Sono le elezioni anticipate il vero incubo che 345 sfrattati e altri 520 parlamentari non possono permettersi

(Bartolomeo Prinzivalli) – Ieri in quasi ogni focolare domestico veniva praticato il tradizionale addobbo dell’albero, nonostante i diversi stati d’animo nei vari nuclei familiari: chi fra le risate chiassose dei bambini, chi da solo con i cari distanti, chi cercando di esorcizzare problemi di salute o lavorativi, nella gioia o nella tristezza di situazioni mutate, affetti acquisiti o perduti, speranze o disillusioni su un futuro ignoto. Tutto comunque sospeso, attutito da un’atmosfera di autoimposta serenità, per non rovinare il momento, per non macchiare il ricordo.

Questo mentre in una parte dello stivale si consumava il dramma: avete mai provato il terrore che qualcosa di meraviglioso vi venisse scippato anzitempo? Certo, ora penserete alla dipartita di una persona amata, al crollo di una relazione, al fallimento di un’attività, alla fine delle libertà a causa di pandemia o successivamente del pass obbligatorio. Sciocchezze. Io parlo di tragedia VERA! Qua se non si trova la quadra al più presto ben 345 parlamentari, padri e madri di famiglia, rischiano di essere rispediti a casa con un anno di anticipo, rinunciando a cifre e benefici che mai potrebbero sognare di riottenere. Qua la faccenda è seria, altro che le vostre misere preoccupazioni. Serve un presidente e serve subito, oppure un fantoccio che sostituisca Draghi nel passaggio al livello successivo. Insomma, serve una soluzione, anche provvisoria, anche anticostituzionale, anche illegittima, anche immorale, anche Calenda se decide di buttarsi nella mischia pure lì.

Le elezioni anticipate sono un incubo che l’Italia non può permettersi, non in piena pandemia, non con i soldi dell’Europa per il piano di ripresa e resilienza, non per i mercati, non per il bene del paese.

Dite la verità, mentre appendevate le palline glitterate a quei quattro rametti rinsecchiti ci avete pensato ai mercati? No, perché siete fondamentalmente dei gran pezzi di merda egoisti. In caso di elezioni, quelli praticamente certi della riconferma saranno non più di un’ottantina, quindi oltre ai 345 sfrattati ce ne sarebbero altri 520 circa costretti a doversi riconquistare presenza in lista e seggio battendosi con esclusi del passato e nuovi ambiziosi rampolli. Ci avete pensato mentre piazzavate quel puntale sbiadito che sa di naftalina? Ovviamente no, essendo geneticamente stronzi menefreghisti. Quelli stanno facendo tutto per voi e li ripagate pensando a quella roba verdastra plastificata su cui persino il cane rifiuta di pisciare?

Pentitevi e pregate allora per una soluzione qualsiasi che porti alla naturale scadenza del mandato, ma soprattutto per avere una gola abbastanza grande da ingoiarla…

3 replies

  1. 😆

    “Insomma, serve una soluzione, anche provvisoria, anche anticostituzionale, anche illegittima, anche immorale, anche Calenda se decide di buttarsi nella mischia pure lì.”
    🤣😂

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  2. Hahahahaha, ‘sto Prinzivalli m’ha fatto davvero sbellicare!! Siamo dei pezzi di merda egoisti e degli stronzi menefreghisti!! Hahahahahaha, simpaticissimo! Lo sto dicendo in maniera candida: m’ha veramente messo addosso il buon umore! 😂🤣😂🤣

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