Ecco perché Draghi la fa franca

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – E per fortuna che abbiamo a Palazzo Chigi l’uomo più influente d’Europa. Ieri pure i premier di Spagna e Portogallo hanno ottenuto il permesso di fissare un tetto al prezzo del gas, dimezzando così la bolletta energetica per i loro cittadini.

La stessa richiesta fatta da Draghi è rimasta invece lettera morta, e dunque qui dovremo accontentarci di qualche centesimo in meno e solo per poco, a meno che Di Maio, rimasto a battersi per spuntare la stessa misura di Madrid e Lisbona, riesca nel miracolo di piegare l’opposizione dei soliti olandesi.

Eppure anche con questo ennesimo fallimento, sulla stampa mainstream il nostro Presidente del Consiglio continua a passare per il “migliore”, magari un po’ meno uomo della Provvidenza ma pur sempre l’unico salvatore della Patria.

E pazienza se sempre ieri l’Eurostat ha rivelato che tutti gli Stati Ue hanno recuperato i livelli occupazionali precedenti alla pandemia, con un’unica eccezione: l’Italia che ha fatto peggio persino della Grecia. Perché, allora, tv e giornali cantano le lodi di chi ci sta portando allo sbaraglio? Perché l’indignazione è minima rispetto a chi sta facendo da puro scendiletto della Nato e degli Usa nella vicenda ucraina? Forse una risposta l’ha data ieri il ministro Franco chiamato dalla presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche, la M5S Carla Ruocco.

I soldi per aiutare in questo momento gli italiani non ci sono, ma per buttare altri 2,5 miliardi nel Monte dei Paschi non c’è problema. E lasciamo perdere l’aumento della spesa militare stoppato da Conte. Serve altro per spiegare perché Draghi non si tocca?

5 replies

  1. Chi ha detto che Draghi fa parte dei migliori?
    Io ho sempre sentito parlare, da Mattarella in giù, di “costruttori”.
    I costruttori sono i fabbri, i carpentieri, e soprattutto i muratori che in Francia chiamano i maçons.

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  2. Segnalo:

    Mai arrivati alle Camere i rendiconti di Figliuolo

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/04/27/mai-arrivati-alle-camere-i-rendiconti-di-figliuolo/6571745/

    PANDEMIA – È stato però ristrutturato Palazzo Caprara, sede dell’ufficio del Generalissimo. Sui conti per l’emergenza esistono solo delle stime
    DI ILARIA PROIETTI
    27 APRILE 2022
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    In Parlamento, del documento che il generale Francesco Paolo Figliuolo avrebbe dovuto presentare, in ossequio al decreto Sostegni bis, non c’è traccia: nonostante gli obblighi di trasparenza della rendicontazione, la struttura commissariale non fornisce notizie né risposte. E non viene fugato così nessun dubbio neppure sul fatto che i fondi per i lavori di ristrutturazione del cosiddetto “Palazzo Figliuolo” siano stati attinti proprio dell’emergenza Covid.

    Infatti, non è passato inosservato il gran dispiegamento di operai e progettisti per ristrutturare con tutti i lussi proprio l’ufficio di Figliuolo: si tratta di Palazzo Caprara in via XX Settembre, l’immobile a due passi dal Quirinale che il governo Gentiloni nel 2017 avrebbe voluto vendere per la bellezza di 50 milioni di euro al Qatar, causa spending review. Poi, dopo che l’affare era saltato a causa delle polemiche, più nulla fino alla nomina di Figliuolo che si era acquartierato nel palazzone giusto al fianco di quello che ospita il titolare della Difesa. Solo dopo aver messo al lavoro uno squadrone di tecnici, elettricisti, imbianchini e tanto altro per rinverdire i fasti dell’immobile già tempio dello Stato Maggiore. E, almeno, adesso c’è qualche parlamentare che sui soldi destinati all’emergenza vorrebbe saperne qualcosa di più: i deputati del gruppo Alternativa, Andrea Vallascas e Raffaele Trano, hanno presentato un’interrogazione per sgombrare il campo dai sospetti, chiedendo al presidente del Consiglio Mario Draghi di “chiarire quali iniziative intenda adottare per garantire la massima trasparenza delle spese sostenute dalla struttura commissariale durante l’emergenza Covid producendo un rendiconto completo e comprensivo delle motivazioni che hanno reso necessarie e urgenti le spese nonché delle modalità di assegnazione degli approvvigionamenti”. Spese peraltro esentate per legge dal controllo della Corte dei Conti nonché dalla disciplina del controllo di regolarità amministrativa e contabile, interno alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per i contratti di acquisto di beni strumentali o per gli atti negoziali stipulati dal Commissario straordinario per l’emergenza.

    Resta la responsabilità contabile e amministrativa (anche se limitata ai soli casi in cui sia stato accertato il dolo del funzionario o dell’agente che li ha posti in essere o che vi ha dato esecuzione) e fatti salvi gli obblighi di rendicontazione che, a questo punto, secondo i due deputati di Alternativa, “acquistano straordinaria importanza a fronte di una considerevole spesa di risorse pubbliche sottratta ai più elementari principi di controllo e vigilanza nonché, in alcuni casi, alle procedure di evidenza pubblica”. Nonostante gli obblighi di rendicontazione però, il mistero sulle spese continua a restare fittissimo: “Abbiamo cercato tracce anche in commissione Bilancio alla Camera del documento che Figliuolo avrebbe dovuto presentare in parlamento in ossequio al decreto sostegni bis, ma non ne abbiamo trovato traccia”, spiega Trano al Fatto riferendosi all’articolo 34 del decreto 73 del 2021 che prevedeva che il commissario presentasse alla Presidenza del Consiglio, al ministero dell’Economia e alle Camere il rendiconto sull’effettivo utilizzo delle somme messe a sua disposizione decorsi sei mesi dal loro trasferimento sulla contabilità speciale della struttura commissariale e poi, da quel momento, ogni quattro mesi. “Alla Camera non è arrivato nulla di tutto questo. È evidente che ormai è saltato ogni schema: il Parlamento già legifera poco, ma non è messo neppure in condizione di esercitare alcun controllo. Se siamo solo un orpello sarebbe bene dirlo”.

    Delle spese commissariali vi è traccia solo sulla piattaforma di rendicontazione della struttura, ma vi compaiono – proseguono Vallascas e Trano – solo gli elenchi delle spese “privi delle motivazioni di necessità e urgenza che hanno determinato quelle spese nonché delle modalità di assegnazione degli approvvigionamenti”. Per il resto sui conti del Covid sostenuti grazie alle tasse dei cittadini esistono solo delle stime approssimative. Insomma supposizioni che rendono plastica “una situazione di scarsa trasparenza nella gestione dei conti della struttura commissariale”.

    Per chi si distrae come me con il romanzo di formazione che hanno architettato i Put-enti CIA Illuminati ….
    intanto i soliti noti continuano a magnà!!!!
    La Diesel è tornata a sfiorare 1,8 ,
    la legna è a 18€/quintale, le aziende chiudono perché non riescono a sostenere l’aumento dei costi….ma
    “il cielo è sempre più blu”

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  3. Nessuno, nel mondo, è in una qualsivoglia posizione di comando se non è al servizio di chi… “ci ha la crana…”
    E nessuno “ci ha la crana” se non riesce ad accompagnarsi a chi ha qualsivoglia posizione di comando.
    E’ un circolo vizioso che – da sempre – esclude il resto del “popolo”, che sopporta e paga… Procurando la “crana” medesima.

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