Covid in Italia, stretta sui green pass e zona rossa per i focolai: le mosse del governo

Le misure allo studio di palazzo Chigi: chiesto un parere agli scienziati sull’ipotesi di non rilasciare più il certificato verde con i tamponi rapidi

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(di Fiorenza Sarzanini – corriere.it) – Regioni subito in fascia gialla se i tre indicatori supereranno la soglia critica e zone rosse per isolare i focolai. La risalita rapida della curva epidemiologica spaventa il governo e palazzo Chigi detta la linea per evitare misure restrittive nazionali, prese invece da altri Paesi europei. Intensificare la campagna vaccinale rimane l’obiettivo primario senza escludere, qualora la situazione dovesse peggiorare nelle prossime settimane, una modifica alla norma sul green pass.

Al momento è stata chiesta una riflessione agli scienziati, ma se i nuovi contagiati quotidiani da Covid 19 dovessero continuare ad aumentare si sta valutando l’ipotesi di rilasciare la certificazione verde soltanto a chi è vaccinato oppure ha effettuato un tampone molecolare. Il problema riguarda infatti l’attendibilità dei test rapidi e dunque la possibilità che un «falso negativo» consenta alle persone di continuare a circolare e dunque a diffondere il virus. Non a caso, specificando come l’eventuale decisione finale spetti soltanto alla politica, il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza ha sottolineato: «Il vaccino protegge noi stessi e gli altri ed è una misura sen’altro più efficace del tampone, che fotografa la situazione immediata».

I cambi di fascia
Il sistema ritenuto più sicuro è quello basato sui tre indicatori — nuovi contagi settimanali su 100mila abitanti, tasso di occupazione nelle terapie intensive e nelle aree mediche — che consente di prendere misure più restrittive a livello locale. E soprattutto evita provvedimenti di chiusura delle attività e altre restrizioni come il coprifuoco. Ecco perché rimane la misura ritenuta più efficace, che non sarà cambiata fino a quando il virus continuerà a circolare. Se la situazione dovesse però peggiorare dovranno essere prese altre misure.

Le zone rosse
Proprio per evitare un ritorno al passato governatori e sindaci sono pronti a isolare i nuovi focolai con le restrizioni severe previste dalle zone rosse. Provvedimenti che in passato hanno dimostrato di essere efficaci proprio per ridurre la circolazione del virus e in particolare delle varianti.

I test rapidi
Molto più articolato il discorso che riguarda i test rapidi. Molti scienziati hanno più volte sottolineato, soprattutto negli ultimi giorni, come questo tipo di tampone abbia un’attendibilità limitata e in ogni caso sia più efficace per lo screening di massa. Il primo ad esprimere dubbi è stato Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, e ieri anche l’epidemiologo Donato Greco, membro del Cts, ha definito i tamponi antigenici l’«anello debole della catena» quindi «prima o poi si dovrà pensare di abolirli. Il tampone non protegge l’individuo che può infettarsi in qualunque momento». Speranza ha più volte spiegato che «i test rapidi sono previsti dal regolamento dell’Unione europea e con l’utilizzo che si fa del green pass non è facile rinunciarci», però la riflessione è avviata e se l’epidemia dovesse avere una nuova impennata non è escluso che il green pass possa essere rilasciato soltanto a chi ha effettuato il molecolare o addirittura soltanto a chi è vaccinato.

Green pass
Del resto il green pass per lavorare e per frequentare i locali pubblici viene ritenuto dal governo lo strumento più efficace per combattere la pandemia e per questo sarà utilizzato almeno fino alla primavera. Anche se la richiesta che arriva dal governo è di potenziare i controlli visto che i dati sulle verifiche effettuate dai gestori dei locali, dalle forze dell’ordine continuano ad essere molto bassi.

7 replies

  1. Controlli bassi? Io in certi casi direi inesistenti (anche nella mia virtuosa per modo di dire provincia di BL). Se continuiamo in questo stile bradipo non ne usciremo facilmente, io faccio il tifo al modello dei miei vicini austriaci ma credo che rimarrà un sogno

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    • Ecco l’ennesimo passo: eliminare i tamponi e via ai vaccini gogo. Cosi non sapremo più quanti infetti ci sono in giro e saremo tutti contenti. Varranno solo i ricoverati in terapia intensiva. Cosi facendo però individueranno i focolai solo.a morti avvenute

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  2. Come come?? Eliminare i tamponi?? I sacri tamponi ( l inventore addirittura ne dichiarò l inutilità¡!!!!!!!!) su cui si basa tutto l inganno vengono eliminati?? E così non si saprà più quanti positivi al giorno? E come apriranno i tg e giornali?? Smarrimento…. Forse meglio rivolgersi a qualche alchimista?? Da salotto TV??

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  3. —l’epidemiologo Donato Greco, membro del Cts, ha definito i tamponi antigenici l’«anello debole della catena»

    DONATO GRECO, quello che negava il nesso causa-effetto niente di meno che nelle malattie della TERRA DEI FUOCHI.

    Ecco chi c’é nel CTS varato dal governo dei ‘migliori’.

    Rendiamoci conto.

    E poi ci si stupisce dei servizi di Report. Greco è l’anello debole della decenza.

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  4. C’e anche il modello terzo reich, in austria sai, nacque qualcuno che forse ti sta simpatico. Poi puoi andare a puttane se fai a vienna la terza dose. Bravo ragazzo.

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  5. Nella cacofonia dei messaggi, nel continuo alzarsi di tono della propaganda, chi ricorda chi o cosa si sia imprudentemente affrettato ad affermare ieri? La credibilità è data esclusivamente dall’ enfasi e dalla piaggeria con cui la/il conduttrice introduce il “titolato”, non dalla coerenza delle sue affermazioni.
    Vogliamo certezze dove certezze non ci sono e siamo portati a credere, quindi abbocchiamo all’ amo dell’ultima – in senso temporale – certezza certificata dai media. Sappiamo ciò che ci dicono, abbiamo la memoria corta e subiamo il fascino dell’ autorità. Inoltre siamo portatori di sole “percezioni” (quello che succede a noi o ai nostri conoscenti non conta) perchè la verità è nei “numeri ufficiali” che sono ballerini quanto e più le dichiarazioni degli “esperti”. Ma siccome dei numeri – in senso stretto e lato – capiamo poco, i numeri fanno parte della Matematica e ci hanno sempre detto che “la Matematica non è una opinione”…

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