Tampone a chi non ha la terza dose per feste e discoteche e green pass rafforzato di sei mesi: le regole del nuovo decreto Covid

Oggi la decisione sulle nuove misure del decreto. L’ipotesi di poter prenotare la terza dose a tre mesi dalla seconda. In Italia la variante Omicron è già al 30%

(Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini – corriere.it) – Chi è vaccinato con tre dosi non dovrà avere un tampone negativo per andare alle feste o in discoteca. Tutti gli altri dovranno farlo nelle 24 ore precedenti. È questa la mediazione che il presidente del Consiglio Mario Draghi porterà questa mattina alla cabina di regia prima dell’approvazione del decreto che introduce nuove misure per fermare la risalita della curva epidemiologica del Covid-19.

La maggioranza è ancora divisa. Mentre il Pd e Forza Italia insistono sull’obbligo vaccinale, la Lega chiede meno limitazioni e il Movimento 5 Stelle vorrebbe test gratuiti. La riunione servirà a trovare un compromesso sui luoghi dove imporre controlli anche a chi ha scelto di vaccinarsi, ma sulla necessità di una stretta alla fine tutti concordano, consapevoli che l’alternativa da qui a qualche settimana sono nuove chiusure. E dunque il decreto prevederà la possibilità di prenotare la terza dose dopo quattro mesi o addirittura tre dalla seconda, un green pass rafforzato valido soltanto sei m esi e raccomandazioni forti per pranzi e cene nelle case.

Omicron al 30%

Il virus ha ricominciato a correre e gli scienziati hanno ribadito anche ieri che a gennaio, con l’esplosione dei casi dovuti alla variante Omicron, la situazione rischia di peggiorare in maniera molto grave. Già adesso i primi risultati della Flash survey che l’Istituto superiore di sanità completerà nei prossimi giorni, dicono che la variante sudafricana è presente in alcune regioni del nostro Paese al 30%. E secondo le stime potrebbe diventare prevalente entro metà gennaio.

Il tracciamento

Ecco perché — questo è il suggerimento degli esperti — sono necessarie regole e divieti che incentivino le vaccinazioni e soprattutto impediscano la circolazione delle persone positive. «Si deve potenziare il tracciamento, aumentare la protezione», hanno ribadito i vertici del Cts. Il timore forte riguarda la tenuta delle strutture sanitarie, in terapia intensiva ci sono più di 1.000 persone.

Le mascherine

Entra subito in vigore l’obbligo di tenere la mascherina all’aperto in tutta Italia e in alcuni luoghi particolarmente affollati verrà imposto di utilizzare la Ffp2 che garantisce maggiore protezione.

Il tampone alle feste

Per andare in discoteca o partecipare alle feste nei locali pubblici chi ha ricevuto soltanto due dosi dovrà sottoporsi al tampone. Nella lista dei luoghi ritenuti a rischio potrebbero essere inseriti anche gli stadi e i concerti, ma su questo la trattativa è aperta e soltanto nella cabina di regia si prenderà la decisione.

La terza dose

Gli ultimi studi dimostrano che la «copertura» vaccinale cala con il trascorrere del tempo e gli scienziati ritengono indispensabile accorciare la distanza tra le varie somministrazioni. Sulla base delle ultime evidenze l’opinione prevalente è che si debba ridurre l’intervallo tra seconda e terza dose a 4 mesi, ma non è escluso che si scenda fino a 3 come già accade nel Regno Un ito. Entro qualche giorno l’Aifa dovrà recepire il parere dell’Ema secondo la quale «sebbene la raccomandazione finora fosse di somministrare dosi di richiamo preferibilmente a 6 mesi, i dati attualmente disponibili supportano la somministrazione sicura ed efficace di una dose di richiamo 3 mesi dopo il primo programma di vaccinazione completo».

Il green pass

Inevitabilmente dovrà essere ridotta anche la validità del green pass «rafforzato» — quello rilasciato a vaccinati e guariti — che scende dagli attuali 9 mesi a 6 mesi o addirittura a 5.

Pranzi e cenoni

Nessuna norma o divieto può essere imposto nelle abitazioni private, ma la raccomandazione contenuta nel decreto sarà «stringente» proprio per richiamare i cittadini a un rispetto delle regole di distanziamento e del divieto di assembramento che è comunque valido anche nei luoghi privati. La cabina di regia potrebbe anche decidere di suggerire un numero massimo di persone da ospitare e qui il nodo politico è se limitarsi alla zona gialla o chiedere un sacrificio anche a chi vive in bianca. Stando attenti alla salute dei più piccoli visto che nelle ultime settimane il numero dei positivi tra bimbi e ragazzi ha avuto una forte impennata.

Controlli a scuola

La possibilità di prolungare di due settimane le vacanze natalizie non è sul tavolo del governo. La linea rimane quella di evitare il più possibile la Dad e soprattutto incrementare le vaccinazioni. Oggi il generale Francesco Paolo Figliuo lo dovrà consegnare al premier Draghi un piano di interventi per rafforzare lo screening degli studenti e creare nuovi hub dove poter vaccinare i ragazzi. Rimane da risolvere il problema che riguarda la fascia 12-17 anni perché, come sottolinea l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato, «hanno completato le prime due dosi ormai da oltre 150 giorni, ma Ema e Aifa non hanno dato indicazioni su cosa fare».

1 reply

  1. Incredibile che le discoteche siano ancora aperte. E anche i locali pubblici. Meno quarte dosi e più ristori per bar, ristoranti, cinema, teatri, ecc…

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