(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Bisogna riconoscere che capitano tutte a lui. L’onorevole Emanuele Pozzolo sembra disegnato apposta per attirare gli sberleffi dei benpensanti e farli passare per snob. Ma non cadremo nella trappola: siamo qui per tessere il suo elogio. A chiunque di noi potrebbe succedere quel che è appena successo a lui, e cioè di mettersi al volante sotto la pioggia dopo una bevuta in compagnia, surfare sulle onde dell’asfalto allagato e finire fuori strada con l’alcol-test alle stelle. Chi è senza bottiglia scagli il primo tappo. Tanto a raccoglierlo ci penserà l’onorevole, che in un’intervista ebbe a dire: «Il botto che preferisco è quello dello champagne». 

Gli stavano chiedendo della famosa sparatoria di Capodanno, perché quest’uomo si muove impavido tra pistole cicchetti come un cowboy nel saloon. Ma anche lì, siamo sinceri: chi non ha mai santificato le feste sparando accidentalmente al compagno della figlia del caposcorta di un sottosegretario? Che poi, a dirla tutta, non era neanche una pistola, la sua, ma un banalissimo revolver, per di più mini. 

Quanto alla presunta incoerenza politica di Pozzolo, che da deputato di Meloni solidarizzava con Zelensky mentre da deputato di Vannacci srotola striscioni «Basta soldi a Zekensky» vorrei proprio vedere chi di noi avrebbe il coraggio di urlare in faccia al Generalissimo «andate al diavolo, tu e il tuo amico Putin» potendo contare soltanto su un mini-revolver e su un’automobile che va fuori strada per due gocce d’acqua e quattro di grignolino.