ
    Assoluzioni crac Monte dei Paschi di Siena, il sindacato: “Italia paese di buchi neri e fantasmi, così non c’è mai un colpevole”
    Assoluzioni crac Monte dei Paschi di Siena, il sindacato: “Italia paese di buchi neri e fantasmi, così non c’è mai un colpevole”
    Le associazioni di cittadini, dipendenti e risparmiatori: “Colpo di spugna offensivo nei confronti dei dipendenti della banca, dei risparmiatori che hanno perso dei capitali e del territorio di Siena che si è visto depauperare una ricchezza costruita nei secoli”

    di F. Q. | 7 MAGGIO 2022
    “Nella storia d’Italia ci sono molti buchi neri e, quando ci sono scandali evidenti, sembra che siamo un Paese di fantasmi”. Lo storico sindacalista dei bancari Lando Maria Sileoni, da ben 12 anni segretario generale della Fabi, si è così unito al coro dei commenti alla sentenza d’appello del processo Mps che venerdì 6 maggio ha visto assolti tutti gli imputati, sia le persone sia le banche straniere, dal contestato aggiotaggio in una serie di operazioni finanziarie realizzata dal Monte dei Paschi di Siena sui derivati Alexandria e Santorini per coprire le perdite provocate dall’acquisto di Antonveneta.

    “Non si trova mai un colpevole, gli avvocati sono sempre molto bravi e più bravi rispetto alla controparte. Insomma, si trova sempre o un’assoluzione in primo grado o in appello o una soluzione che in qualche modo mette pietre tombali sopra circostanze ed eventi che sono stati catastrofici”, ha aggiunto. Sileoni ha poi rimarcato che “quello di Mps che ancora oggi è un problema nonostante ci lavorino bene oltre 22.000 lavoratori e famiglie, è un problema che sta incidendo pesantemente all’interno dello sviluppo stesso del settore bancario in Italia; è fallita recentemente la trattativa tra Unicredit e il ministero dell’Economia per la vendita del Monte dei Paschi. Al momento non ci sono soluzioni di mercato. Questa situazione deve essere certamente risolta, perché la Banca centrale europea ha dato del tempo, ma non sarà infinito. È chiaro che ci aspettavamo una sentenza che ci potesse dire perché è stato creato questo buco. Ma sembra sempre che ci siano dei fantasmi dietro decisioni gravissime che hanno prodotto enormi problemi al Paese e buchi enormi pagati dai cittadini con aumenti di capitale rilevanti a carico delle finanze dello Stato”.

    Punta il dito contro il potere del centrosinistra, invece, il sindaco di Siena Lugi De Mossi, che in una nota si è appellato al “tribunale della storia” che “giudicherà con severità un intero sistema di potere senese che ha portato al disastro della terza banca del Paese”. Secondo De Mossi, “al di là delle responsabilità legali o penali individuali di singoli amministratori della banca, ci sia forte e ineludibile la responsabilità di un intero sistema. Quello del centrosinistra senese che ha per decenni, in raccordo anche col piano nazionale, costruito le condizioni ambientali perché Monte dei Paschi finisse per implodere”. Condizioni attuate “intrecciando in modo perverso, con eccessiva e inopportuna familiarità e prossimità, finanza, istituzioni, politica – aggiunge -, scegliendo le persone evidentemente sbagliate, gestendo ogni posto disponibile in una logica monolitica, e finendo per narcotizzare una città e soffocarne le energie”.

    “Dopo tutto quello che è successo nessuno è responsabile. Allora tutto è chiaro: Antonveneta si è comprata da sola”, è il commento di Pierlugi Piccini che di Siena è stato sindaco tra il 1990 e il 2001. “È molto strano, dopo tutto quello che è successo negli ultimi 7 anni, che si arrivi a un totale annullamento della sentenza di primo grado – ha detto all’Adnkronos -. Quello che mi colpisce è che le spese del processo saranno a carico delle parti civili e credo che sarà un esborso notevole. La conclusione che sembra delinearsi dopo questo verdetto è che non è successo nulla. C’è un azzeramento totale di tutto quello che c’è stato. Credo che ora ci sarà un ricorso in Cassazione. Comunque aspetto di leggere le motivazioni”.

    Meraviglia, stupore, rabbia e delusione, poi, dalle associazioni di dipendenti, cittadini e risparmiatori. Romolo Semplici, rappresentante dell’Associazione Pietraserena di Siena, all’Adnkronos ha parlato di sentenza “sconvolgente”, un “colpo di spugna offensivo nei confronti dei dipendenti della banca, dei risparmiatori che hanno perso dei capitali e del territorio di Siena che si è visto depauperare una ricchezza costruita nei secoli”. Non solo. “Si rimane anche sconcertati da questa giustizia, che ci ha messo più di dieci anni per andare a sentenza e con una contraddizione così grande fra primo e secondo grado che è mortificante e deludente. È quasi una provocazione per il cittadino comune”, continua Semplici. Per Semplici “c’erano tutti gli elementi per capire che c’erano delle responsabilità, non solo di Mussari, Vigni e Baldassarri, ma molto più ampie e che coinvolgevano gli organi di vigilanza, la Banca d’Italia, la Fondazione Montepaschi“. Quella del Montepaschi, continua il rappresentante dell’Associazione Pietraserena, “è un’emblema della malagiustizia italiana, che ha bisogno di riforme sostanziali. Chi ha le colpe di questo disastro? Chi ha responsabilità precise nella distruzione di un patrimonio stimato in 50 miliardi di euro?”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/07/assoluzioni-crac-monte-dei-paschi-di-siena-il-sindacato-italia-paese-di-buchi-neri-e-fantasmi-cosi-non-ce-mai-un-colpevole/6583494/

    ECCO DI COSA SI COMPIACCIONO QUESTI FARABUTTI DELLA CARTA STAMPATA. E il popolino zitto e muto.

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  4. Carina quella sul pacifismo armato, peccato che l’inventore non sia di certo Mattia Feltri, ma soprattutto che non sia affatto un paradosso: si vis pacem, para bellum dicevano i romani (peraltro, riprendendo un’idea di Platone che già allora era vecchia di 7 secoli), e la cosa è ineccepibile.

    Invece quello di bellicismo disarmato è un enunciato decisamente più recente: appena due secoli fa (Bourienne, segretario di Napoleone, nelle sue Memorie scrisse che “se Bonaparte avesse parlato il latino, ne avrebbe invertito il senso e avrebbe detto: si vis bellum para pacem“), ed anche questo concetto ha perfettamente senso, con buona pace di Travaglio.

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      • Se voleva essere una battuta, è largamente fuori bersaglio: per tua norma e regola, il mio nickname fa riferimento al grande Ronnie James Dio (andrebbe pronunciato all’inglese, “daio”).

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    • veramente parrebbe che più che Platone sarebbero di Flavio Vegezio che riprendeva un detto (lo ha affermato lui stesso)
      del comandante tebano Epaminonda del IV secolo a.C, mentre Platone viene molto dopo, essendo del 400 a.C.

      ma quello che suggerisce non ha senso.

      in sostanza lei ha scritto “se vuoi la guerra, preparati alla pace”,
      mi pare ci possano essere solo due casi che porterebbero a fare tali pensieri
      caso 1
      sei sicuro di vincere e quindi prepari il tuo dopo nella nazione invasa (cosa farne e come farlo)
      caso 2
      temi di risultare perdente, ma vuoi/o devi farla ugualmente, quindi cerchi di fare in modo
      di posizionarti sul tuo, o sul suo, terreno come meglio ti è possibile in modo dì arrivare ad un compromesso onorevole
      e sostenibile, ma sapendo che probabilmente perderai (i pareggi, a differenza del calcio, non mi risulta
      si siano verificati, al massimo credo ci siano stati abbandoni del campo per stanchezza dei contendenti
      ma non credo siano equiparabili ad un pareggio, al massimo sono delle non vittorie, o delle non sconfitte,
      tipo l’ultima guerra di Crimea, quella dove ha partecipato il regno di Sardegna, che ora gli inglesi
      credono d’aver vinto, pur essendosi ritirati da sconfitti)

      ma pure nei due casi sopra vale il motto originale, non quello da lei distorto
      dato in entrambi l’azione militare, e quindi la sua preparazione, viene prima di quella delle strette di mano

      e Napoleone, alla fine, le guerre le ha perse, vincendo solo battaglie

      esiste un detto altrettanto efficace, se non sfami il tuo esercito, sfami quello del tuo invasore

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      • Marco, in realtà Platone è nato circa 10 anni prima di Epaminonda ed è morto circa 15 anni dopo.
        Direi che sono contemporanei, visto che il IV secolo va dal 300 al 400 AC.

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      • Il misirizzi bolognese ha sbagliato di parecchio: il 400 a.C. a casa mia viene prima del IV secolo a.C. non dopo!
        Il che non sarebbe un problema se tu non ti credessi qualcuno e ogni tanto scendessi dalla cattedra, ma siccome stai sempre in cattedra (pure con Jonny il bello) te lo si fa notare col sottolineato e lo stampatello!

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      • @ Marco_Bo: non prendertela con me, prenditela con Napoleone. Da Wikipedia: Napoleone voleva dire che chi intende pianificare una guerra farà bene a far abbassare la guardia alle altre nazioni, promuovendo la pace. Un’altra interpretazione è quella per cui i preparativi di pace di una nazione possono indurre un’altra a dichiararle guerra.

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  5. “Se il pacifismo, se è senza se e senza ma, e senza armi, sempre e comunque, per rifugiarsi
    in un’impassibile neutralità, rischia di diventare un pacifismo senza testa e senza cuore”

    con altre parole, più stringato, ma in sostanza è quello che ha detto Putin riguardo alla situazione
    che si stava creando ai margini del Donbass subito prima dell’inizio dell’attuale operazione di disarmamento

    e stanno celebrando il 9 maggio,
    ore 7.15 Ria bloccata interfax bloccata tass bloccata, sai mai che ci infettino

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    • @Anail
      Precisione per precisione dal 400 AC (-400) al 301 AC (-301) così che contenga esattamente 100 anni e non 101 🙂 🙂
      So che intendevi come spesso si fa estremo iniziale incluso e finale escluso per i secoli AC

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  6. Messaggio per Carolina. Ho saputo che anche tu leggi Limes e presumo che, come me, avresti desiderato introdurre nel surreale dibattito che si sta svolgendo su Infosannio, avente per oggetto l’aggressione russa all’Ucraina, la “Lettera da Kiev” del prof. Costantin Sigov, pubblicata sul numero 4/2022 della rivista. Ho tentato numerose volte di farlo, senza riuscirci, perché non tenti anche tu di aggirare l’evidente censura messa in atto dal gestore del blog?

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    • Grazie, a me hanno tolto diversi post.
      Come patrigni e matrigne , che censurano a priori attraverso il filtro delle loro categorie intellettive e sociali, dato che si nomina Kant,

      E visto che di post si tratta, tipo cartolina ma con l’estensione di un poster.

      Grazie raf.

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    • Perdonami per l’intromissione, ma di quale censura vai cianciando? L’articolo in questione è dietro paywall, ovvero riservato a chi ha un abbonamento, e se Infosannio lo pubblicasse sarebbe passibile di denuncia. Censurare e violare il copyright sono due cose ben diverse.
      Se lo ritieni così fondamentale per arricchire il dibattito, puoi sempre riassumere l’articolo con parole tue.

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      • Ma se il buon Raffaele viola tutti i giorni le diffide de Il Fatto, pubblicando qualche riga degli articoli e il testo integrale come “commento” di Raf2! Non diciamo cazzate… Comunque è una lettera lunghissima scritta da un professore di Kiev che ha insegnato in Francia e potrebbe, a pieno titolo, sconfessare le idiozie scritte dai tanti “finti pacifisti” che infestano questo blog.
        Inoltre una lettera scritta ad un giornale e pubblicata anche da altre testate non è certo coperta da copyright, visto che l’autore ne desidera la massima diffusione.
        Mentre, stranamente, vengono riportati chilometrici interventi contro l’America (mancano solo le accuse contro George Washington, in quanto capo della rivolta contro l’Inghilterra), la Nato e l’appoggio fornito all’Ucraina.

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      • Se le viola avrà fatto le sue valutazioni su cosa gli convenga fare, ma questo non è un buon motivo per pretendere di fargliene violare altre, ricordiamoci sempre che qua siamo tutti ospiti in casa d’altri.
        Ad ogni modo, se è stata pubblicata anche da altre testate la cosa cambia, e non dovrebbe essere difficile linkarla. Provo:
        https://www.nuovatlantide.org/lettera-da-kiev/
        Era questa? Contento? Per inciso, non l’ho ancora letta, volevo solo dimostrarti che le tue esternazioni riguardo a censure da queste parti non sono nient’altro che paturnie.
        Cordialmente.

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  7. Conte ha dichiarato che vigilerà sulle armi inviate all’Ucraina per impedire l’escalation militare. Ma che te vigili, se Draghi ha secretato tutto???

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  8. GIANCARLO SELMI
    IL PAESE DEI FARLOCCHI
    Questa guerra sta facendo emergere, alla grande, l’importantissima categoria sociale degli “analfabeti funzionali”. Quelli il cui numero, tutte le statistiche e le indagini sociologiche, danno in costante ascesa, ma che mai, fino ad ora, avevano dato una così imponente prova della loro esistenza.
    Popolano i social e sono costantemente in agguato. I loro commenti sono mai pertinenti con l’argomento del post che commentano. Come se il loro intento più importante fosse, oltre quello di insultare o offendere l’autore del post, quello di dimostrare, nella più intellegibile forma possibile, di aver letto e di non aver capito un caxxo di quanto letto.
    Con la guerra si sono scatenati, raggiungendo l’apoteosi del loro splendore di categoria sociale. Hanno perfino coniato frasi ad hoc ed aggettivi, tipo: filoputiniano, vai a vivere in Russia, in Russia non potresti scrivere quel post, fino alla più intelligente (?) di tutte le frasi, “intanto Putin ha invaso”, frase che ripetono perennemente, quale migliore argomentazione, anche se commentassero un post che parlasse del metodo utilizzato dalle massaie russe, per cucinare le polpette.
    Non vi sforzate di capire le origini, le ragioni, gli interessi di questa maledetta guerra. Non parlate di multilateralismo, o di argomenti che il mainstreem non racconta, verrete aggrediti da uno sciame sismico di frasi fatte, di refrain mentan-gruberian-gianninian-molinariani. Verrete giustiziati da luoghi comuni non pertinenti con ciò che scrivete, sopraffatti da (non) logiche a senso unico e che c’entrano nulla con il ragionamento esposto. Neppure se il ragionamento riportasse le ragioni degli ucraini e dicesse che Putin è una mer*a ma…, e lo facesse con parole diverse da quelle che tutti i media riportano normalmente, la differente esposizione, insieme a quel piccolo ma poderoso “ma”, basterà per la vostra crocifissione.
    Il sottoscritto si è permesso di comunicare una verità incontrovertibile che nessuno dice. Una banale ovvietà peraltro, e cioè che Elkann, l’editore della “Stampa”, il giornale più ferocemente allineato alle ragioni del rifornimento di armi agli ucraini, abbia venduto dal 2014 al 2020 armi a Putin. Il fatto che lo stesso Elkann, tramite il nostro governo, stia rifornendo di armi Zelensky, mette in campo un fatto drammaticamente curioso: le armi della stessa Iveco saranno usate dai due contendenti e serviranno per ammazzare ucraini, da parte dei russi, ed ammazzare russi da parte degli ucraini. Bene, solo per aver scritto questo, sono stato assalito da uno stormo di appartenenti alla categoria sociale suddetta che, migrando dal post originale alle condivisioni (non si fanno mancare nulla), mi hanno apostrofato in tutte le maniere possibili. Con due chicche che non possono passare inosservate: la prima: “quindi, secondo lei, è stato Elkann ad aver invaso l’Ucraina?”. E mentre mi riprendevo dalle coliche causatemi dalla domanda, è giunta la seconda chicca a darmi il colpo di grazia: “tu sei una spia pagata dai russi”.
    Buonanotte.
    #fuorilitaliadallaguerra
    #rispettarelacostituzioneplease
    #DRAGHIOUT
    Giancarlo Selmi

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  9. Selmi, al di là del suo caso personale, ha ragione. C’è ancora tanto buonsenso in giro, e capacità critica (forse di questa un po’ meno), però leggendo tanti commenti prende lo sconforto, perché qualunque ragionamento sembra scivolare via nel nulla.

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  10. Forse per il fatto che ci sono problemi editoriali?
    A me è piaciuto molto il n.1/22, dove si parla delle ricadute della pandemia nel mondo.
    L’ultimo non ho ancora cominciato a leggerlo, è appena arrivato.

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    • Direi che quella commovente “Lettera da Kiev” controbatte puntualmente tutta la valanga di accuse che si leggono su questo blog dalla maggioranza di “finti pacifisti”, appagati dall’essere “controcorrente”… comunque… a prescindere!

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  11. “Guerra Russia Ucraina, Letta riposiziona il Pd: “Non dobbiamo farci guidare dagli Usa, l’Ue è adulta. Fuori luogo le uscite di Johnson””

    lasciatemi usare un epiteto volgare e misogino ma non me ne viene in mente altro!!!

    LETTA E’ UNA PUTTANA

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