La sentenza e i tifosi

(“La sentenza e i tifosi” di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Accusati di essere troppo cattivi con Mimmo Lucano, dalle motivazioni della sua condanna a 13 anni e 2 mesi scopriamo di essere stati troppo buoni. Avevamo definito l’ex sindaco di Riace un gran pasticcione. Invece i giudici del Tribunale di Locri lo considerano un gran furbacchione, dotato di “furbizia travestita da falsa innocenza”. La sentenza

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  1. La sentenza e i tifosi

    (Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Accusati di essere troppo cattivi con Mimmo Lucano, dalle motivazioni della sua condanna a 13 anni e 2 mesi scopriamo di essere stati troppo buoni. Avevamo definito l’ex sindaco di Riace un gran pasticcione. Invece i giudici del Tribunale di Locri lo considerano un gran furbacchione, dotato di “furbizia travestita da falsa innocenza”. La sentenza ne ha per tutti: per chi, a destra, aveva scambiato la condanna di Lucano per quella del suo sistema di integrazione, che invece i giudici elogiano (“encomiabile progetto inclusivo dei migranti… invidiato e preso a esempio da tutto il mondo”); e per chi, a sinistra, non si limitava a criticare la pena eccessiva senza attenuanti, ma sproloquiava di complotti politici e persecuzioni giudiziarie senza aver letto una riga delle carte. Che invece ai giudici che le han lette e valutate fanno dire tutt’altro: il sindaco, “resosi conto che gli importi elargiti dallo Stato erano più che sufficienti” per i progetti di accoglienza dei migranti, “piuttosto che restituire ciò che veniva versato” in sovrappiù, “aveva pensato di reinvestire in forma privata gran parte di quelle risorse, con progetti di rivalutazione del territorio, che, oltre a costituire un trampolino di lancio per la sua visibilità politica, si sono tradotti nella realizzazione di plurimi investimenti”. Sono, appunto, i reati per cui è stato processato e condannato in primo grado: peculato, truffa, falso, fatture fittizie, abuso e associazione a delinquere.
    I fondi pubblici eccedenti (dello Stato e dell’Ue), dietro lo schermo di fatture fasulle e falsi giustificativi, venivano trasformati in “illeciti profitti” e investiti per finalità “private”: un viaggio in Argentina con la compagna e soprattutto “l’acquisto di un frantoio e di numerosi beni immobili da destinare ad alberghi per turisti”. Con due obiettivi: “Strumentalizzare il sistema dell’accoglienza a beneficio della sua immagine politica” e del “sostegno elettorale” e assicurarsi “una forma sicura di suo arricchimento personale, su cui egli sapeva di poter contare a fine carriera, per garantirsi una tranquillità economica che riteneva gli spettasse, sentendosi ormai stanco per quanto già realizzato… come dallo stesso rivelato nelle (intercettazioni) ambientali esaminate”. Segue la lista degli infiniti magheggi per camuffare le spese con fondi pubblici: un quadro desolante di mala amministrazione che nulla ha a che fare con l’accoglienza, anzi la sfrutta e la infanga. Ora le opposte tifoserie resteranno coi loro pregiudizi. Speriamo almeno di non sentir più ripetere che è tutto un complotto, che stata punita la solidarietà, che è giusto truccare appalti e agguantare milioni pubblici con false fatture “a fin di bene”. Altrimenti tagliamo la testa al toro e mandiamo B. al Quirinale.

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    • Attenersi ai fatti scrupolosamente.Questo è quello che doveva fare ed è quello he ha fatto la magistratura. Chi si lamenta del giudizio malevolo è meglio che non si occupi di giustizia ma vada piuttosto in qualche tribuna di stadio a sfogare la sua partigianeria. Lo schema descritto nella sentenza lo vediamo in atto nei comuni in cui viviamo tutti i giorni. Lo deprechiamo,ci fa infuriare,lo malecidiamo , ma poi ci facciamo imbeccare dai media buonisti credendo alle loro favole.

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    • Oh Grazie Raf!!!
      Ma che meravigliosa notizia ci dai: MT è ritornato ad essere il grandioso giornalista che era.
      Per alcuni era ormai irritata vedova di Conte, a prescindere contro il Marione e i Migliori, per altri (più raffinati) era ormai il caporione del novax a 5G, ma oggi ci siamo proprio. Oggi non è nemmeno più del gruppo Gedi!
      Very very compliments!

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  2. Travaglio mi stai scadendo nella considerazione che ho verso di te.

    Ricordi chi si è accanito nelle indagini contro Lucano?
    Il prefetto Michele di Bari, capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale che si è dimesso appena appreso dell’inchiesta per caporalato della moglie.
    Lui fu messo là dal capitone sciacallo e si adoperò per perseguitare Mimmo Lucano, definito dal Baciasalami uno ZERO.
    Vorrei capire quanto di vero ci sia stato in tutte le relazioni sottoposte all’attenzione dei magistrati inquirenti.

    In una regione da sempre in mano alla ndrangheta vi è stato un accanimento mai visto verso un qualsiasi malavitoso.

    Vedremo in appello come si evolverà la situazione, ma ricordo che lo stesso clamore mediatico non l’ho notato quando gli infermieri di numerosi ospedali pubblici calabri si misero in malattia all’arrivo della prima ondata di covid.
    Ne tantomeno tutti i politici che si sono occupati di sanità se non per “Fottersi” centinaia di milioni di euro, in combutta con i clan che li avevano fatti eleggere.
    Forse perchè in quel caso è meglio farsi i fatti propri e salvare la pelle.
    Con Lucano invece è facilissimo buttargli la croce addosso. Lui difende i “nekri” che una popolazione, mediamente ignorante e sotto schiaffo perenne dei prepotenti ndranghetisti, vede come valvola di sfogo per le proprie frustrazioni.

    P.S.
    Anche sulla gestione della pandemia comincio ad essere insofferente verso la tua narrazione.
    Ho capito che non ti sia andata giù la caduta di Conte ad opera del Bomba per insediare Draghi, trovandomi d’accordi sulla pretestuosità di alcune richieste, in cima a tutte quelle di ricorrere al MES, oggi totalmente accantonate, però anche basta.

    Ogni giorno dovresti sparare in prima pagina un titolo su un aspetto da migliorare, essere propositivo per farti seguire, visto che hai tanti lettori, invece di un’inacidita contropropaganda alla stregua di quel buffone in malafede di Belpietro e sua ciurma invasata.

    Ho già postato in un altro post queste cifre.
    Ragiona su quelle.
    Il problema politico è Renzi, ma non puoi dimenticare la pandemia in corso.

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      • Neanche i migliori compreso Conte si accorgono che i soldi a fondo perduto finiscono in gran parte nelle tasche dei più furbi e mafie .Figuriamoci ora con I fondi europei che sperpero ci sarà senza controlli

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    • “Travaglio mi stai scadendo nella considerazione che ho verso di te.”

      ahahah…

      Qualcuno ha visto Travaglio vagare spaesato su una buia stradina di campagna in preda al dolore; altri giurano di averlo visto pericolosamente, sguardo nel VUOTO (cit.), sulla balaustra di un ponte …

      “Titì, nun ce lascià!” (cit. dotta)

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    • Mah….strano paese il nostro, dove le belle idee approdano regolarmente alla fine nelle polemiche politiche o addirittura nei tribunali. Gravi le motivazioni. Per contro, Mi trova d’accordo su certe posizioni reiterate di MT un po’ da zitella acida, specie sul tema COVID. La gestione della pandemia di Draghi non mi sembra poi così disastrosa, e denigrarla ossessivamente non è un rimedio alle lodi sperticate dei pennivendoli lacchè. Ma MT ha l’enorme merito, con pochissimi altri, di sottrarsi al conformismo anti 5* . Se aveva per loro certa simpatia, non si è morso la lingua nel criticare certe – anche per me – sventurate scelte. Insomma, è una voce libera – e che non accattona contributi all’editoria- in un panorama dove veri giornalisti non ne esistono più . Ed anche per questo le vendite dei giornali sono crollate. Tranne il Fatto, buon segno sulla maturità dei lettori

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      • La gestione covid di Draghi è nella media europea, ma la media è pittuosto bassa. Per quanto se ne dica, da noi ci sono meno no vax che nel nord Europa e il clima ci ha favorito. Ora è arrivato il gelo e i contagi non si contano. Draghi ha puntato tutto sui vacini e ha puntato male. Fa bene Travaglio a farlo notare di continuo perché ha a che fare con la salute di milioni di persone!

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    • Mi sembra che la questione Lucano sia molto semplice : i soldi pubblici per fini personali li ha presi SI oppure NO ?
      Se la risposta è SI, la condanna è secondo la Legge. Tutto il resto è mafia, corruzione, malapolitica che non giustificano il commettere i reati.

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    • Jerome b. Io sono in totale disaccordo sul tuo post. Mi sembra di vedere in lontananza emilio fede o bruno vespa che sulle sentenze Andreotti o contrada o mr. B facevano la trasmissione sulle diete…..
      Cosa c’entra il prefetto di Bari? Lucano è responsabile o è un santo? Vuoi ragionare alla Fi? Uno è innocente fino al terzo grado con sentenza in giudicato? E intanto devi vivere con accanto per anni con un furbo e farlo passare da genio?
      Lucano ha giocato malissimo le sue carte, che il bluff lo abbia scoperto tu, io o salvini o chi ti pare che importanza ha?
      Sul direttore MT: cosa è che deve fare un giornalista libero? Quando, dove ti guardi guardi, è un colossale disastro, lo reputi acido o come dice bugsin, una perpetua super acida? Io penso che non ne stia sbagliando una, anzi che la sua critica si innalzi ancora di più. Draghi sta facendo bene???????!!? Ma se vuol scappare via al quirinale, sui vaccini ragazzi qui è un disastro. E MT dovrebbe chiudere gli occhi ed essere propositivo??????? Dalla romagna si vede un film completamente diverso.
      Rimanendo un tuo grandissimo lettore.
      Saluti

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    • Sig.Jerome scusa hai le fette di prosciutto davanti agli occhi o i tappi nelle orecchie? Anche io sono rimasto un pò stupito a dir la verità, ma cosa pensi, che i Giudici abbiano ordito un complotto contro il sindaco Lucano? Cosa credi che è come la sentenza di primo grado contro De Magistris? Qui ci sono reati piuttosto gravi ed è tutto documentato, mica è stata una decisione presa su un’onda emotiva di non si sa bene cosa? Fai tutto il risentito(giustamente)con i negazionisti del Covid, ora che fai, il negazionista dei reati di Lucano? Sono 13 anni e 6 mesi, mica “quisquilie”

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    • Giova ricordare quali siano alcuni degli episodi contestati a Lucano, peraltro da lui ammessi senza tentativo alcuno di sottrarsi al giudizio, come avrebbe potuto fare, ad esempio accogliendo la richiesta di candidarsi al Parlamento Europeo, chiedendo poi l’immunità. Nello specifico: rilascio di una carta di identità a una cittadina nigeriana non residente, mancata rendicontazione (non regolare, su questo non c’è dubbio) della ristrutturazione di alcuni immobili destinati a progetti di integrazione. A fronte dell’accusa di utilizzo “privatistico”, giova anche ricordare che Lucano è quasi nullatenente, tanto da non potersi permettere di pagare gli avvocati che lo hanno difeso. In una terra devastata dalla ’ndrangheta, e dalle connessioni di questa con il potere politico, dove sono quotidianamente colpiti il diritto all’acqua, al lavoro dignitoso, addirittura alle cure mediche, appare quantomeno singolare l’accanimento degli inquirenti e dei giudicanti su questo tipo di condotte, pur da sanzionare.

      Una decisione che colpisce i valori dell’accoglienza

      Questa sentenza, con la sua grottesca mancanza di misura, contiene dunque un inquietante messaggio: continuate a praticare la via dell’accoglienza e dell’inclusione, dimostrate che non solo è possibile, ma conveniente per tutti, e lo Stato vi colpirà, più duramente che può.

      Quello che si vuole mettere all’indice non è tanto l’accoglienza in sé, praticata di certo non solo a Riace. Ma la dimostrazione che l’accoglienza e l’inclusione portano consenso politico, pace sociale e benessere economico, se sono gestite con il coinvolgimento delle comunità locali. Per questo Lucano è stato rieletto per tre mandati consecutivi, per questo è uno degli amministratori locali italiani (l’unico?) più conosciuti all’estero, insignito di decine di premi e riconoscimenti. Esattamente il contrario di quanto predicato dai teorici del sovranismo e del primato nazionale, da Minniti, a Salvini, a Meloni, e anche di quanto paventato da partiti o persone che di destra non sono, ma che non trovano il coraggio di cercare il consenso di cui necessitano attraverso politiche inclusive. Difficile poi non notare il peculiare tempismo di una sentenza che arriva a tre giorni dalle elezioni, che vedevano Lucano capolista in Calabria.

      Tra il dovere di trasparenza e le mille difficoltà imposte dai Decreti Sicurezza nella tutela dei diritti dei richiedenti asilo

      Poche parole su alcune irregolarità commesse. Va da sé che bisogna attenersi a criteri di trasparenza assoluta quando si gestiscono fondi pubblici, anche quando questo comporti fatica e lavoro aggiuntivo. Ma chi non gestisce progetti di accoglienza non si rende forse conto che alcuni meccanismi burocratici rendono a volte davvero difficoltoso, se non impossibile, avviare percorsi di inserimento sociale o lavorativo con i beneficiari. Oppure non sa che noi enti gestori ci siamo trovati a volte di fronte a situazioni drammatiche, come quando il Decreto Sicurezza ci impose di allontanare dalle strutture, in pieno inverno e senza preavviso alcuno, i titolari di permesso umanitario scaduto. Che reato ha commesso chi si è rifiutato di farlo? Per cosa è sanzionabile?

      Dalla parte dell’esperienza di Riace…

      In attesa delle motivazioni, non sentiamo però bisogno di aspettare altro per sentirci destinatari del messaggio che questa sentenza porta con sé, e per affermare con forza che noi di Oxfam siamo dalla parte dell’esperienza di Riace e di quanto in questi anni ha rappresentato, e che, in attesa di una sentenza della Cassazione che restituisca a tutti noi più fiducia nella magistratura, continueremo a credere nel potere trasformativo dell’accoglienza e dell’inclusione e a portarla avanti come pratica di cambiamento sociale.

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      • Concordo con tutto quello che hai detto, zio Geronimo, ma la sentenza deve essere contestata legalmente poiche’ viene emessa dalla stessa entita’ che deve certificare le decisioni della Giunta per le autorizzazzioni a procedere (se non faccio casino coi termini). Sono conscio che Lucano vale cento, mille Renzi e Cesaro, e quindi le indagini su Lucano sono partite dalla voglia di salvare il sistema che crea i primi e distruggere quello che giova dalle attivita’ alla Riace. Ma le parole citate nella sentenza sono enormi, inaccettabili, e devono essere ribaltate dall’appello. Non si puo’ lasciare Lucano sullo stesso piano di Cesaro.

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    • Da Il Fatto calabrese

      Ha un passato decisamente “calabrese” il prefetto Michele Di Bari, ormai l’ex capo del dipartimento Immigrazione del ministero degli Interni costretto alle dimissioni perché la moglie è indagata a Foggia per “capolarato”, sfruttamento proprio degli immigrati nei campi di lavoro. Come dire che a guidare i pompieri c’era un parente di Nerone.
      Un passato “calabrese” per Di Bari e un presente e un futuro che segnerà per sempre una delle pagine più paradossali dell’accoglienza di Calabria, ascesa e crollo di Mimmo Lucano condannato a più di 13 anni di carcere in primo grado proprio per il “sistema Riace”. Era prefetto di Reggio, Di Bari, quando gli ispettori della prefettura nel 2016 “siglano” l’inizio della fine di Mimmo Lucano autografando una relazione impietosa finita poi in procura.
      Il procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, lo ha detto espressamente lo scorso maggio, aprendo l’udienza dedicata alla requisitoria del pm Michele Permunian che aveva chiesto, per Lucano, 7 anni e 11 mesi di reclusione.
      «Quello che ha mosso questa indagine è la relazione prefettizia molto dettagliata». Esplicito riferimento all’ispezione del viceprefetto Salvatore Gullì inviato a Riace proprio dal prefetto Michele Di Bari.

      Una relazione durissima in cui, nel dicembre 2016, la prefettura evidenziava una serie di criticità nella gestione dei progetti di accoglienza. Le regole di ingaggio erano chiare e il viceprefetto Gullì lo scrisse pure nel documento: «L’ispezione è stata condotta partendo dal presupposto che gli aspetti positivi di cui si è detto non giustificano di per sé previsioni derogatorie alla normativa ordinaria».
      Un punto di partenza che, pagina per pagina, si è trasformato in una relazione devastante per il piccolo comune che si affaccia sullo Jonio. Nel documento depositato agli atti del processo, infatti, si legge: «È stato accertato che le convenzioni stipulate dal Comune di Riace con tutti gli Enti gestori individuati, vengono attivate a chiamata diretta e fiduciaria, quindi con criteri di selezione ampiamente e assolutamente personali e discrezionali il ché, lesivo della concorrenza, non sembra conforme ai principi di imparzialità e trasparenza». E ancora: «Carenze gestionali» e «caos amministrativo» in cui «potrebbero insinuarsi e proliferare abusi di qualunque genere». Per gli ispettori del prefetto Di Bari la strada era in discesa e portava dritta alla procura della Repubblica di Locri.
      Nelle conclusioni c’era già la destinazione finale di quella relazione: «Non si può escludere che, oltre alle ipotesi di danno erariale, per mancato rispetto delle norme di contabilità e di finanza pubblica, il cui accertamento per responsabilità contabile è di competenza del magistrato contabile, potrebbero emergere anche profili di responsabilità di altra natura di competenza del magistrato penale».

      Dalle parole ai fatti. La prefettura ha prima bloccato i finanziamenti per i progetti di accoglienza dei migranti a Riace, facendo collassare il sistema di accoglienza e poi ha dato l’incipit all’inchiesta dei pm di Locri che nell’ottobre 2018 arrestarono Mimmo Lucano pochi giorni prima che il ministero dell’Interno targato Lega revocasse i progetti di accoglienza (decisione poi cassata dai giudici amministrativi).
      Sono i mesi e le settimane delle ispezioni cotinue a Riace, otto in un anno.
      Solo una relazione però ha conosciuto polvere e cassetti, quella del viceprefetto Francesco Campolo che, nel gennaio 2017, definisce Lucano «un uomo che ha dedicato all’accoglienza buona parte della propria vita combattendo battaglie personali e raccogliendo riconoscimenti internazionali di assoluto prestigio».
      Notizie su quella relazione Lucano ne ha chieste più volte, anche al ministro Minniti. E quando si è presentato con Zanotelli da Di Bari proprio per avere lumi sulla relazione di Campolo il prefetto non li ha neanche ricevuti.
      Ai giornalisti che chiedevano notizie di quella relazione, lo stesso Di Bari dribblava le domande: «L’argomento ormai è in mano all’autorità giudiziaria. Noi non c’entriamo più niente. Bisogna chiedere all’autorità giudiziaria, non a noi. Ne siamo fuori». Era ottobre 2017. Mancava ancora un anno per l’arresto di Lucano, che voleva solo capire il perché non avesse diritto a leggere una relazione della prefettura sul Comune del quale era sindaco.

      Nessuna risposta fino a quando i suoi avvocati non denunciarono l’anomalia alla procura della Repubblica di Reggio Calabria.
      Solo allora, nel febbraio 2018, il sindaco di Riace ha potuto leggere la relazione del viceprefetto Campolo. Che nel frattempo, chissà perché, è stato trasferito…..

      «Non so se ha pagato questa relazione –ha spiegato in aula un altro funzionario della prefettura – ma di sicuro non è stata gradita».

      Secondo il pubblico ministero che ha chiesto la condanna di Mimmo Lucano «il dottor Campolo inspiegabilmente ha disatteso le direttive ricevute dal suo diretto superiore gerarchico, il prefetto Michele Di Bari, redigendo una relazione secondo criteri non tecnici».
      Già. Una relazione “spontanea” in netto contrasto con quella che “preordinata” dal prefetto Di Bari. Oggi in “fuga” dal ministero…

      Facile fare la morale a valle di una sentenza DURISSIMA ignorando la genesi che ha condotto a questo VERGOGNOSO OBBROBRIO.

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      • Nullatenente un par di palle direi.
        il sindaco, “resosi conto che gli importi elargiti dallo Stato erano più che sufficienti” per i progetti di accoglienza dei migranti, “piuttosto che restituire ciò che veniva versato” in sovrappiù, “aveva pensato di reinvestire in forma privata gran parte di quelle risorse, con progetti di rivalutazione del territorio, che, oltre a costituire un trampolino di lancio per la sua visibilità politica, si sono tradotti nella realizzazione di plurimi investimenti”. Sono, appunto, i reati per cui è stato processato e condannato in primo grado: peculato, truffa, falso, fatture fittizie, abuso e associazione a delinquere.
        I fondi pubblici eccedenti (dello Stato e dell’Ue), dietro lo schermo di fatture fasulle e falsi giustificativi, venivano trasformati in “illeciti profitti” e investiti per finalità “private”: un viaggio in Argentina con la compagna e soprattutto “l’acquisto di un frantoio e di numerosi beni immobili da destinare ad alberghi per turisti”. Con due obiettivi: “Strumentalizzare il sistema dell’accoglienza a beneficio della sua immagine politica” e del “sostegno elettorale” e assicurarsi “una forma sicura di suo arricchimento personale, su cui egli sapeva di poter contare a fine carriera, per garantirsi una tranquillità economica che riteneva gli spettasse, sentendosi ormai stanco per quanto già realizzato… come dallo stesso rivelato nelle.
        Leggi i virgolettati. Grazie. E, ripeto, via le fette di prosciutto, anzi pe bistecche dagli occhi.

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  3. Concordo con quanto ha scritto Travaglio, il denaro pubblico deve essere gestito in modo etico, non sperperato, perche quei soldi sono le tasse versate anche da impiegati ed operai, non solo dai ricconi alla Benetton.
    La gestione del denaro pubblico è uno scandalo in Italia, una priorità assoluta.
    Se oltre a sperperarli ne approfitti anche per fini personali, non sei scusabile.
    Se usi l’accoglienza come scudo buonista contro qualsiasi critica, sei falso ed ipocrita.

    Giggino ‘a purpetta non assolve Lucano e tutti ‘sti fintoni di sinistra.

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    • Concordo in assoluto! Questi ladri finti buonisti ! Si assicurano il futuro! E insieme a loro ci sono tutti i politici arricchiti con le vigne! Oramai sono tutti vignaioli !!non si salva nessuno! Tranne quelli che lavorano le vigne !!( tutti amici a gratis per divertirsi) this is the new business on Town!!

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    • D’accordo con te @andreaex, e Travaglio su Lucano è inattaccabile. Cerca solo di evitare banali generalizzazioni del tipo “tutti ‘sti fintoni di sinistra” (chi sarebbero questi tutti?), perché rendi quantomeno sospette le affermazioni scritte in precedenza.

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      • @Santo Loquasto

        Accoglio il tuo suggerimento.
        Preciso solo quanto segue: la destra non è meglio della sinistra, in Italia purtroppo la destra fa veramente schifo, illiberale, criminogena, omofoba, ladra…. pertanto SOVRANISTA (si ruba meglio senza alcun controllo UE).

        La sinistra è un pochino meglio,a solo un po’ visto che è ladra, clientelare e parassitaria a modo suo.

        Ma se parliamo di ipocrisia, i più finti li ho conosciuti negli ambienti di sinistra, quelli a cui mi sono sentito idealmente sempre vicino.

        Ed è normale che sia così, perché se si scopre che hai i lavoratori in nero nella tua attività, fai venire il voltastomaco se in passato hai sempre inveito contro la piaga del lavoro nero.

        Uno di destra che conosco una volta ha detto: “a me nun me ne frega ‘n cazzo de gnente, io dove posso rubba’, rubbo!”

        Rubo pertanto solo quando riesco ad aggirare la legge senza rischi eccessivi.

        Ecco, lui può essere un ladro ma non un ipocrita.

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  4. Forse il sistema andrebbe analizzato nei suoi componenti e in ciò che restituisce alla cittadinanza che costituisce la popolazione contenuta all’interno dei suoi confini geografici.
    A parte il consolidamento manicheo di un simbolismo di geroglifici , vado in comune perché magari ho bisogno di un certificato, anagrafico, dello stato di famiglia eccetera, oppure per modifiche edili della terrazza
    Al che , in una visione di insieme, si chiede e si richiede al comune uno sforzo per alimentare tutta la congrua composizione statale che in cittadine medie e medio grandi si rivela in tutti i suoi servizi, ad oggi ampliamente privatizzati o dati in gestioni partecipate o parcellizzati sulle partite iva Iegate al monopolio come le tabaccherie, se poi continuiamo su un altro ramo, troviamo le Confesercenti di categoria, la Coldiretti, la Confartigianato e la Confindustria di settori produttivi primari, secondari e di smercio per la compravendita rituale con bolle di indennizzo allo Stato o ai produttori primari per gentile concessione e tramite .
    Buon Natale a tutto il sacro blog .

    ((Per il contest blog Bloody Graal))
    (La fantasia è quasi scomparsa e non ci resta che piangere da circa 40 anni..)

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  5. E’ sempre questione di bandierine: i “nostri” sono sempre innocenti. Gli “altri”, ovviamente, sempre colpevoli.
    Io la Magistratura la abolirei, tanto funziona sempre così.

    @Fiele: La “fantasia” è scomparsa da quando è stata millantata “al potere”: qualsiasi straccione senza arte nè parte è diventato un “creativo”. E’ bastato “scandalizzare” un po’ con i soliti triti e ritriti sesso, droga e rock and roll, che a quanto pare, convenientemente supportati mediaticamente, funzionano sempre. Quello dei Maneskin , mica quello degli Stones. Mick non ha mai avuto bisogno di giarrettiere, e a 80 anni è ancora lì che salta per due ore. Dopo 60 anni… Voglio vedere “Damiano”…

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  6. Scusate ma … è piena di cialtroni, la nostra cara Italia!
    Italia, italia!
    Nun ce casca sull Africa che trovi il deserto!
    Italia, Italia, con la Carra e compagnia hai fatto bordelli dal Trieste in ingiù, ma anche all’insù. E tanti auguri a chi tanti amanti ha..
    Orsù, orsù, Orso, eppur si muove,
    Dalle capigliose orsoline indiane?
    Vedi che fattacci al Miserere cantato alla luna dove si riflettono.
    Io non credo che il mainstreem del terrore sia totalmente casuale, l’uomo è una beva vestito come un manichino. Oltre la parte dell’ombra il rinnovo del ciclo lunare Vergine e fecondo . Ma dal momento che non si deve bestemmiare ritiro il citato termine audace, per semplice scrupolo.
    Devo dire che il pensiero al triangolo trogolo dell’occulto …

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  7. Concordo in assoluto! Questi ladri finti buonisti ! Si assicurano il futuro! E insieme a loro ci sono tutti i politici arricchiti con le vigne! Oramai sono tutti vignaioli !!non si salva nessuno! Tranne quelli che lavorano le vigne !!( tutti amici a gratis per divertirsi) this is the new business on Town!!

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  8. Un parallelismo con un Formigoni qualsiasi è fuori luogo? Questi politici maneggiano denari pubblici, inizialmente a fin di bene a favore della propria immagine e dei media osannanti, per poi trovare il modo di farli arrivare ai loro amici e un po’ anche per se stessi…

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  9. Che tristezza, che morte dentro… Queste sono dunque le motivazioni della sentenza, si ‘ pagato un viaggio in Argentina coi soldi non suoi, eccetera? Allora ha sputtanato anche me. Questa storia mi fa pena come per le persone morte, due o tre, anche fosse la piu’ antipatica delle tre, in correlazione con la vaccinazione. L’appello ha adesso il dovere di ribaltare – e non di spigolare qui e la’ – ribaltare questa condanna, ma se non avviene questo (e suppongo ci vorranno anni) il fattore narcisismo ha fatto sprecare una mineira d’oro. D’oro perche’ non si tratta di Descalzi che fa affari non ostante le mazzette, qui si tratta di inquinare una delle pochissime – unica? – fonti d’acqua nel deserto calabrese, e nazionale. Una sorgente di vita che purtroppo, sencondo la sentenza, e’ stata dotata di uno o due rubinetti in similoro.

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  10. La cosa che più mi irrita sono i sovranisti de’ noantri, quelli che inveivano contro l’Europa perché voleva imporci i suoi controlli annichilendo la nostra sovranità nazionale.

    Ma quale sovranità nazionale brutti rincoglioniti (ops, pardon, ho detto una volgarità)?
    Quella dei politici ladri che ci governano e che vorrebbero gestire quei soldi in totale discrezione? Dicevo questo ai 5S nella loro fase salviniana.

    È del tutto evidente che gli interessi del cittadino sono opposti a quelli della politica in Italia.

    Al cittadino dovrebbe interessare la buona gestione del denaro pubblico, in modo che si trasformi in infrastrutture e non in mazzette o in inutili assunzioni clientelari di gente che non sa fare un cazzo (ops).

    Al politico interessa una gestione del denaro che arricchisca se stesso e la propria combriccola, favorendo anche un po’ il partito. Non infrastrutture ma mazzette e assunzioni clientelari in apparati dello Stato, assunzioni totalmente inutili.

    I sovranisti in Italia fanno da palo ai ladri.

    Viva l’Europa.
    Che si fottano gli italiani.
    L’ho già scritto: se i tedeschi dovessero invaderci diventerei un loro collaborazionista.

    Sembrano eroi ma sono una manica di deficienti che fanno il gioco

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    • “I sovranisti in Italia fanno da palo ai ladri.”

      Quindi il PD di MPS, dei CARA, di “abbiamo una banca”, dei buchi di bilancio miliardari (in euro) a Roma e Torino (solo per citare quelli) è il partito sovranista per eccellenza?
      La Merkel, Rutte e soci non ci hanno rubato nulla (titoli di Stato, derivati, spread, sistemi fiscali paradisiaci), sfruttando l’incapacità congenita di chi sopra?
      Ma perchè non ti trasferisci a Dusseldorf? Non ti tratteniamo

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      • Leggendoti mi verrebbe la voglia di trasferirmi in Patagonia.
        Ti senti consapevole e astuto, peccato che sei perfettamente strumentale a questa politica ladra, che con una mano ti indica la culona della merkel contro cui inveire, e con l’altra ti fotte il portafoglio.
        L’unica cosa da capire è se ci sei o ci fai?

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      • Ma io non inveisco contro la Merkel, la Merkel è una santa donna che fa legittimamente e giustamente gli interessi dei tedeschi e non certo i nostri, se c’è da inveire è contro i cosiddetti europeisti di cui sopra, che si lasciano allegramente circuire (ad essere buoni) da oltre vent’anni a questa parte svendendo il nostro Paese per un tozzo di pane raffermo, mettendoselo fra l’altro per intero nelle proprie tasche senza lasciarci neanche le briciole.
        La Patagonia è un’ottima scelta, aria pulita, spazi aperti e soprattutto poca gente, se non vai tu avvertimi, che ci vado io.

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      • Tu parli per slogan.
        Vogliamo entrare nello specifico delle direttive europee (che sono all’apice del progresso civile) e analizzare come sono state distorte da questa politica 100% made in Italy?
        Vogliamo vedere qual è tra i Paesi europei il Re Mida che trasforma l’oro in merda?

        Basta parare il culo a questa politica ladra!! Il problema è che purtroppo di politica e attività collaterali ci vive tanta gente. Tanta, troppa gente, è questo il problema.

        E a far schifo non sono solo i politici e i giornalisti che manipolano la realtà ma pure una pletora di militanti con la lingua grondante di saliva sempre pronti a “fare squadra” partitocratica, a prescindere da tutto, anche dalle proprie opinioni personali.

        Potrei parlarti del Conto Energia.
        Potrei parlarti della gestione delle spiagge, di quello avviene nell’Italia sovranista e si quello che avviene nel resto d’Europa.

        La Patagonia è così grande e sconfinata che anche se ci fossi tu, non mi disturberesti più di un lama.
        Quindo non ti avvertirò quando andrò.

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      • Perché no? Di quali direttive europee vuoi parlare? Di quelle sulle quote latte, di quelle che hanno messo in ginocchio la pesca nell’adriatico o l’agricoltura siciliana, fino all’ultima follia di voler subordinare la vendita di una casa all’APE in classe D?!?
        Direttive scritte ad uso e consumo dei “nordici”?!?
        Io non solo ti do ragione sulla “politica ladra”, ma rilancio anche sulla “politica incompetente e serva”, i vari Ciampi, Prodi, Gentiloni non hanno MAI fatto l’interesse nazionale in Europa, anzi sono sempre stati gli utili idioti svenditori fallimentari di quel poco di buono che era rimasto in questo Paese, aziende statali che erano un fiore all’occhiello e che tutto il mondo ci invidiava, interi settori dell’economia fatti a brandelli, cartolarizzati e ceduti in cambio di NULLA, anzi peggio, per l’ingresso in una moneta dove non si è avuta la competenza, il peso ed il coraggio di battere i pugni sul tavolo e contrattare quanto ci spettava per il peso che ancora l’Italia aveva.
        Alla fine ci è riuscito un signor nessuno come Conte, a prendere a schiaffi i burocrati di Bruxelles, inchiodarli davanti alle proprie responsabilità, ricattarli con la stessa loro moneta, e finalmente portare a casa quei risultati che nessuno aveva mai ottenuto, ed infatti gliel’hanno fatta pagare a stretto giro.
        La Patagonia mi convince sempre di più, quindi mi sa che dovrai trovarti un’alternativa, perché la girerò in lungo e in largo.

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  11. Su su con il morale, adesso dobbiamo festeggiare, abbiamo l’uomo giusto per divenire il PDR , Graziano Mesina, un itaGGliano vero che fara onnore alle forze politche de noiartri

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  12. Da l’immediato.net dell’11 dicembre

    Continuano le polemiche attorno alla figura del mattinatese Michele Di Bari, ex capo dipartimento Immigrazione del Viminale che si è dimesso ieri per l’indagine anticaporalato che coinvolge la moglie Rosalba Bisceglia. Forti imbarazzi anche nel mondo del clero, Di Bari siede nel cda di Casa Sollievo, uno degli ospedali del Vaticano. Tra i più turbati ci sarebbe anche il vescovo di Manfredonia, Franco Moscone.

    Intanto, Papa Francesco proprio ieri ha fortemente condannato chi si macchia del reato di sfruttamento: “Quanti braccianti sono – scusatemi la parola – ‘usati’ per la raccolta dei frutti o delle verdure… E poi, pagati miserabilmente e cacciati via, senza alcuna protezione sociale. Soprusi, violenze, negligenze, omissioni non fanno altro che aumentare la cultura dello scarto. E chi non ha tutele verrà sempre messo ai margini”.

    In queste ore, Michele Di Bari, ex prefetto di Reggio Calabria, è stato duramente attaccato dal sindaco di Riace, Mimmo Lucano in un’intervista a “Il Manifesto”. I due hanno avuto a che fare dal 2017 al 2019, quando Di Bari era a capo della Prefettura calabrese. “Le mie critiche sono state sempre di natura politica e le sue dimissioni la dimostrazione che la luce si fa strada da sola”, le parole di Lucano alla testata romana.

    “Il problema è di natura politica. Troppi misteri si sono annidati nella Prefettura di Reggio quando a guidarla era Di Bari. Prima che lui arrivasse – ricorda Lucano -, Riace aveva avuto sempre rapporti molto stretti con la Prefettura perché era sempre disponibile ad accogliere a tutte le ore i migranti. Un filo diretto tra istituzione e seconda accoglienza che funzionava. Poi, con il cambio al vertice, tutto è iniziato a mutare. La Prefettura è diventato luogo ostile, era impossibile comunicare con i funzionari. In quel tempo la notorietà acquisita da Riace era alta e aveva attirato l’attenzione mondiale. Sono iniziate le ispezioni della Guardia di Finanza, dei funzionari prefettizi. Quattro relazioni in poco tempo, due a favore e due contrarie. Una di queste, quella più favorevole dove si descrive il modello di accoglienza di Riace, così come lo raccontava il mondo intero, è sparita.
    Abbiamo aspettato un anno con incessanti richieste formali dei miei legali prima di poterla leggere per intero. Un giorno mi presentai con padre Zanotelli in Prefettura e Di Bari si rifiutò di incontrarci. Mentre fu molto solerte e puntuale nel firmare l’autorizzazione a una manifestazione neofascista a Riace. Portarono le bandiere nere fin sotto al Comune. Una vergogna”.

    Ora Salvini attacca la ministra Lamorgese, ma fu proprio il leghista a nominare Di Bari per l’importante incarico al Viminale. “Penso che Salvini è capace di tutto – commenta Lucano -, anche di smentire se stesso. Ma se è stato lui a nominare Di Bari capo dipartimento del Viminale, cosa vuole ancora? Era stato lo stesso prefetto a firmare l’ordine di demolizione della baraccopoli di San Ferdinando. Quando Salvini si presentò con le ruspe c’era al suo fianco proprio Di Bari. È uno scandalo che Di Bari sia stato confermato al vertice del dipartimento Immigrazione anche dai governi Conte e Draghi. Le piaghe del caporalato, del neoschiavismo, delle baraccopoli come Rosarno e Foggia sono i frutti marci di una politica delle migrazioni fallimentare. Io continuo a girare per l’Italia per raccontare Riace. Per parlare degli sfruttati, rievocare Becky Moses, Soumaila Sacko e gli altri martiri della Piana. Perché, malgrado la procura di Locri, il prefetto Di Bari e gli altri personaggi che l’hanno affossata, Riace è per sempre”.

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    • Avrai scilvio prossimo presidente della Repubblica, con tutta la sua banda di ignoranti razzisti e malfattori.
      Così potrai godere del potere in mano ai tuoi simili.
      Nel mentre VOMITO🤢🤮🤮🤮

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      • Però non esagerare Jerome, stai facendo il Ghedidi (pro bono, per carità) per Lucano.
        Non solo è una causa persa ma è pure una causa che non varrebbe la pena vincere.
        Per tutelare la Solidarietà, bisogna bastonare chi la usa per secondi fini.
        Cosi come per salvare il Pubblico, bisogna bastonare chi nel pubblico non fa il proprio dovere.

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    • Mi inchino a Gaber (però tengo d’occhio Scanzi, mi abbasserò dopo di lui).
      Io propongo una cosa per chi ha orecchio. Senti che roba..
      E lei: che gran sgnacchera!

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    • I buoni coi soldi degli altri sono i parenti stretti dei froci col culo degli altri.
      A quanto pare lo sport nazionale in Italia non è il calcio.
      La Boldrini non versava quanto dovuto alla sua collaboratrice.
      È generosa coi soldi nostri, se deve utilizzare i suoi… che si fottano i poveri.

      Gaber profetico.
      Che coraggio che aveva quell’uomo, pur essendo di sinistra non ha mai rinunciato ad esprimere un suo preciso ed autentico punto di vista.
      Essere di sinistra voleva dire anche far parte di un certo giro, un giro economico , politico, accademico, che premiava sovente “chi faceva squadra”.
      Perché in un sistema partitocratico la fedeltà (da non confondere con lealtà) è tutto.

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  13. Io, stando alla attualità della cronaca, lo manderei a far “rinascere” un campo rom. Lì si vedrebbe quanto vale… E quanto è nei fatti “accogliente”.
    Ammesso e certamente non concesso che lo facciano entrare: piace vincere facile…

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  14. Un tifoso, MT, che critica le tifoserie mi sembra un paradosso stupefacente. Un “manettaro”, che ha costruito la sua carriera giornalistica sulle sentenze di primo grado, dovrebbe far tesoro delle proprie cantonate. Poiché si evince che i “martorizzati” dal Nostro, quando vengono prosciolti al terzo grado di giudizio, diventano martiri. Mi viene in mente Calogero Mannino. Le verità giudiziarie hanno dei limiti profondi, che anche i giudici onesti ne sono consapevoli. Solo il Nostro le assurge a verità assolute, costruendo i sopra una carriera giornalistica

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