Se l’ateneo sceglie le clientele al merito

Per lo scandalo dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria 52 indagati, 8 docenti interdetti, varie richieste di arresto

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(Gian Antonio Stella – corriere.it) – «Minchia! Divento una belva ora!». A legger le intercettazioni dell’allora rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria Pasquale Catanoso, c’è da sbalordire. Tanto più che lui, il suo successore Santo Marcello Zimbone e gli altri protagonisti dello scandalo finito sulle prime pagine (52 indagati, 8 docenti interdetti, varie richieste d’arresto) avevano i telefoni controllati perché coinvolti in un concorso taroccato per un posto di ricercatore. Macché: erano evidentemente così convinti di essere intoccabili e al di sopra delle leggi da non immaginare neppure che qualche investigatore mettesse loro il sale sulla coda.

Un senso di impunità stupefacente. Tanto più che da tempo perdevano, in tutte le sedi, tutti ma proprio tutti i ricorsi. Tanto da accumulare in 14 anni, dal 2008 in qua, secondo un calcolo ad effetto, la bellezza di 47 passaggi giudiziari negativi. Prova provata che l’architetto Clara Stella Vicari («Quando cominciai chiedere di controllare gli atti mia figlia aveva due anni, adesso ne ha sedici») aveva delle buone ragioni per fare le pulci al concorso perduto nei confronti di un altro candidato con titoli inferiori. Cosa riconosciuta, scrive Caterina Tripodi sul Quotidiano del Sud, prima dal rapporto della Guardia di finanza che denunciava «una situazione indecorosa con un’istituzione che preferisce metodi clientelari e favoritismi alla meritocrazia» e poi dall’ordinanza (1.300 pagine!) della magistratura dove lo stesso Gip si è spinto a scrivere che nell’ateneo «non vi è trasparenza e non vi è promozione del merito».

Basti rileggere, nero su bianco, alcune delle intercettazioni che negli ultimissimi giorni sono emerse: «Non ci possiamo far mettere in scacco da una stronza». «È tornata alla carica quella grandissima puttana». «Lo vuoi capire che Clara Stella non vincerà mai questo concorso?». E via così. Come se una Università potesse infischiarsene dei processi che via via perdeva nella convinzione che alla fine i giudici si sarebbero rassegnati. Immaginatevi lo stupore a leggere le parole del procuratore Giovanni Bombardieri. Secondo cui sarebbe provata «l’esistenza di un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica nella direzione e gestione dell’Università Mediterranea…».

3 replies

  1. Fai bene ad indignarti, Gian Antonio Stella del corriere.it
    per queste associazioni a delinquere che ormai sono diventati i concorsi, (è da queste università che esce la nostra classe dirigente politica ed economica)
    ma anche le direzioni di molti giornali, compreso il tuo,
    a parte il pervicace racconto a senso unico,
    ma anche le bastonate che rifilano a chi non si adegua
    l’ultima?
    la tua collega del corriere che ha contestato un articolo di Saviano

    “Giornalista sospesa per le critiche a Saviano. La versione del Corriere: “Non ha chiesto il permesso di esprimere la sua opinione”

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  2. Poi li sentiamo parlare anzi urlare contro il giustizialismo che vige in Italia…

    Giustizialismo?????

    In questo paese la giustizia per far (saltuariamente!) capolino deve scalare per anni, decine d’anni, immense montagne (dimmmerda):
    “Tanto da accumulare in 14 anni, dal 2008 in qua, secondo un calcolo ad effetto, la bellezza di 47 passaggi giudiziari negativi.”

    47 passaggi giudiziari…. che ancora non hanno non determinato alcun effetto…

    Il prossimo che pronuncia la parola “giustizialismo” lo….

    "Mi piace"

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