Ma la gente è ancora interessata al potere, al governo, allo Stato?

(Francesco Erspamer) – L’appiattimento sull’attualità e il disinteresse per la Storia, prima sdoganati e poi imposti dal liberismo, non solo inducono a ripeterne gli errori ma soprattutto impediscono di mettere in dubbio le paranoie e pulsioni del momento, collettive o individuali e generalmente istigate dai media e dalla pubblicità. Che è il motivo per cui la religione oggi dominante è il consumismo, inteso come incapacità di conservare e preservare oggetti, memorie, sentimenti, abitudini (in modo che non diventino tradizioni) e idee (in modo che non diventino ideologie), accontentandosi di venerare idoli usa e getta, dunque neppure d’oro bensì di plastica ma con un marchio ad alta riconoscibilità. Se invece il passato non lo si cancellasse per giustificare il presente ma lo si usasse per verificare sé stessi e le proprie scelte (e accorgersi che per lo più sono indotte dalle multinazionali e dalle celebrity al loro servizio), forse ci si domanderebbe come mai per millenni i popoli di tutta la Terra abbiano preferito (o accettato, che è la stessa cosa) di essere dominati da re autoritari o piccole oligarchie piuttosto che pretendere forme di governo democratiche. Platone, che non credeva nella democrazia (neppure nella versione ridotta dell’Atene di Pericle) diede una spiegazione molto acuta: perché la gente ordinaria, soldati, agricoltori, artigiani, commercianti, hanno troppo da lavorare per potersi occupare di politica. E allora era vero, in una società povera, dura e soggetta a una cronica scarsità di beni. Infatti, quando la rivoluzione scientifica e industriale e le innovazioni tecnologiche portarono a un diffuso benessere (oltre che a una dissennata crescita demografica e che a un insostenibile saccheggio delle risorse naturali), le masse cominciarono a trovare il tempo per organizzarsi in partiti, sindacati, movimenti, insomma per fare politica, raggiungendo rapidamente straordinarie conquiste sociali, civili ed economiche.

La controrivoluzione liberista ha bloccato tutto e ha fatto regredire i popoli nell’ignoranza e nel qualunquismo. Intenzionalmente e con successo. Oggi la gente ha un sacco di tempo libero ma non per la politica: piuttosto per fare shopping (con l’anglicismo in quanto si tratta di un’attività compulsiva ben diversa dal fare compere), per abbrutirsi di videogiochi, sport e altra pornografia davanti a uno schermo, per viaggiare verso località false come un parco di divertimenti della Disney al solo scopo di evadere dalla realtà, non di fare esperienze e maturare. L’individualismo ha sostituito il senso di appartenenza, l’edonismo (ricerca del piacere personale) ha sostituito la morale (ossia la ricerca del bene comune), l’eudemonismo (ricerca della felicità) ha sostituito l’impegno e la dedizione (ossia la ricerca della conoscenza): inevitabile che la democrazia sia in crisi.

Ne ripeto la ragione: la democrazia non è affatto, come in una troppo famosa battuta di Churchill, la peggiore forma di governo a eccezione di tutte le altre (ovvio che lui lo credesse, un ricco e ferocemente antisocialista snob inglese), e neppure un regime particolarmente fragile. No. Il punto è che la democrazia, per esistere, deve ovviamente essere democratica, deve essere “potere del popolo” (questa l’etimologia greca). Che non significa potere dato al popolo; significa potere che il popolo rivendica e si prende. Con una rivoluzione, se lo volesse e gli venisse negato: ma non è la situazione attuale. Nella situazione attuale la questione è se alla gente ancora interessino il potere, il governo, lo Stato, cioè se sia disposta a sacrificare energie, tempo e denaro per partecipare alla vita politica, e non saltuariamente ma in maniera continuativa.

No? È la risposta che per millenni gli oppressi hanno dato ai loro oppressori, accettando di fargli da servi pur di non doversi informare, pensare, lottare, decidere, prendersi responsabilità, fare politica.

3 replies

  1. Sembra un po’ tardino per certe riflessioni, assaggia un dolcetto a forma di pipistrello, tra poco è Halloween, il giorno dei morti (viventi) giusto appunto.
    Oppure c’è il fantasmino di marzapane, ti pià??

    "Mi piace"

    • Macche’ riflessioni, dammi potere, governo, che robba era l’altra?

      Dateli a me, altro che Zingaretti Conte Letta. Come al parchetto:

      “E passaaaa!”

      "Mi piace"