La debolezza della destra

(Tommaso Merlo) – Sembrava che i sovranisti dovessero sbranare il mondo ma alla fine si son messi a cuccia pure loro. A cuccia di Draghi e del pensiero unico. Salvini al governo col Pd, la Meloni a far finta opposizione. L’unico vero scandalo che li sta danneggiando è il “tanto rumore per nulla”. Che governino loro o gli altri non cambia una beata mazza. E’ questo il messaggio che gli hanno recapitato i loro elettori alle amministrative. L’imbarazzante livello dei candidati e delle classi dirigenti è una conseguenza e non una causa della crisi della politica. Per attirare le migliori energie del paese serve idealità, serve progettualità. Serve una politica vera e cioè che sgorghi dalle strade e non dai palazzi. Altrimenti la politica è ordinaria amministrazione di condominio. E’ marketing per strappare qualche manciata di poltrone e poi una volta nei palazzi “salutame a’ soreta”. Salvini è venuto a noia come quegli spot rivisti troppe volte. Incredibile che nessun guru social lo abbia avvertito come la sovraesposizione mediatica generi l’effetto boomerang e come l’aggressività generi l’effetto karmico. Ma forse è Salvini a non riuscire a disintossicarsi dai riflettori. Insegue ancora il miraggio dei pieni poteri anche se in modo sempre più scomposto e fiacco. Le percentuali da capogiro che raggiunse sono state un appuntamento con la storia che il leader leghista ha clamorosamente mancato. La bolla è scoppiata troppo presto e la pandemia ha fatto riemergere la Lega pragmatica che pensa ai danè e quindi stravede per Draghi. Altro che bestialità social. Già, Salvini è in picchiata mentre la Meloni è in forte ascesa. A destra il cuore palpita per lei, per la ferrea e roboante e scaltra eroina capitolina. Una politicante navigata che salpata dai meandri della destra nostrana procede a vele spiegate verso Palazzo Chigi. E’ lei l’ultima bolla. Vedremo se scoppierà prematuramente o se almeno lei coronerà i suoi sogni di gloria. Ormai va così, l’elettorato superstite non vota, fa shopping politico. Si guarda attorno cinicamente e soddisfa gli sfizi del momento. Usa e poi getta. La Meloni ogni tanto viene sfiorata da qualche scandalo. I soliti vizietti che riaffiorano dalle ceneri nerastre dei bei tempi che furono. Ma anche Salvini ci è passato e quando la bolla si gonfia non la ferma nessuno. Le bolle implodono da sole, col tempo. A scombussolare la corazzata sovranista è invece una lotta intestina per la leadership sempre più serrata e una sostanziale inconsistenza politica. C’è una destra più urlata e una più posata ma sotto sotto è la stessa solfa. Tanto rumore per nulla. Il sovranismo ha prosperato su paure superate dalla realtà e da un mondo che si ostina a roteare. Hanno esasperato gli animi rivangando anacronistiche identità e rigurgiti nazionalisti. Se la son presa con categoria indigeste ed hanno sbandierato giurassici bigottismi. Sembrava che dovessero sbranare il mondo ma alla fine si son messi a cuccia pure loro. A cuccia di Draghi e del pensiero unico. Tutta conseguenza e non causa della crisi della politica. Una profonda crisi di credibilità e di visione. Di idealità e di progettualità. Una politica che non sgorga dalle strade ma dai palazzi. Ordinaria amministrazione di condominio. Marketing per strappare qualche manciata di poltrone e poi una volta nei palazzi “salutame a’ soreta”.

2 replies

  1. FABIO CAPEZZONE
    Il 52 per cento dei cittadini aventi diritto al voto hanno esercitato il diritto al non voto. Che in realtà è una scelta. Che ha un peso voluto. Vuol dire che la popolazione di Roma non è in grado di vivere in modo sano. Lecito. Onestamente.
    Mi arriva vago sentore che funziona così ovunque. In tutte le case della nazione.
    Lo sappiamo tutti che le buche, la mondezza, i cinghiali, sono solo agenti provocatori. Sono scuse. Perché, ad esempio, tutti conoscono il problema rifiuti, dopo la chiusura della più grande discarica d’Europa a Malagrotta. Tutti hanno finto di non sapere. Perché a Roma, come in tutti gli angoli di questo Paese, si campa con la frode. Non bisogna mica fare esempi. Non bisogna mica indicare il politico, il personaggio famoso. Qui rubano tutti. Caro mio amico lettore.
    Basta che ti guardi attorno. Ruba il meccanico, l’idraulico, il poliziotto. Ruba il farmacista. Il medico. L’avvocato. La maestra a scuola, il bambino. La furbizia, l’impiccio, il passare avanti agli altri, la raccomandazione, il biglietto sull’autobus, il grammo di crema, l’ora di lavoro.
    Ruba chi ti paga. Ruba lo stato, con le iperboliche tasse, le accise, le ritenute, i canoni in bolletta. Rubano i fornitori dei servizi più essenziali, l’acqua, l’elettricità, il gas. Tutti. Tutti. Nessuno escluso.
    Il paese è fondato sulla frode.
    Tant’è che, se qualcosa costa il giusto, se tutto fila liscio, ci insospettiamo. Dov’è l’impiccio?
    E allora, in fin dei conti, togliere di mezzo la Raggi era necessario. Lo sapevamo tutti.
    L’accanimento terroristico contro la persona, supportato da tutti i maggiori e minori esponenti della comunicazione, per ben cinque anni, in ogni momento, in ogni trasmissione, in ogni notizia, sempre, da Domenica In a Striscia , quotidianamente, è stato uno stalkeraggio senza soluzione di continuità.
    Una assillante, maniacale menzogna, ha inevitabilmente prodotto il paradossale risultato elettorale. Una ennesima pantomima.
    Gridare onestà è uno slogan utopico.
    Se ci fosse un Paese onesto non basterebbero le patrie galere. Avremmo milioni di galeotti dietro le celle. Ora invece è un popolo di galeotti, a piede libero.
    Aver regalato Roma ai banditi è una leggerezza imperdonabile. Quando sei in guerra devi essere meno fighetto. Quelli sparano e non si può rispondere con il bon ton.
    Siamo chiari, davanti ai soldi, non frega un cazzo a nessuno se parli latino. E i soldi non hanno bandiera. Pecunia non olet.
    Poi ci sarà qualcuno in grado di analizzare la questione con i mezzi scientifici, l’analisi statistica, le strategie messe in campo.
    Tuttavia, la faccenda è l’epilogo di una débâcle totale del cittadino prestato alla politica.
    Non ci siamo saputi difendere. Non solo come movimento, ma come persone.
    Se Virginia Raggi non è riuscita a fare capire, alla gente, la bontà e le modalità della sua azione amministrativa e politica, il problema è radicato nella mentalità di questo paese.
    Tutto il movimento ha miseramente fallito.
    Perché?
    Perché l’italiano campa di espedienti.
    Vive di sotterfugi. E quando raggiunge una meta truffando si sente un eroe.
    Se vuoi vivere in un paese onesto devi cambiare modalità.
    Vuol dire cominciare ad insegnare cosa vuol dire ai bambini. Dalla nascita. Dall’asilo. E questo lo deve fare la scuola e i genitori.
    Ma come è possibile se la scuola e i genitori sono i primi disonesti?
    La cosa, già grave di suo, è ancor più grave, perché non riconfermare Virginia vuol dire ammettere di preferire il sistema mafioso.
    Le ville abusive, le mazzette, lo sperpero di denaro pubblico, le lobby, lo spaccio, il riciclaggio, la manipolazione della realtà.
    Che Dio vi benedica e vi illumini di saggezza.
    PS. (Scusate il ritardo).
    Al ballottaggio io non voto nessuno dei due gaglioffi. Sia chiaro.

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  2. QUANDO I VOTI VALIDI SONO MENO DI META’ DEGLI AVENTI DIRITTO, PERCHE’ DIAMO VALORE DEMOCRATICO A TALI ELEZIONI? ELEMENTARE !!!

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