Malagò: l’inossidabile grand commis dell’Italia peggiore

(Francesco Erspamer) – Fare politica significa essere capaci di organizzarsi, significa saper fare propaganda per le proprie idee, e significa innanzi tutto avere idee, meglio se strutturate in un’ideologia. Ma significa anche compiere delle azioni dimostrative appena se ne abbia la possibilità, ossia ancor prima di essere in grado di realizzare i propri obiettivi primari; proprio per acquistare la credibilità e la sicurezza necessarie per intraprendere azioni più ampie e ambiziose. Il M5S non lo ha mai fatto e non lo dico per criticarlo (ormai non ne vale la pena) ma perché serva da monito per futuri partiti intenzionati a cambiare qualcosa. Per esempio: come mai oggi mi tocca leggere di Malagò e delle sue trame sui giochi invernali di Milano e Cortina? Cominciai a credere davvero nel M5S quando nella capitale candidò Raggi con il proposito di impedire la grande abbuffata delle Olimpiadi romane nonché la frettolosa costruzione di inutili stadi per ingraziarsi i palazzinari. Quando vinse, e dopo il trionfo dei grillini alle politiche del 2018, mi aspettavo che la prima testa a cadere fosse quella del presidente (a vita?) del CONI, inossidabile grand commis dell’Italia peggiore, a segnalare l’inizio di un nuovo corso. Grazie al controllo dei servizi segreti e della Rai, mi dicevo, sarebbe stato finalmente possibile bruciare anche un uomo di gomma come Malagò e così spaventare e rendere più malleabili (alla fine l’unica cosa che gli importa sono i propri interessi) tanti simili a lui.

Invece il M5S non ci ha neanche provato: troppo impegnato a espellere i propri parlamentari che non volessero regalare agli italiani, berlusconiani inclusi, una significativa porzione del proprio stipendio. Ma in effetti se ci avesse provato non ci sarebbe riuscito: perché nel frattempo aveva deciso di non sporcarsi le mani con la Rai e con i servizi segreti, ossia con il potere. Mandando un chiaro messaggio a nemici, amici e indecisi: a stare contro di noi non si perde né si rischia di perdere nulla, a stare con noi non si guadagna nulla. Inevitabile che finisse come è finita e che Malagò sia lì a guidare l’ennesima devastazione ambientale con la scusa dello sport, del turismo e della crescita economica (dei ricchi e degli speculatori).

3 replies

  1. Quando ho visto la compagna di Di Maio , presentare il suo libro al circolo Canottieri , e ricevere il baciamano da Malago’ ……

    Gianni

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