“Avrà avuto pure un ‘colpo di mona’. Ma la cultura vive solo nel confronto”

De Luca cancellato a Salerno, Massimo Cacciari: “Non va mai negata  la parola a nessuno:  finisci per avere torto”

(di Tommaso Rodano – ilfattoquotidiano.it) – Professor Cacciari, qual è la sua opinione sull’affaire De Luca?

Ha detto parole che non condivido e trovo molto imprecise. Non vedo alcun rapporto tra il sionismo storico – cioè il movimento che rivendicava il ritorno degli ebrei nella loro terra – e le politiche atroci del governo Netanyahu. Confondere i due piani è un errore, non so se per ignoranza o mala fede.

Ha anche negato il genocidio a Gaza.

Ma lì può essere anche una questione tecnico-giuridica. Ricorderei che nemmeno al processo di Norimberga fu contestato formalmente il reato di genocidio ai nazisti. Si parlò di crimini contro l’umanità. Questo però non cambia nulla dal punto di vista morale. Genocidio o crimini contro l’umanità, ciò che Israele sta compiendo in Palestina non può essere giustificato in alcun modo. La discussione sul termine è una questione tecnica, non etica.

Quelle dichiarazioni hanno indotto Salerno Letteratura a togliere a De Luca il discorso inaugurale. È d’accordo?

Assolutamente no. De Luca può anche aver avuto quello che noi veneti chiamiamo un colpo di mona, ma togliere la parola a qualcuno è un errore. Sempre.

Anche se ha idee che possono ferire gli altri?

Sempre. Nel momento in cui impedisci a qualcuno di esprimersi passi automaticamente dalla parte del torto. Se non condividi le sue idee, lo fai parlare e poi rispondi. Organizzi un confronto, inviti qualcuno che sostenga una posizione opposta, apri una discussione. Questa è la risposta naturale di una manifestazione culturale.

Gli organizzatori sostengono che la prolusione rappresenta l’identità e la linea del festival.

Anche questo mi lascia perplesso. Trovo piuttosto bizzarra l’idea che un festival letterario debba avere una linea politica che non contempli la presenza di una voce discordante. Ma pure se fosse, la soluzione resterebbe la stessa: si fa intervenire De Luca e poi si replica alle sue argomentazioni. Peraltro la posizione di De Luca sul genocidio è sostanzialmente la stessa sostenuta da gran parte dei quotidiani e media italiani. Se escludono uno scrittore, pensano poi di porsi con la stessa intransigenza con tutti coloro che sostengono la stessa tesi?

C’è chi nega il genocidio, come dice lei, dal punto di vista giuridico, e chi lo nega per rifiutare la realtà di un massacro sistematico.

È così. Io non credo che abbia molto senso addentrarsi nelle definizioni giuridiche davanti a tragedie di questa portata. Se i Mieli e i Molinari preferiscono sentir parlare di crimini contro l’umanità anziché di genocidio, facciano pure. Contenti loro.