Non solo peones, in Parlamento c’è anche il girone dei votofobi

I timori delle urne anticipate di matricole e «vecchie glorie» senza chance di ricandidatura

(Tommaso Labate – corriere.it) – «Guardo negli occhi quelli che mi osservano pensando “Oh, questo sta brigando per salvare la pelle per l’ennesima volta”, giuro che mi viene da ridere. In tutti gli autobus che circolano sono pieni anche i posti in piedi, dal Partito democratico al Movimento Cinque Stelle, dalla Lega a Forza Italia. Forse si salva solo il partito della Meloni… Mo’ qualcuno può pensare che al sottoscritto, al più sfigato dei cacicchi che c’è in Parlamento, qualcuno offra un posto sicuro in lista? Eh no, belli miei, io non salvo la pelle mia ma posso salvare quella degli altri…».

Non c’è guida migliore di Gianfranco Rotondi, veterano neo-democristiano ed ex ministro nei governi Berlusconi, nella discesa agli inferi del Parlamento, nell’infiammato girone popolato da coloro che temono per la fine anticipata della legislatura perché pressoché certi di non tornarci mai più, a Palazzo. Come se sulle porte di Montecitorio e Palazzo Madama, a un mese dalla tormentata elezione del capo dello Stato, fosse appeso un ideale cartello che fa il verso ai versi di Dante, riscrivendoli così: «Lasciate ogni speranza o voi che uscite!».

Dice Rotondi: «La paura che l’elezione o la mancata elezione di Draghi al Colle possano portarsi via la legislatura è ovviamente diffusa, anche se nella peggiore delle ipotesi la legislatura finirebbe, tra una cosa e l’altra, sei mesi prima del previsto». Per tanti animali politici che temono l’estinzione, aggiunge, «io sto costruendo un’arca per portarli in salvo. La mia bella lista Verde è popolare: se mi dice c..o che becco il vento giusto e un buon candidato premier, faccio il 3 per cento e tie’, porto a casa 6 senatori e 12 deputati. Faccio come Noè».

La sabbia nella clessidra della legislatura scivola giù troppo velocemente perché qualcuno possa permettersi il lusso di mangiarsi in un sol colpo anche quella che rimane. Tra grillini ed ex grillini, tenendo conto del taglio del numero dei parlamentari e del crollo nei sondaggi, l’ansia è burro che anche il più spuntato dei coltelli fende senza problemi. Pino Cabras, mente del gruppo Alternativa, che ospita molti ex Movimento Cinque Stelle, ammette che «sì, sentiamo nelle riflessioni dei nostri ex colleghi la paura che il voto per il Quirinale possa terremotare la legislatura in anticipo. Nel nostro piccolo gruppo, però, ci siamo detti che questa paura non deve influenzare le nostre decisioni. Vuole sapere che cosa pensiamo? Ecco, pensiamo che i quindici nomi che circolano per il Quirinale non ci piacciono per nulla. E ci regoleremo di conseguenza, anche se tutto questo finisse per portare al voto anticipato…».

Col declino delle riunioni politiche in presenza, le chat su WhatsApp sono diventate lo sfogatoio degli eletti di ogni ordine e grado che vanno incontro a un destino già scritto: la quasi certezza della non rielezione riguarda una percentuale vicina al 70 per cento dei parlamentari del Movimento Cinque Stelle, una robusta delegazione di esponenti del Partito democratico che ha superato le tre legislature senza dimenticare i centristi di ogni ordine e grado, salvati per miracolo dall’apocalisse del voto del 2018. E poi qualche elemento di rango della Forza Italia che fu, che nel frattempo ha trovato riparo sotto le insegne di Coraggio Italia. Come Osvaldo Napoli, che lancia l’allarme sulla compattezza del centrodestra al voto per il presidente della Repubblica («La coalizione ha troppi piani e troppi registi»). E Michaela Biancofiore, che dice: «Tanti leader, ormai, fanno leva sulla paura dei parlamentari di non essere rieletti per imporre le loro scelte senza neanche convocare una riunione. Non si parla più e non si discute più. Però si sappia che alla fine, vecchie glorie o peones che siano, nel segreto dell’urna del Quirinale ciascuno voterà con la propria testa». La paura di non essere rieletti? Il terrore che la legislatura finisca prima? «Dopo quattro legislature, mi sento più libera dell’aria. Vogliono ricandidarmi facendomi fare ancora il mio mestiere preferito, che so fare? Bene. Altrimenti, glielo dico, io non ho proprio paura. Sto aprendo un’azienda…».

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

23 replies

    • Dorse non qualcuno “come loro”, ma qualcuno che fata’ come loro. E per che’ non dovrebbe, dopotutto anche “loro”…

      "Mi piace"

  1. ma vi rendete conto che le sorti del Paese sono in mano a una ghenga di opportunisti a cui interessa solo il proprio tornaconto personale? e i giornali lo scrivono così, fischiettando, invece di indignarsi e strillare scrivono con molta nonchalance che l’elezione del Capo dello Stato, mica del capoclasse della III C, del Presidente della Repubblica dipende dalle paturnie di questi miserabili a cui non interessa il bene collettivo, neanche un po’: interessa tornare in Parlamento e continuare a percepire soldi sonanti.
    miserabili è dir poco: pulcioni, puzzoni, balordi della peggior risma.
    gli avversari meritano rispetto.
    i nemici meritano odio.
    ma questi arrivisti meritano solo disprezzo.

    Piace a 4 people

      • nulla, paolapci, non ci possiamo fare nulla.
        non credo alle rivoluzioni del popolo, dei puri, degli onesti. finiscono sempre a tarallucci e vino.
        guarda com’è finita quella che doveva essere una rivoluzione dopo le elezioni del 2018: metà si sono accasati tra i politicanti della peggior specie, metà sono diventati mercenari al soldo di chi paga di più in poltrone e candidature.
        quindi ci teniamo questa classe dirigente di puzzoni che abbiamo mandato lì noi, concedendoci il lusso di incazzarci almeno qui, visto che sui giornaloni nessuno lo fa e anzi si prende come dato di fatto che il Paese sia nelle mani di questa feccia.

        "Mi piace"

      • @PaolaPci

        Cambiare legge elettorale, per esempio, ripristinando il maggioritario.
        Una legge sul conflitto di interessi e sul lobbyng.
        Una legge che istituisce gli editori puri, e solo quelli.
        Una legge che imponga delle donazioni massime a partiti e fondazioni, totalmente trasparenti.
        Ce ne sarebbero di cose da fare.
        La prima potrebbe essere smetterla di tifare per un partito.
        Perché a far schifo è il sistema partitocratico, nel suo insieme.
        Questa è la PARTITOCRAZIA.
        Ha un nome questo declino.

        "Mi piace"

      • Morto il M5S l’unica cosa che possiamo fare è contribuire al dibattito pubblico e informare nel nostro piccolo qualcuno. Il resto va da sè, anche se i ci vuole pazienza, e che i tempi stiano cambiando lo dimostra anche la nascita del movimento, anche se poi ammazzato non dico nella culla, ma all’asilo..
        Se l’1% della cittadinanza lo facesse sarebbe già una mezza rivoluzione, e piano piano cmq la % cresce grazie alla rete.
        Le uniche altre alternative sono violente, e possibilmente evitabili: preferisco avere un governo di ladri corrotti che un governo repressivo che viene a cercarmi per ammazzarmi, specialmente se il resto della popolazione è in coma vigile.

        Piace a 1 persona

    • Ho capito, al prossimo giro sempre sti qua ci ritroviamo, e se qualcuno di nuovo entrerà, al primo accredito di stipendio diventerà dei loro. Almeno li abbiamo ridotti.
      Tu hai votato sì al referendum, vero cazzuolatore?

      Piace a 1 persona

  2. Una minoranza organizzata (classe politica elitaria) avrà sempre il sopravvento e il dominio sulla massa (divisa, atomizzata).
    Al minuto 08.50 la spiegazione

    "Mi piace"

    • Quasi tutti i media sostengono l’apparato elitario che sta artigliando il paese in ogni ganglio, compresa quella sporca congrega sedicente “progressista”. In realtà si tratta di un grumo ultra reazionario ammanicato col potere e la finanza.

      "Mi piace"

      • Ma sono tutti una banda di ladri ! Chi ha li ha mai eletti ! Si eleggono tra loro !! Qualcuno ha mai eletto un Casini ( tranne parenti e amici di bisbocce ?) Chi diavolo ha mai eletto qualcuno ? Svegliamoci !! Loro si arricchiscono e noi diventiamo sempre piu marginali !

        "Mi piace"

  3. Ovviamente c’è del vero nel fatto che non si voglia “andare a casa”, ma gli Editori (sono loro che “chiudono i giornali” ogni sera pagano i giornalisti e hanno in mano i media) chiaramente mirano a delegittimare il Parlamento – non fanno altro che screditarlo in ogn i modo – per supportare l’ imposizione dei Migliori. Sono loro che temono le elezioni.
    Ora, dobbiamo decidere. Vogliamo ancora elezioni o se non vincono “i nostri” lasciamo perdere? Da tempo ormai è così, e non solo in Italia.
    Pare che , se ci fossero elezioni, vincerebbe la “destra” ( lo scrivo tra virgolette esattamente come “sinistra” perchè ormai…), cioè la maggioranza dei cittadini – pare – non approva il governo della “sinistra” nè la globalizzazione spietata con tutto quello che ne consegue in termini ideologici e pratici. Lasciamo perdere le contraddizioni e guardiamo i fatti: in uno stato che si definisce “democratico”, si andrebbe a votare anche forti del fatto che la stragrande maggioranza della propaganda è in mano alla “sinistra” , cioè ai global, non solo in Italia ma nell’ Occidente intero. Quindi niente paura ed esercitiamo il diritto-dovere di voto: la maggioranza dei cittadini deciderà.

    Invece no: dobbiamo vincere “noi”, i “buoni”. E via con le leggi elettorali su misura ( che spesso fregano), i “Bella Ciao ” in piazza ( partigiani veri che si rivoltano nella tomba), Sardine, “arrivano i fascisti”, ecc… ecc… Insomma, i buoni, gli accoglienti, i colti, gli intelligenti, versus i buzzurri malefici ed egoisti. Non mi pare un granchè come “democrazia”.
    Anzichè chiedersi come mai tanti cittadini siano scontenti -. a volte fortemente scontenti – dei governi “progressisti”, li si bolla – e li si dipinge – come ignoranti fancazzisti e … antidemocratici. Chi impedisce le elezioni dà dell’ antidemocratico a chi le chiede ( o finge di chiederle). E noi, immersi nella “bontà” e nella “rettitudine” fino al collo, con persino un Papa a fare da sponda, ci crediamo: siamo democratici solo se globalisti. Insomma, vale solo se vinciamo noi. Democrazia?

    Ora, immagino già l’ etichetta: “ti piace Salvini” oppure “fascista”, ma ormai ci ho fatto il callo: esattamente come quella di “comunista” servono a chiudere il cervello nei riguardi di discorsi che possono in qualche modo instillare una qualche riflessione: una etichetta, si chiude il pacco e non ci si pensa più. Il mio discorso e’ esclusivamente di metodo, varrebbe esattamente come se al governo ci fossero gli “altri” e facessero di tutto per non far votare i “comunisti”.

    Tutto questo, ovviamente, riguarda noi poveri mortali: “lassù” si mangia tutti nello stesso piatto: lo testimonia il governo dei Migliori le cui (macroscopiche) criticità sono ormai sotto gli occhi di tutti nonostante i peana e che obbligano persino gli Editori a clamorosi dietrofront ad es. nello storytelling della pandemia ( ma siccome sono “i buoni”, nessuna vergogna…).

    Ovvio, di “migliori” non ce ne sono: dipende sempre da quale lato li si guarda e quali interessi supportano. Generalmente non quelli dei comuni cittadini. Mai. Non sarebbero lì, altrimenti.

    "Mi piace"

  4. Nella sua Arca Rotondi imbarca solo caimani.
    Strano Noè.
    Strana Arca.

    Il sospetto è che riusciranno a sopravvivere anche al diluvio.

    "Mi piace"

  5. Come giustamente come dice Carolina, questi articoli servono solo a glorificare governi tecnocratici. Governi imposti dai grandi capitali che assecondino i loro voleri. Hanno trovato nell’emergenza sanitaria il modo di rovesciare il tavolo e imporre la loro ricetta. Hanno gettando le briciole che i partiti hanno mostrato per giustificare la loro presenza in questo governo orgiastrico, in cui le differenze vengono annullate in nome di un interesse comune.

    "Mi piace"

  6. Io un’idea ce l’avrei:

    sposare la Michela Biancofiore. La mia forzista preferita da sempre. ❤

    E' uguale a Anna Maria Rizzoli, in più è odiosa e figa in maniera estremamente arrapante, come solo le donne di destra sanno essere.

    "Mi piace"

  7. Carolina, scusa, scrivi che se si andasse al voto vincerebbe la destra. Forse se rifletti è meglio:la destra ha già vinto, anzi con Draghi ha vinto la destra peggiore, non quella dei partitucoli italiani ma quella della grande e feroce oligarchia finanziaria che con poche centinaia di nomi domina l’Occidente.

    "Mi piace"

  8. È vero, ormai è così, e da tempo. Allora diciamo: “quelli che ci sono da tempo fanno cose di destra ma verniciate di bontà, quindi vanno bene anche a tutti gli altri”.
    Altri? Mah.

    "Mi piace"