Le scorie radioattive del ministro Cingolani

Abbiamo subito invidiato il ministro Roberto Cingolani perché la definizione di transizione ecologica, di cui egli si occupa, trasmette una pacata sensazione di quiete attiva (o, se si preferisce, di dinamica staticità).

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Abbiamo subito invidiato il ministro Roberto Cingolani perché la definizione di transizione ecologica, di cui egli si occupa, trasmette una pacata sensazione di quiete attiva (o, se si preferisce, di dinamica staticità). Lo immaginiamo infatti assolutamente impegnato nel passaggio da un modello economico di sfruttamento delle risorse ambientali al modello che le valorizza (tratto da Wikipedia). Però, senza scapicollarsi e prendendosi tutto il tempo che serve al macchinoso trapasso. Mentre, per dire, il ministro della Salute, Speranza, andrà a letto vestito per fronteggiare, senza frapporre indugio, varianti e no-vax, e il collega della Difesa, Guerini, vigilerà nervosamente i patri confini in tutta mimetica e binocolo a tracolla, siamo convinti che nella sua laboriosa transizione con la pipa in bocca il ministro Cingolani debba essere lasciato tranquillo, perché prima o poi si farà vivo lui. Purtroppo, lunedì sera, questo pacioso mare della tranquillità si è improvvisamente increspato quando nel suo Dataroom sul tg di Enrico Mentana, Milena Gabanelli (non esattamente lo spot della camomilla) ha illustrato la gestione altamente pericolosa, per non dire criminale, delle scorie radioattive. Il cui smaltimento è di competenza della Sogin, società di Stato che in vent’anni ha speso 4 miliardi (versati dal contribuente in bolletta), 2,2 dei quali serviti a pagare gli stipendi del personale e i generosi bonus dei dirigenti. E tutto per concludere appena il 30% dei lavori. Una vicenda molto italiana con in sovrappiù la bomba chiamata Saluggia. Si tratta, ha spiegato Gabanelli, del sito in provincia di Vercelli che contiene 270mila litri di rifiuti radioattivi liquidi e acidi, stoccati in serbatoi di acciaio, costruiti negli anni 60. Stato di conservazione ignoto, perché inaccessibili a causa dell’alta radioattività. Rifiuti che andavano solidificati entro 5 anni: ne sono trascorsi 40 e sono ancora lì. Mentre ai telespettatori andava il boccone di traverso, abbiamo immaginato il ministro Cingolani subito impegnato a rassicurare i cittadini sulla minaccia nucleare stagnante nel sottosuolo. Infatti, egli ha dichiarato che “l’unica soluzione per Sogin è un commissariamento sul modello Ponte Morandi”. Be’, allora siamo a cavallo. Con calma e senza fretta, è la transizione bellezza.

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9 replies

  1. Sono sinceramente curiosa di vedere, quando a febbraio Draghi ascenderà al Quirinale, quale supercaxxola si inventerà il buon Beppe G. per convincere gli iscritti a sostenere un nuovo governo dopo gli sfavillanti successi del super-mega- ministero della transizione ecologica del grillino certificato DOP Cingolani.
    Per sua fortuna è un “visionario creativo”.

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  2. gas $ 2300 per 1000 m3
    sai che divertimento pagare le prossime bollette.
    fortuna vuole che mi riscaldi al sole

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    • PAZZESCO.

      Sono circa 2.000 più di un anno fa.

      Peggio del petrolio a 147 dollari al barile del 2008.

      E Dragula che ruba 200 mln ai disabili per calmierare le bollette.

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      • Possiamo ringraziare bidet la von der leyern e tutti i mettinculo di Bruxelles.
        A pagarne le spese sarà il popolo itaGGliano, ma ben gli sta,
        Chi pecora si fa lupo la mangi.

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      • Di questo passo oltre la metà delle industrie italiane chiuderanno e una massa enorme di famiglie dovrà passare l’inverno al freddo.

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