Draghi, premier per grazia ricevuta che ha messo la democrazia tra parentesi

(Gianni Pardo – affaritaliani.it) – Mario Draghi: un uomo che riceve complimenti il giovedì, il martedì, la domenica, il sabato, il lunedì, il venerdì e il mercoledì. Che riceve complimenti dalla destra, dalla sinistra, dal centro, dal sopra e dal sotto, e pare anche dalla quarta dimensione. È un uomo del quale nessuno osa dire male

Un tempo pareva una bestemmia “Dire male di Garibaldi”. Ma di Garibaldi almeno si poteva dire che era rozzo, che era un avventuriero, che aveva rubato alla sua numerosa famiglia un certa Anita. Di Draghi neanche questo. Raramente ho visto un consenso così unanime. Di Gesù pare si chiedessero se potesse venire qualcosa di buono da Nazareth, per Draghi, nato a Roma, caput mundi, perfino l’origine è una corona d’alloro. 

Normalmente un simile corale applauso dovrebbe risvegliare in parecchie persone lo spirito di Bastian contrario e creare legioni di anti-draghiani. Ma non se ne vede l’ombra. E dire che per mandare in esilio Aristide votò anche un popolano che nemmeno lo conosceva ma era stanco della sua ansia di virtù. 

Immagino mi direte: “E dopo tutta questa introduzione vieni tu, a dircene male?”

No, non intendo dirne male. Innanzi tutto per la carriera che ha fatto. Poi perché tanti, in Europa, ne pensano bene. Infine perché, anche quelli che non l’apprezzano, non gli negano l’intelligenza (che loro ovviamente chiamano furbizia). Insomma dicendo male di Draghi si rischia soltanto l’accusa di essere invidiosi.

Cionondimeno, sarà pur lecito ricordare che, come i trionfatori dell’antica Roma, è soltanto umano e mortale. Egli ha inoltre fruito di circostanze eccezionalmente favorevoli e non tutto ciò che ha fatto può essere approvato. Pur essendo un eccellente banchiere, è keynesiano e infatti sono personalmente in disaccordo col suo famoso “Whatever it takes”. Whatever? “Whatever” corrisponde a falsare per sempre il mercato del risparmio.

E questo con conseguenze che, nel lungo termine, potrebbero essere drammatiche, se non tragiche. Tanto che sul momento mi sono meravigliato della reazione positiva dei mercati. Ma, si sa, quelli mirano al guadagno in tempi prevedibili e i guai è comunque sempre meglio rinviarli. Ma questa potrebbe essere soltanto la mia opinione.

Incontestabile invece è il fatto che sia divenuto Presidente del Consiglio per grazia ricevuta. Da Mattarella. Draghi non è stato eletto da nessuno, non è mai stato legittimato dal voto popolare, e dunque ha messo la democrazia tra parentesi. Non per colpa sua, ovviamente. Ma, lo stesso, sopravvivere attaccata alla macchina cuore-polmone, per una nazione non è il colmo della salute. 

Draghi ha un’autorevolezza che non vedevamo da tempo. Molto del suo carisma deriva dallo stile: sobrio al limite dell’afasia, per nulla demagogico. Spesso tacitiano. Dopo aver conosciuto la voce sgradevole e insistente di Giuseppe Conte, un vero riposo per gli occhi e per le orecchie. Ma non è affatto il taumaturgo che molti credono. E ciò per una ragione molto semplice.

Draghi sembra onnipotente perché i partiti sono talmente sparpagliati e contrapposti che chiunque pesi qualche grammo può ancora essere l’ago della bilancia; e soprattutto perché i deputati sono disposti anche a camminare sui carboni ardenti purché non si sciolgano le Camere.

Temono infatti di essere privati oggi del seggio e domani della pensione. In queste condizioni qualunque Presidente del Consiglio, salvo ad essere uno sciocco capace di suicidarsi, sarebbe inamovibile. E Mario certo non è uno sciocco. Infatti tira la corda senza romperla, non fa perdere la faccia ai partiti e, quando non può vincere, invece di sfoderare la spada, rinvia. Tanto che, sul “Giornale”, Nicola Porro gli ha rimproverato un “eccesso di compromesso”.

Draghi è semplicemente un uomo intelligente e di buon senso paracadutato in una situazione eccezionale. E ciò potrebbe significare che, in una situazione normale come quella in cui si sono trovati tutti gli altri Presidenti del Consiglio, difficilmente avrebbe potuto fare meglio di loro.

Un’altra delle sue fortune è che sia succeduto a Giuseppe Conte, in confronto al quale chiunque, se soltanto non straparla quotidianamente in televisione, sembrerebbe uno statista. Conte, si è detto, ha vinto il biglietto della lotteria, e si potrebbe dire che qualcosa del genere è capitata anche a Draghi. Ma la differenza è che il secondo del suo biglietto ha fatto un buon uso.

Comunque, nessuno può pretendere di avere colpi di fortuna in serie. In futuro, qualunque Presidente del Consiglio, Draghi incluso, sarà ostaggio dei partiti e avrà ben poco potere. È la nostra architettura costituzionale che è sbagliata. I nostri costituenti hanno più pensato a depotenziare un Mussolini che non c’era più che a permettere ad un governo di governare. 

Se poi Draghi brillasse anche in condizioni normali, allora sì dovremmo tutti toglierci il cappello e gridare al miracolo. Ma personalmente non credo ai miracoli.

12 replies

  1. “Molto del suo (di Draghi) carisma deriva dallo stile: sobrio al limite dell’afasia, per nulla demagogico. Dopo aver conosciuto la voce sgradevole e insistente di Giuseppe Conte, un vero riposo per gli occhi e per le orecchie.”
    “Un’altra delle sue fortune è che sia succeduto a Giuseppe Conte, in confronto al quale chiunque, se soltanto non straparla quotidianamente in televisione, sembrerebbe uno statista.”

    Cosi scrive il simpaticone Gianni Pardo di affaritaliani.it…
    Un tempo si contestavano (dal TG5) i calzini turchesi del giudice Mesiano… oggi invece siamo alla voce sgradevole di Conte…
    Il tempo passa ma la situazione non cambia: la mamma dei cretini continua a sfornare figli…

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    • Hai ragione, ingeneroso e vigliacco con Conte che dopotutto ha sfornato riforme importanti, puntualmente smontate su pressione dell’ establishment, ed ha gestito bene la fase più critica della pandemia. Se a questo individuo non piace la sua voce, non ce ne può fregare di meno. Solo su un cosa ha ragione: le circostanze hanno messo Draghi in una posizione di forza tale che davvero potrebbe impulsare un rinnovamento epocale e strutturale della decrepita e ingiusta società italiana. Passerebbe come un grande governante e ritaglierebbe il suo posticino nei libri di storia, e i partiti coi loro clientes obtorto collo abbozzerebbero. Ma non ci sono da farsi illusioni, non è nel suo ADN riformare uno stato sgangherato. Temo che si limiterà a “mappare” qua e là, in realtà blindando uno status quo che allontanerà sempre di più l’Italia dai paesi socialmente ed economicamente avanzati

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  2. Altro “distinguo” sul dragula nazionale dall’ area di centrodestra, dopo quello di Bechis…comincia a scricchiolare il seggiolone almeglio del bigoncio?.

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  3. Non avevo mai letto un suo articolo prima di oggi ma ora ringrazio il cielo di non averlo fatto. Lei è una persona inqualificabile. Mentre sembra criticare il SUPREMO getta vagonate di mxxda su un uomo onesto che si è fatto un cuore così per aiutare il Paese, riuscendo a strappare, lottando per 5 giorni e 5 notti , una cifra enorme a un’. Europa riottosa e resistente. INQUALIFICABILE, SI VERGOGNI !!!

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  4. Conte è stato il primo italiano che si sia fatto rispettare in Europa dai tempi di Mattei (a differenza dei vari Prodi, Gentiloni, Gualtieri, tanto per fare degli esempi).
    Ma ha sbagliato a gettarsi a piè pari nella bolgia dei 5s, dissipando tutta l’aura istituzionale e di terzietà che si era guadagnato sul campo, e per di più snaturando un movimento con cui oggettivamente aveva poco a che fare, e di cui poco aveva capito.
    La politica la si può fare anche fuori dal Palazzo, si possono ugualmente influenzare determinate scelte mantenendo intatta anzi proprio per questo accrescendo la credibilità nei confronti dell’opinione pubblica, per poi con pazienza riproporsi a tempo debito nei ruoli più consoni.
    Oggi invece non solo rischia di bruciarsi nell’ammucchiata di signorsí al ducetto banchiere, ma continua a prestare il fianco alla propaganda polpotiana di cui questo “articolo” è uno splendido esempio, ed anche fra i più equilibrati.

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  5. Certo che fare il leccaculo fingendo di criticare è la vera arte dell’adulatore, che per essere perfetto deve
    fingere di adulare un po’ meno della concorrenza e il signor pardo pare ne abbia abbastanza di concorrenza intorno alle beate chiappe miracolate.

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  6. Ieri Annunziata, Mileli e Molinari disquisivano se fosse meglio lasciare Draghi come PdC oppure mandarlo al Colle. O se fosse meglio il tandem Mattarella riconfermato – per l’ intero mandato, per carità, altrimenti il tutto “non sarebbe credibile”! – e Draghi a “finire il lavoro” senza limiti di tempo. Insomma, fatti loro, l’ importante è non andare a votare perchè ci sarebbe un nuovo governo di populisti. Insomma, problema solo nostro, l’ importante è che il popolo, “gli imbecilli” (Mieli), non ci metta il naso.
    A me una Costituzione che legittimi una oligarchia non solo de facto ( che c’è già dovunque) ma anche de jure non mi pare “la migliore del Mondo” in una democrazia. Forse è la “migliore” come è il migliore il nostro SSN ed i Migliori che ci governano… Allora tutto torna.
    Seguo con interesse gli sforzi della medicina per combattere la demenza senile in tutte le sue forme ( toccherà a tanti di noi: non si scappa, per ora) e non posso fare a meno di pensare , guardando l’ età dei possibili “nominati” a reggere in toto le nostre sorti future, che anche questa tremenda malattia si tenga lontano da quelli “lassù”. Insomma, sia l’ ennesima piaga esclusiva del common people.
    Mattarella: 80 anni. Alla fine del prossimo settennato, 87.
    Draghi : 74 anni, un bambino. Essendo “buono” per qualsivoglia incarico ce lo avremo sulle spalle almeno altri 20 anni.
    Amato: 83 anni: se prossimo PdR alla fine del settennato sarà novantenne.
    Cassese: 86 anni: alla fine sel settennato 93.
    Prodi: 82 anni. Berlusconi: 85…
    Devo continuare?

    Insomma, questi si credono (sono?) invulnerabili. E noi ci crediamo. Tutti i malanni della vecchiaia ce li beccheremo solo noi. Forse perchè solo noi siamo costratti a rivolgerci al Sistema Sanitario Nazionale migliore del mondo? O perchè loro di preoccupazioni “vere” – disoccupazione, pochi soldi, come pagare mutuo e affitto, come curare genitori e figli senza attendere tempi biblici … – mai neppure l’ ombra?

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