Il Cdr del Tg1 non ha preso bene la scelta di far condurre a Marco Damilano la striscia informativa della sera su Rai Tre

(ANSA) – “Chiediamo all’azienda di conoscere i criteri che hanno portato alla scelta di Marco Damilano per condurre una striscia informativa prevista alle 20.35 su Rai Tre. Chiediamo inoltre di conoscere quali sono i costi che la nuova trasmissione comporterà”.

La richiesta arriva dal Cdr del Tg1, dopo che Viale Mazzini ha chiamato a collaborare il giornalista Marco Damilano, recentemente dimessosi da direttore dell’Espresso.

“Mentre si chiedono sacrifici alle redazioni, si tagliano edizioni (come recentemente accaduto da ultimo alla Tgr), si limitano o peggio si impediscono gli interventi o le collaborazioni dei giornalisti Rai all’esterno dell’azienda, non si investe in formazione e in sicurezza, come ci insegna la vicenda dei pochi e male equipaggiati inviati in Ucraina, all’inizio della guerra (e solo ora si sta rimediando) – ribadisce in una nota il Comitato di redazione del telegiornale -, al tempo stesso si decide di spendere risorse per una nuova trasmissione d’informazione, affidandola a una figura esterna, come se in Rai e nelle nostre testate non ci fossero già le professionalità e le capacità necessarie, dimostrate più volte.

Non abbiamo bisogno dell’ennesimo giornalista esterno che collabora con aziende e testate concorrenti”. Il Cdr punta il dito contro la decisione dei vertici aziendali considerata “ancora più grave per la coincidenza di orario del nuovo programma con un’edizione di un nostro telegiornale nazionale.

Si tratta di un’assurda e inaccettabile concorrenza interna. Per questo, come Cdr del Tg1 ci uniamo alla battaglia dell’Usigrai e dei colleghi del Tg2 nel denunciare l’incoerenza e la totale mancanza di visione di questa decisione aziendale”. Il Cdr del Tg1 ribadisce che è “inaccettabile da un lato operare tagli all’informazione (dalle edizioni alle troupe) in una presunta ottica di risparmio dei costi e dall’altro assumere esterni a caro prezzo.

Uno schiaffo ai danni dei professionisti Rai e uno spreco, quello sì, di denaro pubblico. La decisione di affidare a un collega esterno una trasmissione d’informazione è l’ennesima umiliazione delle nostre preziose risorse interne. Ci aspettiamo invece una dirigenza capace di valorizzare e promuovere i colleghi che già compongono la grande famiglia Rai”.

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8 replies

  1. Quelli che fa fuori il gruppo Gedi ( Bottura chiamato a Forrest, Damilano ora a Rai 3) vengono messi a libro paga dalla Rai.
    Mi chiedo in base quale competenza visto che ci sono davvero bravi giornalisti Rai sottoutilizzati.
    L’unica competenza che hanno è quella di attaccare a prescindere il mov5* , qualunque cosa faccia.
    Sono sempre più convinto che la Rai sia la cassa di risonanza del PD, fatta però coi soldi di tutti.

    Gianni

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  2. Ben gli sta.
    Ha fatto il benpensante e perbenista per una vita (unitamente a questo pagliaccio nella foto e al loro direttore) e mo’ perfino un Sangiuliano qualunque ti può sbeffeggiare!

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