Le opinioni di mister Joe

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Joe Biden non ritratta e non chiede scusa. Continua a pensare che Putin sia un «macellaio» (e chi non lo pensa? Probabilmente anche Putin, che lo prenderà per un complimento). Ribadisce che lo ritiene «moralmente indegno» di guidare una nazione civile, ma si premura di aggiungere che il suo disprezzo per Putin non influirà sulle relazioni diplomatiche perché «la mia è solo una opinione personale». Cioè, il presidente in carica degli Stati Uniti rivendica il diritto di dire la sua come un pensionato di Miami davanti alla tv. All’improvviso l’abito non fa più il monaco, ma è il monaco che fa a pezzi l’abito e si consegna in pigiama allo sguardo stupefatto del mondo. Come in una rissa tra scolaretti, il piccolo Joe disprezza il piccolo Vladimir e non intende fare finta di volergli bene mai più.

Sarebbe forse un po’ troppo arzigogolato considerare la sortita di Biden una lucida provocazione per allungare il conflitto ucraino che sta logorando il suo avversario. Ma sarebbe anche troppo semplice ridurla a una gaffe o attribuirla a un allentamento dei freni inibitori. L’ipotesi più plausibile è che, proprio mentre il politicamente corretto pervade ogni aspetto della comunicazione, il linguaggio della politica si sia messo ad esaltare la schiettezza brutale in quanto testimonianza di sincerità. Ormai è tale il bisogno dei presidenti di essere anzitutto «sé stessi» che per trovarne uno che si comporti da Presidente bisogna rivolgersi agli attori. E non alludo a Will Smith.

7 replies

  1. Politica crudele

    A Washington gira la storia che Putin fa il bullo perché Biden è una figura evanescente. Joe Concha, su “The Hill”, ricorda il ritratto che ne fa nel suo libro Robert Gates: “Penso che si sia sbagliato su tutte le principali questioni di politica estera e di sicurezza nazionale, negli ultimi quattro decenni”.

    Chi è Gates? Era il Segretario alla Difesa, quando Biden era il vicepresidente degli Stati Uniti. Lo conosce bene.

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    • Ma che c’entra Zelensky Santo Iddio, sta parlando di Biden.
      E non serve nemmeno saper gestire la complessità per capirlo.
      È una critica a Biden ed al suo modo di comunicare, oggettivamente assurdo.
      Un presidente non ci deve mettere al corrente delle sue opinioni personali ma cosa intendono fare gli USA che lui rappresenta.

      Epperò il battaglione Azov?

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  2. “Cioè, il presidente in carica degli Stati Uniti rivendica il diritto di dire la sua come un pensionato di Miami davanti alla tv. ”

    Ma sbaglio o quando Marione definiì Erdogan un dittatore Gramellino ci informò che aveva parlato da statista, non da pensionato davanti al cantiere (con mani incrociate dietro la schiena)?

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  3. Bisogna capirlo… si è innamorato del personaggio.
    È come Vespa, il cui cuore, ai tempi, palpitava per Di Pietro, poi trattato da scendiletto, in favore di nuovi eroi… come Ferrara che è passato dal mito di Berlinguer a sempre più squallidi amorazzi.
    Certi uomini sono così: intimamente omosex, perlomeno ideologicamente…
    Non resistono alla figura dell’eroe del momento.
    Sono incastrati nella fase dell’identificazione con la figura paterna…non crescono.

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  4. @Anail

    Sìììì, Biden, come arrapa!
    Anche io non riesco a resistere alla sua mascolinità irrefrenabile, offuscata appena dalle sue adorabili scorregge.

    Ma tu probabilmente ti riferivi a Zelensky, anche se l’articolo parlava di Biden.
    Mhmm, che leader anche lui, quando lo vedo in mimetica la mia parte femminile esulta.

    Chissà perché tutti questi omosex si eccitano alla vista di Zelensky e Biden ma non a quella di Putin, che ha il missile più minaccioso del mondo e cavalca tigri come fossero pony.

    Ma per capirlo bisogna saper gestire la complessità.
    Aspetta, ci sono, Putin non seduce gli omosex perché li detesta, in patria li fa picchiare.
    Ecco perché non lo amano, alla base ci sono ragioni del cazzo.

    Accetto una tua replica solo se è sarcastica.
    Prendimi per il culo, ti prego, ma nessuna invettiva.
    Sono già triste, cielo cupo e notizie bruttissime sia dalla guerra che dalla cronaca.

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  5. Uno colpito da demenza senile non si rende conto di quello che dice e si limita a leggere quello che gli scrivo i guerrafondai . Quegli stessi guerrafondai che appena si sono resi conto che la reazione non era quella di un pazzo di sono corsi ai ripari facendo passare il loro capo come uno che commette gaffes. Insomma un demente.

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