I Sandra&Raimondo del post comunismo

Ci sono le loro impronte a ogni curva tragica nella storia della sinistra italiana. Fabrizio Rondolino e Simona Ercolani sono i Sandra&Raimondo del post comunismo. Sempre insieme, dal Pci fino a Renzi: la svolta di Occhetto, il risotto di D’Alema, i leopardi di Bersani, le Leopolde di Matteo.

(DI TOMMASO RODANO – Il Fatto Quotidiano) – Ci sono le loro impronte a ogni curva tragica nella storia della sinistra italiana. Fabrizio Rondolino e Simona Ercolani sono i Sandra&Raimondo del post comunismo. Sempre insieme, dal Pci fino a Renzi: la svolta di Occhetto, il risotto di D’Alema, i leopardi di Bersani, le Leopolde di Matteo. E alla fine la “Bestia” renziana, la task force che ha provato a raddrizzare una popolarità catastrofica a colpi di like e profili finti. In una email, Rondolino illustra all’ex premier la “struttura di propaganda antigrillina che ho preparato con Simona in questi giorni”. Roba da microspionaggio: “È necessario creare una piccola, combattiva redazione ad hoc, che lavori (…) con la massima riservatezza: almeno due giornalisti d’inchiesta e un investigatore privato di provata fiducia e professionalità (a costo medio-alto)”. Tra gli obiettivi, Rondolino cita la character assassination degli avversari: “Notizie, indiscrezioni, rivelazioni mirate a distruggere la reputazione e l’immagine pubblica di Grillo, Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi, Raggi, Appendino, Davide Casaleggio (e la sua società), Travaglio e Scanzi”.

I nomi di Sandra&Raimondo ritornano a più riprese nelle carte di Firenze sulla “Bestia” foraggiata dalla Fondazione Open. Che storia, la loro. Al tramonto del Pci erano poco più che ragazzi: lei a Rimini nel 1991 fece lo scoop della vita con il video della batosta di Occhetto, tradito dai compagni nel voto che doveva consacrarlo al comando del Pds. Rondolino ne scriveva sull’Unità, non stavano ancora insieme (“ma Rondolo mi batteva già i pezzi”, dirà la futura moglie). Da quel momento, per entrambi, carriere vorticose e idealismo in soffitta: Rondolino è tra i “lothar”, i consiglieri calvi di D’Alema; si accredita come guru e para-guru politico, scrive un po’ ovunque, lavora pure al Grande Fratello, finisce a fare il corsivista di “regime” negli ultimi spasmi dell’Unità renziana. Ora s’è ritirato e si occupa di cani e gatti in una rubrica sul Corriere della Sera.

Sua moglie intanto fa un percorso sontuoso in Rai: s’inventa Sfide e mille altri format, messi a profitto con una casa di produzione privata (la Stand by me). Lavora per Bersani nel 2012, ma poi cavalca l’onda renziana e diventa scenografa di Leopolde e Lingotti, consulente di Palazzo Chigi, ideatrice di campagne “per il Sì”.

Chissà come si fa a passare dall’idealismo comunista alla character assassination dei grillini con gli algoritmi dei software israeliani. Sarà che Sandra&Raimondo hanno una casa pure nel deserto del Nevada. Non si paga mica da sola.

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1 reply

  1. Roncolino piu’ che Rondolino… per gli attrezzi che usa per colpire gli avversari.

    Poi da roncolino a rincolino il passo e’ assai breve…

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