Sì a tutto tranne alle urne

La partita Quirinale è vicina e in Parlamento l’atmosfera si fa febbrile. Soprattutto a sinistra, c’è uno spauracchio: il voto. Le Camere non devono essere sciolte prima della scadenza naturale nel 2023. Anche perché ci vogliono 4 anni e 6 mesi di mandato per maturare la pensione: scattano il 24 settembre 2022…

(di Lorenzo Giarelli e Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – E il nome di Draghi continua a puzzare di bruciato e di elezioni anticipate (nonostante le rassicurazioni di Giorgetti). Tommaso Cerno, eretico senatore del Pd, riferisce il ragionamento dei colleghi: “A parole sono tutti draghiani, ma nei fatti…”. Quella dei parlamentari è una legione di morituri: dalla prossima legislatura gli scranni sono dimezzati. “400 li sega la legge – sintetizza Cerno – altri 400 li sega la gente alle elezioni. Spostare Draghi da Palazzo Chigi significa chiudere la legislatura in pochi mesi: non lo eleggeranno mai”. Il discorso pensione è cogente: “Dopo il voto per il Colle mi dimetto, voglio togliermi dall’equivoco del vitalizio”. Per Cerno c’è un’ipotesi fantapolitica che può salvare capra e cavoli: “Portare Draghi alla presidenza della Commissione Ue nel 2024. Dopo il G20 me ne hanno parlato già 10 colleghi”. Stefano Ceccanti, deputato Pd, ne fa una questione pratica: “Se Draghi va al Colle, non ha sostituti credibili. Il rischio che crolli tutto in poche settimane è reale. Ma anche eleggere un presidente della Repubblica con una maggioranza risicata avrebbe effetti negativi sulla stabilità. L’unica è convincere Mattarella al bis”. Il senatore dem Dario Stefàno è della stessa opinione: “Credo sia più utile il lavoro che Draghi sta facendo da premier”. Primum vivere, deinde Quirinale. Anche dentro i 5 Stelle: Draghi o non Draghi, bisogna scongiurare il voto. Sergio Battelli ci scherza su: “L’Italia è l’unico Paese in cui si tifa per far finire prima le legislature”. Invece, dice, “il voto è da scongiurare assolutamente, dobbiamo mettere a terra i progetti del Recovery, ci giochiamo la credibilità, non è uno scherzo”. Certo, qualche anno fa i 5Stelle sarebbero stati i primi a spingere per il voto, ma il contesto è cambiato: “Faccio mea culpa, stando in maggioranza ti rendi conto che è come un business plan, per cui ci vogliono anni: ora più che mai sarebbe imperdonabile fallire”. Se però i franchi tiratori affossassero un eventuale accordo su Draghi al Colle? Emanuele Scagliusi non si preoccupa: “Se Draghi dà disponibilità per il Quirinale, avrà un consenso ampissimo”. Ma, aggiunge, “avere continuità fino a fine legislatura aiuterebbe”. Poi c’è la senatrice Tiziana Ciprini, che in passato fu durissima con Draghi, citandolo in una denuncia in Procura contro il gruppo Bilderberg. Oggi ne riconosce l’ineluttabilità: “Ho sempre pensato che Draghi resterà premier e che Mattarella possa iniziare un secondo mandato, che come nel caso di Napolitano potrebbe interrompersi dopo le elezioni del 2023”. Un po’ sgarbato imporre una scadenza a Mattarella, no? “Nessuno lo impone, ma in politica tutto è possibile”. Figurarsi poi se si tratta di arrivare a fine legislatura.

14 replies

  1. Mi chiedo e chiedo a chi mi legge: è mai possibile ridursi ad eleggere dei miserabili a gestire una nazione??? Se manca il fermento, la reazione dei cittadini e’ meglio fuggire. Saremmo profughi di una stato che non è mai diventato una nazione con cittadini veri.

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    • Domenico Riccio, per me nulla è sconvolgente: che non vogliano perdere un anno di stipendio sapendo che due su tre vanno a casa, che non vogliano perdere il vitalizio a pochi mesi dal conseguimento, che vogliano Draghi qui e là, ma poi non lo vogliono qui ma solo là, ecc. Sono miserabili, ma lo dico quasi (QUASI) con affetto, non mi stupiscono.
      L’unica cosa che mi offende profondamente è la richiesta di far restare mattarella per un paio d’anni: piegano così la costituzione, in cui non esiste il biennio per farvi fare i porci comodi vostri, ma anche la volontà di mattarella che sul punto si è già espresso. L’unico argine a questi poracci sarà la parola data da Mattarella, che avrà fatto degli sbagli come tutti, ma non si crede un re come si credeva qualcuno nove anni fa. E non rimarrà solo per togliere loro le castagne dal fuoco (si dice così? Togliere le castagne? Mah!).

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      • Temo invece che andrà proprio così: mattarella si ripresenta, lo rivotano, e tiene calda la poltrona a draghi per quando sarà libero.

        Trovare un pdr ricattabile e controllabile che venga votato dalla maggioranza estesa necessaria non è facile, quando ne trovi uno lo sfrutti fino in fondo. Quella del secondo mandato in fondo non è nemmeno una novità, anzi, se ci prendono gusto può essere che propongano di estendere l’elezione anche ad un terzo mandato, o magari a vita …

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      • Ciao Fabrizio, e perché mai Mattarella sarebbe ricattabile? Secondo me ha fatto degli sbagli, come quello di dire solo dopo il giro di consultazioni di FIco o voto o morte, poteva dirlo prima. Ma ricattabile proprio non direi. Ecco, questo giansenismo che ti fa vedere tutto nero dovresti un po’ metterlo da parte. Non perché non sia nero, ma perché fai un torto alla tua e nostra intelligenza a mettere tutto insieme. Come mettere Letta e Renzi nel pd e considerarli la stessa cosa. Cioè, se sei la mia vicina io non mi stupisco che metta tutto sullo stesso piano, mi stupisco che sappia i nomi di Letta e Renzie. Ma se sei Fabrizio mi stupisco.

        P.s. Il doppio mandato non è espressamente vietato dalla costituzione, ma il mandato a ore ecco quello lo trovo così offensivo che sposo la proposta fatta oggi sul fatto dalla Carlassare: Giorgetti dovrebbe essere sfiduciato per attentato alla costituzione. E i 5 s che fanno invece di pensare alle cose serie?

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      • Non mi sembra credibile che renzi e berlusconi abbiano scelto mattarella per la sua indipendenza e amore per la costituzione e il popolo, se hanno scelto lui direi che sia molto probabile sia in mano loro.
        Se gli sbagli che ha fatto li ha fatti in buona fede allora è deficiente.
        In politica vedevo tutto nero anni fa, quando ero ottimista.
        Letta e renzi secondo me si odiano come possono odiarsi due colleghi d’ufficio, ma sono confratelli, quindi concordo con la tua vicina.
        E i 5 stelle non esistono più, anche se non ho ancora capito come hanno fatto a demolirli.

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      • Due considerazioni. La prima: si dice “vicina di fonemi”; la seconda: non e’ necessario alcun ricatto. Mattarella si e’ dimostrato compatibile con il mantenimento della “forma” di governo alla quale e’ abituato da quando e’ nato. Quella dei due pesi e due misure. Dopo il passaggio di potere da Conte a Draghi, senza fare commenti, Mattarella dimostra di “poter aiutare”, come si dice, a mantenere l’ordine. Ora, ragazze, le piu’ radicali tra di voi denunceranno lo scandalo per cui sarebbe lo stesso sistema che in una maniera o nell’altra e’ implicato nell’assassinio di suo fratello. Ma i tempi sono quello che sono (puntino puntino puntino)

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      • Signor Ennio, ho capito solo la roba due pesi e due misure, e potrei pure condividerlo, ma con molti ma. Il resto è nella tua testa se volessi esplicitarlo ci sarebbe utile, se no rimani criptoEnnio.

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  2. Renzi e il volo a scrocco per gli Usa (poi pagato da Open): “Devo votare contro quelle m…e di grillini”

    INCHIESTA OPEN
    LE CARTE – Nei nuovi atti i messaggi dell’ex premier. Il viaggio da Clinton a spese della “fondazione culturale”. La caccia al “passaggio”: “Chiedere a Kerry?. No, sembriamo dei morti di fame”. Il preventivo per il Falcon: 130mila euro. Bianchi: “Matteo ha perso la testa”. E Lotti: “Non ho parole…”
    DI VALERIA PACELLI
    4 NOVEMBRE 2021

    Il 5 giugno 2018 è una giornata piena di impegni per Matteo Renzi. Uno fondamentale. Votare contro la fiducia al Conte-1 e poi volare a Washington dove è stato invitato per la cerimonia del 50esimo anniversario della morte di Bob Kennedy.
    Il leader di Italia Viva vuole partire dopo il voto. Ha bisogno di un volo e ne parla con l’imprenditore Vincenzo Manes. Sono le 11:09 del 3 giugno 2018. Scrive Renzi: “Mi ha invitato Bill Clinton mercoledì mattina ad Arlington per la cerimonia di Bob Kennedy, 50 anni dopo. Lui farà un discorso ufficiale. A me hanno chiesto di leggere discorso sul Pil. Una roba da seghe. Devo però votare contro i grillini martedì alle 17. Rischio di non avere voli. C’è qualche tuo amico riccone che viaggia dopo le 18 verso Washington? O hai contratti per prendere un aereo a poco? È una figata storica quella di parlare ad Arlington ricordando Bob Kennedy, ma non posso evitare di votare la sfiducia a queste merde. Conosci qualcuno?”.

    Il messaggio è allegato alle carte dell’indagine della Procura di Firenze sulla Fondazione Open, l’inchiesta chiusa da poche settimane e che vede indagati tra gli altri, con l’accusa di concorso in finanziamento illecito, l’ex premier, gli ex ministri Luca Lotti e Maria Elena Boschi e l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della Fondazione. I pm – che ritengono la Open un’articolazione politico-organizzativa della corrente renziana del Pd – hanno depositato migliaia di atti.
    Il senatore “non chiedere, sembriamo dei morti di fame”
    Tra questi c’è lo scambio di messaggi Whatsapp tra Vincenzo Manes (imprenditore mai indagato nell’inchiesta fiorentina, in passato tra i finanziatori della Fondazione) e Renzi. Il 3 giugno 2018, Renzi dice di essere stato invitato negli Usa e chiede a Manes se conosce qualcuno “che viaggia dopo le 18 verso Washington”.
    Dopo il messaggio di Renzi ecco lo scambio con Manes:
    Manes (M): Aereo da Roma a Washington che parta martedì sera?
    Renzi (R): Yes. O perché qualcuno deve essere ripreso in Usa e quindi aereo deve comunque viaggiare. Altrimenti costa troppo.
    M: Hai chiesto a Diego?
    R: È in Cina.
    M: Oppure guarda se c’è connection da Londra. Cioè parti privato da Roma x Londra e prendi aereo x Washington che parte tardi. Adesso mi informo.
    R: Ultimo volo troppo tardi.
    M: Troppo tardi nel senso che arriva troppo tardi??
    R: Ya.
    M: Chiedi al Panerai se sanno di Ge!! Ma non ti portano secondo me. Marchionne?
    R: Ora mi informo.
    M: Privato costa 100mila.
    R: 100mila è troppo anche per Bobby Kennedy.
    M: Chiedo a Kerry se sa di qualcuno.
    R: No, lascia stare. Sembriamo morti di fame.
    I messaggi proseguono sullo stesso argomento. Poi il 4 giugno Renzi comunica a Manes che il volo lo prenderà la Fondazione Open: “Stiamo prendendo un volo privato come fondazione. Non abbiamo alternative, temo. Speriamo di poter partire da Parigi o Londra in serata. Oppure voliamo diretti su Washington”.
    Secondo la Guardia di Finanza, questo scambio di messaggi “evidenzia la posizione di preminenza del sen. Renzi rispetto agli impegni economici della Fondazione stessa”. In base a quanto ricostruito dalla Gdf, inoltre, dall’analisi della documentazione della Open emerge un contratto di noleggio tra la Fondazione e la società Leader Srl per un “Jet bi-reattore tipo Dessault Falcon 900 – configurazione 12 posti pax” “al costo complessivo di 134.900, per la tratta Ciampino/Washington con andata 5 giugno e ritorno 6 giugno 2018”.
    Chi paga, dunque, è la Open, che – secondo quanto ricostruito dalla Finanza – in quel momento “non disponeva della somma, ovvero della ‘copertura’ necessaria a far fronte all’impegno economico assunto, come emerge dal saldo del conto corrente (…) che ammontava a 6.511,87 euro”.
    Alberto Bianchi “134.900? Matteo ha perso la testa?”
    Del volo per Washington parlano anche Alberto Bianchi e Luca Lotti. Ecco lo scambio di messaggi Whatsapp del 5 giugno 2018.
    Bianchi (B): 134.900???! Ma ha perso la testa?
    Lotti (L): Non ho parole. Io gli ho detto che senza copertura non si può.
    B: È il minimo.
    L: Eyu quanto mette?
    B: Senti Ele. Ma non mi pare bastino.
    La Finanza ha poi analizzato i contributi incassati da Open. Dall’analisi della documentazione contabile emerge che il 6 giugno 2018 “viene accreditato sul conto corrente della Fondazione il ‘contributo volontario’ di 20 mila euro proveniente dalla Fondazione Eyu”, “ente – la descrivono gli investigatori – di diretta emanazione del Pd”. La Tci Telecomunicazioni Italia srl “da ricondurre all’onorevole Gianfranco Librandi (onorevole di Italia Viva, non indagato, ndr), ha erogato 100mila euro a favore della Fondazione tramite due bonifici di 50mila euro cadauno, effettuati il 4 e l’11 luglio 2018”. Sono contributi che secondo la Guardia di Finanza “appaiono funzionali alla ‘copertura’ dei costi del noleggio dell’aeromobile con cui Renzi si è recato a Washington”. E aggiungono: “In tal senso si evidenzia la circostanza i bonifici sono pervenuti alla Open prima dell’emissione della fattura Leader srl n. 206 del 16 luglio 2018”.

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  3. Avanti a tutta birra con il campo largo!
    Come “quale campo”?
    Quello “progressista” , mi pare chiaro!
    W l’ulivo 2.0 !
    W il nuovo corso “moderato e liberale”!

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  4. Fabrizio,

    non ricordo che Berlusca fosse parte attiva nella scelta. Ma comunque anche se lo avessero scelto insieme, Renzie nel 2015 non è che ha scelto uno che gli facesse facesse dei favori, dai su. Cosa nella storia di Mattarella lo rende ricattabile? Ha scelto uno che passasse il quarto voto e lui risultasse manovratore.
    E poi, la storia dell’errore: per me lo è, politicamente poteva essere così deciso una settimana prima. A mio avviso tramava perché Conte restasse, come dimostra l’ultimo appello fatto da Conte al bomba, non certo farina del suo sacco, ma del sacco del pdr. Poi però è andata come sappiamo, ma non ci vedo deficienza.

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  5. Si fa giornalmente, e come prima notizia di TG e giornali, la conta di quelli che impropriamente ricevono il Reddito di Cittadinanza. Lo scopo è chiaro: occorre spargere anche il sale sui resti del Conte1, quindi all’ attacco del Reddito e di Quota100 che servono per “stare sul divano”, mentre la Fornero ci porterà l’ ennesimo Rinascimento.
    Stessa cosa accade con i politici “poltronari” ( soprattutto 5stelle, ovvio…).
    A votare non si deve andare, altrimenti il “popolo” (quel disgraziato) sceglierebbe i “populisti”.
    Quindi occorre mantenere lassù il Migliore, eletto da Mattarella perchè non si poteva “tornare a votare” (Pandemia? No, rischio “fascismo”).
    Ma siccome occorre il voto del Parlamento per confermare gli Eletti, occorre tenere il Parlamento sotto ricatto, e lo si può fare in molti modi (tutti tengono famiglia, non solo Grillo; e anche calzini azzurri, volendo…).
    Siccome i Migliori sono migliori, occorre dimostrare ad ogni piè sospinto che gli eletti democraticamente (per quanto…) dal popolo sono “peggiori”, quindi dobbiamo essere contenti della decisione di Mattarella ed accettare la situazione, persino ringraziando Dio di esserci salvati dalle elezioni che ci avrebbero rigettati nel Ventennio.
    Non vorrete mica lasciare il Paese in mano di questi cialtroni che non mollano la poltrona! Vi serva di monito: Migliori, eletti da “chi sa” ed “è buono” è meglio.
    Non corrispondono al pensiero ed ai desideri della maggioranza dei cittadini? Poco male, anzi, meglio: in Democrazia sono le “minoranze” a dover essere tutelate. Tutelate va bene, ma anche stare al potere? Certamente, dato che le maggioranze sono imbecilli, terrapiattiste e choosy. Ed eleggerebbero poltronari fascisti e ladri. Perchè le elezioni quindi? Non vedete le meraviglie dei Migliori? Da Filippo Ganna ai Maneskin: tutto merito di quelli “lassù”

    Questo ci dicono, sottotraccia, parlando di “poltronari”. E noi come al solito becchiamo.
    E’ la democrazia del cosiddetto Terzo Millennio. Ci pensano “loro” ma “noi” siamo contenti. Altrimenti tornerebbero i fascisti, le alluvioni, i vaccini durerebbero pochi mesi, le clientele verrebbero mantenute, si alzerebbe ai massimi il costo dell’ energia in tutte le sue forme, l’ inflazione tornerebbe a correre, la povertà a crescere…
    Oddio, succede già? Errore, è solo una percezione. Del popolo. Una cantatina apotropaica di Bella Ciao in piazza ( se “di sinistra” non ci si contagia) e passa la paura.

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