La guerra di propaganda fa un’altra vittima eccellente: il giornalismo

(Alessandro Di Battista) – Osservando le televisioni e leggendo i giornali che parlano della guerra in Ucraina ci siamo resi conto che qualcosa non funziona, che qualcosa si sta muovendo piuttosto male.

Noi siamo o siamo stati corrispondenti di guerra nei Paesi più disparati, siamo stati sotto le bombe, alcuni dei nostri colleghi e amici sono caduti durante i conflitti, eravamo vicini a gente dilaniata dalle esplosioni, abbiamo raccolto i feriti e assistito alla distruzione di città e villaggi.

Abbiamo fotografato moltitudini in fuga, visto bambini straziati dalle mine antiuomo. Abbiamo recuperato foto di figli stipate nel portafogli di qualche soldato morto ammazzato. Qualcuno di noi è stato rapito, qualcun altro si è salvato a mala pena uscendo dalla sua auto qualche secondo prima che venisse disintegrata da una bomba.

Ecco, noi la guerra l’abbiamo vista davvero e dal di dentro.Proprio per questo non ci piace come oggi viene rappresentato il conflitto in Ucraina, il primo di vasta portata dell’era web avanzata.

Siamo inondati di notizie ma nella rappresentazione mediatica i belligeranti vengono divisi acriticamente in buoni e cattivi. Anzi buonissimi e cattivissimi. Ma non è così. Dobbiamo renderci conto che la guerra muove interessi inconfessabili che si evita di rivelare al grande pubblico.

Inondati di notizie, dicevamo, ma nessuno verifica queste notizie. I media hanno dato grande risalto alla strage nel teatro di Mariupol ma nessuno ha potuto accertare cosa sia realmente accaduto. Nei giorni successivi lo stesso sindaco della città ha dichiarato che era a conoscenza di una sola vittima. Altre fonti hanno parlato di due morti e di alcuni feriti. Ma la carneficina al teatro, data per certa dai media ha colpito l’opinione pubblica al cuore e allo stomaco.

La propaganda ha una sola vittima il giornalismo.

Chiariamo subito: qui nessuno sostiene che Vladimir Putin sia un agnellino mansueto. Lui è quello che ha scatenato la guerra e invaso brutalmente l’Ucraina. Lui è quello che ha lanciato missili provocando dolore e morte. Certo. Ma dobbiamo chiederci: ma è l’unico responsabile?

I media ci continuano a proporre storie struggenti di dolore e morte che colpiscono in profondità l’opinione pubblica e la preparano a un’inevitabile corsa verso una pericolosissima corsa al riarmo. Per quel che riguarda l’Italia, a un aumento delle spese militari fino a raggiungere il 2 per cento del PIL.

Un investimento di tale portata in costi militari comporterà inevitabilmente una contrazione delle spese destinate al welfare della popolazione.

L’emergenza guerra sembra ci abbia fatto accantonare i principi della tolleranza che dovrebbero informare le società liberaldemocratiche come le nostre. Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin e quindi, in qualche modo, di essere corresponsabile dei massacri in Ucraina.

Noi siamo solidali con l’Ucraina e il suo popolo, ma ci domandino perché e come è nata questa guerra. Non possiamo liquidare frettolosamente le motivazioni con una supposta pazzia di Putin.

Notiamo purtroppo che manca nella maggior parte dei media (soprattutto nei più grandi e diffusi) un’analisi profonda su quello che sta succedendo e, soprattutto, sul perché è successo.

Questo non perché si debba scagionare le Russia e il dittatore Vladimir Putin dalle loro responsabilità ma perché solo capendo e analizzando in profondità questa terribile guerra si può evitare che un conflitto di questo genere accada ancora in futuro.

Massimo Alberizzi ex Corriere della Sera

Remigio Benni ex Ansa

Giampaolo Cadalanu – Repubblica

Tony Capuozzo ex TG 5

Renzo Cianfanelli Corriere della Sera

Cristano Laruffa Fotoreporter

Alberto Negri ex Sole 24ore

Giovanni Porzio ex Panorama

Amedeo Ricucci RAI

Eric Salerno ex Messaggero

Giuliana Sgrena Il Manifesto

Claudia Svampa ex Il Tempo

Vanna Vannuccini Ex Repubblica

Angela Virdò ex Ansa

35 replies

  1. La storia insegna che il pensiero ideologicizzato serve per conquistare, mantenere o allargare il potere. Tradotto in soldoni: avere egemonia su territori più o meno ampi.
    Per rendere maggiormente efficace qualsiasi dottrina, dalla più sanguinaria alla più blanda, ogni “regime” ha bisogno di sostegni robusti, ed ecco che un credo, una scienza e forme diverse di cultura vengono piegate a favore di un qualsiasi piano egemonico.
    La religione ha prodotto la santa inquisizione, la medicina ha avuto un capitolo riservato nei processi ai nazisti (t4-eugenetica, esperimenti orrendi ecc), il manifesto degli intellettuali a favore del fascismo, cinematografia di regime e così via.
    L’atlantismo, cieco e fideistico, non fa eccezione: i crimini commessi dai “buoni” sono giustificabili o destinati all’oblio, e comunque non paragonabili a.. tizio o caio. Molto spesso non servono menzogne per legittimare la posizione, è sufficiente sottrarre qualche elemento alla verità, omettere, produrre sentenze anticipate ecc.
    Siamo messi male e pagheremo molto caro il servilismo diffuso.

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  2. Tanto per chiarire perché dovete procurarvi legna e carbonella con l’aggiunta di qualche sacco di patate e se non lo capite tanto peggio per voi.

    Da Maurizio Blondet
    *le tv danno una sola notizia: “Gli orrori di Bucha”, “il genocidio di Bucha”. Vi saturano di quelle immagini, 24 ore su 24, invadono la vostra psiche; e vi impediscono di sapere altro. Altre notizie che dovrebbero aprire i tg ed essere strillate nelle prime pagine, ve le nascondono. Come questa, apparsa su Italia Oggi, che è un valoroso ma piccolo giornale economico, letto da addetti ai lavori. Copio e incollo ciò che ha dichiarato il presidente di Confindustria:

    Bonomi: produrre è diventato antieconomico, si rischia recessione tecnica
    Il presidente di Confindustria: il 16% delle imprese ha ridotto o interrotto le produzioni. Se continuiamo così si aggiungerà un altro 30% nei prossimi mesi

    Il 16% delle imprese ha ridotto o interrotto le produzioni. Se continuiamo così si aggiungerà un altro 30% nei prossimi mesi. Se andiamo a scartamento ridotto è un problema per il Paese”.
    Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, concludendo il convegno organizzato da Confindustria Piemonte e Intesa Sanpaolo, spiegando che “se abbiamo l’inflazione core all’1,7%, mentre in Europa è al 3%, è perchè abbiamo assorbito nelle nostre filiere gli aumenti delle materie prime, quando le troviamo, e dell’energia. Ci stiamo tenendo dentro questi aumenti ma oggi non possiamo più reggere. Produrre è diventato antieconomico”.

    Se perdureranno queste condizioni per altri 3 mesi la crescita sarà meno della metà, era prevista al 4%. Nel primo semestre rischiamo la recessione tecnica”.
    “La crescita dovrebbe essere la stella polare di questo Paese”, ha continuato il presidente di Confindustria, sottolineando come spesso “le decisioni non vanno proprio in quella direzione, molte volte sono indirizzate al dividendo elettorale e poiche’ l’industria non vota, ha meno attenzione. Per decenni si è deciso di spingere sulla spesa corrente e non sugli investimenti perchè la spesa corrente vale per il dividendo elettorale”.

    Bonomi chiede al governo “grandi riforme per colmare il gap e sanare gli ultimi 20 anni, sapendo che la politica e i partiti hanno difficoltà perchè responsabili delle mancate riforme. Il Pnrr oggi non basta più ad affrontare la situazione – abbiamo ritardi di logistica in tutto il mondo – e oggi c’è bisogno di una guida politica seria, precisa”
    Capite cosa significa? Disoccupazione alle stelle. Già oggi come conseguenza del 16% delle industrie che hanno smesso di produrre. E quanti milioni di disoccupati in più quando – non se ma quando – sarà chiuso il 30% delle imprese?

    Lo stanno facendo deliberatamente: e lo fa capire lo stesso Bonomi, che è un personaggio assolutamente conformista, mainstream e laudatore di Mario Draghi.

    Se il 30% di imprese chiudono a quanto salirà la disoccupazione? Un amico azzarda il 45%. Una cifra assolutamente inimmaginabile, a cui non osiamo aderire. Ma di sicuro milioni di lavoratori senza lavoro, e dunque senza salario per sfamarsi.

    Lo spettro della fame concretissimo, aggravato dalla notizia che non è apparsa su nessun tg ma solo su un sito straniero specializzato in agricoltura, Agri-pulse:
    paesi dell’UE dipendono dalla Russia per circa il 26% delle loro importazioni di urea, il 26% delle loro importazioni di fosfati e il 21% delle loro importazioni di potassio, afferma Taylor. Allo stesso modo, il Brasile è legato alla Russia, che fornisce circa il 46% delle importazioni di potassio del Brasile, il 20% delle importazioni di urea del paese e il 13% delle sue importazioni di fosfato”.

    Con le “sanzioni alla Russia” che sono in realtà “sanzioni contro l’Italia” e il 30% delle imprese industriali nazionali che stanno per chiudere e lasciare sulla strada milioni di lavoratori, noi ci costruiamo con le nostre mani la fame – se non reagiamo.

    Vogliamo continuare con le notizie d’apertura che non vi danno, per nascondervi che vi stanno preparando la fame?

    La Azovstal è una delle più grandi imprese di laminazione dell’acciaio. Ha sede in Ucraina e dunque non esporta e non esporterà finché la guerra viene fatta durare (dagli anglo che sabotano ogni negoziato: oggi con fake come Bucha, di cui hanno pieni i serbatoi hollywoodiani). Ecco quanto le nostre industrie dipendono dai laminati Azovstal.*

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    • Ottima analisi, gli “analfabeti funzionali” non si rendono conto, ma i nostri politici asserviti e la stampa mainstream fanno finta di non capire. La crisi si scaricherà tutto sul popolo che nulla di male ha fatto, se non di reagire a questo sistema corrotto e servo dei poteri globalizzanti.

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  3. Ecco Santo L. Che bel gruppetto di ex qualcosa (di tutto un pó) pronti ad affigliarsi al battaglione DuPre, ma si stipiamo un pullman con autista il Dibba (anche perché lui è un bimbominchia senza esperienza di nessun tipo), destinazione la madre Russia dove i giornalisti possono esprimersi senza nascondere niente e criticando aspramente il loro governo…..

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    • Paolabl, immagino tu sia una contro il reddito di cittadinanza che aiuta un po di milioni di poveri, ancora metti in piazza e alla fame qualche milione di disoccupati in aggiunta e purtroppo non ci sarà luogo in Italia dove potrai nasconderti, non solo per la vergogna di ciò che sostieni qui, ma per le conseguenze della crudele insipienza di persone come te. Credo che Draghi, Di Maio ed altri lazzaroni simili abbiano già prenotato un elicottero per fuggire. Ma come me e te rischiano di essere “Svampati” da un fungo nucleare tirato su Ghedi, Aviano e su ogni base USA. Ma anche Biden e Putin si beccheranno lo stesso ma non mi consola, c’è solo che quasi non ce ne accorgeremo.

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  4. Putin non è un dittatore,non un pazzo criminale, ma un uomo che si è dovuto prendere la responsabilità di farsi interprete del suo popolo e non solo, per opporsi a un disegno egemonico Usa. Che la guerra sia un abominio lo sanno tutti ad iniziare da chi è costretto a combatterla. Tuttavia non sono tutti uguali i belligeranti : dipende se la si fa per dominare o per non essere dominati.

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  5. A me sembra che arrivino un po’ in ritardo con questo appello. Sarà colpa del vino?
    “Putin è un dittatore e criminale, ma è lui l’unico responsabile?”.
    Non è un refrain già in circolo da settimane?
    Orsini, D’Orsi, Santoro, la filosofa di cui non ricordo il nome, tutto il circo Du.Pre al completo…
    “Gli Ucraini sono stati brutalmente invasi e bombardati, ma noi vogliamo analizzare le cose nel profondo perché quello che è successo non si ripeta più”.

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  6. Putin è un dittatore, ma non possiamo dire che l’america sia una democrazia. Senza il finanziamento delle grandi lobby di milioni di dollari non si può diventare presidente . L’errore che ha fatto putin è stato quello di non aver trovato una strategia differente alle provocazioni americane, è caduto nel tranello e noi come stupidi servi andiamo dietro allo zio Sam. Chi si sta sfregando le mani ora sono Biden, che continua con le sue provocazio per far durare il più possibile la guerra e i cinesi. Tutti e due avranno dei vantaggi economici scapito di noi eurepei

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  7. Mi sembra di capire che il povero mafioso Putin sia stato provocato dai cattivi nazisti ucraini, che a loro volta altro non sono che la longa manus dei cattivissimi ammericani.

    Una cosa che mi lascia sempre lievemente perplesso, e’ che i poveri schiavizzati dagli americani (itagliani compresi), restino qui a farsi schiavizzare e non fuggano nel paradiso putiniano denazificato. Che aspettate? Niente biglietto del treno? Non avete la maglietta pesante? Boh.

    Secondariamente, se la “provocazione” giustifica l’invasione denazificatrice, allora mi chiedo se l’invasione denazificatrice con annessi bombardamenti denazificatori non possa a sua volta ritenersi una provocazione (e’ peggio bombardare o associarsi alla Nato?), e quindi legittimare invasione e bombardamento del paradiso putinista.

    Poi, dopo il bombardamento, potremo con calma indagare sulle cause provocatorie.

    Nel frattempo potremmo sperare che il Putin segua la logica dei suoi giustificatori novax-putinisti (singolare coincidenza) e si arrenda immediatamente appena gli bombardano Mosca, per la serie “chi bombarda per primo ha sempre ragione”.

    Annate in Russia che vi stanno aspettando, mancano denazificatori.

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    • Il suo intervento pone l’attenzione su due punti fondamentali:
      Il fatto che ci siano due alternative, e una di queste sia pessima, non trasforma automaticamente l’altra nel non plus ultra ( e noi italiani siamo esperti di meno peggio). Bisognerebbe reagire contro entrambe le opzioni? Probabilmente si ma non è semplice e indolore. Però questo non impedisce di essere critici verso entrambe.
      Un attacco ne giustifica un altro? Se si rimane in un ottica di conflitto allora si. Ma se si vuole entrare in una prospettiva di pace allora bisogna ripudiare la guerra, e anche questo non è né semplice né indolore, ma dal mio punto di vista è necessario. Anche in questo caso, il fatto di analizzare il peggio perpetrato, cercando di capire le motivazioni che spingono governi e uomini, non significa necessariamente sposare una delle parti in guerra, concetto difficile da comprendere se si rimane dentro l’ottica del conflitto.

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  8. Facebook è sempre più vergognoso
    Andrea Zhok è stato sospeso per un mese da Facebook
    Solidarietà al prof. Andrea Zhok, docente universitario, censurato dal Tribunale della verità che fa capo ad Open di Mentana
    L’opinione di un professore universitario censurata.
    Benvenuti nell’Italia del 2022…
    https://t.me/lantidiplomatico

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  9. Mi è arrivato in anteprima il FQ di domani in cui viene pubblicata una foto credo di Bucha….non so se sia un piazzale di una casa o altro, ci sono 5 cadaveri di giovani, tutti giovani, ed è un’ immagine dorolosa e straziante, non ho capito però se fosse un luogo di esecuzione di militari o civili arruolati, ed uccisi in momenti diversi, perché un cadavere è in avanzato stato di decomposizione mentre gli altri no….possibile che nessuno abbia avuto notizie su un tale luogo di orrore? Dall’ immagine non si capisce neppure come siano stati uccisi, certamente non fucilati perché nessuno ha ferite o segni di arma da fuoco….quindi c’è da chiedersi come, perché ed in che tempi, certamente diversi, e che cosa sia quello spazio di morte…. Da chi è stato usato ? Va fatta chiarezza e vanno individuati i responsabili da parte di organizzazione indipendente ed imparziale, perché dall’ immagine non sembra il luogo di una strage, dove si spara o si butta una bomba, o vengono fucilati civili, ma altro…

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    • Sul web si vedono un sacco di video in cui gli ucronazi picchiano, brutalizzano e uccidono civili e prigionieri di guerra,
      Mi astengo di postarli, sono talmente violenti che non hanno niente di umano,
      Roba per zucche senza semi riempite di escrementi,

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    • Spiegato bene cosa è accaduto a Bucha oggi pomeriggio nella diretta di Mentana dalla BRAVISSIMA Francesca Mannocchi inviata sul posto (adesso che possono andarci)

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      • Quando parti per l’Ucraina?

        Non vedo l’ora che finisca anche tu a mordere la polvere.

        E portati dietro quel p.d.m. di Mentana, quello che ‘l’Azov non è nazista, è stato incluso nelle forze armate ucraine’.

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  10. Cagliostro l’ immagine di cui parlo è diversa! Ferma, con cadaveri in un piazzale di una casa….. uno è in decomposizione, gli altri no! Se puoi cercala e guardala. ……non si capisce come siano stati uccisi!

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    • Alessandra, probabilmente, come suggerisce Capuozzo, sono stati riesumati dalla fossa comune in cui erano stati seppelliti, mentre c’erano ancora i russi, i morti in battaglia di ambo le parti.
      Si spiegherebbe sia il diverso grado di decomposizione sia l’assenza di sangue…
      Tra l’altro, che senso avrebbe che i corpi fossero, secondo il famoso video USA, datato 10/ 11 marzo, stati lasciati in giro per ben 3 settimane?
      Li avrebbero seppelliti con gli altri, no?
      Dov’è la logica?

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  11. “Le Forze Armate russe hanno lasciato definitivamente Bucha il 30 marzo – cioè il giorno dopo i colloqui tra Ucraina e Russia a Istanbul in ottemperanza delle aperture negoziali. Il giorno dopo, il 31 marzo, il sindaco di Bucha, Anatolij Fedoruch, in un discorso pubblico ha confermato che “in città non c’è rimasto nemmeno un soldato russo” e non ha parlato di “civili uccisi per le strade con le mani legate”.

    Resta il fatto poi che il 2 aprile la polizia nazionale ucraina aveva pubblicato un video dal titolo “Bucha: ripulire la città dagli occupanti” in cui non si vedono i civili morti per le strade. Perché non è stata detta una parola sul “massacro” in ben 8 minuti di video?

    I corpi sono apparsi all’improvviso il 3 aprile e da ieri tutti ne parlano”…….perché nel video del 2 aprile nessuno ha parlato di questi morti? Veramente non sappiamo più a chi credere e sarà difficile conoscere la verità. …

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  12. Voci sempre più insistenti affermano che
    Ufficiali Nato provenienti da Francia, Germania, Gran Bretagna e Svezia “neutrale” sono rimasti bloccati all’Azovstal a Mariupol. In questo momento si stanno mettendo in contatto con le truppe russe con la richiesta di aiutarle a partire, di organizzare un corridoio per l’uscita”. Visto che con gli elicotteri non è stato possibile scappare.
    Da qui la false flag sulla strage di Bucha per distogliere ulteriormente l’attenzione
    Sarebbe interessante vedere le loro facce mentre sfilano prigionieri davanti ai civili martoriati dagli ucronazi.

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  13. Se la diretta/maratona di Mentina è il verbo dell’ informazione…..vista la ” correttezza” con cui ha trattato e tratta le vicende italiane, il bravissimo o bravissima non esiste, né in studio né in trasferta in paesi stranieri in conflitto! Si può stare sul posto, addirittura viverci e continuare a brancolare nel buio. ….a noi italiani succede da 70 anni grazie ai bravissimi, ora promossi a migliori! Abbiamo diverso concetto di informazione. …ma ovviamente ognuno è libero di informarsi e credere a ciò che preferisce…..

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  14. Non per entrare nel merito del tuo articolo Dibba, solo per metterti a conoscenza che poi sono rimaste 300 persone sotto le macerie di quel teatro…

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  15. Il presidente di Confindustria lo dice che a volere la guerra sono i suoi colleghi imprenditori, sostenuti dai loro politici e dalla grande finanza… cioè sempre se stessi?

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