Gli italiani contro Draghi: 3 su 4 non vogliono più spese in armi

Aumento fondi per la Difesa: il 72,9% è poco o per nulla d’accordo. No di 7 su 10 all’invio di munizioni a Kiev. La strategia sulle armi provoca una spaccatura profonda tra le decisioni del governo Draghi e l’opinione pubblica. […]

(DI GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – La strategia sulle armi provoca una spaccatura profonda tra le decisioni del governo Draghi e l’opinione pubblica. Quasi tre italiani su quattro sono contrari a procedere, come ha deciso l’esecutivo, al riarmo, aumentando la spesa militare fino al 2% del Pil ogni anno. Sette italiani su dieci, inoltre, non sono d’accordo con la decisione del governo di fornire armi all’Ucraina e preferiscono aiuti economici, con sanzioni alla Russia, e diplomatici. A rilevarlo è il sondaggio dalla società Izi, pubblicato in esclusiva dal Fatto, in cui viene analizzato il rapporto tra gli italiani e il conflitto in Ucraina a un mese dal suo inizio. La maggioranza degli intervistati – un campione di 1.029 persone che hanno risposto tra il 28 e il 29 marzo – condanna la Russia come Paese invasore, ma non crede che l’Italia e la Nato debbano aiutare il popolo ucraino a ogni costo. L’opinione pubblica è anche spaccata a metà sulla fiducia nei media che stanno raccontando la guerra.

Riarmo “No” a più fondi

Il giudizio più netto riguarda il “no” al riarmo. Il 72,9% degli intervistati è poco o per nulla d’accordo con la decisione del governo e di buona parte della maggioranza: il 30,7% è scettico sul fatto “che questa sia la risposta giusta agli ultimi avvenimenti mondiali”, mentre per il 42,2% questa è “la strada verso la terza guerra mondiale o nuovi conflitti”. Solo il 20,3% si dice molto o abbastanza d’accordo con la decisione di alzare le spese militari, mentre il restante 6,8% non sa. Anche sull’invio di armamenti all’esercito di Kiev, l’opinione pubblica è schierata in larga parte per il “no”. Alla domanda “In che modo l’Italia dovrebbe aiutare l’Ucraina?” solo il 20,2% degli intervistati risponde menzionando “un aiuto economico e la fornitura di armi”. Il 21,8% sostiene invece che Kiev vada aiutata “solo economicamente e con le sanzioni”, il 46,3% “solo diplomaticamente per arrivare a un cessate il fuoco” mentre per il 2,5% l’Italia non dovrebbe proprio fornire aiuti. Sette italiani su dieci, quindi, non contemplano l’invio di armi come sostegno all’Ucraina aggredita.

Timori La guerra fa paura

Secondo la rilevazione della società guidata da Giacomo Spaini, due italiani su tre (il 66,5%) condannano la Russia: secondo il 44,4% di questi è il Paese invasore e non ha alcuna giustificazione, per il 22,1% Mosca “sta difendendo i propri interessi” ma non per questo va “giustificata la guerra”. Per il 18,4% invece le responsabilità sono da attribuire ai due Paesi in guerra mentre l’8,4% degli intervistati sostiene che la Russia sia stata provocata “dall’Ucraina e/o dalla Nato e si sta legittimamente difendendo”. Il prolungarsi della guerra provoca paura nei cittadini, colpiti dall’aumento dei prezzi alimentari: il 70,4% è “molto preoccupato”. Il 60,4% poi non crede che l’Italia e la Nato debbano difendere l’Ucraina a ogni costo, mentre per il restante 30,6% questo deve avvenire.

Media C’è poca fiducia

L’opinione pubblica è consapevole che la propaganda di guerra stia influenzando il racconto di giornali e tv. I cittadini si spaccano a metà sulla fiducia nei media: il 46,3% degli intervistati ne ha poca o nulla, la stessa percentuale di chi pensa che i media stiano facendo “un ottimo lavoro”.

9 replies

  1. Cosa volete che tutto questo interessi Draghi : anche la maggioranza dei Greci non voleva subire le SANZIONI della Troika! Eppure sono andati avanti con il loro programma di salvaguardia degli interessi finanziari e di immiserimento di un intero Stato. Credete che i Greci lo dimenticheranno mai ?

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  2. Troppi russi in italia,bisogna eliminarli. in fondo sono solo decine di milioni di persone che si ostinano a non credere ai tg e ai tolkshow. Se la propaganda funziona così bene , putin è meglio che affidi anche la sua ai nostri media . O no,forse è il contrario.

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  3. ma basta con questa puttanata delle armi, qualsiasi arma che compri è obsoleta ancora prima di tirarla fuori dalla scatola.
    Tutta questa manfrina serve solo a rimpinguare le casse esangui degli ameri cani.
    draghi è un vile affarista e non serve aggiungere altro.

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  4. Dunque, fatemi capire. .. Cominciamo dal titolo :”Gli italiani contro Draghi. Tre su quattro non vogliono più spese in armi…” e poi si prosegue col sottotitolo , sparando un 72, 9% di italiani che non è per nulla o per poco d’accordo con l’aumento di spese per la difesa. Ma poi leggo che il sondaggio si basa su “un campione di 1.029 persone” intervistate dalla società Izi (??) per conto del Fatto, e mi sorge il primo dubbio che questo “campione” non possa essere tanto significativo e attendibile per rappresentare il pensiero di 60 milioni di italiani. Secondo dubbio : il modo di interpretare e mettere in rilievo certe risposte piuttosto che altre, che sembra- guarda caso – coincidere con quella che è la linea di questo giornale contraria al governo Draghi qualsiasi cosa faccia, almeno quanto gli altri “giornaloni” ne sono a favore. E così pure anche questo mini sondaggino – guarda caso- porta acqua al mulino, cioè alla linea di questo giornale ambigua e molto giustificatoria nei confronti di Putin, e molto colpevolizzante e contraria a Nato e relative spese militari. Ora io non ho mai amato Draghi fin dal suo apparire, e , se il mondo andasse come nei miei sogni, vorrei eliminare tutte le armi dalla faccia della terra. Ma poichè dalla preistoria ad oggi, gli uomini hanno dimostrato di essere brutte bestie bellicose e prepotenti (homo homini lupus, anticamente fu detto), è dunque altrettanto dimostrato che è necessario che uno Stato sia adeguatamente armato per difendersi dai malintenzionati armati che ogni tanto nella storia spuntano all’orizzonte e pretendono di entrare a casa nostra. Io non so se e cosa avrei risposto al sondaggio di cui sopra, anche perchè è impostato in modo piuttosto semplicistico e nel momento sbagliato, mentre la gente è sotto pressione per l’aumento di bollette e prezzi, reduce dai sacrifici imposti dal covid e da una sanità pubblica , e una suola, in crisi. Chi può essere contento di un aumento per spese in armi? Posso solo sperare che chi ha ora il compito e la responsabilità di decidere, lo faccia con il massimo del rigore e onestà possibile (e indipendentemente da certi sondaggi poco significativi e molto orientati pregiudizialmente).

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    • Brutto eh quando il titolo in discrasia con il contenuto dell’articolo lo fa il Fatto Quotidiano?
      Cara Magda, gradirei la stessa sollecitudine ed onestà intellettuale nel rilevare tali discrasie con i titoli degli altri giornali e/o testate web, visto che il rapporto con i titoli del Fatto è di 1 a 100.
      Grazie anticipate. Sarò preciso nel monitorare che ciò avvenga per il futuro

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      • Proseguo. Non ne parliamo poi dei sondaggi commissionati da Laura e RAI. Di veda il preciso articolo pubblicato ieri

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      • Gentile Martello, su questa pagina si fanno commenti sull’articolo proposto, e io questo faccio. I miei commenti critici ( o di consenso) ad altri articoli di altri giornali li faccio ovviamente sui forum relativi di altri giornali. Qui poi non c’è alcun bisogno, sarebbe come portare vasi a Samo. A criticare, vivisezionare e sbeffeggiare titoli, articoli e frasi pubblicati sugli odiati “giornaloni”, ci pensa quotidianamente Marco Travaglio che su infosannio trova solerte ospitalità.

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  5. Anch’io avrei risposto no grazie, all’incremento della spesa. Se già tutti gli stati europei complessivamente spendono 4/5 volte in più della Russia, che significato ha spendere di più per proteggersi dall’orco putin, in questo momento. Semmai una diminuzione nei singoli paesi, che finalmente decidono di dotarsi di una difesa europea comune e decidono per un efficientamemento delle spese militari. I malintenzionati armati non li possiamo fermare da soli, siamo già dentro una alleanza e dentro quella bisogna discutere di un efficientemente che conduca semmai a una riduzione della spesa: basta che sia limitata al doppio di quanto spende la Russia per avere una riduzione del 50% degli attuali costi. Al di fuori delle spese dettate da una difesa comune europea, mi sembra una idiozia.

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  6. Paola Nugnes
    1 h ·
    -Spesa militare-
    Travaglio oggi rilancia Conte alla grande perché si oppone, tardivamente, ad aumentare la spesa militare fino al 2% del PIL come previsto dall’odg proposto dalla destra, ma votato da tutti i partiti della maggioranza, compreso il M5S, alla camera, e accolto dal governo Draghi.
    Ma questo è sbagliato.
    Bisogna capire che Conte sta solo cercando di riconquistare la scena, lui non nega di voler “rispettare” l’impegno del 2% , che non è un impegno vincolante ma il “segnale di una volontà politica” come è scritto sul sito stesso della Nato, solo che non ritiene opportuno farlo ora.
    ( passare da 25 miliardi a 38 miliardi all’anno)
    I suoi governi, Conte I e Conte II, hanno, tra l’altro, continuato ad alzare la spesa militare anno dopo anno, contribuendo a passare dai 21 miliardi circa del 2018 ai 25 miliardi dell’ultima legge di bilancio.
    Il suo è solo un tentativo di risalire nei sondaggi e di riallacciare i suoi che su questo punto scalpitano.
    Osservatori attenti ci dicono che basterebbe ridurre del 10% la spesa militare per risolvere tanti problemi di fame nel mondo.
    La Nato in un anno spende già 1.103 miliardi in armi, 18 volte di più della Russia che ne spende 61miliardi.
    Immaginate cosa si potrebbe fare con tutti quei soldi per la fame del mondo e soprattutto per la PACE.

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