Il Colle fa risorgere il governo (fino al Def)

Mattarella media ed evita “le consultazioni” di Pasqua. Telefonata Draghi-Letta. Nel Documento di economia e finanza, infatti, si parlerà di direzione di marcia e di crescita graduale della spesa militare. Senza forzare troppo […]

(DI WANDA MARRA – Il Fatto Quotidiano) – “Ci siamo evitati le consultazioni di Pasqua”. La battuta – che poi tanto battuta non è – circola ai piani alti della politica. E a invitare velatamente Mario Draghi a non andare al muro contro muro è stato anche Sergio Mattarella, nel colloquio di martedì sera. Il Quirinale ha esercitato la moral suasion per invitare le parti a trovare una soluzione, pur senza indicare formule. E ieri ha lavorato a una mediazione insieme a Lorenzo Guerini il segretario del Pd, Enrico Letta. Che ha poi parlato in serata con lo stesso presidente del Consiglio al quale ha voluto esprimere la sua indignazione per il metodo usato da Conte in questa crisi. Il premier la tentazione di spingere il leader 5S a una rottura, oppure a una capitolazione definitiva sull’aumento delle spese militari al 2% del Pil entro il 2024 ce l’aveva tutta. “Non ci possiamo sottrarre agli impegni presi con la Nato”, continua a dire l’ex Bce in tutti i contesti. Proprio mentre sta cercando di riprendere un ruolo internazionale nella crisi ucraina, ribadendo un asse di ferro con gli Usa, Draghi non aveva nessuna voglia di mediare sul piano interno.

Ma alla fine, quella che passa è la linea Guerini, quella che in realtà a Palazzo Chigi blindano come la linea del governo da sempre. Il ministro della Difesa interviene per dire che l’aumento delle spese militari dovrà essere graduale e arrivare entro il 2028, come gli aveva chiesto di fare anche Letta. M5s plaude.

Il percorso è però ancora pieno di ostacoli. Il passaggio del Def (presentazione prevista il 10 aprile) dovrebbe essere relativamente indolore. Sulla carta, però. Nel Documento di economia e finanza, infatti, si parlerà di direzione di marcia e di crescita graduale della spesa militare. Senza forzare troppo. Almeno ad oggi. Perché poi dal governo ci tengono a sottolineare che il M5S ieri ha di fatto detto sì al 2%. Come pure si dicono convinti che Conte andrà avanti nello scontro. La formulazione sarà tutta da trovare e da leggere. Non a caso il Def, che Draghi aveva annunciato per fine marzo, è ancora in fase di scrittura. Il momento della verità sarà, comunque, la legge di Bilancio.

Intanto oggi il decreto Ucraina si voterà con la fiducia, senza relatore. Così l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia (che parlava proprio dell’aumento delle spese militari al 2%) dovrebbe decadere. Un modo per evitare la conta nel Movimento. Draghi, infatti, sulla fiducia è stato contrario fino all’ultimo: avrebbe voluto stanare Conte, costringere il Movimento a una scelta sull’odg. Non è il momento per farlo.

Oggi, mentre il Senato vota, interverrà di fronte alla Stampa estera. Un appuntamento interessante per capire se e quanto il premier modulerà toni e ragionamenti sulle armi, gli impegni con la Nato, la vicinanza agli States e a Volodymyr Zelensky.

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9 replies

  1. I servi dello NATO (USA) son pronti alla morte, la nostra pero’, economica e sociale, l’importante e’ che si arrivi ai VITALIZI settembrini, niente di nuovo sotto il sòla (draghi )…

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  2. (Letta) ha voluto esprimere la sua indignazione per il metodo usato da Conte in questa crisi. “ Incomprensibile , vergognoso, questo atteggiamento di piaggeria verso il Drago e di disprezzo verso “l’alleato” che si è permesso semplicemente (ed era ora!!!!!) di opporsi a una decisione presa in un momento di isterismo collettivo, quando le priorità è le emergenze sono ben altre. Grazie Conte , non farti asfaltare!

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  3. “Stanare Conte”….che lettura ipocrita e cretina della situazione.

    Conte dice una cosa logica e di semplice buonsenso ma l’egolatra del whatever it takes, la Confindustria-Assoarmamenti ed i prezzolati feldmarescialli da salotto al seguito ovviamente non possono fare due+due=quattro per cui il 2014 ed il 2022 sono in due secoli diversi, che la gente non ha lavoro, che l’economia è in crisi sotto Covid e guerre in Europa.

    Per trovare i soldi per il Reddito di Cittadinanza è stato tutto un piangere miseria, per i 13 miliardi di inutili armamenti è bastato schioccare le dita.
    Vergognatevi.

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  4. “…Tutto il giorno con quattro infamoni
    Briganti, papponi, cornuti e lacchè
    Tutte l’ore co’ ‘sta fetenzia
    Che sputa minaccia…”
    “…Prima pagina, venti notizie
    Ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
    Si costerna, s’indigna, s’impegna
    Poi getta la spugna con gran dignità…”!!!

    dalla canzone “don raffaé” di Fabrizio de André

    che altro aggiungere per descrivere le sceneggiate i cui protagonisti principali sono i principali protagonisti della politica italica…!!!

    ah, che bell’ ‘o cafè….!!!

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