Oooooms

(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Caro Babbo Natale, scrivo a te perché sei rimasto uno dei pochi a trattarci da adulti. L’Organizzazione mondiale della sanità ci considera una masnada di bambini indisciplinati da tenere a bada agitando il drappo della paura. Per non parlare del caos che alimentano le dichiarazioni strabiche dei suoi capi: mentre il direttore generale proclama che non si esce dalla pandemia a colpi di terze dosi, il direttore europeo afferma che solo le terze dosi possono salvarci. Su una cosa soltanto vanno d’accordo: nell’uso smodato di espressioni apocalittiche. Nuova tempesta, catastrofe imminente, orlo del baratro. Sono due anni che le autorità comunicano con un lessico da favola splatter. All’inizio forse era necessario, ma adesso ci siamo vaccinati in massa e – sia pur con qualche inevitabile allentamento della tensione – ci mettiamo le mascherine, ci salutiamo sbattendo i pugnetti, fremiamo al primo colpo di tosse nostro o altrui. Che bisogno c’è di trasmettere un continuo senso di dramma, quando si è già tutti dentro il dramma? Che cosa si spera di ottenere tenendo aperto il rubinetto del panico?

Caro Babbo, ai signori dell’Oms porta in dono un manuale zen e un pacco di dati e di cifre, affinché torni a essere quello dei dati e delle cifre il loro linguaggio. Gli aggettivi iperbolici e le metafore catastrofiste lasciale ai filosofi minori che ostentano un incomprensibile senso di superiorità ogni volta che si affacciano alla tv.

2 replies

  1. forse 882 decessi alla settima sono pochi, magari la prossima, quando si supereranno i 1000
    Gramellini cambierà idea se è il caso o meno di essere apocalittici
    (e comunque lo scrittore su giornale non ha capito il senso di quanto dichiarato da Ghebreyesus
    che non voleva essere, le terze dosi sono inutili, ma che, se voi paesi ricchi, vi fate le terze dosi
    mentre gli altri, paesi poveri, li lasciate senza nessuna dose, o quasi, la pandemia non si ferma)

    immagino che Gramellini sia il portabandiera contro le morti sul lavoro
    anche se saranno un decina a settimana (per gli allocchi: sempre troppe anche se >1)

    e poi già ci pensa il non ancora emerito a stemperare le cose dichiarando
    che non siamo un popolo indisciplinato ma creativo,
    evidentemente se una autorità impone di portare all’interno di una zona
    circoscritta, le mascherine, ed un buon 30% non le porta è perché sono dei creativi
    tutti dei Dalì, dei Picasso

    che sia perché è meridionale che ha la convinzione che l’indisciplina sia equiparabile alla creatività?

    visti i controlli inesistenti, le polizie devono rincorrere gli spacciatori e ladri o i rissaioli e non hanno
    tempo per le sciocchezze, l’estensione dell’uso nelle zone esterne che il governo ha promulgato,
    dato che siamo creativi, avrà lo stesso successo nell’essere seguito.

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