Dell’Utri e le chiamate per il Quirinale: “Renzi? Ho tanti amici, vecchi e nuovi”

(Tommaso Labate – corriere.it) – «Vede, io ho tantissimi amici. Ho qualche amico vecchio, che mi porto dietro dal passato; e ho molti amici nuovi, che hanno stima di me. Con tutti loro parlo di tantissime cose, le più diverse tra loro». Interpellato sull’ipotesi che abbia parlato direttamente con Matteo Renzi di un tema delicato come la corsa di Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica, tra netta smentita e velata conferma, Marcello Dell’Utri sceglie la strada che porta alla seconda. Berlusconi senz’altro è il più noto dei vecchi amici rimasti, Renzi potrebbe essere uno dei nuovi; e per quanto tutti e due escludano categoricamente di essersi visti in presenza del Cavaliere («Una palla totale», dice Dell’Utri), magari ad Arcore («Ci sono stato una volta nel 2009, com’è noto a tutti», la versione di Renzi), il filo rosso che lega entrambi rimane intatto, anche se telefonico.

La tela che parte dall’ex numero uno di Publitalia e arriva all’ex presidente del Consiglio sembra il remake, su scala decisamente minore, dell’asse su cui i renziani, attraverso Denis Verdini, costruirono anni fa con Berlusconi il «Patto del Nazareno» . Ora l’asticella si alza o si abbassa, a seconda dei punti di vista: i numeri parlamentari di cui si parla sono decisamente inferiori rispetto all’epoca; la posta in gioco, il Quirinale, decisamente più alta.

Impossibile sapere se Renzi abbia o meno lasciato intendere a Dell’Utri che si spenderebbe per la corsa del Cavaliere verso il Colle ; quel che è certo, come emerso nelle conversazioni tra il leader di Italia viva e i suoi sul dossier, è che gli orologi vanno sincronizzati all’inizio di gennaio, perché «sarà in quel momento che tutti verranno da noi a trattare».

Già, una trattativa, magari col centrodestra. Ma su che cosa? E soprattutto, su quale nome? I renziani che hanno affrontato col loro leader il tema del Quirinale giurano che, tutte le volte che è uscito il nome di Berlusconi, Renzi si è lasciato andare a una riflessione più ampia. Della serie, «Berlusconi proverà a fare il king ma a un certo punto potrebbe rendersi conto che il colpo che può riuscirgli è quello del king maker». Tradotto dal politichese, secondo una lettura decisamente in voga dentro Italia viva, una volta che si rendesse conto di non avere i numeri, il Cavaliere potrebbe farsi da parte per lanciare una candidatura con più margini di consenso, soprattutto a sinistra. Come Gianni Letta, per esempio. Dell’Utri nomi non ne fa. Ma una cosa la dice, e cioè che «per come lo conosco Berlusconi non è un velleitario, sa perfettamente il massimo che può ottenere e non si candiderebbe mai a un posto in cui non avrebbe speranze di essere eletto».

All’ultima riunione coi coordinatori regionali di Forza Italia a cui era presente anche Dell’Utri, la settimana scorsa, il presidente di Forza Italia si è mosso come se fosse in campo. Dando impressione di curare persino i dettagli, che tanto dettagli non sono, del voto per il Colle. «A voi che state sul territorio raccomando attenzione a quelli che manderete a Roma come delegati regionali. Ricordate che il loro voto, in seduta comune, vale quanto quello dei parlamentari…», ha ricordato a più riprese. E poi ci sono le telefonate, tante. E quel telefono in più, dell’ex numero uno di Publitalia, che ha ripreso a squillare come ai vecchi tempi. Tra qualche amico vecchio e, soprattutto, «tanti amici nuovi».

7 replies

  1. Nobili e il falso dossier per colpire “Report”. Con dati bancari veri

    (di Alessandro Mantovani – Il Fatto Quotidiano) – Non chiamatelo “dossier Nobili” se no si offende. “Ma quale dossier? Non ho visto nessun dossier, nessun estratto conto”, giura Luciano Nobili. Ma insomma, c’erano copie di un estratto conto nel dossier contro Report, rifiutato da vari giornalisti e poi di fatto trasfuso nei video, nelle interviste e in un’interrogazione parlamentare del renzianissimo deputato romano sulla trasmissione di Sigfrido Ranucci. Erano i movimenti bancari di un ex manager di Piaggio Aerospace, sospettato di aver informato Report sulla presa di controllo di quell’azienda strategica, in epoca renziana, da parte degli Emirati Arabi Uniti. Non erano in un fascicolo giudiziario, come quelli di Matteo Renzi e di migliaia di indagati. Non era facile procurarseli legalmente. Magari provenivano da uomini d’apparato, investigatori privati, hacker. “Quel dossier me lo fece vedere un collega”, racconta Franco Bechis, direttore del Tempo. “Dissi al collega che noi non potevamo esibire come prova un documento come la distinta bancaria che, perfino, con rogatoria giudiziaria si sarebbe faticato ad avere”, ha scritto sul suo blog. Lo cestinò. Ora aggiunge: “Potevano accusarci di ricettazione”. Anche Augusto Minzolini, oggi direttore del Giornale, non utilizzò quelle carte.
    Nella prima parte del dossier c’erano le supposte mail tra Ranucci e Rocco Casalino, allora con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, per concordare l’uscita del servizio su Alitalia e Piaggio, a fine novembre 2020, durante la crisi di governo. In quei mesi Report si occupava anche del Vaticano e di Cecilia Marogna, che coinvolgeva pezzi dei Servizi. Il 2 febbraio, dopo le dimissioni di Conte, Valerio Valentini sul Foglio e Bechis e Minzolini sui loro giornali accennano al carteggio, senza nominare Ranucci (“un conduttore Rai”) e almeno Bechis, ipotizzando che sia un falso, per dare conto dei veleni attorno ai negoziati sul nuovo governo. Casalino e Ranucci smentiscono le mail, nessuno le mostra. Mario Draghi giura il 14 febbraio.
    La seconda parte del dossier arriva ad aprile, dopo che Report ha mandato in onda l’ex leghista “gelliano” Gianmario Ferramonti che parla di Maria Elena Boschi, la quale però nega i contatti. A Bechis la porta sempre il collega: c’era, scrive il direttore del Tempo, “una distinta di liquidazione Rai per 45 mila euro a una società (…) e un estratto conto di banca lussemburghese di una persona fisica che (…) secondo il collega sarebbe stata intervistata da Report con volto oscurato e voce distorta”. La tesi era che la Rai avesse pagato, con oggetto “Alitalia/Piaggio”, la Tarantula Luxembourg, società di produzione, che poi avrebbe girato i soldi a Francesco Maria Tuccillo, l’ex manager contrario agli Emirati in Aerospace.
    Per Bechis è una “polpetta avvelenata”. Neppure Minzolini pubblica. La notizia esce solo il 3 maggio, all’indomani del servizio di Report sull’incontro all’autogrill tra Renzi e il dirigente dei Servizi Marco Mancini, poi pensionato. La tira fuori Nobili: “Voglio sapere se la Rai abbia o meno pagato una fattura alla società lussemburghese Tarantula e, se sì, perché ha pagato questa fattura, in virtù di quale servizio? La società Tarantula ha collaborato alla realizzazione del servizio su Renzi su Alitalia, su Piaggio Aerospace?”. E presenta un’interrogazione parlamentare.
    “Con Tuccillo abbiamo parlato, ma non ci ha detto nulla e non l’abbiamo mai mandato in onda coperto”, dice Ranucci. “La fattura non esiste”, fa sapere Report. “I renziani hanno ricevuto e portato in Parlamento un dossier falso”, scrive Marco Travaglio nel libro I segreti del Conticidio (Paper First) uscito a fine maggio. Nobili replica a Report: “Anche noi abbiamo i nostri informatori”. L’interrogazione è rivolta al ministero dell’Economia, azionista Rai, ma viene bloccata alla Camera; il renziano Michele Anzaldi cortesemente rifiuta di portarla in Vigilanza Rai: “Sono eletto a Roma, è stato un atto di coraggio”, rivendica, alludendo al peso politico di Nobili. Viene ammessa solo il 27 ottobre. Ripulita. Non ci sono più i 45 mila euro e non c’è più il riferimento ai “rapporti economici fra la società lussemburghese e il dottor Francesco Maria Tuccillo”, di cui si poteva sapere solo in base all’estratto conto del dossier. Resta però Tuccillo, di cui Nobili non dovrebbe nemmeno conoscere il nome. “Lo sapevamo in tre in redazione”, dicono a Report. E chissà poi se il Mef potrà rispondere sui rapporti tra Report e una presunta fonte, coperti dal segreto professionale.

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  2. “Ricordate che il loro voto, in seduta comune, vale quanto quello dei parlamentari…»”

    Nientedimeno ha curato questo dettaglio? Che il voto dei delegati regionali vale quanto quello dei parlamentari?
    Allora è super in forma pronto per 7 anni al Quirinale.

    p.s. ma vi ricordate 10 anni orsono la gente ammassata al quirinale ad attenderlo? Che bella giornata!

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  3. “Berlusconi senz’altro è il più noto dei vecchi amici rimasti, Renzi potrebbe essere uno dei nuovi”
    Certo che se li sceglie bene, gli amici…
    Oddio, anche loro…🤔
    Diciamo che si meritano, dai.

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  4. Copio incollo il commento di un utente su il fatto quotidiano a proposito di questa triangolazione Dell’Utri – Renzi – Berlusconi visto che mi pare la sintetizzi assai pregevolmente:

    “….quindi un condannato a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa tratterebbe con un bugiardo conclamato per eleggere PdR un altro condannato. Il trionfo dell’etica politica.”

    Non penso sia il caso di aggiungere altro.

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  5. Notare come appena il mese scorso Berlusca continuava a dilazionare le udienze grazie alla sua salute sempre più declinante tanto che vollero persino fargli una perizia psichiatrica. era sempre al S.Raffaele.

    E adesso vuole il Quirinale. Ma come è possibile che nessuno si ricordi di quel che diceva appena 1 mese fa?

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  6. Il rischio di ritrovarsi con mister B. al Quirinale è grande. Una volta superato lo scoglio delle prime tre votazioni a maggioranza di due terzi se, come probabile, tutte le destre votassero per lui, a B. mancherebbero solo 54 voti per raggiungere lo scopo.E tra i moltissimi parlamentari che alle prossime elezioni perderanno il loro seggio, sarà facile convincerne in”qualche modo” 54 a votare per lui nel segreto dell’urna. Come difendersi da questa drammatica possibilità? Io vedo solo due soluzioni: che Mattarella accetti una elezione a tempo,venendo eletto alle prime tre votazioni, per permettere a Draghi di completare il suo lavoro, o che si decida tutti insieme di eleggere finalmente una donna. In entrambi i casi B.darebbe tagliato fuori e eviteremmo così di toccare il punto più basso della nostra storia recente. Bisogna però darsi da fare subito, perché la campagna acquisti è già cominciata!

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