Troppa notorietà ha dato alla testa ai medici che cantano il Covid in tv

La pandemia non è un tema da avanspettacolo: ci sono stati quasi 140.000 decessi e l’emergenza è ancora in corso, nonostante le improvvisate ugole d’oro ci avessero garantito l’immunità grazie alle inoculazioni.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Provate a immaginare che cosa pensereste se, domani, vi capitasse di ascoltare Alberto Mantovani, ovvero uno dei più influenti scienziati italiani, specializzato in oncologia e immunologia, mentre canta in tv o alla radio una canzoncina per bambini dell’asilo. Oppure pensate alla vostra reazione se vi toccasse sentire Silvio Garattini, ovvero lo scienziato e farmacologo che ha fondato l’istituto di ricerca Mario Negri, mentre ripete un po’ stonato delle filastrocche da prima elementare. Ecco, e adesso al posto dei due luminari mettete i nomi di alcune virostar come Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco, impegnati non a informare l’opinione pubblica sugli sviluppi dell’epidemia di coronavirus, ma a esibirsi in un improvvisato duetto canoro. Non siamo al Quartetto Cetra, ma al Terzetto Covid, perché alla coppia si è unito anche Andrea Crisanti. Naturalmente, io non ho nulla contro i medici che a casa loro, con i nipotini, si travestono da Babbo Natale e nemmeno mi scandalizzo se, insieme con la famiglia, cantano in coro Astro del ciel, storpiandola per far divertire i più piccoli. Ma se, pur di far spettacolo alla radio, un medico si mette a intonare «Tu scendi dalle stelle o mio vaccino» ripetendo «Ah quanto mi costò non averti inoculato» o «A te che sei nel mondo il vaccinatore», beh diciamo che, oltre a indignarmi, penserei che a chi si esibisce ha dato alla testa la notorietà, scambiando la competenza con l’apparenza.

Vado in televisione da molti anni e, pur avendo ricevuto numerosi inviti a parlare d’altro che non fosse di attualità, di economia o di politica, materie di cui mi occupo quotidianamente da oltre quarant’anni, o a dar spettacolo per il gusto di fare spettacolo, mai mi è venuta voglia di raccontare cose che esulassero dal mio mestiere. Il simpatico Gigi Marzullo, che per anni sulla Rai ha condotto un fortunato programma dal titolo Mezzanotte e dintorni, dove agli ospiti chiedeva di mostrare il loro lato meno professionale, con vecchie fotografie di quando erano bambini, ha a lungo insistito affinché mi accomodassi nel suo salottino. Ma nonostante la gentilezza dei suoi inviti, ho sempre declinato. Non già perché fosse sconveniente parlare a notte fonda della canzone preferita nella mia infanzia o del film che ho gradito di più quand’ero adolescente. Semplicemente perché ho sempre pensato che se devo parlare durante una trasmissione radiofonica o in un talk show, l’argomento deve avere attinenza con ciò che faccio.

Non sono un cantante, non sono un personaggio dello spettacolo che fa due giri di valzer per far contento il pubblico, sono un giornalista. Le mie opinioni possono piacere oppure no, ma ho l’obbligo di essere serio, di parlare di cose di cui ci si aspetta che io parli. Certo anche io potrei cantare «Astro del virus, siero divin, mite vaccino redentor» e credo che sarei più intonato del Terzetto Covid che mi è toccato ascoltare, ma non mi piace scherzare su certe cose. La pandemia non è argomento da infotainment, nemmeno è questione che si possa liquidare con due strofe e una base musicale. Il Covid è una tragedia che solo in Italia ha fatto quasi 140.000 morti e che, nonostante le rassicurazioni dei canterini in camice bianco, al momento non è ancora risolta. Ma loro, dopo aver detto che «il coronavirus era più simile all’influenza che alla peste bubbonica» (Bassetti), che il Covid «è una malattia che nel 99,5 per cento dei casi non uccide come altre malattie infettive» (sempre Bassetti), che «chi è vaccinato si contagia e contagia debolmente», smentito due giorni dopo dal direttore generale dell’Istituto finlandese per la salute e il benessere oltre che da uno studio di Lancet (Pregliasco), ci cantano sopra. Non mi stupirei se, come le gemelle Kessler, presto si mettessero a ballare il Da-da-umpa, celebrando il cocktail di vaccino invece di quello al gin, nella speranza che il coronavirus «voli via con il super booster», come auspicavano le ballerine tedesche con il jet.

Capisco che la trasmissione in cui si sono esibiti storpiando Jingle Bells e annunciando che «vaccinandoti anche tu, il Covid non ci sarà più» (dei veri parolieri), si chiami Un giorno da pecora, ma non è una buona ragione per trattarci come un gregge. Anche perché, dopo averci promesso l’immunità se ci fossimo vaccinati tutti o almeno l’80 o 90 per cento, adesso ci promettono nuove chiusure e altri mesi di didattica a distanza. Va bene che il proverbio recita: «Canta che ti passa», ma le canzoncine in cui si invitano le persone a «mangiare il panettone e fare l’iniezione» fanno pensare che qualcuno abbia abbondato con i cin cin.

36 replies

  1. Premesso che il trio ha fatto un’immane cazzata, quasi come dare un mitra carico e senza sicuro a tutti i bambini in un asilo, era più che ovvio che il sig. Belprietro avrebbe colto la ghiotta occasione.

    Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah
    «Vado in televisione da molti anni e, pur avendo ricevuto numerosi inviti a parlare d’altro che non fosse di attualità, di economia o di politica, materie di cui mi occupo quotidianamente da oltre quarant’anni, o a dar spettacolo per il gusto di fare spettacolo, mai mi è venuta voglia di raccontare cose che esulassero dal mio mestiere.»

    Qualcuno mi spieghi come fare a smettere di ridere: ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah …

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  2. Rivelazione dello stesso Pregliasco : ma si, è un giorno da pecora, lo abbiamo fatto proprio per irritare i no vax, magari sentendoci stonare così si vaccinano…… sonora risata tipica sua. Provocazione riuscita imbecilli

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    • Ma cosa vuoi dire SM? Nei link che ho postato ci sono due interviste a Braccio di ferro che dice di avere fatto il jingle insieme agli altri due fenomeni: non capisco…

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      • AH!

        Incredibile, confermo che non è un D.F. Hanno cantato sul serio quella canzone.

        Così male che sembrava uno di quei montaggi che manda Striscia con i personaggi più improbabili.

        Però l’hanno fatto.

        Non mi resta che rispondere con una canzone apposita.

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      • Pensa fascistoide, l’evento era talmente ridicolo e inverosimile che anche chi aveva tutta la convenienza a sputtanare il trio Lescano per l’immonda canzoncina, non lo credeva possibile, e invece…

        Pensa come siete messi voi e i vostri scienziati SERI, come li ha definiti l’altra fascistoide scoreggiona a sua insaputa… ahah… Ti sei fatta la quarta dose, rintronata? ahahah…

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    • Capisce sempre tutto al volo, lo Stupido Mentecatto.
      Ma giusto il Somaro Criminale Negazionista può stupirsene.
      E dire che loro non hanno certo bisogno di cantare, per essere ridicoli, basta il loro duo bufal/stalker/hater, sempre più miserevole.

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      • Mi sfugge quando avrei evocato la presenza della nazi-darwinista sociale nuragica, in arte Lady Zeppelin.

        O sei tu che stalkerizzi me per rompere le scatole attaccandoti a quel poco che puoi, da quella pianta infesante dei pensieri altrui che sei?

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  3. Belpietro mi sta sul c…. però come negare che ciò che ha scritto è assolutamente sensato. Il trio virologico ubriaco di notorietà e vanesio al punto di voler apparire pure mentre canta una canzoncina ridicola ha fatto un autogol pazzesco.

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  4. Ah ah ah!
    Il BONOBO ANALFABETA E MENTECATTO aveva visto il video a striscia la notizia, era il deep fake.
    NO vabbè, l circo continua. Dopo i 5 libri, dopo la poesia con 1000 vocaboli che conosce.
    Ah ah ah!
    Ma suicidai ignorante, tu e gli ammennicoli che piacciono tanto alla tua mammina BONOBA.
    Lurido schifoso!

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    • Fonda la tua gloria sull’ingiuria
      Lavati i denti col seltz come Furia
      Smile
      Siamo in aria, canta vittoria
      Ma io ti sputerò come un seme d’anguria
      C’è penuria di muri adibiti alla memoria
      Pura vanagloria
      Fa male come un dente che si caria
      Il mio debole per le vittime della storia
      Le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte
      Per fargli la corte dopo la morte
      Mi faccio forte di un simile supplizio
      Ed è per questo che schifo ogni giudizio
      Ho la riflessione come vizio
      Il mio fine è fare di ogni fine un buon inizio
      Mi sazio di un dizionario vario
      Più dei santi del calendario

      Mi piace che mi grandini sul viso
      La fitta sassaiola dell’ingiuria
      L’agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura
      Mi piace che mi grandini sul viso
      La fitta sassaiola dell’ingiuria
      L’agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura

      Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi
      Su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi
      Che cosa c’è da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi
      A sette, mafiette, etichette
      Se tutti fanno lui smette
      Chi manomette le tette della scultura
      Ne ignora l’amore e la cura
      Ciocca dopo ciocca mi son fatto ‘sta capigliatura
      Come un tiranno tra le mura non ho paura
      C.A.P.A., no fregatura
      Monnezza pura, senti che attrezzatura
      È la mistura che infuria
      Nella fitta sassaiola dell’ingiuria

      Mi piace che mi grandini sul viso
      La fitta sassaiola dell’ingiuria
      L’agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura
      Mi piace che mi grandini sul viso
      La fitta sassaiola dell’ingiuria
      L’agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura

      Io non sono cambiato
      Il cuore ed i pensieri son gli stessi
      Sul tappeto magnifico dei versi
      Voglio dirvi qualcosa che vi tocchi

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    • Ti dirò (cit.), la prima volta che ho visto il laido obbrobrio musicale credevo anch’io fosse un DF, tanto erano sgraziati e sfasati. Un video montaggio dilettantesco fatto da un novax col microcip a 5G (cit.) burlone, e invece…

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  5. Ah ah ah!
    No ve prego, leggete la poesia.
    La scapigliatura: siccome non ha trovato la rima l’ha ripetuta. Ah ah ah!
    Peccato poteva ripetere l’anguria.
    Hai fatto proprio bene a non leggere mai un libro in via tua: scrivi così bene.
    Mi hai quasi illuminato d’immenso (semicit.).

    BONOBO ANALFABETA MENTECATTO

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    • Lo riferirò a Caparezza:

      ‘Miché, lo sai che c’é una mandrilla rossa de Roma,che dice che con quei tuoi testi è evidente che tu non hai mai letto un libro’?

      E lui dirà: ‘Avrà Ragione Lei!’

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      • ”C’è chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera
        Da sera a mattina si ostina
        Ficca aghi nella mia bambolina
        Mina la via che l’anima mia cammina
        Mi pedina
        Il fatto è che se sfuggo alla logica tragica è la fine che mi si propina
        L’acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina
        Ogni insulto è manichino per la mia vetrina (ah, ah)
        Sappi che la mia dottrina se ne fotte di chi sta dopo e chi prima
        Chi mi stima mi istiga a stilare ‘sti suoni, ‘sti versi e ‘sti ca’
        Godo se penso all’amaro che mastica
        Chi pronostica la fine della mia vitalità”

        Buon Natale Paoletta! ❤

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  6. ”’Il mio debole per le vittime della storia
    Le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte
    Per fargli la corte dopo la morte
    Mi faccio forte di un simile supplizio
    Ed è per questo che schifo ogni giudizio

    Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi
    Su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi
    Che cosa c’è da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi
    A sette, mafiette, etichette
    Se tutti fanno lui smette”’

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  7. A me quello stare al gioco dei burloni di radio2, da parte dei tre virologi, è piaciuto.

    Messaggio di grande umiltà che denota volontà, da parte di questi medici sempre a contatto diretto col dolore dei malati, di togliersi quell’aura di alterigia che si vuole appartenga ai medici e agli studiosi.
    Poi, nello stesso tempo, un messaggio che infonde serenità a milioni di cittadini
    che devono confrontarsi con la ferocia di un virus subdolo: si può combattere anche con un sorriso.

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    • Quindi se mi chiedono il GP gli faccio vedere i tre Tenori e gli dico che è un modo efficace per lottare contro il virus.

      A pensarci prima.

      Una risata ci seppellirà. 😀 😀 😀

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    • “togliersi quell’aura di alterigia che si vuole appartenga ai medici e agli studiosi”: sì, beh, quelli che vanno sul red carpet in frac e in televisione tutte le sere, sicuro!

      Poi, togliersi l’aura di alterigia per mettersene una da pajasso, non è un granché strategico.

      Comunque sia:

      G(ran)s(tronzo)i(taGliano) e hai detto tutto!

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    • Gsi,
      Soprattutto, nonostante il risultato estetico effettivamente penoso(😆), molti qui non hanno capito che la canzoncina era destinata ai BAMBINI, quindi è come se li si criticasse per il naso da clown.
      Capisco che il livello di critica, non solo sulla prestazione canora, ma addirittura relativamente al prestigio professionale, sia a sua volta infantile, ma in modo negativo, in questo caso.
      I bambini sono molto più intelligenti e colgono il punto meglio di elementi, qui, che trovano più “onorevoli” gli sproloqui dei loro virosofi, bufalosofi e narcisisti di riferimento.
      Che dire, ognuno ha il senso del ridicolo che si merita.

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  8. Purtroppo siamo arrivati al punto che la”canzoncina”sarebbe il meno…
    Meglio quando cantano che quando aprono bocca.

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