La propaganda di guerra in tivù ci porta alla guerra

Quando gli uomini erano alle prime armi si interrogavano per capire cosa fosse la giustizia. E Socrate, come racconta Platone nella Repubblica, parlando con Glaucone, che dello stesso Platone era fratello, disse che la giustizia consiste nel fatto che “ciascuno faccia la cosa propria” […]

(DI RANIERO LA VALLE – Il Fatto Quotidiano) – Quando gli uomini erano alle prime armi si interrogavano per capire cosa fosse la giustizia. E Socrate, come racconta Platone nella Repubblica, parlando con Glaucone, che dello stesso Platone era fratello, disse che la giustizia consiste nel fatto che “ciascuno faccia la cosa propria”, cioè, in un senso più filosofico, che ciascuno sia se stesso, che le cose si svolgano secondo la loro natura.

Il cinema rappresenta, ma non cambia le cose. La Televisione invece ha oggi il potere di cambiare la natura delle cose e assegnare a suo piacere agli uomini i ruoli che vuole. In ciò sta un grande pericolo. Si pensi ad esempio che cosa sarebbe stato se il “grande dittatore” impersonato da Charlot, come era chiamato Charlie Chaplin, fosse diventato davvero il Fuhrer dei Tedeschi, o se il dottor Stranamore dal suo ufficio al Pentagono avesse davvero preso in mano i destini del mondo. Oggi viviamo un incubo. C’è un attore-Presidente che diventa Presidente-attore che chiede lo scioglimento dell’ONU, per il caso che ancora si opponga al rischio di una guerra nucleare, e abbiamo il mondo intero trasformato in un immenso studio televisivo in cui avvengono le cose più estreme, se non più incredibili. Il racconto è che la Russia, dopo essersi seduta al tavolo dei negoziati a Istanbul, per allentare la tensione decide di ritirarsi da Bucha. Però organizza una clamorosa prova della propria crudeltà, con una strage efferata che cosparge le strade di vittime non solo uccise ma in tutti i modi straziate. Il sindaco di Bucha, tutto contento per la liberazione della città, rilascia un’intervista in cui appare sorridente e orgoglioso per la vittoria ottenuta, e il giorno dopo dei filmati della polizia ucraina mostrano le strade devastate come sono in ogni dopoguerra ma senza tracce di massacri. Intanto però si sta preparando un gigantesco set satellitare e quattro giorni dopo tutto il mondo, attonito, vede una strada dove una quantità di cadaveri sono disposti a intervalli regolari, con la stessa postura, la faccia in giù, con i più fantasiosi segni di violenza e di sfregio. Putin nel racconto viene denunciato al Tribunale dell’Aja, perché si pensa che come Re soldato abbia direttamente dato ai suoi soldati gli ordini del genocidio (che è come dire: uccidete il soldato Putin) e così il capo russo non solo fa la figura di un dittatore sanguinario, criminale e assassino, ma anche incredibilmente stupido, autolesionista e utile idiota a vantaggio dei suoi nemici, e tuttavia responsabile di una grande nazione della Terra e di centinaia di milioni di persone. Il racconto prosegue con la esecrazione universale, e come potrebbe non essere così se si tratta di un racconto vero? Ma se vero, in che mondo saremmo, con quale uomo, con quali fratelli, con quale Dio? Noi non abbiamo parole. Solo un lieve sospetto che la realtà adattata a spettacolo, e lo spettacolo fatto esso stesso realtà, ci porti, sotto la spinta della visione a distanza detta Televisione, alla fine del mondo.

Chi scrive ricorda quando nei suoi giovani anni lavorava in Televisione per un programma giornalistico che si chiamava Tv7. Eravamo con Barbato, Furio Colombo, Giuseppe Fiori, Fabiani, Mimmo Scarano e altri grandi giornalisti, tutti desiderosi di dare al giovane Servizio pubblico che era la RAI un’informazione avvincente, fedele, non obbediente a censure. Un giorno arrivò dal Brasile un filmato che raccontava di una manifestazione di operai su cui la polizia aveva sparato – come purtroppo talvolta accadeva anche da noi – e aveva fatto un morto. E quel corteo di meravigliosi operai aveva preso il cadavere e in processione lo aveva portato fin sulla soglia del Parlamento a Rio de Janeiro (che era allora la capitale) e l’aveva lasciato lì, come a restituirlo al potere che l’aveva ucciso. Stavamo per mandarlo in onda ma Ettore Bernabei, che aveva capito prima di noi l’ambivalente onnipotenza del mezzo, ce lo impedì, pensando che in quel modo alla prossima tragedia avremmo dato l’idea di scaricare il morto sulla porta di Montecitorio. Era una censura. Ma adesso penso che avesse ragione. Allora però si trattava solo del piccolo teatro italiano. Adesso la scena è tutto il mondo, e anche le bugie che la ragion di Stato suggerisce ai potenti, hanno un effetto diverso se il mondo è cambiato. Il falso incidente del golfo del Tonchino, poi ammesso dai “Pentagon Papers”, servì solo a legittimare la guerra del Vietnam, la falsa fialetta dello sterminio agitata all’ONU da Colin Powell, di cui lui stesso poi si pentì, servì solo a fare la guerra all’Iraq e a mandare a morte Saddam Hussein, della discussa strage di Račak fu fatto uso solo per motivare la guerra della NATO per il Kosovo punire la Serbia e far morire in carcere Milosovic: ma oggi lo spettacolo è universale, una propaganda servile può servire a dilaniare il mondo, oggi gli attori protagonisti compaiono in diretta su tutti gli schermi di casa e in molte aule parlamentari del pianeta, possono eccitare all’odio e alla vendetta, far credere che non ci sia più niente da fare, che la guerra sia un fatto di natura e la pace un artificio, far cadere il tabù della bomba, sopprimere, insieme con l’ONU, il diritto e la sua giustizia, comunque fosse definita da Socrate o da Platone. Ma in realtà non c’è in ballo la Televisione. In causa è il cuore, il “chi è dell’uomo”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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11 replies

  1. Io non posso fare a meno di ricordare la stessa spettacolarizzazione, sempre a favore di telecamera, degli intubati nei reparti COVID, ripresi in primissimo piano, dei cadaveri nei sacchi neri, dei pentiti no vax che piangevano gocciolando sui microfoni…. raccontavano la guerra al Covid….ora raccontano la guerra a Putin.

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  2. Dopo aver letto le verità di RANIERO LA VALLE su Bucha, ripropongo l’articolo dell’imperialista e guerrafondaio PAOLO FLORES D’ARCAIS sugli stessi fatti.

    Le Fosse Ardeatine di Bucha e la vergogna dell’Anpi
    di Paolo Flores d’Arcais

    Il 4 aprile 2022 l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha diffuso il seguente comunicato:
    “L’ANPI condanna fermamente il massacro di Bucha, in attesa di una commissione d’inchiesta internazionale guidata dall’ONU e formata da rappresentanti di Paesi neutrali, per appurare cosa davvero è avvenuto, perché è avvenuto, chi sono i responsabili. Questa terribile vicenda conferma l’urgenza di porre fine all’orrore della guerra e al furore bellicistico che cresce ogni giorno di più”.
    Questo comunicato è osceno, e infanga i valori della Resistenza.
    Appurare cosa davvero è avvenuto? Non bastano le testimonianze di ogni genere, che si confermano e rafforzano a vicenda? I racconti dei sopravvissuti, che hanno visto coi loro occhi la mattanza, la documentazione sconvolgente dei fotografi e dei giornalisti sul campo, le riprese aeree dei giorni precedenti che inchiodano i macellai di Putin?
    Questa frase del vergognoso comunicato dell’ANPI non rappresenta un esercizio di dubbio critico ma una sciagurata volontà di spacciare per incerto ciò che è orrendamente lapalissiano: la barbarie delle truppe di Putin, la “normalità” che per esse costituisce abbandonarsi ai crimini di guerra.
    I 410 cadaveri di civili trucidati fin qui recuperati sono le Fosse ardeatine dell’Ucraina. Il sangue innocente che esige per Putin e i suoi boia un processo di Norinberga.
    Perché è avvenuto? Veramente i dirigenti dell’ANPI non capiscono? Sono davvero così imbecilli, o preferiscono invece avvolgere nella nebbia di un interrogativo insensato l’evidenza del comportamento delle truppe “asiatiche” di Putin? Gli scherani macellai del suo disegno zarista, quando non riescono a sfondare, e sono anzi costretti a ripiegare perché respinti dalla resistenza eroica delle inferiori armi ucraine, sfogano sui civili inermi la loro bestiale frustrazione di “liberatori” mancati, la loro mostruosa rabbia di “trionfatori” sconfitti: trucidare vecchi, violentare donne prima di sterminarle, e l’orrore vieta di dire il destino di alcuni bambini.
    Chi sono i responsabili? E per caso Gesù Cristo non sarà morto di freddo, ponzipilati dell’ANPI? Veramente si rimane sbigottiti, e stomacati oltre ogni possibile aggettivo, da un tale baratro di ipocrisia. Il responsabile nel senso del mandante si chiama Vladimir Putin, lo sa chiunque abbia occhi per vedere e orecchi per intendere, e lo sanno anche i sassi. Ma si conosce anche l’esecutore, il tenente colonnello Omurbekov Azarbek Asanbekovich, comandante dell’unità di fucilieri motorizzati 51460 della 64a brigata.
    Di fronte al disgusto che le ignobili parole del comunicato dell’ANPI hanno provocato anche in parte del campo “pacifista”, il presidente dell’associazione, Gianfranco Pagliarulo, ha dettato all’Ansa una precisazione che entra di diritto nella serie “peggio el tacon del buso”. Detta Pagliarulo: “Sappiamo benissimo chi è l’aggressore, l’abbiamo sempre denunciato e condannato, anzi siamo stati probabilmente tra i primi a condannare l’invasione”. Però nel comunicato si “condanna fermamente il massacro”, come fosse ancora anonimo, e ci si chiede di “appurare cosa è avvenuto”, e il perché, e i responsabili, che è un po’ il contrario di far credere di aver fin dall’inizio indicato in Putin e nel suo esercito i massacratori di civili di Bucha. E infatti, anche nella “precisazione”, Pagliarulo dice che “sappiamo benissimo chi è l’aggressore” nel senso dell’inizio della guerra, ma non può dire “sappiamo benissimo e l’abbiamo detto, chi erano i responsabili della carneficina di civili a Bucha”.
    Naturalmente una commissione d’inchiesta del Tribunale internazionale dell’Aja non solo è necessaria, ma è già iniziata, perché si tratterà di individuare le responsabilità individuali dei vari ufficiali e soldati, ma non quelle di Putin e del suo tenente colonnello, più che acclarate. E quest’ultimo, comandante dell’unità dei massacratori, mai potrà opporre la giustificazione sempre avanzata dai criminali nazisti: obbedivo agli ordini. I tribunali internazionali sui crimini di guerra di tali “giustificazioni”, almeno per i comandanti e gli alti ufficiali, hanno fatto da tempo giustizia.
    Il carattere disgustosamente ponziopilatesco della posizione dell’ANPI è del resto confermata dalla frase finale del comunicato, che il presidente Pagliarulo non ha nemmeno provato a correggere: “Questa terribile vicenda conferma l’urgenza di porre fine all’orrore della guerra e al furore bellicistico che cresce ogni giorno di più”. La mattanza di civili ucraini da parte delle truppe di Putin diventa una sfocata, indeterminata e anonima “terribile vicenda”. “L’orrore” diventa quello di una ancor più nebbiosa e indecifrabile “guerra”, non di una “invasione imperialistica mostruosa” (rubo la frase a un pacifista doc come Tomaso Montanari – cfr il dibattito di MicroMega), e il vero nemico è “il furore bellicistico che cresce ogni giorno di più”, di modo che la mostruosa invasione imperialistica, e l’eroica resistenza di un popolo abissalmente inferiore per numero e per armi, diventano equivalenti incarnazioni di uno stesso “furore bellicistico”.
    Robbaccia (con due b). Robbaccia inqualificabile di piccoli mediocri politici, forse politicanti, che con la Resistenza hanno poco a che fare, e con i valori della Resistenza nulla.

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    • Ma senza offesa (x questa volta😂) tu dunque la pensi come D’ Arcais.
      Ma l’articolo vuol farci capire che…..l’intento di tutto sto parlare e vedere della guerra POTREBBE essere messo in piedi x portarci ad una guerra NATO Russia.
      Secondo te, a parte Putin Zelenski, potrebbe essere?

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    • da Paolo Flores d’Arcais
      escono parole di odio e di dispezzo per chi OSA essere prudente in questa fase di propagande incrociate
      Dalla storia degli antichi greci (vedi lo scandalo delle erme) ai giorni nostri è sempre opportuno aspettare prima di lanciare accuse ultimative
      invece mi sembra che ci siano troppi “O CON ME O CONTRO DI ME”

      nello specifico Paolo Flores d’Arcais ha già deciso COLPEVOLE, CONDANNA E COMPLICI,
      un ego sproporzionato rispetto alla testa

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      • @Adriano

        COM’È TRISTE LA PRUDENZA!
        Chi vede un sopruso per strada e non interviene
        Chi riceve un’offesa e china il capo
        Chi proclama e poi scende a compromessi
        Chi si lamenta e non lotta
        Eccetera eccetera

        Ci vediamo il 25 Aprile

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    • Tu e Paolo Flore d’Arcais avete visto e compreso chi ha fatto il “massacro” dal divano di casa. Beati voi cge avete tutte queste certezze.

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    • senza prudenza nei giudizi c’è il linciaggio
      hanno istituito il tribunale apposta
      o preferisci I TRIBUNALI SPECIALI di vecchia memoria italiana???
      non girare la frittata
      chef omelettier!!!

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  3. Che ci siano dei criminali di guerra nell’esercito russo è innegabile, ma sta emergendo che ci cono lucidi criminali di guerra anche da parte ucraina , pronti a sfruttare l’arma della propaganda in modo ignobile.
    Noi, al di là dello schermo, ad indignarci, tanto ogni mezz’ora andiamo in pubblicità.

    Gianni

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  4. BASTI DIRE, a proposito dei cosidetti fack checkers, che Bellingcat è sovvenzionato da corporation di contractors ed è pieno di persone provenienti dai servizi segreti.

    E stranamente è noto sopratutto per smascherare le colpe dei russi. STRANO, vero? MOLTO, anche.

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  5. Ci vediamo il 25 aprile andrebbe riferito ai tanti italiani che non lo festeggiano, non sono poi così pochi. ….a Verona per esempio festeggiano un altro 25 aprile quello della liberazione della città da Napoleone, mi pare, rinnegando l’ altro, perché non loro …e molti consiglieri comunali , sindaco compreso, vengono da una parte politica che festeggia il 28 ottobre. …….eppure sono italiani, fanno parte del popolo così spesso a sproposito chiamato in causa. ….la storia pesa, segna e tramanda un odio, da fanatismo, che cova sempre sotto la cenere. ….quello che dispiace, e te lo dico sinceramente, è questa modalità di scontro, a Raniero La Valle si contrappone Paolo Flores d’ Arcais, che avranno indubbiamente ognuno le proprie opinioni e ragioni, andrebbero letti e considerati entrambi per trovare una soluzione, non per scontrarsi. ….noi lo facciamo con commenti ed articoli, poco danno, ma i fanatismi avversi non si fermano alle parole….arrivare alla violenza dell’ azione è un attimo! Oltre al pericolo di una guerra nucleare, ciò che mi spaventa di più è questo, in tempi difficili e bui, l’ odio che cova sotto la cenere, deflagra, e noi , che ci limitiamo agli insulti via web, potremmo avere il rimpianto, scusa se mi permetto di dirlo, di aver favorito la deflagrazione, forse illusoriamente convinti che lo scontro di parole possa limitarsi a questo, mentre storicamente è sempre la premessa del peggio!
    Non dire ” ci vediamo il 25 aprile” qualcuno potrebbe aver avuto una storia familiare tragica, in riferimento a quella data, nata da chi aveva l’ ambizioso sogno di regalare alle future generazioni gli strumenti, compresa la nostra Costituzione, per sostenere la pace ed evitare di cadere nuovamente nell’ orrore della guerra! Probabilmente dopo questo commento sarò coperta di offese. ….speriamo non arrivi anche il resto, che dipende dalle condizioni….dal web alla piazza, dall la piazza al fronte. ..

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