Verdini? Il Silvio Pellico di Fivizzano

Sul momento, quando Giorgia Meloni esclamò: “Vogliamo un patriota al Quirinale e non accettiamo compromessi”, intonai l’Inno di Mameli, impettito e con la mano sul cuore vibrante. Subito però mi domandai chi tra i molteplici candidati potesse essere definito patriota da capo a piedi, vestito e calzato […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Sul momento, quando Giorgia Meloni esclamò: “Vogliamo un patriota al Quirinale e non accettiamo compromessi”, intonai l’Inno di Mameli, impettito e con la mano sul cuore vibrante. Subito però mi domandai chi tra i molteplici candidati potesse essere definito patriota da capo a piedi, vestito e calzato. Ella non dubitò: il prode Berlusconi, perché indomito difese l’interesse nazionale, e fu perciò “mandato a casa dalle consorterie europee” (e il Piave mormorò non passa lo straniero, zum zum). Mentre per Draghi la liderissima non ebbe purtuttavia elementi per dire se fosse “patriota”. E qui cascò l’asino, perché nella mia visione piuttosto ginnasiale la parola patriota era sempre associata alle solenni litografie di Ciro Menotti e dei martiri di Belfiore, condannati al patibolo dall’odioso occupante austriaco. E la domanda sorse spontanea: il patriota candidato al Colle doveva necessariamente essere votato all’estremo sacrificio? Immagine forte quella dell’ex Cavaliere che, novello Garibaldi (però in camicia nera), incita i mille del Quirinale (arruolati a suon di talleri): “O Roma o morte”. Poiché sul sacro Colle giammai salirà il Pd (che per l’orgoglio e per la fame volea il nemico sfogare le sue brame). Addolora, tuttavia, che la Sorella d’Italia non abbia riscontrato, con assoluta certezza, nel Migliore fra tutti quegli “elementi” patriottici così evidenti, per dire, nell’intrepido La Russa o nell’ardimentoso Lollobrigida. Mentre, patrioti leggendari, in quel di Atreju si strinsero a coorte il baldo Cassese e l’eroico Pera. Purtroppo, impossibilitato a presenziare, fu il Silvio Pellico di Fivizzano ristretto prima nello Spielberg di Rebibbia e ora nelle anguste magioni, l’indomito carbonaro Denis Verdini. Che così esortava i virgulti Fratelli Cairoli, Amato e Casini: l’Italia s’è desta, siam pronti alla morte (be’ non esageriamo), dov’è la Vittoria? Al quarto scrutinio, scovate il cecchino. Le porga la chioma Cartabia chiamò. Che schiava di Roma Iddio la creò. Poropò.

4 replies

  1. Cio’ che penso di Berlusconi (o meglio solo una piccola parte di cio’ che penso di quell’uomo che per me ha rappresentato il peggio del peggio del peggio della ns.Storia dal 1861 in poi) l’ho scritto oggi a commento dell’articolo dell’avvinazzato Vittorio Feltri.

    Cio’ detto io onestamente non penso che Berlusconi riuscira’ in quest’altra sporca impresa se non altro perche’ rappresenta esattamente l’OPPOSTO di cio’ che dovrebbe rappresentare quell’Istituzione: l’UNIONE di un Popolo.

    Nessuno come lui e’ stato DIVISIVO in Italia dopo Mussolini.
    Nessuno.

    Penso pero’ che il sottoporci ogni santo giorno quel putrido nome non sia altro che un sistema per farci poi digerire/accettare/quasi ringraziare per cio’ che ci propineranno invece al suo posto…

    E’ quella la trappola.
    Quando leggeremo il nome che davvero verra’ scelto da quella sporca migliaia di personaggi verra’ quasi spontaneo tirare un sospiro di sollievo e dire far noi “Belin.. l’abbiam scampata stavolta…!”.

    Enno’!
    No… cari miei!
    Non avremo scampato un bel niente!
    Berlusconi i suoi danni ormai li ha fatti!
    E ne pagheremo le conseguenze per decenni: e’ come aver sotterrato nel giardino di casa un fusto d’uranio: garantiti tumori a nastro per l’avvenire…

    Quindi nessun sospiro di sollievo.. ma una domanda:
    ma li avete letti bene gli altri nomi… quelli che dovremmo accettare quasi con un sospiro di sollievo?
    Draghi: un ex-banchiere figlio del Sistema globale che dimostra zero empatia con il “suo” popolo…
    Amato: un ex-craxiano che gia’ si cucca oltre 30.000 Euro al mese di pensione: vorra’ arrotondare???
    Cartabia: la cameriera secca… un’altra serva del Sistema…
    Letta (senior): la testa di legno di Berlusconi… il punto d’incontro tra tra PDL e PD-L…
    E poi Casini.. il figlio prediletto di Forlani.. l’essenza della prima Repubblica: sintesi gattopardesca di questo paese dove tutto sembra cambiare ma nulla cambia…

    Ma davvero il massimo che puo’ partorire questo paese di 60milioni di abitanti sono…. quella roba li’…????

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    • Caro FranzGe, io sono davvero rassegnato all’idea che dovrò vergognarmi tutti i giorni per sette anni del mio presidente. Dei nomi che hai citato, il più pulito ha la rogna, come si suol dire. Ma abbiamo davvero bisogno di un presidente? Non potremmo provare a fare senza?
      Dovremmo avere nella Costituzione che il presidente deve essere eletto dai soli parlamentari delle due camere con il 75% dei voti sempre! Altro che la maggioranza semplice a partire dalla quarta votazione. Al massimo dalla quarta votazione i parlamentari non percepiscono più lo stipendio! 😉

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  2. Ben detto FranzGe, e ricordo ancora un servizio di parecchi anni fa della Gabanelli su Casini, che non riesco a trovare, in cui, riassumendo, lo si paragonava ad una lattina vuota dimenticata in auto senza sapere perché fosse lì, in quanto da parlamentare di lungo corso non era mai stato (e non è ad oggi, ci metto io) relatore e/o estensore di una qualunque legge.

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