Ospedali più in affanno, ma la curva si appiattisce

Lo stop è arrivato da Roberto Speranza. Per ora i ricoverati positivi al Covid restano tutti nel bollettino, anche quelli che non sono in ospedale per il Covid. La bozza della circolare che consentiva alle Regioni di separarli, preparata dai dirigenti della Salute e trasmessa ad alcuni responsabili regionali, è finita su Quotidiano Sanità ieri mattina prima ancora che il ministro l’avesse vista.

(DI ALESSANDRO MANTOVANI – ilfattoquotidiano.it) – Lo stop è arrivato da Roberto Speranza. Per ora i ricoverati positivi al Covid restano tutti nel bollettino, anche quelli che non sono in ospedale per il Covid. La bozza della circolare che consentiva alle Regioni di separarli, preparata dai dirigenti della Salute e trasmessa ad alcuni responsabili regionali, è finita su Quotidiano Sanità ieri mattina prima ancora che il ministro l’avesse vista. E subito l’ha bloccata, almeno per il momento. Se ne parlerà nei prossimi giorni, dopo aver verificato se i primi segnali di appiattimento della curva dei contagi si confermano. Per ora no. E il Comitato tecnico-scientifico ha chiuso dopo una riunione di 5 ore anche la questione delle possibili modifiche al bollettino quotidiano che secondo le Regioni e alcuni scienziati va modificato, se non eliminato, perché dà troppa ansia.

Contrari a questi interventi sono anche gli Ordini e i sindacati dei medici. La preoccupazione è che le Regioni li chiedano per evitare il passaggio in zona arancione. Del resto vorrebbero anche smettere di conteggiare i positivi asintomatici e ridurre ancora quarantene e tamponi. Così da lunedì le restrizioni dell’arancione, limitate a chi non ha il green pass rafforzato, toccano solo alla Val d’Aosta, ma molte altre hanno superato i limiti di occupazione delle terapie intensive (20%): Abruzzo (20,6%), Friuli-Venezia Giulia (23,4%), Marche (28,2%), provincia di Trento (27,8%), Piemonte (23,2%), Toscana (21,6%). La media nazionale è 17,5%. La Lombardia ha superato la soglia del 30% prevista per l’area medica, è al 33%, ma si mantiene in giallo perché le terapie intensive sono al 16,8%. Sono criteri già fin troppo facili da aggirare aumentando i posti letto come ha fatto da ultimo il Piemonte: 970 letti in più e resta in giallo, come la maggior parte delle Regioni a cui si aggiunge, da lunedì, la Campania.

Naturalmente il problema esiste, da noi come negli altri Paesi europei, specie ora che la variante Omicron – secondo l’ultima survey il 3 gennaio era all’81% dei contagi e dovrebbe essere salita ancora, la Delta era al 19% – ha fatto impennare l’incidenza oltre i 2.000 nuovi casi a settimana ogni 100 mila abitanti. Aumentano, infatti, anche nella popolazione ospedalizzata. Si calcola che circa il 30% dei ricoverati positivi non abbia sintomi Covid che giustificano il ricovero, ma sia lì per altre patologie, come rilevato dalla Federazione delle aziende sanitarie (Fiaso) in sei grandi ospedali ai primi del mese. Certo, richiedono isolamento e percorsi separati, ma nulla ci dicono sulla quota di malati gravi per il Covid. Vale in particolare per l’area medica, i dati delle terapie intensive sono più affidabili. Ma se davvero i ricoverati Covid in area medica fossero 12.000 e non i 18.000 contabilizzati ieri, si rafforzerebbe l’idea che il virus fa meno danni.

La pressione sugli ospedali a ogni buon conto resta forte. Nel bollettino settimanale di ieri si legge che è “necessario invertire rapidamente la tendenza per evitare un aggravamento ulteriore delle condizioni di sovraccarico dei servizi sanitari, già oggi fortemente impegnati”. Scriviamo da settimane di interventi chirurgici, visite e screening rimandati che vanno ad aggiungersi a milioni di prestazioni saltate nel 2020 e nel 2021: nessuno sa se, quando e come saranno recuperate, nel tempo si rischiano più danni del Covid.

L’indice di riproduzione del virus Rt, calcolato sui sintomatici, è salito da 1,43 a 1,56 ma questa rilevazione si ferma al 4 gennaio. Secondo le stime dei tecnici della Salute comincia già a scendere. Scendeva già il 4 gennaio, da 1,3 a 1,2, l’Rt calcolato sui casi ospedalizzati. La curva dei contagi sembra cominciare ad appiattirsi, ciò non toglie che per almeno 15 giorni i ricoveri continueranno a salire. Come i morti, che ieri sono stati 360. Prima di rispondere alle Regioni, che non hanno ancora inviato le loro richieste per iscritto, alla Salute attendono di vedere se davvero ci avviamo alla fase endemica che tutti si augurano.

3 replies

    • Non solo, ma prima dell’elezione a PdR, Draghula farà passare anche un DL con cui abolirà anche la morte. Se Gigino ha abolito la povertà, dovrebbe essere facile per Supermario, no?

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  1. Più facile, dato il clima, un decreto per la fucilazione dei non vaccinati: Bersani “il buono” ha dato il via…

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