Una domanda (a noi) sulla resistenza

La resistenza ucraina non può vincere. Ma non può vincere militarmente. Politicamente invece essa ha già stravinto. Cosa sarebbe accaduto invece se gli ucraini non si fossero opposti all’invasione?

(Ernesto Galli della Loggia – corriere.it) – Che cosa sarebbe successo se invece di rispondere con le armi all’invasione russa gli ucraini non avessero mosso un dito e avessero lasciato che l’esercito di Putin occupasse tranquillamente Kiev determinando ovviamente la caduta, e magari anche la cattura, di Zelensky? È questa la domanda che bisogna porre a coloro che continuano a esprimere dubbi sull’opportunità e sul senso della resistenza del popolo di quel Paese agli invasori. Che bisogna porre a coloro che con sussiegoso disprezzo hanno parlato addirittura di «mistica della resistenza» di cui sarebbero affetti quegli sciocchi di ucraini.

Sulla risposta alla domanda posta all’inizio è difficile avere dubbi. Non resistere avrebbe voluto dire semplicemente la vittoria totale di Putin nel giro di 48 ore e quindi la sorte dell’Ucraina alla sua mercé. E a quel punto, molto probabilmente, non sarebbero seguite neppure le sanzioni da parte dell’Occidente (o al più finte sanzioni come quelle dopo la Crimea). Invece la resistenza in armi del popolo ucraino c’è stata, vasta e coraggiosa. Ed essa non solo ha già avuto l’effetto di determinare la sconfitta del piano russo (è davvero una cosa così trascurabile?) ma sta pure gettando le premesse per una durissima sconfitta politica dello stesso Putin, con il conseguente forte indebolimento della sua leadership e in prospettiva, chissà, la sua stessa caduta.

È stata la resistenza armata del popolo ucraino, infatti, con la sua stessa esistenza che ha mostrato al mondo sia il fallimento dei servizi d’intelligence sulle cui informazioni il Cremlino ha deciso tre settimane fa l’invasione credendo che si trattasse di una passeggiata, sia le carenze materiali (perfino la mancanza delle razioni alimentari!), il marasma organizzativo e strategico, lo scarso rendimento operativo e la scarsa combattività dell’organismo militare russo.

Lo sappiamo tutti che la resistenza ucraina non può vincere. Ma non può vincere militarmente. Politicamente invece essa ha già stravinto. Già oggi infatti essa ha messo Putin con le spalle al muro. Nella condizione cioè di non avere alternative: o tratta con colui che tre settimane fa voleva distruggere (ma se vuole concludere le trattative deve per forza rinunciare al suo progetto iniziale e cedere su questo o quel punto), oppure può andare avanti con la guerra. E vincere sì, alla fine, ma proprio per la presenza della resistenza sarà costretto a fare dell’Ucraina un mare di rovine abitate da un popolo che lo odia. Ma in un Paese da lui ridotto a un mare di rovine e di morti riuscirà mai a trovare un Quisling che accetti e sia in grado di governare a suo nome? E quanti soldati gli ci vorranno, dopo la cosiddetta vittoria, per presidiare un territorio grande circa due volte la Francia? Quanti soldati dovrà mettere in conto di perdere ogni notte, probabili vittime di un agguato dietro ogni portone, ad ogni angolo di strada? E allora chiediamoci: tutto ciò — questa vera e propria catastrofe politica — di che cosa sarà il frutto se non del fatto che c’è stata una resistenza armata? Del fatto che gli ucraini hanno imbracciato le armi, hanno chiesto le armi per combattere, e l’Occidente gliele ha date? Altro che le condizioni di successo «francamente improbabili» di cui in tanti si sono riempiti la bocca in questi giorni.

È fin dall’inizio, infatti, che dalle più diverse parti, qui in Italia (soprattutto qui in Italia, mi pare) si levano voci sull’inutilità e perfino l’immoralità della resistenza, sull’assoluta inopportunità di rifornirla di armi, sull’«assurdità» della guerra, di ogni guerra in quanto produttrice solo di morte e distruzione. Voci intente a convincerci che di fronte all’eventualità della guerra ogni altra considerazione deve passare in secondo piano di fronte alla necessità della pace: qui, subito, a qualunque costo, e dunque trattare, trattare, trattare. Sempre, con chiunque e comunque.

Dietro tutto ciò c’è molto più di una semplice presa di posizione politica. Si sente una profonda trasformazione del panorama culturale del nostro Paese, in specie delle sue classi colte. Si sente l’oblio ormai diffusissimo del passato, la cancellazione della storia come elemento strutturante dell’esperienza e della mentalità. Si sente l’oblio del carattere tragicamente drammatico che può avere la storia. L’oblio dell’asprezza ultimativa, non compromissoria, dei valori politici collettivi (l’indipendenza nazionale, l’autodeterminazione, la sovranità) cui le scelte dei popoli e dei governi spesso sono chiamate. Nell’Italia contemporanea, viceversa, si è diffusa una mentalità che in alternativa alla storia è andata sempre più ispirandosi non già ai valori politici di cui sopra bensì ai diritti individuali visti come sostanza di una presunta, pacificatrice, etica universale. Una mentalità nella quale, come si capisce, per la guerra e per tutto ciò che è in essa di razionale e di irrazionale, e anche di morale, sì di morale, non può esserci posto. Nella quale la dimensione del conflitto, dei meccanismi e dei sentimenti fatali che lo determinano, la dimensione del coraggio delle persone e delle aspirazioni dei popoli, l’elemento dell’eroismo e della malvagità, appaiono tutte entità dal tratto primitivo da esorcizzare. In questo modo tutto finisce per essere posto sullo stesso piano: i ventenni ucraini che si preparano a combattere i tank russi e Putin che li ha mandati a Kiev, chi lancia i missili e chi li riceve sulla testa. Ed è così che sotto l’urto delle armi che si affrontavano nelle pianure dell’Est l’oblio della storia è divenuto oblio puro e semplice della realtà. E allo stesso modo, priva dell’ancoraggio nella stessa realtà, l’etica si è mutata fatalmente in moralismo: ipocrita come tutti i moralismi. Un’irrealtà moralista dove regna l’algida ragionevolezza del rifiuto della forza, il rifiuto di aiutare il debole e l’aggredito, perché così si violerebbe l’obbligo supremo e della «pace» della «trattativa». Sicché alla fine — paradossalmente ma non troppo — la cultura che pretende di parlare in nome delle vittime, della loro assoluta centralità, diviene di fatto l’alleata della tirannide che produce le vittime stesse.

Non intendo turbare la beata sicurezza dei critici della «mistica della resistenza» così preoccupati di scongiurare le luttuose conseguenze che essa comporta. Forse farebbero bene a ricordare però che la loro libertà odierna di pensare e di scrivere ciò che vogliono non è dipesa da nessuna «trattativa», da nessuna sollecitudine per morti e feriti. La loro libertà è stata pagata anche dal sangue di migliaia di bambini tedeschi massacrati dai bombardieri alleati, è stata pagata anche dal dolore di migliaia di donne tedesche stuprate dai soldati dall’Armata Rossa. Perché la storia è fatta di queste cose terribili: non delle chiacchiere di chi parla per compiacersi dei propri buoni sentimenti.

46 replies

  1. Risposta: Facciamoci i CAXXI nostri
    come gli americani e gli inglesi mind there own businesses.
    E i profughi li mandiamo nella villa al mare di
    Ze Lessi.

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  2. Ecco ci mancava solo Della Loggia, dopo il coniglio Gramellini, a farmi desistere dal frequentare questo forum. Mi dispiace perché ho letto scritti interessanti ma non posso assolutamente mischiare il mio nome con quello dei 2 di cui sopra. Uno tifa pure Toro come il sottoscritto

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  3. No, tutto sbagliato.
    se il guitto frocio avesse da subito intavolato la trattativa in maniera seria avrebbe perso donbass e crimea ma avrebbe salvato tutto il resto e avrebbe tolto tutti gli alibi allo zar.
    Così facendo invece, il travestito ha perso tutto.
    Praticamente gli usa hanno fatto i froci con il culo di un frocio.
    Leggo ora che i cinesi stanno picchiando molto duro “non dimenticheremo mai chi ha bombardato l’ambasciata cinese a belgrado”
    inoltre l’india ha firmato un contratto colossale per una fornitura di petrolio dalla russia.
    Mi sa che bidet dovrà mettersi il triplo pannolone.
    Gli sta per arrivare addosso uno tsunami di prodotto simile alla cioccolata

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  4. “a loro libertà odierna di pensare e di scrivere ciò che vogliono non è dipesa da nessuna «trattativa», da nessuna sollecitudine per morti e feriti. La loro libertà è stata pagata anche dal sangue di migliaia di bambini tedeschi massacrati dai bombardieri alleati, è stata pagata anche dal dolore di migliaia di donne tedesche stuprate dai soldati dall’Armata Rossa.”

    sei un farabutto!!!!
    usare i bombardamenti alleati sulle città tedesche ed italiane, con tutte le sofferenze causate dai LORO GOVERNI al proprio popolo
    per esaltare la resistenza armata degli ucraini è da farabutto.
    non c’è nessun paragone tra questi eventi.

    I politici ucraini AVEVANO tutta la possibilità di arrivare ad un accordo che soddisfasse LORO e PUTIN,
    ma una parte, resa baldanzosa dalle promesse occidentali, NON HA MAI VOLUTO.

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    • ho letto, tempo addietro, lo stralcio iniziale di un libro che trattava
      dell’aumento che le sette, e dell’accesso alle ‘arti magiche’, che si è manifestato nella Germania post bellica

      una cosa m’ha colpito nel testo, che ‘noiosamente’ elencava il fatto che allora ci fossero
      in giro molte donne sole, indigenti, che si aggrappavano a questo genere di credenze
      per sopravvivere nell’inferno quotidiano fatto da assenza di alloggi, cibo e medicine

      quello che m’ha colpito non è che erano spesso soggette ad abusi di natura sessuale
      cosa che già pare strana vista la fine di una guerra che li aveva messi a tappeto
      e quindi avrebbero dovuto aver altro a cui pensare, ma nel fatto che parlava
      di quella parte della Germania che era sotto il controllo delle forze anglo-americane

      e EGdL non fa altro che riproporre, all’infinito, quasi goebbelsianamente, un racconto
      che in questi ultimi giorni stanno riproponendo, rinnovandolo, gli ucraini, ovvero che
      i soldati russi violentano le donne ucraine

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  5. Ma e’ proprio sicuro questo professore , che il popolo ucraino non sia soggiogato da marionette manovrate da chi sappiamo ( ma lui fa finta di non sapere ) tipo Zelenski , partiti estremisti come Svoboda , battaglioni di varia natura , ecc. e che non sia affatto una resistenza di popolo ? Io lo so che lo sa . Ma deve recitare il copione atlantista .
    Basterebbe andare ad ascoltare qualche profugo di Marioupol , come fa qualche giornalista indipendente come Bianchi o Angeleri ( non ricordo bene il cognome , e mi scuso se sbaglio ) dove si sentono profughi che sono stati cacciati dalle loro case , e addirittura sparati per far posto ai nazi di Azov per poter sparare meglio sui russi ?
    Perche’ non lascia la scrivania e va sul campo a vedere che succede ! E gia’ pontificare e’ molto meglio no ?
    A tal proposito ho postato un video sul post di Travaglio .

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  6. Il solito giochetto di far scegliere tra solo 2 alternative: guerra o schiavitù (sicuro?) del più debole. Così si induce il lettore a credere che entrare in guerra con invio di armi e le sanzioni sia una strada obbligatoria.
    In realtà c’è e c’era già prima della guerra la terza alternativa: una cintura di paesi neutrali davanti alla Russia, sostituendo la protezione Nato in quei territori con la protezione dei caschi blu dell’Onu, che sarebbero dovuti già intervenire per ciò che accadeva in Crimea:
    Il massacro
    In seguito agli scontri, in cui erano intervenute anche frange paramilitari nazionaliste (in particolare quelle di “Pravyj Sektor”)[5], i manifestanti antigovernativi si rifugiarono nella Casa dei Sindacati. Questi manifestanti furono seguiti e aggrediti all’interno dell’edificio da ultrà calcistici ed estremisti di destra, che successivamente circondarono l’edificio e appiccarono il fuoco.[6]

    Nell’incendio che ne scaturì trovarono la morte 42 persone (34 uomini, 7 donne e un ragazzo di diciassette anni),[7][1][2] alcune delle quali del tutto estranee ai fatti in quanto si trovavano all’interno dell’edificio per ragioni di lavoro. I pochi che riuscirono in maniera fortunosa a fuggire dall’incendio furono linciati dai militanti neonazisti che circondavano il palazzo.[8] Alla fine del rogo i testimoni trovarono i corpi carbonizzati dei manifestanti aggrediti e un cadavere di donna seviziata e violentata, e di un’altra donna incinta strangolata con dei cavi telefonici.[8] Si scoprì che tra le vittime del massacro vi erano anche persone colpite da armi da fuoco e mutilate con armi da taglio.[9][6]

    Conseguenze
    Il nuovo governo ucraino a capo di Oleksandr Turčynov e Arsenij Jacenjuk si limitò a parlare di una fatalità che era costata la vita a circa 30 persone.[6] Il Ministro degli Interni ucraino e la Polizia sostennero da subito che i manifestanti anti-governativi fossero rimasti uccisi dalle fiamme scaturite dai loro stessi lanci di bombe molotov.[10] Anche la stampa vicina al nuovo governo attribuì l’incendio ai manifestanti filo-russi. Ben presto questa versione venne smentita dalle testimonianze dei sopravvissuti e di vari osservatori.[6] Nessun processo è stato finora avviato per la strage.[11]
    https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Odessa

    Se applichiamo il concetto che il più debole vada sempre aiutato, come scritto nell’articolo, allora si può affermare che l’invasione della Crimea ha aiutato i più deboli in quel territorio. O no?

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      • Scoreggina, sono i terrapiattisti complottari di prima: lo sai vero?

        Ah ah ah!

        Mai avrei pensato di vivvere fino all’imprimatur della Mongolfiera a Mazzucco…

        Ah ah ah!

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      • Guarda che a me non interessa il canale, ma quello che trasmettono.
        A me non piacciono i ciarlatani. Punto.
        Fracassi ha fatto, in questa sede, una bellissima lezione di storia, raccontando il suo libro. L’hai vista?
        E anche questi giornalisti mi sembrano seri, non volgari complottisti.
        Anche perché ciò che dicono ha seri riscontri, che avevo già verificato.. Guardatelo, va’.

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      • “Guarda che a me non interessa il canale…”: certo, a te interessa che diano un rabbocchino di farina a quello che c’è già nel tuo sacco.

        A te il sospetto che in questi canali non sia cambiato nulla riguardo la procedura di quello che trasmettono e che lo fanno consapevoli che tutto è, per chi non usa solo il proprio sacco di cianfrusaglie, palesemente collegato, non ti sfiora nemmeno nel più profondo del tuo infantile, sì, nonostante le tue pretese: infantile!, subconscio.

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      • Ma che cz sta dicendo il TUO stupido subconscio?
        (se un subconscio può essere infantile, allora può essere anche stupido😆)
        Ma ha capito che cosa ho scritto, il tuo “conscio”?
        Ti faccio un esempio facile facile, così ci arrivi anche tu:
        Se parlano Gino Strada o Dario Fabbri o il prof. Galli (per tornare a bomba), in un canale “sospetto”, per me non cambia nulla, casomai sto attenta alle domande e al tono che viene dato all’intervista.
        Mentre, che so, un Pappalardo , ovunque si presenti, sempre ciarlatano resta e casomai squalifica, ai miei occhi, il canale che lo ospita.
        Diverso è LEGGERE gli articoli di sconosciuti.
        Comunque, se non conosco, prima vado a cercarmi le credenziali e, comunque, cerco di discernere in base alla serietà e alla credibilità del personaggio e della situazione.
        Non so se tu ci possa contare, sul discernimento, visto che continui a rompere, con qualsiasi scusa possibile e senza discernimento alcuno.

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      • “E anche questi giornalisti mi sembrano seri, non volgari complottisti…”:

        non trovo nemmeno le parole per descrivere l’imbarazzo che provo nel leggere certe girate di frittata nelle quali sei l’indiscussa campionessa.

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      • Ma sbattiti la testa al muro, così ti passa l’imbarazzo.
        Non sai neanche che cosa significa onestà intellettuale, che scambi regolarmente col “rigirare di frittate”.
        Ecco, le frittate hanno esattamente la consistenza del tuo cervello e della tua correttezza etica.
        E hai una continua inestinguibile aggressività da sfogare, povero essere frustrato.
        Ribadisco: in mancanza di miglior sfogo, anche per quello c’è il muro.

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      • Allora te ne faccio un altro io intelligente, intelligente in modo che possa capirlo solo tu:
        se a parlare non sono Gino Strada o Dario Fabbri o il prof. Galli (per tornare a bomba), ma gli stessi autori di prima del canale “sospetto” che hai sempre definito dei ciarlatani e per te non cambia nulla, fai solo la figura della imb3cill3! Secondo te, il prof. Galli andrebbe a parlare su Byoblu?

        “Mentre, che so, un Pappalardo, ovunque si presenti, sempre ciarlatano resta e casomai squalifica, ai miei occhi, il canale che lo ospita.”: quindi se dice che 2+2=4 tu salti a piè pari? A proposito di discernimento…

        “Diverso è LEGGERE gli articoli di sconosciuti. Comunque, se non conosco, prima vado a cercarmi le credenziali”: dove, su Butac?

        “…e, comunque, cerco di discernere in base alla serietà e alla credibilità del personaggio e della situazione.”: tipo Montagnier che lo avete seppellito di merd4?

        Rettifico: tu manco ce l’hai un subconscio! Tu hai l’ABISSO (cit. colta)!

        PS: (se un subconscio può essere infantile, allora può essere anche stupido😆).
        Resta da capire come la fine ironia che pervade il tuo conscio possa farti prendere tutto così alla lettera: dovresti chiedere lumi a Travaglio.

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      • Viene a dire frustrato a me quella che si mette come avatar la foto di quando si credeva strafica?

        Ah ah ah!

        Poveraccia, fai quasi tenerezza…

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      • Disse Paola Borboni a Rascel che le dava della vecchia: “io giovane e bella lo sono stata, tu ALTO, mai.”
        Quello è una specie di dipinto, idiota. Jonny l’ha capito subito, ma tu non ci arrivi neanche dopo che te lo spiegano.
        Comunque, penso proprio che potrei sembrare la tua sorellina piccola e, nel caso, l’UNICA strafica della famiglia, nonostante l’età.
        Quindi puoi andare al cesso, ora, cesso.
        E tira lo sciacquone con te dentro.
        Faccela, questa grazia. 🙏🏻

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      • “Cercare di ragionare con te è come farlo con la pattumiera” 🤣🤣🤣
        Questa me la rivendo

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      • Come al solito fai finta di… capire: io non ti ho dato della vecchia, quello è un dato di fatto, non sarebbe un’offesa. Ti ho detto solo che ti CREDEVI strafica, cosa molto differente! La fessa dell’avatar potrebbe essere anche un bassorilievo, cosa cambierebbe? Non sei forse tu che guardi tuo marito, come hai affermato quando Maristella te l’aveva chiesto? Che cazzo c’entrano quindi la Borboni e Rascel e Jonny che avrebbe capito che è un disegno? 🤣🤣🤣

        Tu sei completamente scem4 🤣🤣🤣…

        Pensa, sei riuscita persino a far ridere LoGuasto che si rivende le battute sulle pattumiere.

        🤣🤣🤣

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  7. “L’etica si è mutata fatalmente in moralismo: ipocrita come tutti i moralismi. Un’irrealtà moralista dove regna l’algida ragionevolezza del rifiuto della forza, il rifiuto di aiutare il debole e l’aggredito, perché così si violerebbe l’obbligo supremo della «pace» e della «trattativa»”

    Bravo Gallo

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    • “Sicché alla fine — paradossalmente ma non troppo — la cultura che pretende di parlare in nome delle vittime, della loro assoluta centralità, diviene di fatto l’alleata della tirannide che produce le vittime stesse.”

      Fantastico.
      Se confronto gli editoriali di Travaglio e Galli Della Loggia di oggi, non ho alcun dubbio su quale dei due si è più avvicinato alla realtà.

      Un Travaglio piccolo piccolo ci tocca leggere ed ascoltare in questo periodo

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      • Quel che ha detto Adriano a Della Loggia vale anche per te.

        FARABUTTO.

        Cialtrone, aggiungo io.

        Tanto oramai non c’è altro modo di discutere con dei soggetti di par tuo.

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      • Luttwak diceva cose analoghe su Gino Strada e su Emergency

        ma dopo tutti gli anni di invasione dell’Afghanistan se ne sono andati e la tirannide
        non solo non è stata sconfitta, ma hanno pure prodotto più morti, tra i propri e tra i nemici,
        radicalizzato che non lo era, le donne portano il burqa la musica s’è spenta
        solo le droghe proseguono i loro commerci

        particolare, le industrie di armamenti e logistica militare, sentitamente ringraziano e
        chiedono a gran voce altre opportunità

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  8. Il solito giochetto di far scegliere tra solo 2 alternative: guerra o schiavitù (forse) del più debole. Così si induce a credere che entrare in guerra, con invio di armi e le sanzioni, sia una strada obbligatoria.
    In realtà c’è e c’era già prima della guerra la terza alternativa: una cintura di paesi neutrali davanti alla Russia, sostituendo la protezione Nato in quei territori con la protezione dei caschi blu dell’Onu, che sarebbero dovuti già intervenire per ciò che accadeva in Crimea:
    Il massacro
    In seguito agli scontri, in cui erano intervenute anche frange paramilitari nazionaliste (in particolare quelle di “Pravyj Sektor”)[5], i manifestanti antigovernativi si rifugiarono nella Casa dei Sindacati. Questi manifestanti furono seguiti e aggrediti all’interno dell’edificio da ultrà calcistici ed estremisti di destra, che successivamente circondarono l’edificio e appiccarono il fuoco.[6]

    Nell’incendio che ne scaturì trovarono la morte 42 persone (34 uomini, 7 donne e un ragazzo di diciassette anni),[7][1][2] alcune delle quali del tutto estranee ai fatti in quanto si trovavano all’interno dell’edificio per ragioni di lavoro. I pochi che riuscirono in maniera fortunosa a fuggire dall’incendio furono linciati dai militanti neonazisti che circondavano il palazzo.[8] Alla fine del rogo i testimoni trovarono i corpi carbonizzati dei manifestanti aggrediti e un cadavere di donna seviziata e violentata, e di un’altra donna incinta strangolata con dei cavi telefonici.[8] Si scoprì che tra le vittime del massacro vi erano anche persone colpite da armi da fuoco e mutilate con armi da taglio.[9][6]

    Conseguenze
    Il nuovo governo ucraino a capo di Oleksandr Turčynov e Arsenij Jacenjuk si limitò a parlare di una fatalità che era costata la vita a circa 30 persone.[6] Il Ministro degli Interni ucraino e la Polizia sostennero da subito che i manifestanti anti-governativi fossero rimasti uccisi dalle fiamme scaturite dai loro stessi lanci di bombe molotov.[10] Anche la stampa vicina al nuovo governo attribuì l’incendio ai manifestanti filo-russi. Ben presto questa versione venne smentita dalle testimonianze dei sopravvissuti e di vari osservatori.[6] Nessun processo è stato finora avviato per la strage.[11]
    fonte: wikipedia

    Se applichiamo il concetto che il più debole vada sempre e comunque aiutato, come scritto nell’articolo, allora si può affermare che l’invasione della Crimea ha aiutato i più deboli in quel territorio. O no?

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  9. La resistenza non può vincere (?!?), ma Putin ha già straperso, l’unica cosa che alla fine potrebbe spuntare è una vittoria di Pirro sul piano militare, ed il costo maggiore di questa vittoria sarà l’aver mostrato al mondo che i suoi muscoli sono tutt’altro che quelli di una superpotenza, ma quelli di una potenza regionale che avrebbe grosse difficoltà anche in una guerra con l’Iran o con la Turchia.
    Il costo sarà il vassallaggio al nazicinese sterminatore di uiguri e tibetani (altro che il Donbass), il costo sarà la perdita delle immense ricchezze sue e della sua cricca di oligarchi nascoste nei caveau occidentali.
    E non tiriamo in ballo l’arsenale nucleare, nessuno a questo mondo sarebbe tanto folle da premere quel bottone, neanche un sanguinario con le spalle al muro, e figuriamoci uno che nasconde la sua famiglia (anzi le sue famiglie) in Svizzera o in Siberia.
    Alla fine è caduto nello stesso peccato originale degli amerikani, che con le loro folli guerre in nome del dollaro hanno mostrato al mondo che queste guerre moderne su vasta scala sono impossibili da vincere neanche con gli scarponi sul terreno, perchè economicamente insostenibili del medio-lungo periodo prima ancora che per le perdite di vite umane, per le quali il prezzo morale da pagare non fa un baffo a nessuno, da ambo le parti.

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  10. Ok al riarmo della Germania, jawohl.
    Il disastro è solo rimandato.
    C’è un nuovo sceriffo in Europa.
    Ovvio che, chi ha combattuto contro questa visione ha perso, l’europa dei popoli e non della guerra, valori della resistenza,disattesi completamente.
    Presi per il naso e cestinati.
    Visto? La gammata nel cielo è comparsa.

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  11. Comunque la “Crisi Russo-Ucraina” (neppure l’attuale pontefice ha avuto il coraggio di definirla “aggressione”), sta per essere risolta. Francesco I infatti, uno degli ultimi “sovrani assoluti” (anche se non è chiara la differenza tra un “sovrano assoluto” e un “dittatore”), il 25 Marzo “consacrerà al Cuore Immacolato di Maria” sia la Russia che l’Ucraina, come prescritto dalla vergine Maria nella “versione di Fatima”. Com’è ben noto, le visioni del futuro sono notoriamente riservate ai pastorelli o alle “veggenti sarde”, delle quali Infosannio ne ospita almeno due (una per gli scettici).

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    • dichiariamo guerra a CdV?
      mandiamo i manpads ai diaconi ribelli, li inondiamo di ostie false o cosa?

      comunque, pare che il 25/03 gli ortodossi onorino la memoria di San Gregorio Dialogo

      comunque sul fatto di agganciarsi alla religione
      mi domando, ma gli ucraini che hanno fatto la propria acefalia per staccarsi da quella di Mosca,
      che hanno istituito il 25/12 come festività natalizia legale, non abbiano pure
      legato la Pasqua a quella cattolica lasciandola invece ancorata alla tradizione ortodossa
      come pure le festività per i defunti

      forse gli è mancato il coraggio di scoprire che i loro fedeli, di queste guitterie, non importa nulla
      e che avevano ben altri problemi da affrontare (non mi riferisco a ciò che accade oggi)

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      • Ovviamente era diretto ad un “Mark Twain” usurpato, senza alcuna forma di merito e di attinenza.
        Ma, comunque, resta umile.

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  12. “La loro libertà è stata pagata anche dal sangue di migliaia di bambini tedeschi massacrati dai bombardieri alleati, è stata pagata anche dal dolore di migliaia di donne tedesche stuprate dai soldati dall’Armata Rossa.”

    Da uno storico come EgdL mi aspetterei affermazioni più sensate.

    Era necessario distruggere col fosforo Norimberga dove non vi erano installazioni militari, era necessario lasciare soli i polacchi centro i tedeschi durante l’insurrezione di Varsavia, come fece Stalin con l’armata Rossa a poche miglia, era necessario fare finta di niente di fronte ai campi di sterminio di cui gli alleati sapevano dal 42 grazie alle foto aeree.??

    La guerra è sempre cattiva , i venti milioni di morti russi nella 2GM non giustificano le violenze alle donne tedesche, ma neanche le violenze dei soldati coloniali alle donne ciociare devono essere dimenticate.

    Pearl Harbor non giustifica Hiroshima.

    Dal male viene solo male , non libertà.

    Per quanto riguarda la situazione in Ucraina c’è stato un tempo in cui quello che è avvenuto poteva essere evitato.
    Non lo si è fatto perché ” America” ha preparato una bella trappola in cui i Russi ( che non sono stinchi di santo ed esenti da colpe gravi ) sono cascati a piedi giunti.

    Caro EgdL , studia un po’ più la storia medioevale , e forse avrai più chiara quella contemporanea di cui sei ” professore”.

    Gianni

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