La parabola del grillismo era già scritta

(Marcello Veneziani) – Non so se sia veramente colpevole Beppe Grillo, e fino a che punto, e non mi piace la concomitanza dell’accusa con le votazioni per il Quirinale e col sisma che toccherà di conseguenza il governo. So però che agli occhi del grillismo Grillo è già colpevole; il traffico d’influenza è ai loro occhi giacobini un reato grave e già di per sé evidente. Ma non starò lì a insistere su questo punto; e nemmeno starò lì a gongolare perché anche loro, ancora una volta, si sono dimostrati come e peggio degli altri, comunque il contrario di quel che dicevano di essere e uguali a quelli che volevano punire e cacciare dalla politica. No, non mi fa piacere questa ennesima capitolazione della politica, questa ennesima prova del suo degrado. Però aggiungo: era prevedibile, prima o poi sarebbe successo. Perché la rabbia, l’odio, il rancore verso i potenti non bastano a fondare una linea politica alternativa e rigorosa, non sono la garanzia di diversità nei comportamenti; sono soltanto la rabbia di chi non ha potere. Poi, una volta giunti nelle stanze del Palazzo, la rabbia non si tramuta da sola in onestà, lealtà, trasparenza di governo, dirittura etico-morale. Semplicemente si sgonfia, come un pallone d’aria viziata. Perché non basta esser contro per essere migliori di chi si avversa; bisogna avere qualcosa in più di diverso, che non dipende dagli altri.

C’è un fattore decisivo ma trascurato che genera e rigenera la corruzione. Un fattore che i magistrati, le forze dell’ordine e le norme anti-corruzione non possono debellare ma è il principale mandante del malaffare. Chiamiamolo fattore M come Motivazione. È un fattore psicologico ma la sua incidenza è enorme sull’agire politico, sulla pratica quotidiana e sui comportamenti. Di che si tratta? Gli italiani, incluse le classi dirigenti, sono demotivati, hanno perduto la molla che li sospinge. La politica, in particolare, ha perso le motivazioni che la muovono. Le motivazioni possono essere pubbliche o personali. Le prime sono in larga parte motivazioni ideali. Muovono leader, élite e popoli sul filo della Grande Motivazione, che tante volte si è rivelata poi una Grande Delusione o una Nociva Illusione, ma che li spinge ad agire, a fondare, a perseguire un fine comune. Motivazioni di ordine religioso o morale, storico o ideologico, etico o politico. Costituiscono da sempre il sostrato di una civiltà, quel che la unisce e la anima.

Le motivazioni pubbliche si intrecciano al movente personale che nasce dalla legittima sete di riconoscimento, dall’ambizione di distinguersi, dal desiderio di veder riconosciuti i propri meriti, in un scala che va dalla buona reputazione alla gloria. L’agire umano, e l’agire politico in particolare, è spinto dalle due motivazioni, l’amor patrio e l’amor proprio. Certo, le motivazioni non escludono la corruzione, ma sono un argine. Nella migliore delle ipotesi, la motivazione superiore frena la corruzione individuale e l’amor proprio tiene troppo al buon nome per rischiarlo nella gogna mediatico-giudiziaria. Nella peggiore delle ipotesi la motivazione non esclude la corruzione come mezzo al suo servizio, ovvero si usa la corruzione per conseguire il disegno politico; oggi è invece più frequente il caso inverso, che si usa il disegno politico per conseguire il vantaggio individuale. Sarà deplorevole quando il fine giustifica i mezzi ma certo è spregevole quando i mezzi sostituiscono i fini.

Se una persona, un movimento, un popolo perde la sua motivazione sia nel senso della missione sia nel senso della buona fama, il tessuto civile degenera. La corruzione diviene inevitabile, deborda, ognuno coltiva un risentimento di rivalsa perché si sente non riconosciuto nei suoi meriti né motivato da alcun mito o ideale di riferimento. E cerca di risarcirsi migliorando il suo status e il suo tenore di vita, sibi et suis. C’è un nesso strettissimo tra la crescita della corruzione e il declino della meritocrazia. Le capacità non vengono riconosciute, i meriti non contano nulla, la memoria collettiva è labile e dimentica il bene come il male, i meriti come i demeriti, il decoro come l’indecenza. L’onorabilità decade al rango d’immagine, così la dignità degrada a pura apparenza e simulazione. E come dice il personaggio goldoniano, se la casa brucia voglio scaldarmi anch’io, ossia trarre profitto dalla rovina, badando ai miei vantaggi personali. Se non c’è gloria cerco denaro, se non c’è stima cerco vantaggio, se non c’è convinzione cerco convenienza. La corruzione si insinua quando non devi render conto a nessuno, né a un dio né alla storia, né a una comunità né alla propria coscienza. Vivi e non rispondi di nulla a nessuno. La corruzione è un fatto mentale, morale e culturale, prima che un abito esterno. La politica e i suoi leader dovrebbero trovare motivazioni all’impegno pubblico e al sentirsi comunità; e poi selezionare i ranghi riconoscendo i meriti e le capacità.

La buona politica non è solo buona amministrazione, ma è buona motivazione. La lotta alla corruzione si occupa degli esiti, ed è compito delle leggi e di chi le applica. La ricerca delle motivazioni, invece, si occupa delle fonti ed è compito della politica e della cultura indicarne di degne. La prima è consuntiva e controlla le risposte, la seconda è preventiva e veicola le domande. La corruzione è un effetto, come l’incorruttibilità; la sua causa è la demotivazione. Mancano i motivi per non cedere alla corruzione. La lotta alla corruzione colpisce la mano che ruba, la motivazione tocca invece la testa che pensa: perché non dovrei farlo? È per questo che il “repulisti” grillino era sin dalle origini solo fuffa, schiuma d’odio senza sostanza. Basta un po’ di potere e diventano come gli altri; solo un po’ più incompetenti.

La Verità

16 replies

  1. Veneziani detto marcellino.Per me Grillo è indifendibile però perché non ci parli mai di Dell’Utri Previti Formigoni Galan e Giggino porpetta?Detto questo la percentuale dei corrotti del m5s rispetto a quella degli altri partiti è quasi irrisorio anzi è irrisoria

    Piace a 1 persona

    • Quelli da te elencati sono delinquenti conclamati e il Marcellino lavora per loro, non può parlarne male, altrimenti lo mandano a raccogliere pomodori a Rosarno.

      Piace a 3 people

  2. Perché la rabbia, l’odio, il rancore verso i potenti non bastano a fondare una linea politica alternativa e rigorosa, non sono la garanzia di diversità nei comportamenti; sono soltanto la rabbia di chi non ha potere

    Ma questo dove vive a topolina, cioè se non ho capito male per lui pretendere di avere dei politici onesti e rabbia verso il potete e quindi la lotta è tra chi detiene il potere e chi lo vorrebbe?

    "Mi piace"

  3. Mi sembra un articolo del tipo “non vorrei dire ma…..” e dunque DICI eccome se DICI!!!
    ad espio dici che non hai odio, ma traspare sulla frase “….gongolare perché anche loro, ancora una volta, si sono dimostrati come e peggio degli altri, comunque il contrario di quel che dicevano di essere e uguali a quelli che volevano punire e cacciare dalla politica.”
    Mi basta un nome CERTO per dirmi che rubano e sono corrotti e hanno intrecci malavitosi!!!!ME NE BASTA UNO!!!
    MA NON LO FAI!!! TI rifugi con la solita frase che sin dall’inizio di dice “….sono come gli altri” Gli altri chi?
    Anche qui sarebbe interessante dare qualche risposta, MA NON LA DAI!!!
    ti rifugi nella bella analisi didattica bdulla corruzione di un popolo e perché la si fa, Bellissima!!! Poi concludi che ” …per questo motivo quale? Il repulisti grillini era destinato a fallire!!!
    Sei una persona assolutamente preparata, ma forse sul perché sei prevenuto e anziché bapplaudire quelli che tuttora presenti in parlamento si battono per queste motivazioni, tu sei lì al varco e dici “…ecco lo sapevo sono come gli altri!!!!
    Non ti pare parecchio STONATO il tuo discorso?

    Piace a 1 persona

  4. “È per questo che il “repulisti” grillino era sin dalle origini solo fuffa, schiuma d’odio senza sostanza. Basta un po’ di potere e diventano come gli altri; solo un po’ più incompetenti.”

    Io la rabbia e l’odio li leggo qui.
    E anche molta, molta soddisfazione per la convinzione di poterli esternare.
    Tranquo, MV, la COMPETENZA nel MALAFFARE non ve la insidia nessuno.

    "Mi piace"

  5. Marcellino pane e litri di vino, ha fatto un trattato politico molto illuminante. Da oggi, grazie alle sue geniali intuizioni, bisognerà riscrivere tutti i libri di storia.

    "Mi piace"

  6. Alla destra sedeva quello che assicurava il collegamento con la mafia,Dell’Utri.Alla sinistra quello preposto alla compra dei magistrati,Previti.Sparsi ovunque sodali preposti agl’intrallazzi di tutti.Tra i governatori uno su tutti Formigoni e le sue vacanze esotiche.E per non farsi mancare nulla il procacciatore di prostitute Tarantini.Come da sentenza passata in giudicato.Marcellino detto Dio patria e famiglia che ne pensi della tua compagnia?Almeno una volta o intellettuale presunto libero nonché filosofo de noantri ce ne vuoi parlare?

    "Mi piace"

  7. ”’L’onorabilità decade al rango d’immagine, così la dignità degrada a pura apparenza e simulazione.”’

    Dite quel che vi pare, ma questa sembra attagliatissima a GIGINO di Maio, quello che secondo J.Dio non si può comportare male perché non abbiamo i nomi dei mandanti delle porcherie che fa.

    "Mi piace"

  8. A me sembra per molti aspetti sia una alisi condivisibile.
    Il fatto è che Deboli non vuol dire Buoni ma sono inoffensivi.
    Per cui mandare al potere “uni di noi”, uno fuori dalla casta e pure anticasta non vuol dire nulla.
    Potrebbe essere solo anticasta altrui.
    Inveisce contro l’assessore che magna perché segretamente vorrebbe stare al posto suo.
    Sta dicendo questo Veneziani, il suo articolo glissa su B ma ciò non vuol dire che nella sostanza non sia condivisibile.
    Se c’è un’astensione così alta è proprio per la mancanza di una motivazione!

    "Mi piace"

  9. Andreaex.Marcellino non glissa solo su B.Glissa su tutto il marcio che viene da destra e si concentra solo sulla sinistra.Quindi quindi è al servizio di……Dite voi di chi

    "Mi piace"

  10. Marcellino, oltre a essere come sempre poco lucido, mi sembra pure orbo. Non vede le porcherie malavitose su cui campano da sempre destra e sinistra, ma vede benissimo ciò che non accade sul fu movimento, il quale non verrà più votato in massa per il fatto che ha tradito i valori per cui era stato fondato, e non perche i suoi eletti siano delinquenti che sfuggono con ogni mezzo alla giustizia. Se tutti gli elettori fossero cosi esigenti con i loro partiti come le sono quelli del fu movimento, alle prossime elezioni spiagge piene e urne vuote. Ma forse qualcuno finalmente si sveglierebbe.

    "Mi piace"